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Rosa Funzeca fa la prostituta da vent'anni. Un giorno decide di dare una svolta alla sua vita, trovare un altro lavoro e riunirsi a suo figlio Fernando, cresciuto in un istituto di frati. Ma realizzare i propri propositi non è affatto semplice e la donna è costretta a tornare sulla strada.
ENZO BARBATO (18-10-2006) Grimaldi firma la sua opera, a mio avviso, più importante, più significativa, pur essendo un chiaro omaggio alla memoria di Pier Paolo Pasolini. Infatti la pellicola si ispira a "Mamma Roma", ricalcandone coraggiosamente la trama e trasportandola senza poche difficoltà temporalmente ai giorni di oggi. Ida Di Benedetto recita, come sempre, in maniera magistrale, tenace, a volte rude a volte dolcissima ma sempre illuminata da un imponente cuore di madre che squarcia ogni sequenza di questa pellicola. Agevolata anche da eccellentissimi attori napoletani e la solita raffinata fotografia in bianco e nero di Maurizio Calvesi che non essendo spietata, come magari dovrebbe, rende meno devastante l'infernale periferia napoletana e il suo prospiciente hinterland, oltre a regalare dei primi piani di notevole rilievo. Linguaggio necessariamente demotico, scurrile ma quanto mai efficace per valorizzare il contesto su cui realmente dovremmo riflettere un pò tutti. Il dialetto napoletano utilizzato riesce sostanzialmente a farsi comprendere o magari riesce a trasmettere efficacemente il messaggio. Bravo Primo Reggiani, nel ruolo di un figlio diffidente, volubile, trascinato da cattive compagnie che lo renderanno edotto del truce mestiere che è costretto a svolgere la madre, scaturito da un passato infame che ne ha macchiato il percorso vitale in maniera indelebile. Ragazzo che riuscirà ad amare davvero quella madre sanguigna, di una tenerezza acerba ma toccante, solo nel momento in cui se ne sbarazzerà con un colpo di pistola pilotato da una rabbia cieca e da una malcelata vergogna. Bellissima la scena della colazione a sorpresa accompagnata dalla "Canzone dell'amore perduto" di De Andrè. L'equlibrio perfetto del film si flette, fortunatamente in maniera lieve, solo in alcuni dialoghi palesemente incerti e melodicamente intermittenti. Globalmente un bravissimo ad Aurelio Grimaldi e a tutto il resto del cast sia artistico che tecnico. Grande film. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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