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Il custode di un complesso residenziale scopre nella piscina condominiale una ninfa acquatica di nome Story e decide di aiutarla a ritornare nel suo mondo, il Regno Azzurro. L'impresa è pericolosa perché alcune creature minacciose sono determinate a distruggere Story e chiunque accorra in suo aiuto. Gli inquilini del residence sembrano corrispondere esattamente ai personaggi di un'antica leggenda sulle ninfe. Le loro vite seguono percorsi misteriosi che li porteranno a sconfiggeree i mostri per adempiere al loro destino.
13 recensioni presenti. Media Voto: 3.07 / 5Fabrizio (19-09-2011) Film carino, con momenti lenti tipici del regista e momenti ironici e spassosi. Meta-film (la caricatura del critico letterario) è una favola che fa acqua da tutte le parti, nel vero senso della parola. La Bestia che guardi nello specchio rimanda all'Esorcista; la bestia stessa non si capisce cos'è e non fa paura. Il voto lo do al fatto che lui sbaglia tutte le intepretazioni dei "personaggi", il guaritore, il difensore, ecc. e alla sequenza di disegni iniziale. Può esserci come può mancare nella tua filmografia. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Trinity (01-09-2009) Pare che Shyamalan piaccia molto o x nulla, e io personalmente sono x il per nulla, ha fatto 2 bei film e poi è andato.... Questo film vale solo x Giamatti che è sempre simpatico, il resto è assurdita... quello che legge e interpreta le parole crociate... e il bambino le scatole di cereali... ma x favore... E non è che non ami le fiabe, xche io adoro film e libri fantasy quasi sopra a tutto, questo è solo ... senza alcun senso..
Voto 2 x Giamatti. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Valerio (17-06-2009) Tenera favola avvincente ed emozionante.....consigliata a tutti i sognatori. Colonna sonora assolutamente STRAORDINARIA. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
miky (12-11-2007) Davvero uno schifo!
non si capisce se questo film voglia essere un horror o un fantasy mieloso (o meglio, noioso)!
Non è altro che la solita minestra riscaldata (un po' troppo riscaldata!)
Brutto, brutto, brutto Voto: 1 / 5 |  |  |  |
tizi (12-11-2007) Shyamalan mi è sempre piaciuto, ma questo film è davvero pessimo, gli effetti speciali non sono male, ma la trama è davvero stupida e il finale troppo scontato. Non lo consiglio Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Sara (12-09-2007) Adoro questo film! Un cast eccezionale e una favola della buonanotte davvero delicata. Superba l'attrice protagonista...ma sarà davvero una creatura dell'acqua?
A QUANDO IL LIBRO IN ITALIANO???? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ilaria (02-09-2007) l'unica cosa bella di questo film è il bambino che legge il futuro nelle scatole di cereali per la prima colazione! Ho visto questo film e mi ha davvero deluso, la trama e davvero banale e il finale è davvero scontato e prevedibile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Massimo denny@labasite.net (26-01-2007) Una favola dolce e affascinante. Shyamalan è un artista non ancora compreso dai più. Il suo capolavoro è il meraviglioso "The Village"! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MARCO DA VR (22-01-2007) ADORO TUTTI I FILM DI SHYAMALAN E QUESTO MI HA COLPITO PER LA PECULIARITA' DELLA STORIA E PER LA RICCHEZZA DEI PERSONAGGI CHE DA SOLI FANNO DA SFONDO A QUESTO INCREDIBILE FILM. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (21-12-2006) Le storie di Shyamalan hanno un particolare che le fanno apprezzare. Immagino lo sconforto dinanzi a certi particolari del film, come alcune forzature o alcune peculiarità che facciano in modo di tradire lo spirito con cui lo stesso regista ha diretto (ma specialmente scritto) il meraviglioso "The Village" e l'emblematico ma "sensatissimo" SIGN. Siamo ben lontani dal magistrale "Sesto senso", ma vi possiamo trovare, ovviamente, tipicità del regista: primo fra tutti, la storia, i pesonaggi che sono implicati; secondo, la trama che fa riflettere, nonostante la trama e gli intrecci del plot soffochino questa riflessione; terzo, l'intensità emotiva di certe scene, - ragazzi se mi è piaciuta la scena in cui il protagonista ha tentato di salvare la linfa dopo che questa è stata ferita dalla creatura; quarto ed ultimo, la scelta di un cast per metà noto e famoso, per l'altra metà ignoto. Una particolarità che negli altri film non ho notato: la velocità. Essenzailmente, questo film non è veloce. Ma vi è qualcosa che tradisce questa concezione (sarà il finale!). Insomma, miscelate una trama apprezzabile, un cast eccezionale, la bravura del regista, scene poetiche e intense, poche scene paurose, e una storia che fa vermanete riflettere... e avrete un film molto interessante e coinvolgente del regista di "The Village". