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|  | Il Vangelo secondo Matteo - DVD |
Il film ripercorre i momenti salienti del Vangelo: la vita di Gesú Cristo, dalla ricerca degli evangelisti fino alla morte sulla croce, mettendo in luce non tanto la divinità dell'uomo, quanto la sua profonda pietà e angoscia per il genere umano a cui adesso appartiene. E poi l'annunciazione, i Magi, la fuga in Egitto, la strage degli Innocenti, Gesù nel deserto, la guarigione del lebbroso, il discorso della montagna, la morte del Battista, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, l'ingresso in Gerusalemme, la passione, la resurrezione.
1996 - 45 I Migliori Film "Morali e Religiosi" [Filmoteca Vaticana] 1996 - 100 I Migliori Film "non in Lingua Inglese" [Movieline] 1994 - 12 Referendum sul Cinema Italiano di Video Guida 1965 - Miglior Regia Nastro d'Argento Pier Paolo Pasolini 1965 - Miglior Fotografia Nastro d'Argento Tonino Delli Colli 1965 - Migliori Costumi Nastro d'Argento 1964 - Premio speciale della giuria Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia
Recensioni 1 - 25 di 44 recensioni presenti. Media Voto: 3.70 / 5Sonia Caporossi (17-10-2010) Si fa un gran parlare di Pasolini come massimo intellettuale italiano del Novecento. Ma proprio i suoi eccessi intellettualistici paradossalmente lo rendono improponibile come artista e, quindi, come intellettuale. Troppo oberato dall'ideologia, dal contenutismo becero che prevarica ogni dove l'estetica della forma. E una vera opera d'arte nasce solo dalla fusione di queste due istanze, mai dal prevalere dell'una sull'altra. Pasolini è forse l'autore più sopravvalutato di tutti i tempi. Il contenuto pruriginoso e scandaloso delle sue opere lo rendono il primo esempio di trash pseudointellettuale italiano che proprio in virtù del far parlare di sè ha visto nascere il proprio successo. Fra tanti suoi film di serie B, forse si salvano solo Accattone e Mamma Roma. Il Vangelo è un film falsamente scandaloso; proprio perchè non lo è, in mano a Pierpa lo è sembrato. Quanto alla forma, è girato pessimamente. Pare un superotto dopolavoristico. Nessuna competenza cinematografica da parte del pretenziosissimo regista. Esemplare la scena dei farisei, in cui una comparsa vestita da romano si stiracchia come fosse a casa sua. Sicuramente il regista gli ha detto di farlo: immaginando la retorica marxista sottostante, per evidenziare l'origine popolare e antiborghese del centurione figlio della plebe, un po' come i poliziotti di Valle Giulia per intenderci. Un orrore estetico per onorare la più grande delle forzature ideologiche. Gli attori non professionisti recitano da cani: la Madonna sbatte gli occhietti a compulsione perchè non regge l'obiettivo, ghigni sguaiati e sguardi persi dappertutto. Telecamera a spalla da peristalsi. E l'altro presunto capolavoro? La scena iniziale di Uccellacci e Uccellini ve la ricordate? Totò e Davoli a svolgere un dialogo surreale, senza senso, recitato dal virgulto pasoliniano come fosse una recita "de scola", con la telecamera che non sa stare manco sul dolly e l'inquadratura che balla da mal di mare, affogata da un audio da schifo. Questo sarebbe Cinema? Pasolini desantificato subito! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Tudynous (16-03-2009) Capolavoro assoluto. La migliore rappresentazione cinematografica del Vangelo. Giusto dai superficiali borghesi limitati può essere non apprezzato Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabiofr (16-10-2008) Scrivo solo perché qui ho letto recensioni veramente ignobili... "Il Vangelo secondo Matteo" è un capolavoro assoluto del cinema, e mi riferisco all'intera cinematografia mondiale. Apprezzato da chiunque, laici e cattolici... umanissimo e religiosissimo... terreno e celeste allo stesso tempo.
Chiunque ne parli come di un pessimo film non ha capito niente dell'arte cinematografica, e forse farebbe meglio a dedicarsi ai videogiochi o al blockbuster di turno (magari bello, capace di guadagni stratosferici e garante di spettacolarità), ma deperibile nel lasso di un mese.
