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|  | Martino è il custode notturno della Mole Antonelliana di Torino, che contiene anche il Museo del Cinema. In un locale abbandonato all'interno dell'edificio Martino è riuscito a ricavarsi una specie di casa dove trascorrere le giornate di riposo. Il destino vuole che un giorno incontri Amanda, la ragazza di un piccolo delinquente, costretta a fuggire dalla polizia, e decida di nasconderla nella Mole ammettendola nel suo mondo.
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.63 / 5Amy (14-01-2008) Magico, malinconico (ambientato in una Torino altrettanto incantata) ma denso di significati, anche se un po' lento; credo però che sia stata una scelta voluta. Interessante il parallelismo e la sovrapposizione tra i film muti e la vita reale. Finale agrodolce. Voto: 4 / 5 |
enric (13-02-2007) Eccellente e piacevolissimo film. Ottimi attori, soggetto, ambientazione, luci, colonna sonora. Splendida la voce fuori campo di S. Orlando. Un film da vedere e rivedere. Intelligente, ironico e da ricordare. Voto: 5 / 5 |
LAURA (08-03-2006) BEL FILM.
MI PIACE SOPRATTUTTO LA REALISTICA RAPPRESENTAZIONE DELL'INCOMUNICABILITA' TRA LE PERSONE, INSIEME ALL'INDIFFERENZA MALI OSCURI DELLA SOCIETA' ODIERNA.
LAURA Voto: 4 / 5 |
Pao-k (29-12-2005) Un film di qualità. Garbato, bello, leggermente noioso all'inizio, ma si capisce che non poteva che essere così; una trama raccontata in modo doverso dal solito, assolutamente geniale la voce (Silvio Orlando) che accompagna lo spettatore, identificato realmente dalla Voce come tale, nelle vicende del film.
Pasotti riesce, con un personaggio che di fatto parla raramente, a confermarsi uno dei migliori attori giovani italiani.
Un film veramente bello, ma per gustarlo veramente dobbiamo essere spettatori "migliori della media". Se ami "Natale a Miami", questo film lascialo in videoteca. Voto: 4 / 5 |
Satine (02-06-2005) Un autentico film, un piccolo gioiello. Una favola moderna, magica, fatta di sognatori, di parole e ancora più di silenzi, di immagini (splendide, splendide immagini di film muti di un tempo, belle da strappare il cuore). Un film troppo bello per essere Italiano, diretto in modo "spiritoso" e mai sopra le righe, mai con assurde pretese, eppure godibilissimo. La qualità della fotografia e la chiarezza delle immagini, delle inquadrature, consente allo spettatore di entrare in questa storia, di viverla come se non fosse un film, come se stesse guardando lui stesso da una finestra, o per strada. Non per questo perde quella sottile magia, a metà strada tra fantasia e realtà, da cui ogni film dovrebbe essere avvolto secondo me.
Attori per alcuni versi un po' "teatrali" ed inesperti, ma assolutamente PERFETTI, perché regalano quell'ingenuità e quel "candore" che si riconosce durante tutto lo svolgersi della storia. Giorgio Pasotti molto bravo, l'ho trovato credibile, moltissimo. Parla poco, e riesce a disfarsi di quella fastidiosa immagine da trentenne nevrotico stile "Accorsi", e dona semplicità ed ironia al suo personaggio. La Einaudi (che non conoscevo), ha un viso particolare, verso la fine particolarmente espressivo, mi piace, spero sia abbastanza versatile da poter far strada! Gli altri due co-protagonisti, anch'essi molto bravi. Splendido finale, un po' triste, un po' dolce, malinconico ma allo stesso tempo esilarante. Un po' come la vita, no? Voto: 4 / 5 |
peterblu76 peterblu76@yahoo.it (20-04-2005) Un piccolo grande regalo al cinema italiano di Ferrario, che ha meritato appieno il buon passaparola che si è creato attorno a questa pellicola gentile ed elegante, fragile e dolcissima. Buona recitazione, Pasotti sul trampolino di lancio dello star system italiano... bello anche il titolo. Voto: 5 / 5 |
Veronica macvero@virgilio.it (17-02-2005) Da me è passato solo ora in un cineforum e per fortuna che esistono i cineforum se no nei piccoli centri come il mio film così non arriverebbero neppure.
E' una storia poetica, d'amore per il cinema. Girata quasi interamente nella Mole un luogo magico, come del resto la città dove si trova. Bravi gli attori, soprattutto G.Pasotti/B.Keaton. Complimenti e speriamo che di film così in Italia se ne riescano a girare altri. Voto: 5 / 5 |
Andreas (01-02-2005) Da vedere. Voto: 5 / 5 |
Nicola aimivet@tin.it (26-12-2004) Un film veramente notevole, raccontato e recitato con grande sensibilità da tutti gli attori, assolutamente disarmante l'espressività della interprete femminile che tuttavia rimane per tutto il film nell'alveo di una recitazione misurata ed estremamente realistica, grande talento, ma penso molto aiutata dalla regia di Davide Ferrario
Molto bravi anche i due interpreti maschili.
Finalmente un film italiano che ritorna a raccontare le storie di tutti i giorni, della gente di tutti i giorni, nella miglior tradizione del nostro neorealismo.
Da vedere! Voto: 5 / 5 |
Gino executive@quipo.it (30-10-2004) E' un piccolo gioiello. Un film per tutti gli amanti del cinema e della storia del cinema. Reecitato benissimo da un Giorgio Pasotti, introspettivo e sensibile, che già avevo avuto modo d'apprezzare nel serial televisivo Distretto di polizia. Qui però in un personaggio delineato dalla sceneggiatura in maniera non convenzionale. E qui il personaggio attinge ad una delle caratteristiche più affascinanti della Settima Arte: vedere la realtà attraverso l'occhio della macchina da presa. Come quando filma Amanda con la cinepresa. E' ciò che prima o poi ogni cinefilo desidera fare. Voto: 5 / 5 |
Cornax (05-09-2004) Dopo Mezzanotte di Davide Ferrario è una deliziosa pellicola sulla storia e sull’amore per il cinema. Ambientato quasi integralmente in quella affascinante struttura onirica che è il Museo del Cinema all’interno della Mole Antonelliana a Torino, tratta della classica storia d’amore tra giovani, ma girata in modo completamente diverso dai normali stereotipi. Mescolando il cinema digitale al cinema delle origini (con particolari riferimenti a Buster Keaton) si assiste ad una spiritosa e divertita dichiarazione d’amore alla “settima arte” che colpisce e commuove.
Decisamente in parte ed ottimamente diretti i tre giovani protagonisti, la cui freschezza nel gestire i loro sentimenti costringe ad immedesimarsi ed a partecipare della vicenda.
Pur nella sua semplicità nel raccontare una storia normalissima, ai limiti dell’ordinario, si tratta di una pellicola estremamente raffinata, in cui si ride (parecchio) con il cervello, ma che rinuncia a qualsiasi intellettualismo per giocare su spontaneità e poesia. Uno di quei film che, non contando sul meritato battage pubblicitario, necessita di un sistematico passaparola.
Chi ha già visitato quella scatola magica che è il Museo del Cinema a Torino godrà appieno delle emozioni che suscita questo film, mentre chi a chi non c’è ancora stato all’uscita dal cinema probabilmente scatterà la curiosità di farci un salto (e posso garantire che ne vale la pena!).
Voto: 5 / 5 |
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