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Mamma Roma, prostituta romana, aspira alla rispettabilità e decide di cambiare vita. Va alla ricerca di suo figlio Ettore, allevato da una famiglia di provincia, e s’installa con lui in un fabbricato della periferia romana. L’adolescente rimane scioccato nell’apprendere il passato della madre, e reagisce alla notizia diventando un delinquente. Solo e disperato, muore in prigione in seguito ai maltrattamenti subìti.
14 recensioni presenti. Media Voto: 4.07 / 5Alessia (01-05-2011) Ho visto il film poco tempo fa e devo che insieme a "Accattone" sono i migliori di Pasolini che secondo me e' molto più bravo come scrittore, una sorta di voce corrente per questo una presenza scomoda ed ingombrante, che come regista. Questo film come Accattone rappresenta la realtà della periferia romana e dei sottoproletari urbani in questo caso rappresentati da Mamma Roma (inutile confermare la straordinaria bravura di Anna Magnani nel ruolo della popolana) e da Ettore. I momenti più struggenti del film sono a mio parere i dialoghi che Mamma Roma instaura con diversi personaggi tra cui Biancofiore, un militare e due omosessuali in una Roma notturna completamente oscurata dove solo i lampioni dei marciapiedi sono percepibili e la scena finale lo sguardo intenso, disperato, struggente di Anna quando dal carcere accoglie la notizia della morte di Ettore, correndo si affaccia alla finestra della sua casa osservando il panorama dei palazzi che avrebbero dovuto rappresentare la svolta radicale per la sua vita e per quella del figlio. Una vera sconfitta, qui Pasolini come nei suoi libri, oltre a inserire la sua capacita' di fotografare la realtà in maniera asciutta, diretta, inserisce l'ineluttabilità del destino dei sottoproletari, nonostante gli sforzi di arrivare a rappresentare la piccola-borghesia, due mondi così contrapposti da impossibilitare qualsiasi tipo di mediazione. Lo sforzo di Mamma Roma che pero' non sembra essere presente nel personaggio di Ettore, non vuole andare a scuola, lavora la sera in una trattoria romana solo per far contenta la mamma e tra le prime esperienze sessuali con Bruna e la vita vissuta di espedienti dal momento in cui Bruna rivelerà il passato di prostituta della madre, finirà morto in carcere dopo una lunga agonia. Sara' lui a rappresentare definitivamente il mancato riscatto. Comunque un bel film, lo rivedrei volentieri e Pasolini e' uno degli intellettuali più validi del 900. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (09-06-2009) Il film più struggente di Pasolini, un capolavoro assoluto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Fonda (19-04-2007) Decisamente tra i migliori film di Pasolini assieme ad "Accattone". Effettivamente gli altri sono ingurdabili, ma questo è veramente molto poetico, molto delicato tranne le prima scena del banchetto che è ancora abbastanza pesante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
eugenio eugenio258@interfree.it (04-07-2006) E'straordinario!Grandiose le citazioni pittoriche leonardesche e mantegnane!Sono colpito particolarmente da brevi sequenze che inquadrano il quartiere EUR in costruzione;in lontananza si puo' scorgere la chiesa dei SS Pietro e Paolo.Vedendo il film apro una piacevole e delicata finestra sulla mia infanzia che mi vedeva giocare in quegli stessi luoghi scelti dal regista.Grazie Pierpaolo...Eugenio
