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 Zoom della copertina |
Titolo | Blow up |
| Paese, Anno | Italia Gran Bretagna, 1966 | | Regia | Michelangelo Antonioni | | Principali interpreti | David Hemmings; Vanessa Redgrave; Sarah Miles; Veruschka; Jane Birkin; Gillian Hills; Peter Bowles; Jill Kennington; The Yardbirds | Prezzo
| € 13,49 Prezzi in altre valute |
| | Vietato ai minori di 14 anni |
| Disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo
| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Drammatico | | Produzione | Warner Home Video, 2004 | | Dati tecnici | 111 min. | | | 10 Doppio strato, doppia faccia (Formato schermo 1,85:1) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Dolby Digital 1.0 - mono - inglese, Dolby Digital 1.0 - mono - francese, Dolby Digital 1.0 - mono | | Lingua sottotitoli | italiano - inglese - francese - tedesco - spagnolo - arabo - olandese - rumeno - italiano per non udenti | | Contenuti | commenti tecnici; opzione solo colonna sonora |
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Baciato dal successo, idolatrato dalle modelle, un fotografo sta preparando con un amico un libro su certi aspetti inediti di Londra. Una mattina, in un parco quasi deserto, scatta alcune foto ad una coppia in una radura deserta. Sviluppando le istantanee, si accorge che il suo obiettivo ha colto le fasi di un delitto.
1999 - 100 I Migliori Film della Storia [Ciak, Critici] 1995 - 100 I Film in Video Fondamentali [Sight and Sound] 1967 - Palma d'Oro - Miglior Film Festival di Cannes
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.37 / 5ale (01-01-2008) Suggestivo solo per il forte richiamo agli anni '70, epoca di grande fermento culturale. Affascinante rivisitare quegli anni rivivendo atteggiamenti, musica e colori, ma il film si ferma qui. Non racconta nient'altro con la sua lentezza e ambiguità come caratteristica per un lavoro che deve essere più interpretato che capito. Quindi, si può fare della filsofia su tutto, anche su un foglio bianco, o anche su un film fortemente sopravvalutato in modo da portarlo in auge, ma questo non vuol dire commentare un lavoro cinematografico. Voto: 2 / 5 |
Tex (06-10-2007) Fenomenale....Fa parte della storia del cinema. Voto: 5 / 5 |
*Sir Psycho Sexy* (04-09-2007) molto molto molto bello... Voto: 5 / 5 |
pier paolo ppguardigli@omniway.sm (28-12-2004) Non posso che aggiungermi ai 'cultori' (qui sopra) di questo imperdibile capolavoro. Un Antonioni in grandissima forma, una colonna sonora (Herbie Hancock, Yardbirds, Tomorrow) da acquistare e godere anche a parte, un David Hemmings che rimarrà nei cuori di tutti noi, per questa maiuscola interpretazione. Un solo protagonista: l'indimenticata 'swinging london'... Voto: 5 / 5 |
Matteo Poletti Blowup1971@yahoo.it (23-12-2004) Che cosa significa dunque "vedere" per ciascuno di noi? La vista elabora il reale immediatamente, fornendoci la base stessa della nostra intima costruzione della verità, che ad ogni nuovo sguardo pero' tende in qualche modo a riorganizzarsi in vista di un ulteriore visione che ancora non appare. Questa "curiosità" per una realtà che ancora deve venire e che pero' è già attesa, anticipata ed eccitata nel suo invito a manifestarsi, è incarnata dal fotografo solitario, David Hammings, che di bianco vestito officia il suo quotidiano rito del vedere. La scansione fotografica degli ingrandimenti successivi di una apparentemente normale passeggiata nel parco gli rivela pero' una tragica verità, un assassinio forse, che prima soltanto intuito diviene infine del tutto "comprovabile" grazie all'"obiettivo" della macchina fotografica. Quest'illusione è ben presto destinata a svanire e di questo intimo processo di apprensione non rimarrà altra traccia esteriore se non un ultimo enigmatico fotogramma, culmine della visione, un'opaca ombra bianca che balugina in un confuso sfondo nero e che pur essendo testimonianza fotografica del reale, ha un senso soltanto per colui il quale tale processo ha elaborato. Dunque impossibilità di comunicare la nostra intima verità? Dunque tragico scacco esistenziale a cui l'uomo è costitutivamente votato? Antonioni affida il suo giudizio decisivo ad un ultima scena evocativa, una partita di tennis giocata, o meglio mimata, da due mimi attorniati da una festante ma al contempo seriosa sarabanda di clowns. Il nostro fotografo e li', al bordo del campo in cui si svolge quest'immaginaria partita, reduce da una strana festa durante la quale è stato miscreduto dal suo stesso amico-editore...non per questo pero' egli rinuncia a rigettare l'invisibile pallina che i mimi hanno lanciato fuori del rettangolo di gioco, educato attraverso una personalissima esperienza alla condivisione di un'invisibile realtà che prende luogo davanti ai nostri occhi...forse meglio sarebbe dire dentro i nostri occhi e che forse proprio per questo nessuna macchina fotografica riuscirà mai a svelare. Voto: 5 / 5 |
paolo63 (06-09-2004) Tale opera è un classico, quindi senza tempo, fotografa perfettamente l'atmosfera del periodo, ma oltrepassa ogni barriera essendo cinema, allo stato puro.
Inutile ricordare quanti registi hanno preso spunto da Blow up, non solo nelle loro opere, ma ricordalo persino nei titoli.
Dino Risi 'Si l'autore del sorpasso e In nome del popolo italiano), lo ha definito l'unico film cinematografico di Antonioni.
Purtoppo tra chi era ghettizzato all'interno di un genere, la famosa serie b, il cinema popolare
sapeva benissimo di non essere inferiore agli autori di serie A.
Quest'anno a Venezia va di moda la commedia anni 70.
Ma blow up fin dai titoli di testa, dalle scelte stilistiche, dall'uso del colore, è da cosigliare a chiunque voglia realizzare un film. Voto: 5 / 5 |
jonathan penderecki tabrik@aliceposta.it (25-03-2004) Forse è uno di quei film talmente legati a un'epoca da non riuscire a superare l'esame del tempo (al contrario del bellissimo "Zabriskie Point", della sua purezza di sintesi, che sembra ancora nuovo). Forse la sua carica metaforica, e metafisica, i suoi simboli profondi, oggi non incantano più di tanto. Eppure resta un film di grande fascino, e il suo discorso sulla relatività del concetto di realtà, sull'insenatezza dei nostri tempi, sul consumismo che ci consuma, sulle tragedie che non riusciamo a vedere anche se sono sotto i nostri occhi, non avrebbe potuto esser narrato meglio. Inoltre per i giovani sarebbe una buona occasione per scoprire un autore che fu grande, e all'epoca di questo film era già un vecchio, per vedere il suo sguardo, un po' complice e un po' critico, sull'universo dei giovani (di allora, ma i giovani sono uguali in ogni tempo, quindi anche sull'oggi), sulle mode, sull'erotismo che si andava imponendo nella civiltà moderna. La scena dell'amplesso tra il fotografo con la modella, a colpi di macchina fotografica, è ancora oggi di grande effetto. Voto: 5 / 5 |
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