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Titolo | Solaris |
| Paese, Anno | Stati Uniti, 2002 | | Regia | Steven Soderbergh | | Principali interpreti | George Clooney; Natasha McElhone; Jeremy Davies; Ulrich Tukur; Viola Davis; Donna Kimball | Prezzo
| € 12,90 |
| | Film per tutti |  |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Fantascienza | | Produzione | 20th Century Fox Home Entertainment, 2003 | | Dati tecnici | 99 min. | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Dolby Digital 5.1 - inglese, Dolby Digital 5.1 - francese, Dolby Digital 5.1 | | Lingua sottotitoli | italiano - inglese - francese - olandese - greco | | Contenuti | commenti tecnici; dietro le quinte (making of); sceneggiatura originale |
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Il dottor Chris Kelvin è incaricato di indagare su ciò che sta avvenendo sulla base spaziale Prometeus, in orbita attorno al pianeta Solaris. Arrivato sul posto scopre che il capitano, un suo vecchio amico, si è tolto la vita e i due scienziati superstiti danno segni di squilibrio. Al risveglio dalla sua prima notte alla base, Kelvin si trova di fronte alla materializzazione della moglie, morta poco tempo prima. Solaris infatti è un organismo misterioso capace di materializzare i pensieri e i desideri degli uomini.
Questo film è tratto dal libro Solaris di Lem Stanislaw
19 recensioni presenti. Media Voto: 3.68 / 5Sandor Krasna (10-07-2008) Un film dalle molteplici influenze, tutte sfruttate malaccio dal regista più inutilmente ambizioso operante a Hollywood. E' fino troppo facile dire che, paragonato al film di Tarkovskij, questo è una castagna secca. Così, per premunirsi in anticipo, regista e produzione si appellano al comune romanzo di Lem -- senza intuire che nel nuovo paragone il film ne esce ben peggio. Un placida nullità tirata a lucido. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
massimo (24-05-2008) A me è piaciuto poco. Troppo lento, troppo verboso, troppo intellettuale. A suo tempo i manifesti di Solaris sottolineavano orgogliosamente "la risposta russa a 2001 Odissea nello Spazio" altro film che trovo stucchevole e sopravvalutato. Questa versione moderna sfrutta un ottimo cast e gli effetti speciali del nuovo millennio, ma resta una storia per palati fini. Se per voi fantascienza è alla Guerre Stellari non perdeteci tempo ...
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Valentina (07-05-2008) Io non visto l'originale del 1972 quindi non posso fare nessun paragone. Il film mi è piaciuto molto (soprattutto la scena dove si vede il fondoschiena di George Clooney, eheh!!!)
Mi piace l'idea che lui incontri la moglie e voglia riportarla sulla Terra con se. Capisco anche gli altri che vogliono tornare sulla Terra distruggendo i visitatori.
Ottimo recitato di Clooney Voto: 5 / 5 |  |  |  |
CUCCUREDDU (29-08-2007) che cosa stupida voler giudicare un film UNICAMENTE per il suo grado di somiglianza al libro da cui è nata l'idea o al film da cui è tratto il remake!!! Il film è stupendo ed è attinente solo in parte ai predecessori Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca Ballati Marinella.avetrani@alice.it (24-07-2007) Quando ho saputo che il film aveva fatto flop al botteghino sono stato felicissimo, così imparano a fare il remake di un capolavoro di Tarkovskij e trasformarlo in una boiata Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mac_User91 (01-10-2006) Dopo una rilettura del libro di Lem ed aver rivisto il film di Tarkovskij, ho voluto guardarmi questa nuova versione e ne sono rimasto un po' deluso. Non sono un difensore ad oltranza di Tarkovskij e sono dell' opinione che il suo Solaris non sia quel capolavoro assoluto inarrivabile di cui parecchi dissertano; però questo è peggiore, nonostante gli effetti speciali (di cui il regista russo non poteva disporre). Soderbergh è riuscito a metà nel suo intento. Si, il dramma è ben reso, Clooney e gli altri recitano bene ma, proprio per le nuove tecnologie di cui l' americano