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ENZO BARBATO (20-06-2006) Un bel film di Pasolini, se non erro la sua seconda pellicola. Effettivamente il film è sostenuto dalla sfacciata e intensa interpretazione della Magnani, (Nannarella è Nannarella e senza retorica) a differenza di quella ancora incerta di Ettore Garofolo nella parte del figlio. I suoi dialoghi, come quelli degli amici e/o giovinastri di borgata, appaiono, a mio avviso spezzettati, quasi emessi sotto sforzo, quando magari da giovani interpreti ci si aspetta qualcosa di più spontaneo, magari derivante dall'entusiasmo dell'approccio con il set. Per quanto possa sembrare irrispettoso e mi scuso per ciò, sembra che i dialoghi vengano "partoriti" con difficoltà. Lo spessore dell'attore de quo si intensifica nel solitario delirio della scena finale che lo porterà alla morte. La trasmissione di pensieri tra lo sparlare esasperato di Garofolo e la prioritaria preoccupazione materna della Magnani, che dimostra diverse volte un ruspante quanto umano "cuore di madre" è da considerarsi eccezionale. Tonino Delli Colli ci dona una fotografia limpida e mai troppo intensa, a differenza di quella fin troppo spietata ma efficace nei bellissimi monologhi della Magnani in servizio. La periferia è meno cruda, più viva rispetto a quella allo stadio embrionale di "Uccellacci e uccellini". Bravo anche Rustichelli nelle musiche. Bel film. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
josé jcbarreiros@netc.pt (25-05-2006) La Cinemateca Portoghese ha appenna fatto un omaggio a Pasolini passando la sua filmografia integrale (bisogna dire che con la salla sempre pienissima!), quindi ababiamo avuto l'occasione di rivedere con piacere (direi addirittura rapimento...) il cinema di quello che è uno tra i grandi poeti del Novecento e che ha trovato anche nel cinema un linguaggio proprio. Non tutti i film sono riusciti allo stesso livello, certo, comunque questo si conta tra i migliori, costellato da scene geniali, dal pranzo di nozze alla replica di Mantegna (che mantegnana non è, anzi...) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sandro (23-04-2006) I FILM DI UNA VOLTA LASCIANO UN FASCINO PARTICOLARE INDIPENDENTEMENTE DALLA TRAMA DEL FILM CHE PUO'ESSERE BRILLANTE O DRAMMATICO PER NON PARLARE POI DEI CAST DI UNA VOLTA E IN QUESTO CASO REGIA -PASOLINI ATTORI -MAGNANI -CITTI INSOMMA I TEMPI SONO CAMBIATI E IL CINEMA DI CONSEGUENZA PURE MA I FILM DI ALLORA NON LI PARAGONO CON QUELLI DI OGGI, E VORREI CITARE UNA PICCOLA NOTA: IL FILM NON E' STATO GIRATO TUTTO A CASALBERTONE MA BENSI' AL TUSCOLANO ( CINECITTA )
DOVE LA MAGGIOR PARTE DELLE VOLTE SI VEDONO SCENE GIRATE INTORNO AI RUDERI DEL PARCO DELL'ACQUEDOTTO
POI SI VEDE IL MERCATO DI CECAFUMO PERO' ERA SPOSTATO IN UN ALTRO POSTO SEMPRE AL TUSCOLANO,POI SI VEDE SPESSO LA CUPOLA DELLA BASILICA DI SAN GIOVANNI BOSCO POI SEMPRE SUL FILM UN ATTORE NON RICORDO ORA CHI NOMINA UNA VIA CHE E' VIA CALPURNIO FIAMMA 47 E SI TROVA ESATTAMENTE A UNA TRAVERSA DI VIA TUSCOLANA MA A PARTE QUESTO UN 10 LODE AI FILM DI UNA VOLTA ESATTAMENTE QUELLI IN BIANCO E NERO GRAZIE Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tullio (11-01-2006) CAPOLAVORO ASSOLUTO! I gusti sono personali, lo capisco, ma scrivere che il film è di bassa levatura è veramente un'eresia! Scene memorabili: l'apertura del film con il banchetto nuziale, le passeggiate notturne di Mamma Roma, il tranello al proprietario della Pizzeria, la scarpa di Mamma Roma tirata a un gruppetto di ragazzi sul pianerottolo del primo appartamento a seguito di "una furtiva lacrima....". Lo ammetto, sono di parte: il film è stato girato a Casalbertone nel palazzo dove sono vissuto per 30 anni e al quale sono particolarmente legato affettivamente!!!! Ma a parte questo il film in questione è sicuramente uno dei 100 film più belli italiani di tutti i tempi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio (05-01-2006) Mamma