Qui siamo davanti a vero Cinema, con la "c" maiuscola. Astenersi superfiacili. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (21-02-2008) Un brutto film come pochi. Del resto pasolini non era un regista...Non sapeva cosa fosse la tecnica e non sapeva di cosa fosse composto un film di solito. E' ovvio quindi che il risultato della somma tra attori di vita, fotografia pessima e sonoro indecente sia film ignobile...De Sica come regista è superiore!!! il che dovrebbe farvi pensare Voto: 1 / 5 |  |  |  |
*Sir Psycho Sexy* (19-12-2007) Pasolini non mi piace più di tanto, ma almeno questo è un film decente... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
fabrizio (14-12-2007) è semplicemente un capolavoro! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cinemanonamato (27-07-2007) ...che tristezza vedere/leggere di quanti ignoranti e decadenti cristiani non siano in grado di riconoscere il genio che è stato PASOLINI...potendo in fondo solo compatire gli autori delle tristi(per chi le scrive ovviamente) pseudo recensioni distruttive che compaiono in questa lista, auguro e consiglio a tutti gli amanti del CINEMA di accingersi alla visione di questo film giustamente considerato UN CAPOLAVORO ASSOLUTO!!!
p.s. ha sempre avuto ragione chi gridava a buona parte degli italiani che PASOLINI non lo meritavate!!! esattamente come Carmelo Bene.
Il vangelo secondo Matteo rimane un FILM SENZA TEMPO!!!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
john (26-04-2007) non è un film che cerchi il realismo nè la recita a effetto; qualcuno diceva che manca il mestiere, invece ce n'è molto; con neppure un attore, e nemmeno un effetto, tiene viva l'attenzione; richiede una visione attiva, non ha aggiunto una sola parola al vangelo (ne ha tolte, ovviamente, e alcune ha fatto male); si è ritrovato un film non preventivato, voleva ritrarre il rivoluzionario sociale e ha dipinto il mistero, al di là delle sue intenzioni; lui stesso lo ha ammesso; primi piani imperdibili, trama particolare, ricalcata sul testo, quindi divisa fra azioni e discorsi, genialmente immessi in diverse situazioni ma in raida successione; soprattutto un Gesù credibile, che provoca ancora oggi e che si capisce benissimo perché lo hanno ucciso; la madonna - madre di PPP per me non è solo lì a dire che lui si sentiva come Gesù (cosa detta da molti), ma ci vedo anche una reale immedesimazione con una persona amata; musiche perfette, ritmo eccellente, fotografia ottima, amo la scelta di non - attori: sentire dire con accento meridionale "betlemme della giudea" da un compare di erode mezzo sdentato dà la sensazione sia di un fatto reale (niente dentisti, nell'anno 0) sia della fede del popolo in una sorta di sacra rappresentazione agreste
comunque da vedere, non a caso anche gibson ha girato nelle locations dei sassi di amtera grazie a questo film, un classico imperdibile anche per capire il candore insospettabile di pasolini Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano Detoni (05-04-2007) Questo film è un capolavoro, altro che storie! Chi lo trova noioso o insulso (come diverse recensioni qui sotto) ha un cuore di pietra. Sono un cattolico praticante e ho trovato questo film semplicemente geniale e commovente, perchè rende la forza del messaggio evangelico con immagini splendide e poetiche. L'opera è andata al di là delle intenzioni dell'ateo Pasolini, il quale quasi dichiarò di essersi quasi pentito di farlo, in una dichiarazione alcuni anni dopo. Ma lo Spirito Santo può servirsi di chiunque per parlare, anche di un ateo comunista omosessuale (il quale era comunque un genio, al di là di tutto). Antitetico per estetica al film di Zeffirelli, lo supera decisamente per intensità e forza. Una volta ho avuto la fortuna di vederlo al cinema in una sala strapiena soprattutto di pubblico giovane. Ebbene, non un sussurro, non una mosca, tutti incatenati fino alla fine dalla bellezza dell'opera! Nonostante i soliti mangiapreti vogliano vederci una polemica anticattolica e nonostante si sbraiti che il film non fu apprezzato dalla Chiesa Cattolica (che non è vero), io non ci ho visto neppure una pagliuzza di polemica o simili. Comunque fu criticato dai comunisti, e i fascisti si sdegnarono sputando alla mostra di Venezia dove fu presentato. E' un'opera sincera e scomoda, non assimilabile ad alcuna ideologia. Che ad alcuni cattolici ingessati e perbenisti non sia piaciuto non deve turbarci affatto. Compratevelo, perchè la meschina e cinica televisione non ve lo farà vedere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco marco.sartori0@alice.it (18-03-2007) Solo un'immagine e un brano di musica per descrivere il film:
- l'espressione di Giuseppe nel vedere Maria incinta
- l'aria " Erbarme dich mein Gott" dalla passione di Matteo di Bach.