disponeva, il film devia troppo dal libro di Lem; la parte fantascientifica (di un romanzo di SF si tratta comunque), è stata troppo ridotta. Nel libro, la stazione orbitante non è immersa in quella penombra perenne da convento propostaci da Soderbergh, anzi, è esposta alla luce insopportabile dei due soli, azzurro e rosso, che si avvicendano nel cielo del pianeta e dei quali lo scrittore si sofferma più volte a descrivere i violentissimi giochi di luce che conferiscono ulteriore drammaticità alle scene. Un ulteriore tono di drammaticità è conferito al romanzo dalla descrizione, io trovo quasi orrorifica, dei moti ondosi del mostruoso oceano di Solaris con i suoi rivoltanti colori totalmnete alieni, mentre in questa nuova versione filmica, Solaris non sembra nemmeno un pianeta bagnato da un unico grande Oceano alieno, bensì una specie di stella azzurra che brilla di luce propria. Mi fermo a questi aspetti per me molto importanti e nei quali considero il film russo decisamente migliore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
salvatore (16-10-2005) la scoperta di una dimensione nuova rispetto a quella solita terrena.nuova,non diversa o migliore o peggiore.nuova perche'piu'completa,fatta di quotidianeita',ricordo,realta',inconscio,desiderio,immaginazione,errore,sconfitta,rassegnazione,vittoria."tutto e'perdonato". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Agnese (20-09-2005) Sono d'accordo con molti che sostengono che i capolavori non andrebbero rifatti. A volte però esiste un altro punto di vista apprezzabile e da non sottovalutare. Ed è questo il caso specifico. Film, anche se rivisitato, ben diretto ed interpretato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
miracleworker (11-09-2005) Tarkovskij docet..... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Thibault (07-09-2005) Non ero così convinto quando sono andato a vedere il film al cinema... Invece poi ho comprato il dvd!
A mio avviso è un film difficile per la critica. Il tema non è più attuale, quindi un remake era rischioso già in partenza. Ma il film mi ha totalmente sedotto. E' un film lento ma paradossalmente sono rimasto senza fiato per 2 ore. Gli attori hanno tutti fatto una performance eccezionale: ogni piccolo gesto, ogni silenzio è carico di significato. E la musica, così strana, non riesci ad afferrarla eppure ti penetra l'anima.
Mi chiedo perché ad alcuni non sia piaciuto. Forse
perché il film è talmente... non mi viene la parola... tutto d'un pezzo, come questi puzzle cinesi a 3 dimensioni, senza tutti gli elementi caderebbe a pezzi. E quindi o ti piace, o non ti piace. Difficilmente piacerà un pò. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Beppe il Brema g.cirio2@virgilio.it (10-03-2005) Solaris a mio avviso è uno dei migliori racconti di SF, peccato che Soderberg ci abbia voluto mettere del suo, tagliare, modificare, insomma questo film si riconosce appena con il libro di Lem, anche se un po' pesante. Chissà quando i registi impareranno che la gente legge, seppure in Italia poco, e certamente fa paragoni, quando finiranno di rovinare opere eccelse? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
paolo63 (07-09-2004) Film bellissimo, un Clooney in gran forma, molto istruttivo anche il commento al film medesimo.
Non si tratta di un sempice remake, tantomeno come il film originale di 'Fantascienza'.
Cerca secondo me di narrare la moltiplicazione del nostro io.
Solaris il vero protagonista del film, fa da oceano/inconscio nel quale l'uomo moderno il quale non ha più un vero contatto con ad es il cibo, inizia a domandarsi 'Ma questa matita come viene costrita?'
I personaggi sono proiezioni, o meglio Solaris fa in modo come il seno buono della madre Kleiniana, venga soddisfatto il primario bisogno di nutrimento.
Traslando il tutto prietta l'immagine della moglie scomparsa.
I vari personaggi che popolano l'astronave impazzita, sono prigionieri di Solaris, o meglio hanno accettato di vivere i loro desideri, regredendo a soggetti infantili.
