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Le conseguenze dell'amore

Le conseguenze dell'amore
Zoom della copertina
TitoloLe conseguenze dell'amore
Paese, AnnoItalia, 2003
RegiaPaolo Sorrentino
Principali interpretiToni Servillo; Olivia Magnani; Adriano Giannini; Raffaele Pisu; Angela Goodwin; Diego Ribon
Prezzo
Sconto IBS 
€ 8,91
(Prezzo di listino € 9,90 Risparmio € 0,99)
Prezzi in altre valute
 Film per tutti
Disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo
Numero dischi1
GenereDrammatico
ProduzioneMedusa Home Entertainment, 2005
Dati tecnici100 min.
 5 Singolo strato (Formato schermo Widescreen)
 PAL Area 2
Lingua audioitaliano, Dolby Digital 5.1
Lingua sottotitolifrancese - inglese - italiano per non udenti
Contenuticommenti critici; scene inedite in lingua originale; inizio alternativo; schede di approfondimento; trailers; foto
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Descrizione
Ogni uomo ha il suo segreto inconfessabile. Ma Titta Di Girolamo ne ha più di uno. È evidente. Altrimenti perché un uomo di cinquant’anni, del sud, dovrebbe vivere da otto anni in un’anonima camera d’albergo di un’anonima cittadina della Svizzera italiana? Otto anni trascorsi a non lavorare. Anni di silenzio e di sigarette, anni appollaiato tra la hall e il bar dell’hotel, indossando abiti elegantissimi senza concedersi, però, alcuna mondanità. Un’atroce routine, nell’attesa che accada qualcosa. Titta osserva, scruta impassibile la vita che gli scorre davanti e nessun sentimento, nessuna emozione trapela. Ma quali sono i suoi inconfessabili segreti?

Premi e riconoscimenti
2005 - Miglior Attore Protagonista Nastro d'Argento Toni Servillo
2005 - Miglior Fotografia Nastro d'Argento Luca Bigazzi
2005 - Miglior Soggetto Nastro d'Argento Paolo Sorrentino
2005 - Miglior Attore Non Protagonista Nastro d'Argento Raffaele Pisu
2005 - Miglior Film David di Donatello
2005 - Miglior Regia David di Donatello Paolo Sorrentino
2005 - Miglior Attore Protagonista David di Donatello Toni Servillo
2005 - Miglior Sceneggiatura David di Donatello Paolo Sorrentino
2005 - Miglior Fotografia David di Donatello Luca Bigazzi

I vostri commenti
Recensioni 1 - 25 di 43 recensioni presenti.  Media Voto: 4.13 / 5

andrea (21-11-2009)
uno dei migliori film degli ultimi 100 anni...
Voto: 5 / 5

vale (25-04-2009)
affronterà anche temi importanti, ma che lentezza, che noia, che vuoto...
Voto: 1 / 5

edoardo elisei (09-02-2009)
Da vedere, un bel film
Voto: 4 / 5

robis (07-11-2008)
originale e bellissimo!
Voto: 5 / 5

luca68 (24-07-2008)
Di solito i film lenti e silenziosi non sono il mio genere e non sapevo nulla di questo film a parte il titolo. Poi ho visto al cinema La ragazza del lago e mi sono innamorato (metaforicamente!) di Toni Servillo e della sua recitazione sommessa, sotto le righe, ma di una profondità quasi senza pari. Così ho deciso di vedere questo film che, con tutti i suoi difetti, non ha fatto che confermare il talento mostruoso di Servillo. Altro che recitazione e faccia sempre uguali: in ogni scena, in ogni inquadratura, Servillo riesce senza parlare, con uno sguardo e o un movimento impercettibile a trasmettere emozioni profondissime. So che apparentemente non c'entra nulla, ma mi ha ricordato l'interpretazione di Robert De Niro in Heat... E anche la Magnani non è stata per me così disastrosi come altri sostengono... L'unico che c'entra come i cavoli a merenda è Giannini... Da vedere e rivedere per apprezzare i dettagli.
Voto: 4 / 5

alex (09-07-2008)
Terribilmente brutto! Il solito film italiano fatto con 4 soldi, attori di basso livello, dialoghi piatti, ambientazione superficiale..
Voto: 1 / 5

