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Sono le vicende di tre tribù indiane, che convivono sullo stesso territorio, e la storia è incentrata soprattutto sui membri di quelle degli Arrapahos e dei Frocehiennes e sui loro riti (in genere, sessuali). Fra i guerrieri di indubbio stampo, ci sono Latte Macchiato e Luna Caprese. Colui che vuole sposare Scella Pezzata è Arrapaho, giovane aitante del tipo Mister Muscolo, ma la ragazza è stata promessa dal padre a Cavallo Pazzo, che è Palla Pesante, occupatissimo a invocare dagli dei la pioggia. Scella Pezzata fugge con l'amore suo e a Cavallo Pazzo non resta che rifugiarsi nelle braccia di uno dei guerrieri omosex.
Media Voto: 4.33 / 5David davidbarra@libero.it (03-10-2006) Bisogna stabilire prima in base a quale criterio si vuol giudicare il film. Che sia uno schifo totale, risulta lapalissiano a chiunque, anche ai fan "squaloromani" più accaniti; il punto però è che la cosa è voluta dallo stesso regista. Gli anni '70 ed in particolar modo gli anni '80 del cinema italiano ci hanno regalato il non plus ultra del trash, e se si parla di trash non si puo' non parlare di Arrapaho che è Trash con la T maiuscola. L'intento di Ippolito era proprio quello di raggiungere un primato, di toccare il fondo, di fare il trash del trash, (la schifezza della schifezza in pratica) e direi che ci è riuscito alla grande. Trarre un film da un album degli Squallor già la dice lunga, se poi gli Squallor li fai anche recitare e li usi come colonna sonora...beh, è ovvio che nelle tra le tue intenzioni non c'è quella di aggiudicarti il premio oscar o gli apprezzamenti della critica. Come ha ammesso più volte lo stesso Ippolito nel film non c'era copione, si improvvisava volta per volta con gli attori (proprio come funzionavano gli "scatck" degli Squallor), inoltre il regista nel fare i provini sceglieva gli attori che sapevano recitare peggio; se poi vogliamo dare un'occhiata al budget ci rendiamo subito conto (specie dai costumi e dalle scenografie di polistirolo) che non avrà superato le 100.000 lire. Per gli amanti del genere è un "cult" imperdibile, un opera che oserei definire "trash neodadaista" in quanto sensa senso, senza nè capo, nè coda, improvvisata, girata in pochissimi giorni, una valanga di volgarità gratuite, solo parolacce e canzoni degli Squallor. Nel suo intento Ippolito ha fatto centro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Francesco (18-03-2005) Un capolavoro assoluto del trash italiano.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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