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Maine, dopo un violento temporale si forma un densa nebbia che ben presto assedia una città. Un gruppo di persone rimane intrappolato in un alimentari nel centro del paese. Purtroppo per loro, scopriranno che all'interno della nebbia si sono formate delle creature immonde, forse provenienti da un universo parallelo o generate dagli esperimenti della vicina base militare. Da qui nascerà un battaglia per la sopravvivenza.
11 recensioni presenti. Media Voto: 3.36 / 5Annibale Antonioni annibaleantonioni658@gmail.com (15-04-2012) Eccezionale. Straordinario. Grandioso. Immenso. Non dispongo di parole sufficienti per omaggiare questo tributo alla storia del cinema e dell' uomo. Ogni scena di questo capolavoro cela al suo interno un numero spropositato di metafore e di simboli, alcuni più velati di altri. Un' opera che si apre a diversi gradi di lettura, ma trovo che sia pressochè impossibile non percepire il messaggio di fondo del geniale regista. Questo lungometraggio, giustamente collocato nella categoria degli horror, mostra l' orrore che ci accompagna nella vita di tutti i giorni. Esatto, perchè anche quando creature che sembrano essere state partorite dagli abissi più oscuri dell' universo invadono il mondo, il mostro più grande è sempre lo stesso: l' uomo. Difficile non notare la critica al mondo politico, colpevole di negare verità terrificanti fino a quando non è ormai troppo tardi; arduo non cogliere l' ammonizione rivolta al mondo scientifico, noncurante dei rischi derivanti dal progresso e desideroso esclusivamente di raggiungere risultati le cui conseguenze sono potenzialmente devastanti. Assolutamente superba appare la trasposizione in chiave moderna del fanatismo religioso, causa di oscurantismo (la nebbia ha chiaramente un risvolto allegorico), erroneamente giudicato proprio esclusivamente del mondo orientale, ma in realtà parimenti radicato nel mondo cristiano, all' interno del quale le condanne a morte pronunciate in nome di Dio sono innumerevoli (basti ricordare il Tribunale dell' Inquisizione). Coloro i quali hanno assegnato il voto minimo a questa pietra miliare o si aspettavano una storia macabra e negli schemi (in questo caso li capisco, anche se non condivido la loro posizione), oppure si sentono punti nel vivo dalla visione, segno che Darabont ha raggiunto il suo scopo. Sarei propenso a mostrarlo in Vaticano, per conoscere la loro replica. Una meta imprescindibile, nel proprio percorso di sviluppo interiore, per chi desidera giudicare in modo critico la realtà. 5/5 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo81tt paolo81tt@gmail.com (11-10-2009) Film davvero interessante per il suo genere (thriller piu' che horror), il successo del regista sta soprattutto nel riuscire a far crescere la tensione nello spettatore che per un bel pezzo deve solo provare ad immaginare cosa si nasconda nella fitta nebbia...Sebbene il film sia una trasposizione di un noto romanzo di Stephen King, posso sicuramente affermare che sia ben riuscita (a differenza di altri casi dove il film non si puo' certo valutare sullo stesso livello della storia scritta). Nel film infatti non si hanno mai cali di tensione e la sensazione di angoscia di cui e' capace il libro originale rimane inalterata anche nella pellicola. Chiaramente il regista, specialmente nella raffigurazione dei "mostri", ricorre alla sempre piu' frequente ed opinabile tecnica del digitale e questo e' forse la parte meno positiva dell'intera pellicola, visto anche la discutibile qualita' dei mostri stessi...In definitiva comunque si tratta di un film sicuramente da vedere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mauro Lanari haldullea@libero.it (11-10-2009) Sulla scia di King, Darabont ci appioppa nientemeno che l’oscena triade famiglia-fede-patria. Con filo-militarismo tecnocrate, i soldati scientisti causano il disastro ma da loro giunge la salvezza, sono gli unici a sapervi porre rimedio. Con filo-fideismo, la santona invasata viene uccisa come se il problema risiedesse nella religiosità oscurantista e irrazionale, però ai protagonisti è divelto il ruolo d’eroi nel momento in cui, senza più fiducia né speranza, per 4/5 si fanno suicidare mentre subito dopo sfila la madre che, proprio grazie a fede e coraggio, ha osato affrontare l’ignoto e l’alieno. La famiglia standard muore dentro il pickup ma viene sconfessata sempre da quella donna che, fin dall’inizio, còre de mamma, s’emancipa da tutti gli altri e riesce nell’impresa di raggiungere le figlie. Ogni altro elemento del film non solo non offusca una scempiaggine così mastodontica, bensì addirittura la esalta: citando i b-movies sci-fi degli anni ’50, Corman, Romero e Carpenter nella condanna psicosociale e politico-economica della mercificazione consumistica (solita location nel supermarket), del conformismo disumano (solito atteggiamento da zombi) e del terrore verso lo sconosciuto (solita trovata della nebbia), il regista usa simbolismi ormai stereotipizzati invece d’attingere alla realtà nuda e cruda. Spaventosamente e mostruosamente inguardabile. Ps: ulteriori considerazioni sparse. Darabont un grande regista per “Le ali della libertà” (1994)? Mai visto forse, in un confronto nell’ambito del cinema carcerario, “L’isola dell’ingiustizia - Alcatraz” (1995), “liberamente tratto da una storia vera”? La miglior trasposizione filmica d’un libro di King? Ovviamente quella più misconosciuta o snobbata: “L’ultima eclissi” (1995), impietoso realismo appena venato dalla classica allegoria sole-luna. Infine: “The Mist” un’opera sui rischi della democrazia? Semmai sui rischi della dittatura della maggioranza. La democrazia, al contrario, serve proprio a evitarli, rispettando e salvaguardando i diritti delle minoranze. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ALEXMARTIN (01-06-2009) Film ben costruito per quanto riguarda il tenerti incollato alla sedia.C'e' la giusta adrenalina.Do 4/5 giusto perche' la storia degli alieni che uccidono l'uomo e lo usano per riprodursi e' un po trita e ritrita pero' davvero che tensione raga....mamma mia. Sul finale concordo con altri che hanno scritto......povero protagonista,che beffa.
