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1873. Arizona. Uno straniero senza passato si imbatte nella remota città di Absolution, nel bel mezzo del deserto. Unico accenno alla sua storia è una misteriosa sorta di manetta intorno a un polso. L'uomo scopre in fretta che la gente di Absolution non è propensa a dare il benvenuto agli stranieri; e che nessuno fa una mossa per le strade della città, a meno che l'ordine non arrivi da parte del colonnello Dolarhyde. La città vive sotto il suo pugno di ferro, nella paura. Ma Absolution sta per sperimentare un terrore ben peggiore quando la desolata città viene attaccata dai predoni dal cielo.
Media Voto: 3 / 5Oblomov71 (02-10-2012) Banditi, sparatorie e... alieni (almeno per una volta non sono gli indiani a buscarle)! Cosa vogliamo di più? Un mix fanta-western di generi, tutto sommato ben amalgamato. A parte Craig, evidentemente fuori ruolo, il cast è ottimo. Film divertente. E tanto basta. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mauro Lanari e Orietta Anibaldi haldullea@libero.it (12-06-2012) Un nugolo pressoché incalcolabile di sottotrame dichiarate a ogn'intervista, il western crepusculare da "Sentieri selvaggi" a "Gli spietati" e da Leone a "Il cavaliere pallido", le saghe spielberghiane sugl'extraterrestri e su Indiana Jones, la fantascienza da Alien a Predator, l'action-movie da 007, la CGI da PS3 sparatutto, la fratellanza ecumenica da "The Independence Day", ecc., nel vano tentativo di rendere accattivante e appetibile una morale della storia ch'è l'esatto opposto del now-generation-style coi suoi "geek-d'acciaio" incapaci d'attribuirsi un qualsiasi errore, insuccesso o fallimento. Il team d'autori è andato oltre la già ostica riproposta del "lonely loser" e Daniel Craig non è affatto un novello John Wayne tipo "The Searchers" (1956). Al contrario, mentre lo status quo è laconicamente sintetizzato nel discorso funebre per il prete, "Dalla cenere alla cenere" e non c'è d'aggiungere altro, e mentre il finale mostra la cittadina rifiorita, il familiarismo ricomposto, la pace e il benessere raggiunti, le miniere d'oro scoperte e conquistate, il protagonista persegue un ideale diverso e superiore: non potrà mai ambientarsi dove si campa e ci si accampa adattandosi e accontentandosi, l'insetto volante gli strappa un sorriso ricordandogli che lo attende la ricerca dell'utopico ricongiungimento con l'aliena immortale, per obiettivi non di basso profilo bensì per finalità benigne di portata cosmica. Detto altrimenti, se ne va via, altrove, si scrolla di dosso l'ultima iattura ("Lei [la presunta morta] sta meglio di noi") e prende le distanze da quelli che, alla resa dei conti, nella prospettiva del film sono i veri perdenti: tutti gl'abitanti d'Absolution, bisognosi d'una salvezza reale e d'una figura (o coppia) messianica che gliela consegni. Una morale così indigesta da spiegare il flop di critica e pubblico. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
TOMMASO (18-01-2012) un mare di soldi spesi per un film paragonabile a una lattina di coca cola, si beve e si dimentica, attori solidi ma fuori posto craig non sara' mai un pistolero ma un broker della city, ford ormai e' da pensione e la parte di olivia wilde totalmente avulsa da una trama gia' di per sè carente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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