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|  | El Alamein. La linea del fuoco - DVD |
Egitto, ottobre 1942. Le truppe italiane sono bloccate da mesi a El Alamein, senza rifornimenti né cambi, né rinforzi, bersagliati quotidianamente dall'artiglieria inglese. Il soldato Serra, volontario universitario, arriva alla divisione in Pavia, comandata dal Tenente Fiore. Viene subito accolto benevolmente dai commilitoni, il sergente Rizzo, il caporale De Vita e il soldato Spagna, e insieme combattono le battaglie quotidiane contro la dissenteria, l'acqua cattiva e la mancanza di cibo, cercando di non farsi uccidere dall'artiglieria nemica. Il 23 ottobre inizia l'offensiva inglese che, nonostante la strenua resistenza, non lascerà scampo alle divisioni italiane, costrette ad una ritirata lunga e dolorosa.
2003 - Miglior Fotografia David di Donatello Daniele Nannuzzi 2003 - Miglior Montaggio David di Donatello Cecilia Zanuso 2003 - Miglior Suono in Presa Diretta David di Donatello 2003 - Miglior Suono in Presa Diretta Nastro d'Argento
17 recensioni presenti. Media Voto: 4.29 / 5
Helldream (11-02-2009) Film stupendo. Appartiene al genere di film sulla guerra e non di guerra, e per questo motivo non può fare a meno rimanere commossi dalle tristi vicende dei nostri fratelli mandati a combattere una guerra non loro, senza i mezzi e le necessarie risorse per affrontare l'inferno che li aspettava. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonioqontesi (26-09-2008) Ricordo che al cinema rimasi molto seccato: mi aspettavo di vedere le gesta straordinarie compiute dai nostri soldati,mi aspettavo la spettacolarizzazione della guerra.
Questo non è un film di guerra,ma piuttosto sulla guerra.
Monteleone è bravissimo nel comporre un film a prima vista minimale,raccontando la vita dei soldati al fronte,tante piccole storie che si intersecano e che danno la visione d'insieme di quella che fù una delle peggiori tragedie della nostra storia.Trovo eccezionali gli attori,in particolar modo,Solfrizzi,il Tenente che cerca di mantenere una dignità in una situazione che è umiliante;Briguglia,il grande deluso che voleva vedere le piramidi,che pensava ad una eroica avanzata e invece è finito in un disastro inimmaginabile;Favino,il sergente comprensivo,umano e determinato.
Monteleone è un Maestro e ne dà prova anche nel finale del film dove il fante Serra,dopo molti anni,torna a pregare sulle lapidi dei suoi amici.
Intossicante la colonna sonora dei bravissimi Aldo e Pivio de Scalzi,giustamente premiati col Fellini.
Stupendo è il documentario accluso con le testimonianze dei reduci,a volte commosse, e che sono state elemento fondante di alcune situazioni che ritroviamo nel film.
Voglio riportare il commento di un reduce della divisione Folgore:"...a volte ho invidiato chi è rimasto laggiù,perchè il sacrificio è stato molto
ed il riconoscimento non c'è mai stato.."
Consiglio i 2 DVD senza riserve a chiunque abbia interesse a conoscere il fatto d'arme e per capire cosa soffrirono i nostri connazionali laggiù.
Brava IBS per aver messo in catalogo il cofanetto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Michele Bettini cittadinodellospazio@tiscali.it (20-04-2007) A prescindere dalle ragioni sentimentali e dalle opinioni politiche El Alamein è un ottimo film, perché coinvolge lo spettatore. In battaglia non c’è scontro di partiti, ma di uomini che vengono comandati e che debbono eseguire gli ordini. E’ doveroso ricordare le sofferenze di quegli uomini, anche se qualcuno di loro, andando volontario ha operato una scelta sbagliata a causa della propria immaturità. In questa battaglia gli inglesi non sono mostrati come buoni o cattivi. Semplicemente si vedono solo le loro sagome e muoiono anche loro. Interessante.
A chi parla di cultura di sinistra e di destra io dico che la storia e il cinema debbono ricostruire le situazioni e non costringere i fruitori a prendervi parte.
Il film narra le storie di alcuni Italiani, non poteva essere un documentario, anche perché dell’Ariete e della folgore si era già tanto parlato.
L’opera di Monteleone mostra in modo non retorico l'inutilità di una guerra voluta da gente irresponsabile e nulla concede alla retorica.