Clooney cerca in tutti i modi di resistere, am alla fine, il nufragar mi è dolce in questo mar. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Kappa (31-08-2004) Solaris di Soderbergh non è piaciuto in America. Nel nord europa, molto. In Italia temo che il solito antiamericanismo (che salva a quanto pare solo i fratelli Cohen: curioso fenomeno socio-culturale...) misto ad un tipico snobismo culturale (pari solo a quello dei nostri cugini transalpini) abbia condizionato molte di quelle recensioni in cui viene bollato più o meno come la solita spazzatura Yankee (si veda il forum di 35mm, ad esempio). Non sfuggirà a nessuno (!) di quegli snob quanto lo scrittore polacco Lem sentisse la sua opera tradita dal capolavoro di Tarkovsky: si ignora ancora la sua reazione a questo sforzo di Soderbergh. Quanto a noi reputiamo questo film di rara bellezza visiva e di atmosfera sublime. Un film che dura ben più dei suoi cento minuti scarsi, nel cuore di chi vi si accosta senza pregiudizio. Le critiche a mio parere più intelligenti fanno notare che Soderbergh crea un suo Solaris, diverso e complementare a quelli di Lem e Tarkovsky. Se in quello di Lem l'elemento centrale può essere considerato la consapevolezza dei limiti della ragione umana e in Tarkovsky piuttosto il potere salvifico della consapevolezza della colpa e della perdita al di sopra di questi limiti, Soderbergh sceglie di analizzare (o meglio sarebbe dire "sintetizzare" vista la sua maestria unica al mondo nel montaggio) la natura amorosa della relazione tra Kelvin e la "sua" Rheya. Tema centrale del film è che l'amore possa vincire tutto: anche la perdita e la morte. "And death shall have no domain" è la poesia di Dylon che getta luce su tutta la sceneggiatura.
NON PROSEGUITE NELLA LETTURA SE NON AVETE VISTO IL FILM - SPOILER!!! -
Ma attenti alla "letio facilior": l'amore di cui parla abbastanza chiaramente Soderbergh nel finale del suo film (aguzzate vista, udito e memoria, vi illuminerà come un canto delle Upanishad) è un amore solipsistico.
Rheya è morta: è come dice Empedocle "resa niente, per sempre". La forza psichica di Kelvin, catalizzata da Solaris - a cui non vorrei dare troppa "coscienza" e "antropormo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano b (31-08-2004) Mi è piaciuto molto(nonostante il ritmo un poco lento per i miei gusti)! Ti lascia la libertà di interpretare come meglio desideri il "senso della vita" senza dovere accettare o rifiutare una versione precostituita. Diverso dal "capolavoro originale", può considerarsi solo parzialmente un remake. L'ho comprato dopo averlo noleggiato e penso di non avere sprecato il mio denaro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Federico Testa (31-08-2004) Soderbergh realizza un film pressocché perfetto su uno dei libri cardine della civiltà occidentale, Solaris di Lem.
Forse avrebbe dovuto indugiare di più, rallentare ancora di più la contemplazione dell'ambientazione, dell'Essere altro che è Solaris, ma questa è una questione di puro montaggio, campo di battaglia dei produttori affamati di soldi; la perfezione di Soderbergh è quindi nell'inquadratura, nella composizione visiva (fotografia) e sonora (la colonna sonora di Cliff Martinez), nella capacità di estrarre temi eterni e di rielaborarli perché non vengano rigettati anche da menti contemporanee abituate alla loro rimozione o esorcizzazione.
La bravura di Soderbergh sta nel creare un prodotto simil-hollywood, ma anti-holliwoodiano. Molto più anti-hollywoodiano di quelli che lo sono per contratto o per manifesto. Così come Tarkovsky, Lem e Sostakovich (per fare qualche esempio) riuscirono a confezionare capolavori assoluti che sembrassero prodotti di regime pur essendo i loro più formidabili nemici dall'interno, Soderbergh adatta la tragedia personale di Kelvin a prodotto convenzionale cinematografico. Anche se in realtà è una vista sull'Assoluto. Sul Profondo Assoluto con cui abbiamo a che fare per il semplice fatto che respiriamo e ne siamo consapevoli.
