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Nell'estate del 1978 nel paesino di Acque Traverse immerso nel caldo soffocante si aggira un piccolo gruppo di ragazzini. Durante una scorribanda nella campagna circostante Michele scopre un bambino tenuto prigioniero in un casale abbandonato. Pur non riuscendo a capire che cosa ci sia dietro alla vicenda, Michele inizia a prendersi cura del bambino scoprendo che in questa storia sembrano essere coinvolti anche i suoi genitori.
Questo film è tratto dal libro Io non ho paura di Ammaniti Niccolò2004 - Miglior Fotografia David di Donatello Italo Petriccione 2004 - David giovani David di Donatello 2003 - Miglior Regia Nastro d'Argento Gabriele Salvatores 2003 - Miglior Attore Non Protagonista Nastro d'Argento Diego Abatantuono 2003 - Miglior Fotografia Nastro d'Argento Italo Petriccione
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.4 / 5Sandor Krasna (02-11-2010) E' il miglior film di Salvatores da tanti anni, per vari motivi: si faccia attenzione alla scelta e all'uso dei luoghi, dei ragazzi, delle facce, della luce, e le cadute di gusto (che comunque non mancano) passeranno in secondo piano. Salvatores ha messo il mestiere al servizio della storia, e forse la scelta di non scrivere la sceneggiatura lo ha aiutato. E' un film che va visto in trasparenza, senza attribuire significati che non ha, con buona pace dei semiologi della domenica che sopravvivono solo in Francia e (per fortuna meno) in Italia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
valentina simona bufano (25-10-2010) nessuna difficoltà a tarsportare il libro sullo schermo
coniderato che Ammanniti più che uno scrittore è un descrittore di immagini
bravissimo il ragazzino biondo
stupenda fotografia
educativo
da far vedere ai ragazzi a scuola Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro Lanari haldullea@libero.it (20-07-2008) Appoggiandosi al libro omonimo di Ammaniti, Salvatores recupera la tematica che più lo appassiona, quella del conflitto intergenerazionale. Solo che, grazie al testo dello scrittore, stavolta scende concretamente più nelle viscere: quel buco vuoto e oscuro in cui viene tenuto segregato il piccolo ostaggio è un simbolo uterino, la cavità reclusiva rappresenta la violenza materna della figura genitoriale femminile, mentre la pistolettata paterna indica l'apporto di violenza penetrativa della figura genitoriale maschile. Mafia, sì, ma nel senso di nucleo familiare come associazione a delinquere. E i figli crescono imitando ed emulando. Chance amorose? Forse dall'autonomizzazione filiale rispetto al branco, in un'inedita solidarietà intragenerazionale. Questa è l'ultima versione dell'utopia secondo la categoria storica di utopisti coetanei del regista. I quali però scrivono, filmano e comunicano ricorrendo ancora all'armamentario retorico delle metafore e delle allegorie, incapaci di denunciare la nostra condizione di gettatezza nel mondo con il linguaggio crudo del grado zero di semiosi, quello denotativo, referenziale, senza spazio oltre al significato letterale. Vigliacchi. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fabrizio FabrizioCardinale@tin.it (09-01-2008) Questo film mi ha commosso nel profondo dell'anima...
Grazie Salvatores...un altro capolavoro (anche se di altro genere) dopo Mediterraneo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tommaso unlibroperme@tiscali.it (03-09-2007) Un bel film, Salvatores si sa che non mente..più bello anche del libro perchè si capisce meglio il finale che è veramente da brivido. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
oettam85 oettam85@hotmail.it (02-08-2007) mi piace questo film perchè parla di una estate, dei campi di grano, dei nostri campi di grano, delle formiche e delle storie che si crea quando si è bambini che si scontrano con la brutalità dei grandi, ottima regia, sceneggiatura, film da vedere e da rivedere fino a quando non si è capito perchè a volte le persone si comportano così.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
diego (19-05-2007) Il film è davvero bellissimo, sono un divoratore di cinema e questo è uno dei miei preferiti Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sara (04-04-2007) Stupendo! La musica, la regia, il cast...da vedere assolutamente!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico Muratore (16-03-2006) Un film molto bello e profondo - ancora una volta i piccoli pagano per la cattiveria dei grandi. Abatantuono è spregevole: un grande attore insomma. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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