Ad ogni modo film consigliatissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mr. socko (18-05-2009) Io vi consiglio di non prestare attenzione ad alcuni commenti negativi su questo sito, The Mist è il miglior horror americano degli ultimi anni, un film apocalittico con echi lovecraftiani e un finale spiazzante. Assolutamente da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elet88 (17-05-2009) Sono daccordo con Mazzo e non capisco Fabio Scarnati.
Le ali della libertà e The Majestic sono due film totalmente diversi. Non puoi paragonarli ad un Horror/Thriller dato che evidentemente non ti appassionano più di tanto.
Questo è un film horror, forse più thriller, e ti tiene inchiodato alla sedia fino al finale diciamo "a sorpresa", angosciante.
DA VEDERE!!! e NON da criticare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (07-05-2009) Mah. Come horror c'è poco horror. Come thriller peggio che mai. Una storia sciapa e improbabile con temi visti e rivisti (militari pasticcioni, universi paralleli, deliri misticheggianti) mostriciattoli mal fatti (alcuni ricordano quelli di Starship Troopers ... altri Tremors 2 e 3 ....). Un cast modesto con un inutile Thomas Jane che interpreta un mix di temi dal finale triste e banale. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fabio Scarnati fabioscarnati@yahoo.it (06-05-2009) Se non avessi visto con i miei occhi che il regista di questo film è Frank Darabont, il geniale regista de "Il miglio verde" e "Le ali della libertà", nonchè del sottovalutato "The Majestic", non ci avrei mai creduto. Darabont ci aveva abituato ad ottime trasposizioni cinematografiche di opere del maestro dell'horror Stephen King, ma questa volta sono rimasto spiacevolmente sorpreso in negativo. Una pellicola banale e deludente. Un film sciocco. Per non parlare del finale con la scena "alla arrivano i nostri"...che "suggella" un film da evitare assolutamente. Ben altra cosa il "The Fog" di John Carpenter, pellicola di caratura decisamente superiore e senza il minimo confronto.E siamo lontani anche dalle deliranti visioni di un Lovecraft. Capita anche ai grandi di fare un passo falso. Perdono quindi Darabont per questa sconcezza poichè egli è e resta a mio avviso uno dei migliori registi viventi. Il suo bellissimo "Le ali della libertà" (anche grazie alle ottime interpretazioni dei due attori protagonisti, un bravo Tim Robbins e uno stratosferico Morgan Freeman, stranamente quest'ultimo non premiato con l'oscar per la sua interpretazione)è da sempre al vertice della mia top ten personale,nonchè universalmente riconosciuto come il più bel film del c.d. filone a sfondo "carcerario" mai realizzato, ancor più dell'ottimo "Il miglio verde" dello stesso regista o del più datato ma sempre eccellente "Fuga da Alcatraz" di Don Siegel.Comunque...ritornando agli horror, e questo The Mist ha solo la pretesa di esserlo, andatevi a guardare piuttosto il sottovalutato e non da tutti conosciuto " The Skeleton Key" di Iain Softley. A mio modesto avviso il più grande film horror degli ultimi vent'anni. Superiore perfino a "Il sesto senso" ed a "The Others". Mai una scena splatter. Mai una sola goccia di sangue. Eppure per tutto il film si respira un'aria malsana...un'atmosfera sinistra che sfocia in un vortice di tensione palpabile...che cresce,cresce fino all'insostenibile e bellissimo finale. In una parola Terrore Autentico. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
max (01-05-2009) un horror particolare, fuori dagli schemi tratto da un racconto inquietante del maestro del brivido stephen king. un film dalla atmosfera surreale e spaventosa, uno dei migliori horror fatti negli ulrimi tempi Voto: 4 / 5 |  |  |  |
tony (29-04-2009) Nel complesso deludente...si puo' evitare. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mazzo (27-04-2009) Hallelujaaaa!!!!!!!!Finalmente un bel film di vecchia,sana suspence!Semplice ma ben girato con un finale davvero interessante! Peccato che i vari insettoni siano fatti davvero male....il digitale(che fa risparmiare) sta rovinando il cinema! Comunque un film davvero interessante,ovviamente per gli amanti del genere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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