Sono sufficienti? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lot (09-01-2007) Questo film è molto bello. Il bianco e nero, il discorso col diavolo nel deserto, il profilo molto particolare di questo giovane basco che impersona Gesù. E poi la scena che mi ha colpito di più: il suo discorso stentoreo, a voce alta, con dietro un cielo che cambia, col sole, col vento, con la pioggia. Un Cristo che percuote, che imprime nei cuori la sua parola: colpisce di più rispetto al diafano e quasi esangue - nel senso che nella passione quasi non versa sangue per non scandalizzare... - Powell di Zefirelli (ma ho apprezzato pure quello, per carità, anche se lui ha disprezzato il film di Gibson per esaltare il suo...una mancanza di stile). Gli attori sono volutamente scelti come persone comuni, perché a quelle parlò Gesù, non ad attori professionisti. E poi si addentra molto di più nelle "righe" del Vangelo, fa riflettere, con i suoi silenzi, con la sua poesia. Che Pasolini fosse ateo, non deve riguardare chi si gode quest'opera. Lo consiglio. Zeffirelli scelse attori belli, come sempre ha fatto, Pasolini no. E' una scelta come altre, ma l'importante è il messaggio. Voto:8 (cioè 4 pallini). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MeSMeRiA (QUELLA VERA) (30-10-2006) innanzitutto mi sento in dovere di rispondere all altro utente che ha usato non so per quale misteriosa ragione il mio nick ,in quanto non approvo assolutamente il suo parere sul maestro e sul valore artistico del Film in questione. Pasolini come era solito fare,ci offre per l ennesima volta la sua visione spassionata ,creando un opera realistica e al tempo stesso piena di poesia. la sua UMANITA,semplice, profonda,incondizionata sempre volta alla ricerca del Vero,lo rende un ARTISTA altrettanto AUTENTICO e GENIALE ,ovviamente fin troppo scomodo per i numerosi bigotti e finti perbenisti che popolano l italia e non, (e si celano dietro fiumi di critiche idiote e superflue)...
La sua perdita simboleggera' per sempre un danno irreparabile all intera cultura italiana ma anche mondiale! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ENZO BARBATO (11-10-2006) Pier Paolo Pasolini ci offre la sua tanto personale quanto geniale visione della vita di Cristo. Girato con una metrica poetica davvero encomiabile, risulta estremamente reale nei luoghi e nei volti. Nel panorama relativo ai luoghi, si nota la scelta di paesaggi grezzi, deserti, sbadatamente modellati da mano divina, a mio avviso rispondenti all'immaginazione che mira all'epoca dei fatti, decisamente più realistici degli agglomerati di capanne e botteghe presenti nell'opera di Zeffirelli a cui nulla si rimuove. Straordinaria poi la scelta di girare la sequenza della crocifissione nella cornice litica dei "sassi" di Matera, assolutamente suggestiva e contemporaneamente disarmante nel toccare il cuore dello spettatore durante la visione di una scena generalmente cruda (non a caso è stata fotocopiata, anche se malamente, da Mel Gibson nella sua Passione). La fotografia di Tonino Delli Colli riesce a cogliere degli scorci di estrema bellezza pur nella loro povertà di colpi d'occhio o di risorse naturali. I volti invece risultano assolutamente eccezionali, di rara bellezza e poeticità. Veggasi il viso sottile e immacolato dell'angelo bianco, la povertà compita del volto di Maria, la rozzezza marcata dei lineamenti degli apostoli. Ciò distrugge l'ipocrisia degli stereotipi truccati e fin troppo perfetti delle visioni recenti. Il demonio che cerca di tentare il bravissimo Irazoqui nella parte di Gesù, ha quella fisiognomica spigolosa e incerta, a volte grossolana, seconda solo ad alcuni inimitabili volti di felliniana estrazione. Qualche recensore sbadato, oltre a stroncare la pellicola ha notato un misterioso sculettare deviato e nevrotico di Irazoqui, assoggettandolo alla coraggiosa "diversità" di Pasolini. Ciò è comprensibile visto che il recensore de quo potrebbe essere con tutte le probabilità miope e/o blasfemo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico (28-09-2006) Asciutto, poetico e umano, semplice e profondo al tempo stesso.
