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1954. In un manicomio criminale protetto su un'isola fortezza il capo della polizia locale Teddy Daniels e il suo nuovo collega Chuck Aule vengono convocati per indagare sull'inverosimile scomparsa di una pluriomicida che sarebbe riuscita a fuggire da una cella blindata dell'impenetrabile ospedale. Circondati da psichiatri inquisitori e da pazienti psicopatici e pericolosi i due si trovano immersi in un'atmosfera imprevedibile dove nulla è come appare.
9 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5giulia (30-01-2011) di grande impatto, alla fine mi ha lasciata senza parole... Bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Oblomov71 (13-01-2011) Un thriller psicologico efficace e molto ben curato, che ci precipita, sulle orme di Lehane, in un vertiginoso viaggio nelle pieghe di una mente sconvolta. Livide le ambientazioni e convincente il cast di comprimari, a partire dall'ottimo Ruffalo. Impressionante per intensità l'interpretazione di Di Caprio, che sarà anche antipatico ai più (me compreso), ma va detto, non sbaglia un colpo e si conferma attore di grande calibro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Maurizio (12-12-2010) Non mi è dispiaciuto. Certo è un triste giallo ambientato in un'insolito manicomio criminale, con citazioni presenti e passate. Nell'insieme la trama è intrigante con un colpo di scena in gran parte prevedibile (tanto che mi aspettavo un ulteriore ribaltamento di prospettiva nell'ultima scena). Ottimo il cast con DiCaprio perfetto nel ruolo. Manca una colonna sonora decente e nell'insieme è un filo troppo lungo.
Se vi piace il genere è un buon film. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alex (25-11-2010) Un film ben fatto, produzione holliwoodiana garantita, ma che fa paura, sconsigliata la visione in solitaria. L'unica pecca è che ha qualche clamoroso errore di montaggio (tipo un bicchiere che prima c'è, poi non c'è, poi c'è di nuovo). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ANTONELLA (27-09-2010) DiCaprio non è certamente il mio attore preferito ,ma sicuramente dal Titanic è migliorato e in questo film ne ha dato prova ;certo magari a metà film si intuisce chi è il vero "paziente" ma tutto sommato mi è piaciuto e anche il finale l'ho trovato consono a tutto il film. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea (26-07-2010) Dal sodalizio tra il più grande attore della sua generazione (DiCaprio) ed il regista con la R maiuscola (Scorsese), l'ennesimo capolavoro che ti tiene inchiodato allo schermo. Versione cinematografica che non tradisce l'originalità del libro, un viaggio impietoso negli abissi della psiche umana, dove dolore, rabbia e frantumazione interiore combattono fra loro in un complesso gioco di scatole cinesi. La maschera di DiCaprio diventa il potente strumento di comunicazione con cui Scorsese affronta i demoni che affiancano il protagonista lungo la sua inesorabile discesa all'inferno, un viaggio senza ritorno tratteggiato dai toni più dark di una stilografica colata a picco nell'inchiostro più nero.
Consigliatissimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ALBERTO (10-07-2010) l' abbinata Scorsese-Di Caprio funziona a meraviglia, certo sono lontani i tempi dei Taxi Driver e dei Bravi Ragazzi ma le qualità artistiche del nuovo duo sono indiscutibili. In attesa della biopic su Sinatra, altra grande sfida di Scorsese, il regista di NY costruisce un thriller complesso, ammirevole per sceneggiatura e montaggio, che esalta le capacità di recitazione di un attore che si è fatto le osse all' Actor' s Studio.
Scorsese omaggia Shining di Kubrick usando il "Lontano" di Ligeti in alcune sequenza del film. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Convinto (02-07-2010) Complesso quanto Vanilla Sky e col finale che lascia spiazzati, meditabondi e confusi...fino al giorno dopo, quando realizzerete la verità (anche con l'aiuto di wikipedia). Bel film, ma a mio parere potevano realizzando anche non trattando (e mostrando) alcune tematiche un pò troppo forti per il grande pubblico. Non passa inosservato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
HULK (28-06-2010) Da regista che non ha mai sbagliato un film, a non ne azzecca più uno.
Un'altro pastrocchio, non si può considerare un passo indietro , visto e considerato che Scorsese gira a vuoto da un decennio. Con il Jovanotti/DI Caprio, come si possa consideralrlo un grande attore , mai capito. Ecco l'ennesimo gioco metacinematografico fine a se stesso. Non ha nemmeno il sinistro fascino delle opere sgangherate di De Palma. Niente che non sia scontato, o comunque privo di vitalità. Un pastrocchio dove più volte non sa dove parare, tra metafora sociale Guantamano? Ricordi mal digeriti Hitc., il noir anni cinquanta Bush come Mc Harty? Tutto relegato nella schizzofrenia, che al solito lenisce tutti i mali. Uno dei peggiori finali di Scorsese, tirato via alla buona e soprattutto prevedibile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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