Per le anime semplici (o che lo vogliono essere)questo basterà per godere di un film diverso, ma interessante.
Per tutti gli altri, sarà una esperienza che cambierà impercettibilmente la loro vita da desti. E da dormienti.
Ad un film non si può chiedere altro di più.
Mai. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Biagio Giordano (12-03-2004)
“Solaris” di Steven Soderbergh USA 2002 99’
Originale film di fantascienza che fa della lentezza scenica un linguaggio ossessivo. La sceneggiatura di Solaris si snoda con un ritmo psicanalitico. Lentamente, su uno sfondo dominato da immagini cromate di azzurro e viola; colori gai che rivestono di speranza i dubbi metafisici dei protagonisti. Il film fa precipi-tare, con forza straniante, in un altro tempo logico. Un tempo imposto da un inconscio aperto, dischiuso dalla bellezza di una donna e da una tragedia. Un inconscio che vuole esprimersi e teme perciò il razio-nale. I ricordi veri e quelli di copertura del dottor Kelvin si alternano ossessivamente. Li muove una pul-sione di colpa originata dal suicidio della moglie Rheya. Kelvin non poteva più amare Rheya che pur gli dimostrava forti sentimenti. Una donna affascinante ma misteriosa che non comunica le parti di sé più vi-cine all’intelletto creativo. Il narcisismo di Kelvin rimane insoddisfatto. Impossibile avere la donna “tutta”. Potere e amore entrano inevitabilmente in conflitto. L’Io del dottore non riesce più a contrastare il rimosso. Le forze rimoventi cedono al godimento delirante della purificazione. Verità e senso di colpa si combattono inesorabilmente in Kelvin per la ricerca di una quiete che riapra vie di felicità. Questo pro-cesso psichico inizia durante il primo sonno sulla stazione spaziale che ruota intorno a Solaris. Il pianeta reagisce alla presenza umana con un’intelligenza primitiva. E’ in grado di materializzare figure umane presenti nella memoria dei protagonisti. Kelvin rivede Rheya e inizia con lei un nuovo rapporto. Il pensie-ro di Solaris non ha intenzioni strategiche, è mosso da un soggetto fuori da ogni logica umana. Il suo gio-co può essere brutale. L’oceano del pianeta apre casualmente processi psichici che portano i problemi di Kelvin ad una svolta. Dirà con meraviglia Rheya nel momento in cui alcuni nodi si sciolgono: “Tutto quello che abbiamo fatto è stato perdonato”; purificato dall’oceano mortale di Solaris? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marta martazovi@email.it (15-02-2004) Come film è molto particolare con scene improvvise molti flash-back, ma molto molto bello io consiglio di vederlo, anche perchè c'è come attore principale un gran bel uomo il mitico George Clooney.Buona visione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paul newone@tiscalinet.it (12-01-2004) Un film che mi e piaciuto molto , anche se è un rifacimento è uno dei pochi casi in cui è riuscito.Puo sembrare lento ma a è uno di quei film che quando esci dal cinema ti fanno pensare molto e aprire dibattiti con gli amici.Probabilmente non ha molto che a vedere con l' originale ma non facciamo sempre gli integralisti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jonathan penderecki (20-07-2003) A chi e a cosa serve un film come questo? Quali fantasmi pretende evocare? Rifare capolavori intoccabili non giova a nessuno, e tutti ci hanno sbattuto il naso. Per quante sciocchezze alla Matrix si possono vedere, per quanto si cerchi di sfruttare all'assurdo la non conoscenza di certe lontane opere d'arte da parte di un pubblico pigro e diseducato, la fantascienza come pretesto per indagare i meandri dell'animo umano pochi l'hanno saputa usare al cinema: i grandi visionari, i grandi autori, Kubrick o Tarkovskij che siano, forse lo Scott di Alien. Soderbergh ha toppato, mi ha annoiato, non sapeva dove mettere le mani. Consiglio: mettere da parte la presunzione. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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