roma è un bel film di Pasolini, non il migliore certo ma pur sempre un film da apprezzare. Anbientato nel disperatissimo ambiente del sottoproletariato romano, a cui va tutta la simpatia ideologica e religiosa di Pasolini. Ambiente difficile, dove condurre una vita felice ed onesta non è sempre possibile. Si è vero il film è privo di tecnica ma ricco di una solida preparazione interiore, ricco di anima, elemento più importante del cinema. Guardate tutti i voti che hanno dato gli utenti, non c'è una via di mezzo, non c'è compromesso: un voto basso o un voto alto, Pasolini è così o lo si ama o lo si odia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
francescoRoma ffonda@hotmail.com (07-09-2005) Effettivamente molti film di Pasolini sono insopportabili (Medea, I racconto di Canterbury et al.), ma questo è veramente poetico e ben girato, non noioso, nè sgradevole. Indimenticabili i carrelli sulle passeggiate notturne di Mamma Roma. Delicato è l'espediente narrativo ch riguarda la canzone "Violino tzigano". Da vedere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco Lugli liliththewitch@yahoo.it (24-06-2005) Meglio tard che mai, diranno inostri piccoli amici...ebbene sì, kiedo venia per nn aver risposto prima, ma ero preso tra lavoro e angeli. La differenza tra Adamo ed Eva? Te la dico subito: il non adattarsi. Pasolini, come la seconda compagnia di Adamo, non si è mai adattato. Forse sta qui il genio non solo del regista ma anche dello scrittore. Non dico che si debba stravalutarlo (Trovo sia meglio che sopravvalutarlo! Nda), ma trovo anke ke, aldilà dei gusti, vada riconosciuto a quest'uomo il merito di aver raccontato una storia...forse scarsa tecnicamente, forse banale per alcuni, magari per altri pure registicamente orribile, ma VERA. Questo sì. O perlomeno questo vale per me. Va da sé poi che Anna Magnani rimane un'icona a suono modo del nostro background culturale.
Vi lascio suggerendovi la lettura di Supplica a mia madre di Pasolini. Sia kiaro, non per manierismo, ma solo perké secondo me spiega bene cosa Pasolini facesse, dicesse, e chi fosse.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro (31-05-2005) Mi sembra abbastanza ingiusto sopravvalutare Pasolini al punto da farne un pilastro della cultura mondiale. Così come mi sembra esagerato parlare di "capolavoro". Pasolini, giova ricordarlo, è letteralmente snobbato in tutti i paesi del mondo, Italia inclusa. Ora, io capisco che possano esserci dei tentativi di riabilitazione di un regista assai modesto, in nome di idealità politiche più o meno condivisibili. Ma attenzione a non esagerare. Si cade nel ridicolo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ila (22-03-2005) Finalmente il secondo capolavoro di Pasolini in dvd!
L'intellettuale più importante del '900, non solo italiano, e una (la?) delle più grandi attrici che il nostro smemorato Paese ricordi si fondono, pur scontrandosi, per dare vita ad una pagina memorabile di cinema, e di vita. A mio modesto parere una vetta etica ed estetica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo63 (20-07-2004) Ecco il cozzo tra due teste molto dure.
Erroneamente molti pensano che Pasolini continui nel solco del neorealismo.
Assolutamente no, girava piccoli frammenti di pellicola, smontava, sceglieva come Fellini le facce in seguito montava le voci.
La Magnani (Dal sottoscritto sempre detestata)con la sua vena da prima donna, con questo metodo non andava d'accordo.
Così nacque quella lunghissima ed inutile carrellata notturna, nella quale lei ha potuto esprimere la sua 'arte'. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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