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|  | Il mucchio selvaggio - DVD |
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Titolo | Il mucchio selvaggio |
| Titolo originale | The Wild Bunch | | Paese, Anno | Stati Uniti, 1969 | | Regia | Sam Peckinpah | | Principali interpreti | William Holden; Ernest Borgnine; Robert Ryan; Edmond O'Brien; Bo Hopkins; Warren Oates; Ben Johnson; Jaime Sanchez; Albert Dekker; Evelina Fernandez; Dub Taylor; Strother Martin | Prezzo
Sconto IBS
| € 12,74
(Prezzo di listino € 14,99 Risparmio € 2,25) Prezzi in altre valute |
| | Vietato ai minori di 14 anni | | | Disponibile anche in Blu ray | | |  |
| Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi
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| | | Numero dischi | 2 | | Genere | Western | | Produzione | Warner Home Video, 2006 | | Dati tecnici | 139 min. | | | Restaurato | | | 9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo 2,40:1) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Dolby Digital 1.0 - mono - inglese, Dolby Digital 5.1 | | Lingua sottotitoli | arabo - bulgaro - ebraico - inglese - inglese per non udenti - italiano - italiano per non udenti - olandese - rumeno | | Contenuti | speciale; scene inedite in lingua originale; trailers |
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Nel Texas del 1913 una banda di fuorilegge tenta una rapina all'ufficio postale ma è attaccata dalla banda di giustizieri capeggiata da un ex forzato. Sfuggita alla strage, la banda scappa in Messico e viene coinvolta nella guerra locale con Pancho Villa.
1999 - Film a "4 stelle" [Filmgoer's Companion] Consigliati da Leslie Halliwell 1999 - 100 I Migliori Film della Storia [Ciak, Lettori] 1999 - 274 I Film Americani "Patrimonio Nazionale" [National Film Registry] 1999 - 100 I Migliori Film della Storia [Ciak, Critici] 1998 - 360 I Migliori Film Classici [National Film and Television Archive] 1998 - 100 I Migliori Film Americani della Storia [American Film Institute] 1997 - Kathryn Bigelow I Film Preferiti dai Registi [Locarno Festival Cult] 1995 - 107 I Migliori Film della Storia [Time Out, Seconda Edizione]
12 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5ALBERTO (13-01-2010) tra i migliori western di sempre. un capolavoro di regia e di montaggio, il massacro finale è passato alla storia del cinema Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio Logan fabio.logan@tiscali.it (15-01-2008) Lo rivedo sempre con gran trasporto. E'un film di culto. Se il rate fosse da 1 a 10 gli darei sempre il massimo. Pike è l'essenza di quello che in realtà l'uomo è capace di compiere; sorridere teneramente ad un bimbo ed uccidere spietatamente per denaro. Rischiare la vita per comprarsi un futuro in Messico ma giocarsela per un senso di ordine perduto. Tutto finisce ma non scompare. La vita continua nel ricordo di chi è rimasto, con il triste Vecchio Sayz che parlerà di loro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
*Sir Psycho Sexy* (09-01-2008) uno dei più grandi western della storia...a mio giudizio solo Leone ha saputo fare di meglio... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tex (17-11-2007) FILM MITICO.Non si deve nascondere la violenza quando fa parte della realtà.Non si può chiamare Bloody Sam il grande Peckinpah. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Eugenio Natali (26-10-2007) Il talento visivo di Sam Peckinpah in questa pellicola è sublime. Lo spettatore entra fin dai primi minuti in un meccanismo strutturale narrativo a bomba ad orologeria che non lascia niente al caso, anzi, lo stile del montaggio frenetico del regista di Fresno, lascia inchiodati alla poltrona. I primi minuti del lungometraggio aprono un set up di rara perfezione. La banda a cavallo, passa vicino le risa di alcuni bambini che giocano lasciando cadere dei grossi scorpioni bianchi all’interno di un calderone pieno di fameliche formiche rosse. E’ un messaggio chiaro dell’autore, che lascia nel tempo e nello spazio. Mentre Pike e i suoi uomini irrompono nella banca, un gremito numero di persone ascoltano un oratore, che invoca Dio, sperando di convincere la gente a non bere alcolici.
La musica parte e inizia la parata, l’oratore seguito dai cittadini, incosapevoli del massacro che gli attende, arrivano nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, infilandosi perfettamente tra Pike e la sua banda e Dick Thortnton con i suoi sciacalli appostato sui tetti come un Dio vendicativo.
Peckinpah lascia che degli innocenti ammirino il massacro, sorridenti e in piena sicurezza, in angoli ben protetti, come invisibili alle armi degli adulti. Questo ed altro lasciano trascendere lo spettatore piu’ attento. Gli scorpioni bianchi con grossi pungiglioni, temuti e rispettati : Il mucchio selvaggio. Le formiche rosse e furiose: l’armata rivoluzionara di Mapachi. E come all’inizio della storia, quei bambini che giocano e ridono incendiando della paglia all’interno del calderone pieno di insetti, mentre la banda fugge dal paese dopo la prima grande sparatoria, è il primo punto di svolta e il punto di non ritorno allo stesso tempo. Peckinpah sceglie il massacro finale come unica via di redenzione per la vita dei suoi eroi crepuscolari. E’ la visione di un esteta, di un autore unico nel suo genere, amante della vita semplice, lontano dalla civilizzazione.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giuliano lazzari lazzari64@yahoo.it (23-09-2007)
La conferma di un grande regista , non ci sono parole , bisogna guardare questo film , e assoporarlo come una storia vera , una delle tante storie vere .
Giuliano Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alberto bladerunner86@hotmail.it (03-09-2007) Sam Peckinpah ha firmato il suo capolavoro. Un film pessimista e nostalgico sulla fine del west. Non ci sono eroi alla John Wayne, non c'è esaltazione di valori. La classica distinzione tra buoni e cattivi non esiste più. Alla sua uscita il film venne boicottato per la sua eccessiva violenza. Ancora una volta Sam aveva capito tutto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sparrow83 (08-10-2006) Il mucchio è storia. Nel 1969 il west viene riscritto con una durezza mai vista. Non c'è poesia, non c'è epica, non ci sono miti o leggende. La morte e la violenza sono le uniche vincitrici. La scena del massacro finale è il testamento del mucchio selvaggio: libero, ribelle, forte ma anche finito come il vecchio west. Da avere assolutamente, splendida l'edizione due dischi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
JD (14-04-2006) Ecco il mio western preferito, e capolavoro di Peckinpah.Quello che fa piazza pulita di tutti i miti della frontiera di fronte ai due temi principali:la morte e l'amicizia.Non poco scalpore all'epoca per il sangue versato(ha inaugurato l'epoca del massacro esplicito).Il montaggio,con un record di oltre 3600 inquadrature,e tra i più frenetici e forsennati della storia del cinema. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Caesar (08-03-2006) Qui l'epopea del western muore e rinasce. Un film che a quasi quarant'anni di distanza può ancora insegnare tantissimo a chiunque. Pessimista e violentissimo, raffinatamente frenetico e tecnicamente straordinario nelle sue combinazioni di flashback e ralenty, nelle sue subliminali sensazioni riflessive e quasi amorali. Peckinpah va oltre ogni meditazione crepuscolare, ogni sentiero ottimista, per percorrere e valicare una saga d'amicizia e violenza, e mettere ogni uomo davanti al proprio destino (la morte). Un brivido di freddo scende lungo la pelle quando alla fine sentiamo il "Si, andiamo" del mucchio. Capolavoro assoluto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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