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Nella vita di Mussolini c'è uno scandalo segreto: una moglie e un figlio, concepito, riconosciuto e poi negato. Questo segreto ha un nome: Ida Dalser. Una donna che grida la sua verità fino alla fine, nonostante il disegno del regime di distruggere ogni traccia che la colleghi al Duce. Per il regime Ida Dalser è una minaccia, una donna da rinchiudere in un ospedale psichiatrico, dove tuttavia, incapace di sbiadire nell'ombra e forse salvarsi, continua a rivendicare il suo ruolo di moglie legittima del Duce e madre del suo primo figlio maschio Benito Albino Mussolini. Le loro due esistenze sono state cancellate dal mondo e dalla memoria.
2010 - Miglior Regia David di Donatello Marco Bellocchio 2010 - Miglior Fotografia David di Donatello Daniele Ciprý 2010 - Miglior Scenografia David di Donatello 2010 - Migliori Costumi David di Donatello 2010 - Miglior Montaggio David di Donatello Francesca Calvelli 2009 - Miglior Attrice Protagonista Nastro d'Argento Giovanna Mezzogiorno 2009 - Miglior Fotografia Nastro d'Argento Daniele Ciprý 2009 - Miglior Montaggio Nastro d'Argento Francesca Calvelli 2009 - Miglior Scenografia Nastro d'Argento
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5Euge (28-02-2012) Complessivamente carino, purtroppo Bellocchio privilegia (troppo) la Mezzogiorno, rispetto al magistrale Timi. Così, dopo un'oretta appassionante, il ritmo si appesantisce con lei che dice sempre e solo di essere la moglie del Duce e nessuno le crede. Bravo Timi a impersonare Mussolini prima e Albino poi, la cui trasfigurazione fisica e mentale, se approfondita avrebbe potuto far diventare questo film il Shining italiano. Invece rimane solo un film godibile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Eliana (22-09-2010) Fotografia lugubre, film noioso, la prima mezz'ora è praticamente solo scene di sesso.
Che noia. Peccato perchè generalmente amo i film "pesanti" purchè mi lascino qualcosa. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
dinom (27-07-2010) bellocchio divide il film in due parti ideali:la prima filmica dove compaiono e si confrontano direttamente i protagonisti;la seconda filmdocumentaristica in cui laMezzogiorno diventa unica protagonista in soggettiva con lo spettatore che vive la "storia del duce".Film maturo con molte buone sorprese nel girato e grande fotografia. Non è molto importante se nella sede dell'Avanti c'e polvere o no;è positivo vedere che nel cinema italiano ci siano idee e qualcuno che le interpreti così bene come Bellocchio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca (12-05-2010) Feroce e struggente, non ti lascia pace. Uno dei film italiani più importanti degli ultimi dieci anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mario G. (14-02-2010) Grande film di Bellocchio!
Giovanna Mezzogiorno nel suo massimo splendore! Consigliatissimo!!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
HULK (15-11-2009) Tutto il bellocchismo, il suo ciamprame è condensato in questo pastrocchio pretenzioso, sbiellato, sinceramente insopportabile. Il manicomio, il collegio, l'erotismo fuori luogo, la recitazione ignobile, ma non sapendo far cinema, come si può pretendere di saper come si recita. Il cimema decò anni trenta, questo tipicamente fascista. La Mezzogiorno, non si libererà mai dalla convinzione di essrere figlia di un grandissimo attore sfortunate e lei stessa grandissima attrice. Il primo 'Sfortunato in vita senz'altro'. Quanto all'attore era un discreto caratterista buono per le parti da duro, non di più. La figlia 'Devastante l'intervista ne dvd' è una delle tante, una gnocchettina pretenziosa, uguale ad una generazione di attrici tutte uguali, mediocri. Ma si, le ha fatto vedere Giovanna D'Arco di Dreyer e lei non ha capito nulla. Citato anche Htc. per via del corvo. Ma per favore, quattro comparse, tutto lucido e lindo, uscito dell'Ikea, vedere la sede dell'avanti non i filo di polcvere. Bellochio sempre lui, una certezza, la bara rappresenta più che simbolicamente il suo cinema, ed il cinema italiano defunto ormai da trent'anni. Censuratemi pure Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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