Il mio amico Bruno Martellotta, che era ufficiale e fu fatto prigioniero ad El Alamein mi diceva che eravamo troppo inferiori e che sarebbe stato impossibile vincere quella battaglia.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Beppe il Brema g.cirio2@virgilio.it (22-10-2006) Qualche giorno fa a El Alamein si è commemorato il 64° anno dalla battaglia che porta lo stesso nome, e io che non posso più andare colà ho rivisto questo film, e a coloro che lo hanno visto sia che abbiano fatto o no la recensione consiglio di rubare qualche giorno di vacanza per andare colà ora che è agevole, osservare l'arido e pietroso deserto, aspirarne a pieni polmoni il suo resiro caldo, entrare in quel Mausoleo, soffermarsi a leggere i nomi dei Caduti, raccogliersi in sé stessi e meditare ascoltando il silenzio rotto soltanto dal fruscìo del vento, e allora, soltanto allora potrete capire l'assurdità di dire: la migliore Divisione, il migliore Reparto o Gruppo è stato Questo o Quello. Sono tutti Morti, o come dicono gli Alpini sono tutti Andati Avanti, tutti figli di mamma che la Morte ha reso uguali. Insultante poi per Loro è volgere la cosa in politica attuale, parlare di sinistra e non di sinistra è assolutamente fuori luogo e fuori tempo, Quel Tempo. Qualcuno ha lamentato la mancanza di spettaolarità e di aeroplani. Rispondo: fortunatamente non è un film holliwoodiano. Ora voglio rammentare la figura di un grande Uomo: Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo che oltre ad avervi partecipato, a fine conflitto ha dedicato anni, energie e risorse a percorrere il deserto in lungo e in largo sempre con il pericolo delle mine, a cercare e raccoglere i Caduti senza distinzione di Reparto e senza alcuna politica, grazie a Lui che ha progettato e costruito il Mausoleo i Caduti sono in un posto degno del Loro Sacrificio, lontani e al di sopra di qualsiasi appartenenza e di qualsiasi politica. Leggete i suoi racconti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
dlsan.org (05-02-2006) Più che dovuta (ma forse non abbastanza)trsposizione cinematografica di uno dei momenti più sentiti dagli ex combattenti italiani insieme alla campagna di Russia. Film è fatto bene e aiuta molto a riflettere su quanto il governo italiano (di allora?) abbia mandato allo sbaraglio (diciamo pure suicidio, visto le scarse risorse di cui disponevano) tanti giovani italiani per ideali patriottici insensati e quanto mai dubbi visto l'inutile pezzo di deserto da contendere.
Forse incompleto: se pur molto drammatico non coglie appieno l'intensità e la disperazione di chi la campagna d'Africa l'ha vissuta veramente (non si parla per esempio dei campi di prigionia dove altrettanti italiani sono morti). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Pao-K (15-02-2005) Un bellissimo film di guerra che dimostra che si può fare un ottimo film anche senza un cast di divi bellocci. Rispecchia la vita e la paura vissuta al fronte dai nostri nonni. Il disco degli extra, con un toccante documentario girato dallo stesso regista, quasi vale da solo la spesa per l'acquisto.
Devo dire che mi dispiace aver visto dei voti bassi e soprattutto giustificati con una sterile polemica semi-politica.
I film si giudicano per quello che sono, senza doverli per forza etichettare in un modo o nell'altro. Se il film è brutto, è brutto, punto. O viceversa. Attaccare il film per la presenza di una divisione piuttosto che di un altra (Vedi: Folgore)mi sembra ingiusto e comunque esula dal giudizio del film.
Ricordiamo pure la Folgore, della quale nessuno ha mai negato il valore, a prescindere dal fatto che combattesse per la Patria si, ma in nome di un ideale sbagliato, come hanno dimostrato gli avvenimenti di quegli anni. Ma, e per un attimo scendo ad un livello più basso di quello che avrei voluto mantenere, ricordiamo anche che: "...Il 4 novembre Montgomery è in piena avanzata e ha aggirato ormai lo sbarramento anticarro italo-tedesco. Il generale tedesco von Thoma, in prima linea, si consegna agli inglesi: non si è più sentito di condividere il massacro imposto da Hitler ai suoi uomini. Alle 15.30 giunge a Rommel un messaggio: la divisione italiana "Ariete" non esiste più, si è immolata per tenere le posizioni..."
Quindi ad El Alamein non sono morti solo quelli della Folgore, ma anche quelli dell'Ariete e migliaia di altri.
