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Titolo | Dogville (1 DVD) |
| Paese, Anno | Danimarca Finlandia Francia Germania Italia Norvegia Olanda Svezia, 2002 | | Regia | Lars Von Trier | | Principali interpreti | Nicole Kidman; Paul Bettany; Chloë Sevigny; Lauren Bacall; Patricia Clarkson; Jeremy Davies; Ben Gazzara | Prezzo
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| | Vietato ai minori di 14 anni |  | | Nella promozione I colori del cinema: verde fino al 15 marzo |  |
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Drammatico | | Produzione | Medusa Home Entertainment, 2012 | | Dati tecnici | 135 min. | | | 9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo 2,35:1) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | inglese, Dolby Digital 5.1 - italiano, Dolby Digital 5.1 | | Lingua sottotitoli | inglese - italiano per non udenti |
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La bella Grace fugge, inseguita da un gruppo di gangster, arrivando a Dogville, sperduta cittadina mineraria nell'America della Grande Depressione. La piccola comunità incoraggiata da Tom, autonominatosi portavoce della città, acconsente ad offrirle un nascondiglio in cambio del suo lavoro per loro. Quando le ricerche della polizia diventano piú intense, gli abitanti domandano qualcosa di piú per la loro protezione. Grace ben presto si renderà conto che nella piccola città la gentilezza è scomparsa. Ma la ragazza ha un segreto pericoloso che farà rimpiangere a Dogville di averla maltrattata.
2004 - Miglior Film dell'Unione Europea David di Donatello
Media Voto: 4.4 / 5Mauro Lanari haldullea@libero.it (31-05-2009) A detta di Brass, "Dogma" è valido sul piano economico e finanziario per promuovere la produzione di film a basso costo. A detta invece del Mereghetti, "Dogville" rinnega le regole di tale manifesto poiché la parsimonia nella scenografia e nel parco luci, nonché la mdp sempre in mano e traballante, non è più funzionale al proclama d’un cinema realista. Eppure c’è realismo e realismo, quello formale e quello contenutistico. E in “Dogville” il secondo raggiunge un vertice inedito nell’opera di Trier grazie proprio a una modalità rappresentativa quanto mai astratta e antinaturalistica. Per quasi tutto il film ci viene fatto credere d’assistere all’ennesima apologia dell’eroina martire e vittima sacrificale. L’apparente gratuità d’una scenografia solo abbozzata da linee bianche e dal minimo sindacale d’oggetti di scena diventa all’improvviso sensata già durante la sequenza in cui la protagonista è violentata letteralmente sotto gli occhi di tutti, sotto il silenzioso assenso dell’intera micro-popolazione. Un campo totale ci mostra dal di dietro lo stupratore nell’indifferenza d’ogni singolo abitante. È una chiamata alla correità universale. Tuttavia fin lì i carnefici hanno vita facile a causa della masochistica disponibilità del personaggio della Kidman: il suo patologico concetto di purezza rende attuabile ogni forma di sadismo ai suoi danni, ossia è accondiscendenza, vulnerabilità disponibile a qualsiasi sopruso. Ma il colpo d’ala finale del film consiste proprio in questa presa di coscienza: una Grazia ("Grace") senza Giustizia risulta immorale, perversa e maligna tanto quanto il reciproco. Lei se ne rende conto nel lampo d’un cambio di luce degno di Monet: un solo istante di diversa illuminazione e cambia l'intera prospettiva esistenziale. La violenza indotta dall’insano rifiuto della legittima difesa provoca effetti devastanti identici allo sterminio nudo e crudo. Un pugno allo stomaco per farci riflettere sulla distanza siderale che ancora ci separa dalla quadratura del cerchio fra i due poli della moralità. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Guppino (25-06-2008) Un film capolavoro, lunghissimo (2 ore e 50 min sono davvero tanti), ma meritevole di essere visto. La storia del film è a dir poco appassionante, con una sceneggiatura capace di creare inquietudine negli spettatori... Attori magnifici (una su tutte la Kidman). Ottima anche l'idea della voce narrante fuori campo, la voce del mitico Albertazzi è una marcia in più alla versione in lingua italiana. MAGNIFICO!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberto cocchis roberto.cocchis@tin.it (27-12-2007) Per chi non conosce il teatro del tipo "Our Town" di Thornton Wilder, la scenografia può risultare traumatizzante: ma, se uno è abbastanza paziente da darsi il tempo di entrare nella storia, è particolarmente funzionale. Se Von Trier non si desse tante arie, che capolavoro ne sarebbe venuto fuori... il film è ben scritto, la sorpresa finale spiazza, gli attori sono eccezionalmente bravi (specie Ben Gazzara e Lauren Bacall, davvero inossidabili) e Nicole Kidman ha tanta bellezza e spessore che basterebbe da sola a giustificare tutto il film. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fedro46 (14-12-2005) o lo ami o lo odi. non ti lascia vie di mezzo. un inno a tutte le miserie dell'animo umano: viltà, ignavia, menzogna, violenza, sopraffazione, meschinità, doppiezza, opportunismo... non manca proprio nulla. scenografia ad un tempo indefinita e claustrofobica. cast di livello, diretto con mano sicura. la kidman è un mostro di bravura, ma da tempo non è più una sorpresa. ma se la vostra passione sono gli effetti speciali, il pomodoro in tutte le salse e le urla di bassa lega, state alla larga. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
SARA (28-10-2005) ...Non esprimo il massimo dei voti perchè il gradimento del film è molto soggettivo...ottimo esperimento di fusione di teatro/cinema/letteratura con scenografia noir ed essenziale. Da provare! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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