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Michael Clayton è un ex pubblico ministero che sbriga gli affari sporchi per uno dei piú importanti studi legali di New York. Lo stesso studio che sta portando ad esito vittorioso una lunghissima causa ai danni della U/North, società che opera nel settore dei prodotti chimici per l'agricoltura, accusata di produrre un diserbante che, contaminando le acque, causa il cancro. Ma l'avvocato Arthur Edens, stretto amico e collega di Michael ha un crollo psicologico che lo porta a sabotare l'intera causa. Marty Bach, co-fondatore dello studio, ricatta Michael, che ha bisogno di denaro per sistemare alcuni debiti, affinché faccia ragionare Edens. Ma quando Edens viene ucciso dai sicari della U/North, che tentano di far passare l'evento come suicidio, Michael decide di portare a termine quello che Arthur aveva iniziato.
2008 - Miglior Film Candidature [Academy Awards] 2008 - Miglior Attrice non Protagonista Oscar [Academy Awards] Tilda Swinton
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.33 / 5Mauro Lanari haldullea@libero.it (20-07-2008) L’ANTI-BROCKOWICH SODERBERGHIANO
“Michael Clayton” è l’unico “legal-thriller” metafisico a me noto. Prodotto da Soderbergh, il regista Gilroy lavora incessantemente per sottrazione, cavandone fuori un’opera sommessa, dimessa, disadorna, spoglia al limite dell’underground. Un po’ Bresson e un po’ Michelangelo, per volare alti. Di Bresson c’è quell’insistere sulle scene madri sempre fuori inquadratura e fuori sceneggiatura, come se il canovaccio da rappresentare fosse ormai logoro e la realtà della natura maltrattasse i personaggi umani trascurandoli, non ponendoli al centro né dell’attenzione né dell’immagine. Noi non siamo i protagonisti di nulla. Invece di Michelangelo c’è l’esatto contrario: siamo proprio noi i protagonisti, antropocentricamente e senza alcun rimando interessante al contesto ambientale. Noi, infatti, siamo esseri autocoscienti e dunque gli unici ad avere consapevolezza dello sfascio generalizzato.
Il film è quadripartito: 4 giorni, 3 cavalli e un’esplosione del cavallo-macchina. I soliti rinvii biblici al veggente di Patmos e alla sua apocalittica tetra-rivelazione: ma in questo caso a cosa allude? Non c’è vittoria in Clayton, il suo essere Michael, “Michele”=”Chi come Dio?” riceve una risposta ancora negativa. La rivelazione personale ricevuta da Clooney è che a lui, in quanto rappresentante d’una legge solo umana, NON è consentito il potere d’una redenzione retroattiva in favore di tutte le vittime che hanno già lastricato la Storia. Infatti il bisogno d'una salvezza radicale va spinto “sino ad arrivare all'idea di un assetto del mondo dal quale sarebbe eliminata non solo la sofferenza esistente, ma revocata anche quella irrevocabilmente trascorsa” (Adorno, “Dialettica negativa” [1966, 2004], p. 361). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
*Sir Psycho Sexy* (05-07-2008) buon legal thriller, ottimo Clooney...se vi è piaciuto vi consiglio Insider, molto più bello... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alessandro## (06-04-2008) Grandissimo George! Film intenso, pieno di emozioni. Interpretazione di altissimo livello accopagnato da una buona colonna sonora danno a questo film il tocco in più. La trama è molto coinvolgente e anche se in alcune parti il film diventa molto lento qui entra in gioco la psicologia, su ciò che è giusto o sbagliato scegliere. I soldi comprano tutto ma a volte no... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vittorio vittos92@hotmail.it (02-04-2008) Michael Clayton lavora per uno studio legale, si è creato una nicchia, un ruolo, è "l'addetto alle pulizie". Si occupa di far sparire ciò che deve sparire e di risolvere i problemi. "Non faccio miracoli, faccio le pulizie". Ma poi, un amico, un collega, Arthur Edens, dà di matto, e sembra rivoltarsi contro la grossa multinazionale che doveva difendere. Michael deve sistemare la situazione. Tony Gilroy è lo sceneggiatore della bella trilogia di Jason Bourne (una preferenza per l'ultimo, bellissimo, capitolo) e debutta alla regia