Chiaro come agli intossicati di film americani (per non dire della versione spettacolarizzata di Gibson sullo stesso argomento) possa sembrare insipido.
A me pare splendido. Se il tema attira in qualche modo, consigliatissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio maferruc@tin.it (19-01-2006) Dal Vangelo di Pasolini emerge un Cristo più umano che divino, che non esita a reagire con rabbia all'ipocrisia e alla falsità. E' un Cristo prima di tutto rivoluzionario, e infatti Pasolini dice:"[...] mi sembra un'idea un po' strana della Rivoluzione questa, per cui la Rivoluzione va fatta a suon di legnate, o dietro le barricate, o col mitra in mano: è un'idea almeno anti-storicistica. Nel particolare momento storico in cui Cristo operava, dire alla gente 'porgi al nemico l'altra guancia' era una cosa di un anticonformismo da far rabbrividire, uno scandalo insostenibile: e infatti l'hanno crocifisso. Non vedo come in questo senso Cristo non debba essere accepito come Rivoluzionario [...]".. Atteso, nel 1964, come lo scandalo cinematografico dell'anno il film stupì, nel bene e nel male, un pò tutti: molto apprezzato dai cattolici, stranamente criticato dalla sinistra, nonostante sia un film sostanzialmente dalla loro parte. A coloro che avversavano il film Pasolini risponde: "[...] io ho potuto fare il Vangelo così come l'ho fatto proprio perché non sono cattolico, nel senso restrittivo e condizionante della parola: non ho cioè verso il Vangelo né le inibizioni di un cattolico praticante (inibizioni come scrupolo, come terrore della mancanza di rispetto), né le inibizioni di un cattolico inconscio (che teme il cattolicesimo come una ricaduta nella condizione conformistica e borghese da lui superata attraverso il marxismo)". Film meravigliosamente poetico bellissima la scena del sepolcro: Maria si reca nella tomba del figlio, il sepolcro si apre e Cristo non c'è più, è risorto. Tutta la scena è accompagnata da un canto il latino e la musica ha tutti gli accenti, gli strumenti e i ritmi del folclore africano, quasi a sottolineare l'universalità di un profondo sentimento religioso (osservazione penso di Alfredo Bini). Bellissimo il bianco e nero e alcune riprese con la m.d.p. a mano soprattutto quella dell'entrata di Cristo a Gerusalemme. Stroncare il film per povertà tecniche mi sembra una cosa veramente banale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Konserva (11-01-2006) Stupendo. Consigliato a chi non utilizza le scorciatoie del cervello... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vittorio Caffè (28-10-2005) Alcuni commenti a questo film mi lasciano di sasso. E' terribile che dopo la morte atroce di Pasolini ci sia gente che - dando prova di una totale insensibilità al bello - dia addosso alla sua opera in questo modo. Certo, se per questi signori il cinema è il prodotto ben confezionato, laccato e lustrato di Hollywood, allora ovviamente quello di Pasolini non è cinema. E con questo non voglio dire che da Hollywood non siano usciti capolavori. Ma come si fa ad esaltare il filmone di Zeffirelli, ricco di tecnica ma scarso d'idee, e dare addosso a questo film che andrebbe ricordato solo per l'averci liberato dalla lunga serie di Cristi biondi, ariani e coi denti perfetti? Come si fa a non capire l'intelligenza profonda di aver trasposto la vicenda di Cristo nel paesaggio italiano (nella migliore tradizione della nostra grande pittura, che i denigratori di Pasolini danno prova di non conoscere minimamente)? Come si fa a non apprezzare l'eclettica ma appassionante colonna sonora di questo film? Io dico solo una cosa: Pasolini ebbe l'occasione di lavorare con Orson Welles, e Welles nelle sue interviste manifesta la sua grandissima stima per il regista italiano. Cosa valgono le critiche superficiali di questi recensori improvvisati confronto al giudizio di Orson Welles? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tony swabian@alice.it (02-09-2005) ...e vai con ''...vi stupiremo con effetti speciali''...se adori americanate varie, fai pure, è un tuo diritto...ma non hai il diritto di dire ''fa schifo''...prova con ''non mi piace'' ti assicuro, è meglio.