Eugenio Sibona esibona@yahoo.it (17-05-2008)
Il film molto bello e abbastanza scorrevole; forse perde un pò dopo circa tre quarti d'ora, ma è così per moltissimi film. c'è chi dice che servillo non è bravo perchè ha sempre la stessa faccia, grazie: è il suo personaggio che è così! Olivia Magnani... finchè non parla o dice al massimo due battute non è affatto male come attrice. Dalle due in poi, si vede che in comune con la grande Anna ha solo il nome, alla lunga diventa quasi irritante, e questa è la grande pecca del film, per cui non posso proprio dare 5/5. Inoltre Adriano Giannini, più degno figlio d'arte, è poco credibile come fratello, non tanto per questioni fisiche ma per l'evidente eccessiva differenza d'età. Da rivedere più volte, ma d'ora in poi quando so che parla Olivia, tolgo l'audio e metto i sottotitoli!
Voto: 4 / 5

Joe Falchetto (16-10-2007)
Un film strepitoso; Toni Servillo uno dei migliori attori che abbia mai visto all'opera. E' incredibile come Sorrentino riesca a fare in modo che lo spettatore creda di seguire un certo tipo di storia salvo poi fargli capire con delle rapide sequenze la verità sulla vita di questo enigmatico personaggio. Da cineteca.
Voto: 5 / 5

Francesco (02-10-2007)
Un film intenso, dove le parole non servono, o ne bastano poche. Il mistero dell'inconoscibile lo avvolge, negli sguardi, negli atti, nelle lente movenze. Non serve sbraitare per raccontare la vita delle persone. E poi questo Servillo è un fuoriclasse assoluto.
Voto: 4 / 5

FABIO SCARNATI fabioscarnati@yahoo.it (24-07-2007)
Interessante questo Paolo Sorrentino,il migliore, a mio avviso, dei nuovi giovani registi Italiani.E ve lo dice uno che non apprezza in genere i film italiani(eccezion fatta per Monicelli,Leone e Tornatore). Toni Servillo poi con questo film ha dimostrato di essere senza ombra di dubbio il più grande attore italiano in circolazione. Un grazie al mio amico Riccardo per avermi consigliato la visione di questo film. "UNA COSA SOLA E' CERTA. IO LO SO. OGNI TANTO, IN CIMA A UN PALO DELLA LUCE, IN MEZZO A UNA DISTESA DI NEVE, CONTRO UN VENTO GELIDO E TAGLIENTE, DINO GIUFFRE' SI FERMA, LA MALINCONIA LO AGGREDISCE, E ALLORA SI METTE A PENSARE...E PANSA CHE IO, TITTA DI GIROLAMO, SONO IL SUO MIGLIORE AMICO". Da Brividi,ma NON per tutti.
Voto: 4 / 5

Lauren Anders Brown (01-05-2007)
Le conseguenze dell'amore ha avuto molti temi: le riflessioni, pensare, I desideri nascosti, e la felicita nella vita. Il film inizia con le immagini di riflessioni sulle finestre e sugli specchi e ha aiutato a capire il personaggi principale, Titta. Era anche molto imprevisto una volta ha parlato ed agito, per esempio quando ha comprato l'automobile per Sofia. Non sono stata annoiata mentre guardavo questo film perche pensavo sempre di cio` che pensava. Mi e` piaciuta realmente la conclusione.Una volta che ho scoperto che aveva fatto col denaro, ho sentito lo spirito di giustizia e la felecita` per lui. Questo film mi interessa molto e lo guardarei ancora.
Voto: 5 / 5

Ferdinando (03-04-2007)
Sono arrivato al commento di sergio ed ho avuto l'impulso di scrivere anch'io quando ho letto che qualcuno aveva accosto questo piccolo gioiello italiano a tarantino.Concordo con lui,se proprio paragone dev'essere,è solo con "L'uomo che non c'era" perchè anche Titta Di Girolamo può considerarsi un uomo che non c'è. Grande Tony Servillo e Olivia Magnani può essere un bel futuro.
Voto: 5 / 5