con successo, scegliendo una storia verosimile e molto avvincente. Più del plot però, ingarbugliato, e nella prima parte del film incomprensibile, contano le atmosfere, inquiete, grigie, come in attesa di una tempesta, e i personaggi, oltre al magnifico loser Michael Clayton, l'avvocato cinico che diventa idealista Arthur Edens, e un cattivo abbastanza debole seppur gelido. A dar lui aiuto c'è senz'altro la strepitosa prova degli attori: George Clooney abbandona le pose glamour da commedia per gettarsi in questo personaggio malridotto, disadattato, in debito con la mafia, eppure capace di inaspettati gesti di lealtà, offrendo un'eccellente prova. Tom Wilkinson crea il memorabile personaggio di Arthur Edens, aiutato dalla sceneggiatura (bellissimi i monologhi, soprattutto quello iniziale), mentre Tilda Swinton (l'unica che ha vinto l'Oscar) regala alla sua "cattiva" un fascino androgino e uno sguardo di ghiaccio preoccupato. E' un film bello, da vedere, e da assaporare, lontano dai soliti legal-thriller e impreziosito dall'ottima prova del cast. Punto negativo solo l'eccessiva complessità della trama, che, pur non arrivando ai livelli di Syriana, rende un po' difficile l'approccio al film. Tony Gilroy ha la stoffa dell'ottimo regista. Speriamo non la perda. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Fabio Scarnati fabioscarnati@yahoo.it (02-04-2008) Michael Clayton è un ex pubblico ministero che lavora da anni per un importante studio legale. Il suo compito è quello di 'aggiustare' la verità coprendo i guai dei clienti più facoltosi.La falsificazione dei fatti è la sua specialità.Pur lavorando per lo studio da 15 anni non ne è diventato socio ma è legato a filo doppio al suo impiego a causa anche della sua passione per il gioco d'azzardo e dei debiti che deve saldare per un investimento nel settore della ristorazione fallito non per colpa sua.
Il giorno in cui si trova a dover affrontare il caso di una grossa società che opera nel settore dei prodotti chimici,che è stata chiamata in causa per l'immissione sul mercato di un prodotto altamente cancerogeno, per lui giunge la resa dei conti con se stesso.E'un film dall'impianto estremamente classico:l'eroe stufo del proprio lavoro sporco che cerca un'occasione di riscatto e, forse, la trova.Potrebbe trattarsi dell'ennesimo deja vu.Ma ha due frecce al suo arco che lo rendono un'opera interessante.Innanzitutto lo sfruttamento della documentazione raccolta da Gilroy mentre preparava lo script per il già citato L'avvocato del diavolo.Il regista ha toccato con mano vicende processuali in cui l'occultamento di documenti compromettenti è stato fondamentale per far vincere cause a grandi corporation.Se a questo si aggiunge la presenza di Clooney il gioco è fatto.Dopo questo film ci sentiamo di poter affermare che solo un attore come lui può affrontare il ritorno del legal thriller più ancorato a schemi talvolta abusati offrendogli una credibilità da altri non raggiungibile.Godetevi il lungo piano sequenza che accompagna parte dei titoli di coda.È bloccato su un suo primo piano.Nei piccoli mutamenti del suo volto si condensano i pensieri non detti che attraversano la sua mente.Clooney in quell'epilogo condensa tutto il crescendo di umanizzazione che ha offerto al suo personaggio,trasformandolo,step by step,in un essere umano con le sue sofferenze e i suoi dubbi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lella (29-03-2008) Un film davvero molto ben fatto, a partire dalla trama che ti incolla al televisore, dagli attori che recitano molto bene per finire nei particolari flashback che intrigano ancora di più. E' senz'altro un film da vedere e, anche se per certi versi ricorda molto Erin Brockovic, gli Oscar che ha preso sono più che meritati. Clooney si conferma, ancora una volta, tra i più bravi attori dell'ultima generazione e di strada ne ha fatta davvero tanta, e si vede dalla recitazione sempre più matura e graffiante. Datemi retta: guardate questo film e non ve ne pentirete! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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