Da cinofili (pardon...cinefili) acculturati e un pò nazistelli (costoro usavano bruciare libri e poi hanno finito col bruciare pure persone innocenti e inermi)ci si aspetterebbe un pò di più che la semplice fame di luci multicolori ed effettistica varia.
Tornando, o sforzandomi di essere serio, vorrei dire che ho apprezzato moltissimo i luoghi, i volti e l'angoscia di Cristo per il genere umano che traspare in tutto il film. Il film è stato girato in sconosciute località dell'Italia del sud, che all'epoca offrivano soltanto miseria desolazione e duro lavoro nei campi.
Quale migliore ambientazione per rendere l'idea della sofferenza di un popolo e del suo Pastore?
Un commento a parte per gli sculettamenti: se qualcuno ha notato soltanto quello, probabilmente a quello era interessato...consiglierei quindi di cambiare genere rivolgendosi a commediole ''Vacanze di Natale'' e simili...o magari direttamente al cinema hard dove sicuramente potrà trovare maggiore soddisfazione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro (01-08-2005) Resta un film oggettivamente brutto Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Stefano octagone@tiscali.it (01-06-2005) Io sono andato a vedere il film al cinema, al posto del Passion di Mel Gibson. Mi sono detto "meglio vedere questo al cinema, e quando mi ricapiterà più? Ho trovato il film splendido, originale, sincero nella rappresentazione di Cristo. Sul fatto che sculetti, manco ci ho fatto caso francamente. Penso che Pasolini, per quanto discutibile come persona, sia stato estremamente geniale come regista e poeta.
Politicamente la penso al contrario di Pasolini, e per questo non accetto che si possa dire che questo film ha vinto perchè politicizzato.
Dubito che chi parli così male di questo film, come quelli che hanno scritto qui sotto, abbia senso critico. Un film può piacere o meno, ma dire che questo fa schifo è ignobile ed inaccettabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
don mazzi (05-05-2005) Quest'opera oltrepassa il mezzo, con il quale l'autore si esprime. Che si tratti di cinema, piuttosto che di un libro è relativo. Pasolini lavorò nel sottobosco cinematografico fin dal suo arrivo a Roma. Collaborando con Fellini, Bolognini e molti altri ancora, non è mai stato aiuto regista, ma aveva Bertolucci prima Carlo di Carlo poi. La fede di Pasolini trascende, lui credeva, come molti aveva in uggia la chiesa in quanto istituzione, ma il suo rapporto con fede, politica, cultura è sempre intellettuale, quindi come sosteneva Bobbio, Conflittuale. Un autore, un uomo che per il personaggio della madonna, sceglie sua madre, penso si sia esposto molto.
L'iconoclastia la sperimenterà in Rogopag, l'episodio della ricotta, molto più 'Cinematografico, felliniano' dell'opera in questione, nella quale la ricerca stilistica, il rifiuto della spettacolarità, della retorica, del luogo comune, il cristo sculettante....perchè no, visto il momento storico nel quale il film è stato girato. Oggi come immagino cristo? Nero, sculettante e con l' AIDS....o magari una DONNA. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
il santo (04-05-2005) Ma perchè considerare Pasolini 'Ateo?' Voto: 4 / 5 |  |  |  |
prof (26-04-2005) Un film indifendibile, da tutti i punti di vista. Ho visto gente perdere faccia e dignità per molto meno. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
[MeSMeRiA] (26-04-2005) Trash, trash puro. Spazzatura spacciata per arte. E' bene stanne alla larga. Come la quasi totalità della roba su cui sopra ci sta scritto PierPaolo Pasolini. E poi: ahò, ma 30 euro? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Recensioni 1 - 25 Recensioni 26 - 44 |
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