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio_C jake_sully@libero.it (15-12-2006) Si sente la mancanza di Scott Rudin, il grande produttore che ha affiancato il regsita indiano M.Night Shyamalan durante la sua ultima pellicola "The village" e che era riuscito a contenere l'assurdità di fondo della storia, come già aveva fatto con il capolavo del 1998 "The Truman show". Qui il regista indiano che non è un genio come qualcuno pensa(e neanche un maestro del cinema, ma solo un uomo furbo che nel 1999 e nel 2000 ha indovinato delle sceneggiature), è solo contro l'irreale e fa di tutto per fare il film della vita e il film perfetto per i figli. Scrive prima una favola, uscita anche come libro illustrato e poi si dedica alla pellicola. Da il ruolo da protagonista a Paul Giamatti che lo aspettava da anni e riprende la Dallas Howard che recita solo per il cognome ma ha un viso telegenico e inquetante. Personaggi di contorno eccezionali come le due coreane che sanno di una legenda di una ninfa, e il critico che pensa che tutte le storie siano già state scritte (in parte è vero) non salvano la pellicola girata in maniera non alltezza e che s'inceppa a livello drammaturgico. Resta il rimpianto per un occasione mancata, per i soldi della Warner inpiegati in un film da incassi bassi e per il fatto che in previsione di questa opera Shyamalan sia era lasciato sfuggire "Vita di Pi" grande libro che ora e nelle mani di Jounet (il fantastico mondo di ameliè).
Alla fine quel critico riguardo le storie aveva ragione. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Rodolfo (14-12-2006) Il mio commento è diametralmente opposto a quello di Caesar. Ho visto il film pieno di dubbi e prevenzioni e tuttavia non ho potuto impedire di esserne conquistato. Le apparenti (o forse no) forzature della trama spariscono se si legge il film come un omaggio al potere delle storie di ogni tempo e di ogni luogo. La ricerca continua di un ruolo e di un posto in questo mondo, ricerca che ciascuno di noi compie in ogni giorno della propria vita, viene semplicemente eppure genialmente rappresentata, con tutti gli errori e i fraintendimenti che si porta dietro, nella tribolata assegnazione dei compiti ai malcapitati e ignari protagonisti della favola. Gli attori ispirati e le atmosfere notturne (non importa se i momenti spaventevoli non sono poi molti) fanno il resto. Perché le storie sono più grandi di noi, e si divertono a beffare (anche tragicamente) chi crede di sapere tutto su di loro (vedi il borioso e sfortunato critico). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Caesar (07-12-2006) Favolona dedita a sprigionare l'animo credulone degli esseri umani, quella di M. Night Shyamalan, che cerca di alleggerire i toni rispetto al passato con un film apparentemente a più ampio respiro, niente colpi a sorpresa, neanche quelle inquadrature tridimensionali che rendono la suspence più ovattata e ferrea. Il problema però si accuccia tutto nella struttura del film, una sorta di investigazione disseminata di indizi a cielo aperto che, nel modo più forzato possibile, si concentrano in maniera ridicola tutti sul luogo della vicenda; se c'è un problema o qualcosa da sapere, nel giro di pochi metri qualcuno può risolverlo o spiegare quello che accade. Anche per questo LADY IN THE WATER risulta di un'ingenuità straripante in cui il crescendo della vicenda viene fuori con uno schioccar di dita, prevedibile e quasi farsesco. Shyamalan non perde il vizio di risultare anche verboso e di prolungare all'eccesso momenti che hanno bisogno di più vitalità, imprimendo un concetto di falsa metafisica e di morale bonaria da circolo della briscola, risultando spesso presuntuoso (le esatte contrapposizioni del suo personaggio con quello del critico Bob Balaban sembrano venire proprio dai suoi stessi rapporti con i critici cinematografici) e sciorinando in qualche situazione cinematograficamente dilettantesca, ponendo agli occhi dello spettatore la sua peggior regia, banalotta, stereotipata e senza pathos, colma di emotività all'acqua di rose. D'accordo girare una favola della buonanotte, ma essenziale prenderla proprio come deve essere tenendo i piedi per terra, mentre Shyamalan difetta nel prendersi fin troppo sul serio, smascherando i suoi stessi errori di presunzione. Non tanto un'occasione mancata quanto una prova tangibile della discontinuità del regista, alla quale con LADY IN THE WATER gli si aggiunge un certo irriguardoso eccesso d'arroganza. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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