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Titolo | Gente comune |
| Titolo originale | Ordinary People | | Paese, Anno | Stati Uniti, 1980 | | Regia | Robert Redford | | Principali interpreti | Donald Sutherland; Mary Tyler Moore; Judd Hirsch; Timothy Hutton; Elizabeth McGovern; M. Emmet Walsh; Dinah Manoff; James B. Sikking | Prezzo
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Drammatico | | Produzione | Universal Pictures, 2011 | | Dati tecnici | 122 min. | | | 9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo 1,85:1) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Mono - inglese, Mono - francese, Mono - tedesco, Mono - spagnolo, Mono | | Lingua sottotitoli | danese - francese - inglese - italiano - norvegese - olandese - spagnolo - svedese - tedesco - turco | | Contenuti | trailers |
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La vita di una normale coppia borghese, gente comune, di tutti i giorni, va irrimediabilmente a pezzi dopo la morte del figlio maggiore in un incidente in barca. Il loro figlio più giovane è ripetutamente tentato dal suicidio e schiacciato dai sensi di colpa per via del fratello affogato. Uno psichiatra molto umano rappresenta l'unica ancora di salvezza per la famiglia.
1997 - Gus Van Sant I Film Preferiti dai Registi [Locarno Festival Cult] 1980 - Miglior Film Oscar [Academy Awards] 1980 - Miglior Regia Oscar [Academy Awards] Robert Redford 1980 - Miglior Attore non Protagonista Oscar [Academy Awards] Timothy Hutton 1980 - Miglior Sceneggiatura non Originale Oscar [Academy Awards] Alvin Sargent
6 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5GAX (02-12-2008) non mi aspettavo un film così toccante, sorprendente nel tratteggiare i personaggi, delicato e al tempo stesso spietato. forse la pellicola che al meglio ha saputo parlare di lutti famigliari, altro che "la stanza del figlio" di Moretti dall'impianto televisivo e autoreferenziale.
resta il miglior film di Redford regista, così ispirato, così profondamente e dolorosamente europeo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mariano Carta (18-11-2005) La tranquillità che trasmette la bellissima Canon in D di Palchelbel contrasta con la tempesta che esplode nella famiglia in oggetto. Bravissima Mary Tyler Moore, indegna madre di Timothy Hutton, che paragona continuamente il figlio superstite di una tragedia con quello (preferito ) morto. Donald Sutherland è il padre e marito che non riesce a mediare tra l'amore per la moglie e il risentimento che prova per i continui maltrattamenti al figlio. Bellissima trama, bellissimo film, attori superlativi e regista compiuto, Robert Redford. Pochi registi sono riusciti a focalizzare un disagio familiare, un dramma appunto di gente comune come lui.
Commovente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
PIMPA (02-02-2005) UN FILM BELLISSIMO ANCHE SE TRISTE.
SPERAVO CHE NON FINISSE PIU'.
10 E LODE Voto: 5 / 5 |  |  |  |
VINCENZA PETRILLI (30-01-2005) Dal romanzo best-seller “Gente senza storia” di Judith Guest, l’attore americano Robert Redford ha tratto un film profondo e bello, riuscendo con successo a catturare l’aspetto più intimo di una famiglia che sta tentando di ricominciare a vivere dopo la morte del primogenito, Buckie, annegato durante una gita sul lago Michigan.
Ambientato nell’Illinois, USA, durante la fine degli anni ’70, il film racconta la toccante storia dei Jarret, padre, madre e Conrad, il loro figlio diciottenne. Come nel libro, il riflesso della perdita di Buck è un’impronta indelebile su ogni membro della famiglia. Il padre, interpretato con straordinaria bravura da Donald Sutherland, commuove con i suoi sforzi per capire tutti, mostrare il suo affetto incondizionato ed apparire sempre allegro e a proprio agio. La madre, interpretata da Mary Tyler Moore, eccezionale nei suoi raggelanti sorrisi e duri rimproveri, non sembra mostrare alcuna emozione, come se la parte migliore di lei fosse morta con l’adorato primogenito.
Il giovane e sorprendente Timothy Hutton è Conrad, che è tornato a casa e poi a scuola dopo aver tentato il suicidio. Continua ad avere incubi e non riesce a comunicare con niente e nessuno; evita gl’insegnanti, i vecchi amici ed abbandona la squadra di nuoto di cui faceva parte prima della morte di Buck. Sorprendentemente Conrad sente la mancanza dell’ospedale, il solo luogo dove ha potuto essere sé stesso, senza sentirsi in colpa e provare vergogna per essere ancora vivo e pieno di rabbia.
Mentre la sua famiglia si distrugge lentamente, Conrad dovrà imparare ad accettare aiuto ed amore, il primo da uno psichiatra duro ed ironico, il secondo da una simpatica compagna di scuola.
Il film ha un’ottima sceneggiatura e l’intenso tema musicale del “Canone in D” di Pachelbel. Poche altre storie sono state in grado di parlare sia agli adolescenti sia ai loro genitori, trattando argomenti come la famiglia, il suicidio, la rabbia e l’amore che guarisce, in un tono che è sobrio ed anche lirico.
Il film di Redford è un prezios Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alina71 (20-01-2005) Film intenso, come solo Redford poteva fare, la solitudine dell'individuo dentro una famiglia, dopo una grave disgrazia. Molto vero....
Bravi tutti gli attori.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anarky (07-06-2003) Uno dei migliori film drammatici della storia del cinema e una grandissima prova di attori. Da proiettare in ogni scuola di recitazione. Tutti gli interpreti sono straordinari, in particolare Timothy Hutton, Mary Tyler Moore (che avrebbe meritato l'Oscar), Donald Sutherland e Judd Hirsch. La regia di Redford, soprattutto nella direzione degli attori, è eccezionale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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