Javi (17-03-2007)
"Le conseguenze dell'amore" e' veramente un film che si puo' definire un prodotto dell'art pour l'art! La colonna sonora e le inquadrature sono superbe. Dispiace che non molti abbiano catturato l'essenza di questo film, sia a livello cinematografico come quello esistenziale dei personaggi.Devo dire che i Davide di Donatello assegnati a questo film parlano da se. Bravo Paolo!
Voto: 5 / 5

mario sharedenator@gmail.com (28-02-2007)
Ma quelli che votano 1 su 5 cosa guardano in genere....il "Grande Fratello" o "Buona Domenica"? Certo che la scansione del film è lenta, non è un film che si presta a dialoghi espressivi perchè è incentrato sul personaggio principale ( servillo) che con una superba recitazione esprime tutta la solitudine e la disperazione del personaggio. E' raro trovare un film dve tutto è incastrato alla perfezione..... e' vero che i gusti sono soggettivi ma anche l'incompetenza è soggettiva. E molti giudizi ne sono pieni.
Voto: 5 / 5

Rossano (22-01-2007)
Uno dei film italiani più belli degli ultimi dieci anni - non che ci voglia molto, ahimè -. Magnifica regia, superba interpretazione di Servillo, splendida colonna sonora. Come uno dei, pochi in verità, detrattori ha giustamente affermato in un commento precedente, ogni secondo è un macigno. Ogni parola del protagonista è un macigno. Un film che fa trattenere il respiro dal primo all'ultimo minuto anche se, in apparenza, solo in apparenza - ed è proprio ciò che tradisce chi bada solo all'apparenza, non riuscendo così ad apprezzare questo capolavoro che parla anche di lui -, per quasi un'ora non accade praticamente nulla. Ecco la sua grandezza.
Voto: 5 / 5

Filippo (18-01-2007)
Davvero bellissimo, toccante.
Voto: 5 / 5

sergio (03-09-2006)
Il primo merito di questo film è il fatto di non essere un film "derivativo": non imita alcun genere, alcun regista, non si rifà ad una corrente, è davvero un'opera unica ed originale. Non mi soprende pertanto che a qualcuno possa piacere poco o nulla: ci sono alcuni spettatori che sembrano esigere l'eterno ripetersi degli stessi meccanismi narrativi e degli stessi personaggi, così di fronte a qualcosa di veramente nuovo letteralmente si perdono. Mi è piaciuta molto la cura dei dettagli. Ad esempio, quano il protagonista affronta il "processo" in Sicilia, si intravvede che la sala conferenze dell'albergo dove esso si tiene, ha appena ospitato un congresso sulle patologie della prostata (ricordate le notizie di cronaca sull'intervento alla prostata del superboss mafioso appena catturato?). Fantastica la recitazione di Toni Servillo: riesce a delineare così bene il suo personaggio, come un uomo freddo, distaccato, impertubabilmente cinico e triste, che il suo primo e unico sorriso nel corso del film arriva come un autentico colpo di scena. Questo secondo me è il cinema: riuscire a colpire emotivamente lo spettatore e a sorprenderlo non con un effetto speciale o un'inquadratura ad effetto, ma con un semplice cambio d'espressione. E' una costa possibile anche con un film a basso budget, ma ben pochi ci riescono. Prima di scrivere questo commento ho lasciato passare un mesetto, per vedere se il film continuava a tornarmi in mente: è il mio test per distinguere le opere che mi son davvero piaciute da quelle che mi hanno solo impressionato. Ebbene, questo film, alcune sue battute, mi tornano in mente molto spesso. Credo che lo acquisterò, anche se la perdita dell'effetto sorpresa potrebbe togliere qualcosa. A proposito di paragoni: secondo me Tarantino, di cui pure mi piacque molto Pulp Fiction, non ha niente ma proprio niente in comune con questo film. Piuttosto forse si potrebbe accostargli "L'uomo che non c'era" dei fratelli Cohen. Guardatelo!
Voto: 5 / 5