Il film narra le storie di alcuni Italiani, ma l'importante è ricordare le migliaia di giovani morti, chi per un ideale, giusto o sbagliato che fosse, chi in nome della libertà o solo perchè era costretto a combattere.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (04-05-2004) Per essere un film di guerra italiano è un ottimo prodotto. Manca della spettacolarità delle produzioni USA, ma rende molto bene l'idea della lotta nel deserto. Come tutte le produzioni del genere ha un sottofondo ideologico che si presta ad interpretazioni soggettive. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ludmilla (22-04-2004) Dispiace leggere in questa sede commenti che non solo non hanno niente a che vedere con il film, ma che addirittura ne fraintendono le intenzioni. A me l'opera di Monteleone è parsa un grande e corale inno al pacifismo, perchè dimostra in modo non retorico l'inutilità di una guerra combattuta come sempre da coloro che non hanno voce per fermarla o che sono mandati a morire per dei falsi ideali. Una delle sequenze più belle del film è quella della missione esplorativa compiuta dal montanaro analfabeta friulano e dal giovane studente siciliano, a dimostrazione che la tragedia bellica coinvolse un intero popolo, senza distinzione di appartenenza regionale, di classe sociale o di livello culturale. E' evidentemente sotteso al film un giudizio molto critico nei confronti della classe dirigente fascista, che si lanciò in quella guerra senza valutarne le conseguenze e che riempì la testa delle giovani generazioni di idiozie patriottiche. Non so come si possa leggere diversamente quest'opera, che si giova di bravissimi attori, di un'ottima fotografia e di una sceneggiatura magistrale. E' un film che guarda alla realtà dei conflitti ad occhi aperti e che non concede nulla alla retorica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Asquini maurizio.asquini@novara.com (09-01-2004) Ottimo. Finalmente un film degno di una regia italiana. Non è facile creare una regia ed un interpretazione su di un film di guerra, e Monteleone lo ha fatto caparbiamente senza pateticismi e tanti effetti speciali. Sicuramente migliore di molti film Made in USA con attori noti.Senz'altro migliore del Mandolino del capitano Corelli o della Sottile linea rossa. Grazie Monteleone e che la tua bravura possa essere un giorno gratificata a dovere.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
max (11-06-2003) Il film, come tutti i film, è solo un film. Quando onoreremo i nostri concittadini caduti ad EL-ALAMEIN? La verità è che non ce ne frega niente, perchè la cultura dominante nel nostro paese, è solo ed unicamente una cultura di sinistra, cioè di chi non ha mai onorato la propria patria, ma ha sempre preferito guardare alle altre nazioni, non ultimo prendendo i soldi sottobanco. Viva l'Italia, viva i nostri Soldati, viva la nostra Patria. Onore a tutti i nostri caduti della seconda guerra mondiale. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luca (08-06-2003) Finalmente un film di guerra realizzato in Italia, in maniera impeccabile.
Bravi gli attori, ottime la regia e le ambientazioni; molto intimista, racconta i drammi personali di soldati abbandonati al loro destino. Come tutti i soldati, di tutte le razze e di tutte le guerre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ENZO NUCCIO88@TIN.IT.IT (06-06-2003) VORREI RICORDARE ALLA REGIA E A CHI LO A FINANZIATO CHE A CADERE SOTTO I COLPI DELL'ARTIGLIERIA INGLESE E' STATA LA DIVISIONE FOLGORE PER ESSERE PIU' PERECISI LA 187.
MI DISPIACE MA SONO DIRETTO NELLE MIE COSE IL FILM E' BELLO PIENO D'AZIONE MA NON RISPECCHIA LA VERITA'
ANCHE SE DEVO PROPRIO DIRLO LA FOLGORE NON E' BEN VISTA DA MOLTI MA QUANDO A FATTO COMODO A QUALCONO LI MANDANO A TOGLIERE LE CASTAGNE DAL FUOCO QUESTA E' LA VERITA. CIAO Voto: 1 / 5 |  |  |  |
manù manu1985@virgilio.it (14-05-2003) mio nonno ha fatto el alamein,aveva 22 anni,poco più di me,che ne ho quasi 18.
fu catturato dagli inglesi e,come pochissimi suoi compagni,riuscì a tornare e a costruire la sua famiglia.a quasi 20 anni dalla sua morte,vorrei fosse qui per dare lui il suo commento,le sue impressioni...le do io per lui.
un ricordo indelebile dei soldati che fecero questa battaglia come carlo motta,mio nonno,che non ho avuto il piacere di conoscere;le cose non vanno dimenticate e tocca a noi posteri tenere accesa la fiamma della loro memoria. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
salsera (14-04-2003) Un film che mi ha toccato profondamente, dal racconto del nonno reduce alla trasposizione fedele di quei racconti. Uno straordinario Favino, secondo me il miglior attore italiano attuale. Splendida la fotografia che ha vinto, meritatamente, il David di Donatello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jonathan penderecki (13-04-2003) El Alamein rappresenta storicamente l'inizio della fine: la fine dei sogni colonialisti italiani, della sete di conquista napoleonica dei tedeschi. Ma questo resta un po' sullo sfondo in questo bel film che preferisce invece un racconto corale su un gruppo di soldati. Umiliati e derisi dai loro stessi alleati, vessati da un "nemico" quasi invisibile e numericamente alto, massacrati dalla dissenteria, dal caldo arroventato del deserto (che però li affascina intimamente), dalla fame, dalla angosciante sensazione di essere stati dimenticati, abbandonati a sè stessi, violati nel loro onore di soldati. Gli hanno promesso vittoria o morte, ma hanno trovato solo la seconda, annientati dal destino e dagli eventi. Monteleone sceglie uno stile accorato e mesto, con tratti surreali di grande bellezza, classico e senza eccessi. Se manca poco a un voto pieno dipende dalla sensazione forte che il film si nutra di altri film (tra cui l'inarrivabile Sottile Linea Rossa). Per il resto niente da dire, è emozionante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Filippo D. (04-04-2003) Al cinema mi ha impressionato fatto bene e senza fronzoli per chi non c'era come me la in Africa è stato molto interessante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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