Gaia Zamburlini irishshamrock@aliceposta.it (31-07-2006)
(parte 1)Un film capace di inquietare per la sua capacità di insinuare sapientemente una serie di domande sull’esistenza che, poste in manier ambigua e imprecisa, rendono ancora più offuscate le risposte. Colpisce e trafigge con la sua asetticità, marcata dall’ambientazione nella neutra e bianca Svizzera, che nel senso figurato della concezione comune è luogo candido e intonso; luogo dove è facile celare e difficile manifestare; dove tutto è rigore e dove ogni cosa è conteggiata al centesimo, ragione per cui anche la vita del protagonista risulta influenzata da questi ritmi, che, nell’intenzione di un’eccessività caricaturale a fini cinematografici, rendono disumanamente apatica la sua esistenza. Colpisce e trafigge quando scopriamo che lui, uomo di mezza età potenzialmente ancora capace di cogliere fisicamente e intellettualmente le opportunità della vita, preferisce rifugiarsi in un anonimo hotel, in cui al contrario un uomo anziano in fin di vita cerca disperatamente di convincere la moglie a fargli respirare le ultime gioie di un esistenza troppo corta…(segue parte 2)
Voto: 4 / 5

Gaia Zamburlini irishshamrock@alice.it (31-07-2006)
(parte 2)Colpisce e trafigge col suo incrementare di volta in volta suspance e inquietudine man mano che impariamo a conoscere il personaggio, poiché ogni volta ci sembra di capire qualcosa in più su di lui…Ma poi, una sua qualsiasi azione successiva e inaspettata, smentisce il nostro pensiero e rende il personaggio ancora più misterioso e impenetrabile. Ambiguo, lo definiremmo: tuttavia non incoerente, ma straniero a sé stesso. Non passivo, ma si subisce. Non passionale, ma capace di nutrir passione: ama segretamente una sconosciuta, ma gli è difficile dimostrarlo, gli è difficile avvicinarla e tantomeno riesce a porgerle il saluto, nonostante la veda ogni giorno…La scruta, la squadra, la analizza, ma la paura di sbilanciarsi, di abbandonarsi a un sentimento, riesce sempre a vincerlo. Colpisce e trafigge col suo voler essere volutamente agghiacciante, quando scopriamo che Titta, il protagonista dal nome bizzarro quanto la sua esistenza, si droga di eroina una volta a settimana, alle 5 in punto, da 24 anni. E anche questa terribile necessità (o abitudine?) che lo domina, è talmente calibrata che niente sembra poter cambiare le sue abitudini, che vanno dalla droga alla poltrona su cui si siede ogni giorno nella hall dell’ hotel in cui vive da anni, dalle persone che frequenta giocando a carte a quelle che scruta da sotto gli occhiali…Pensando, riflettendo sulla vita, e appuntandosi su di un taccuino i buoni propositi per il futuro: “…non sottovalutare le conseguenze dell’amore…”. Ha paura di innamorarsi, ma si è già appassionato agli sguardi penetranti di quella ragazza dagli occhi verdi che lavora ogni giorno nel suo hotel…(segue parte 3)
Voto: 4 / 5

Gaia Zamburlini silvana29@alice.it (31-07-2006)
(parte 3)Perché innamorarsi, attaccarsi alla vita, uscire dagli schemi predefiniti di una monotona giornata uguale a tutte le precedenti, vuol dire perdere un po’ fiducia negli altri: certo, significa attaccarsi agli altri, conoscere lo straniero che capita sul nostro cammino e contemporaneamente disconoscere se stessi, cedere all’altro le priorità di cui prima ci viziavamo, compromettere la nostra routine e dunque giocarsi il proprio “Io”. Tuttavia, se solo questo fosse il prezzo da pagare –cinicamente parlando-, non sarebbe così grave: al prezzo dell’amore si aggiunge la pena inesorabile di una delusione, del dolore dell’abbandono, dello strazio della morte. Che si parli di tradimento, incomprensione, litigio, piuttosto che di confronto inevitabile con la morte dell’amato, poco conta: prima o poi, nella vita, la pena arriva: è per questo che mettersi in gioco richiede un rischio altissimo, forse più alto di tutti i rischi che Titta potrebbe mai passare nei suoi guai causati dai giri loschi con la mafia; perché in questi giri non c’è contatto, non c’è pietà, e nonostante si tratti di soldi, affari, movimenti, ricatti, non ci si mette mai in gioco pienamente perché mai si concede spazio vitale all’altro, allo straniero che capita sul proprio cammino… E’ per questo che Titta, tutto sommato, vive bene sotto la protezione della mafia: il ruolo attribuitogli, attivo negli affari loschi ma passivo nel rapporto umano, ben si addice alla sua taciuta ma evidente paura di esporsi, che in tal modo, almeno inizialmente, non viene scossa da alcun fattore esterno…E quando fa di tutto affinché siano gli impiegati della banca, e non le macchinette conta-soldi, a quantificare la somma da lui depositata, non distinguiamo bene se, accanto alla sua furbizia (in tal modo potrà accusare la banca di averne perso una parte) agisca anche un senso di compassione per l’uomo, “per il quale” dichiara “occorre sempre nutrire fiducia”. Che stia iniziando a ricredersi sulla sua esistenza? (segue parte 4)
Voto: 4 / 5

Gaia Zamburlini silvana29@aliceposta.it (31-07-2006)
(parte 4)Acquisterà presto fiducia proprio nei confronti della ragazza che lavora nel suo hotel: ma nel momento in cui decide di accogliere il saluto della giovane, nel momento in cui l’invasione dei reciproci spazi è dichiarata (lei lo saluta, dopo poco tempo lui le racconta i suoi segreti, le acquista un auto e così via…) le vita di Titta risulta a rischio poiché esposta inevitabilmente alle conseguenze dell’amore. Non solo si estranea da se stesso, per eccessiva passione, ma deve anche prepararsi alla sofferenza “ultima” che, come ben lui sa, è destinata ad arrivare senza nemmeno preannuncio. La sua routine è spezzata: immaginiamo che perfino l’insonnia, di cui prima tutte le notti soffriva, stia sparendo, perché se la sua ossessione è sempre stata avere il controllo totale su tutto –rifiutandosi inconsciamente di dormire- ora l’attenzione è spostata su di lei, sulla donna della quale per anni si è accontentato della semplice presenza, ma della cui compagnia ora non può più fare a meno…A tal punto che, a un appuntamento mancato (causa disguido e non abbandono, ma tanto, come abbiam detto, prima o poi la delusione arriva), la disperazione si impossessa di Titta e risulta ora indifferente per lui morire in un modo o nell’altro, dal momento che la sua vita è gia stata toccata, invasa e sbaragliata dalla principale conseguenza dell’amore: la perdita del proprio io. Ricalcando alcuni atteggiamenti dello “straniero” di Camus, su uno sfondo un po’ noir e un po’ surreale allo stesso tempo, il regista riesce a dipingerci una condizione esistenziale portando all’ estremo ciascuna situazione: servendosi del pretesto di narrare una storia di mafia raccontata attraverso un’ironicità pungente ma calibrata, alimenta la curiosità dello spettatore in un crescendo di pathos e tensione, culminante in una scena finale capace di agghiacciare il vano tentativo di un qualsiasi sentimento d’amore.
Voto: 4 / 5

Tessa giuggin@libero.it (19-05-2006)
Film bellissimo, incredibilmente italiano, fu snobbato nelle sale fino a quando, pluripremiato all'estero, qualcuno decise di riproporlo. L'atmosfera, la voce e gli sguardi del protagonista lasciano col fiato sospeso per tutto il film, complice una colonna sonora ottima. Finale geniale. Piccolo gioiellino da condividere con pochi.
Voto: 5 / 5

matteo (04-02-2006)
Un esercizio di stile senza spessore. Il film sembra quasi ripetere ad ogni fotogramma "quanto siamo bravi a fare i film impegnati!". In Italia o facciamo film di serie B o polpettoni buoni per le autocelebrazioni. Credetemi, non sono il tipo da "Natale a Miami", questo film è una perfetta impalcatura intorno al nulla.
Voto: 1 / 5

MIchele (28-01-2006)
Ottima colonna sonora; ottima fotografia; ottima sceneggiatura; grandioso Servillo. Dramma della solitudine umana e dell'impotenza di reazione......fino ad un certo punto però. Che dire a chi afferma: film lento"! Beh, forse l'abitudine ai film scontati e pubblicizzati non riesce a far ben apprezzare questo film. Gusti diversi, però decisamente superficiali!!
Voto: 5 / 5

micky (05-01-2006)
Sinceramente ho trovato il film di una noia mortale: bravo Servillo ci posso stare, ma secondo me è troppo lento e cn troppi pochi dialoghi. Al cinema mi sarei addormentato sicuramente!
Voto: 2 / 5

Recensioni 1 - 25 Recensioni 26 - 43

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