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|  | Come inguaiammo il cinema italiano. La vera storia di Franco e Ciccio |
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Titolo | Come inguaiammo il cinema italiano. La vera storia di Franco e Ciccio |
| Paese, Anno | Italia, 2004 | | Regia | Daniele Ciprì; Franco Maresco | Prezzo
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Documentari | | Produzione | Medusa Home Entertainment, 2005 | | Dati tecnici | 98 min. | | | 9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo Widescreen) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Dolby Digital 2.0 - stereo | | Lingua sottotitoli | inglese - italiano per non udenti |
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Il percorso artistico dei due comici Franco Franchi e Ciccio Ingrassia attraverso oltre trent'anni dello spettacolo italiano: gli esordi a Palermo, il loro incontro e l'ascesa, le colleborazioni con Modugno, Fulci, Pasolini e Monicelli. Nel '72 Franco e Ciccio si separano per tornare insieme l'anno dopo e dedicarsi alla televisione negli anni Ottanta. Agli anni del declino appartiene Crema, cioccolata e... paprika, regalo del boss Michele Greco al figlio Giuseppe, qui attore e sceneggiatore. Tale episodio entrerà nell'inchiesta per mafia in cui rimase coinvolto Franco; dalla visita dei carabinieri del 30 giugno 1989, non si riprenderà piú.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.71 / 5edoardo ripari edoripari@msn.com (18-09-2006) La stampa - affermava Carmelo Bene - non informa sui fatti, ma in-forma i fatti. Questa semplice e spietata constatazione può benissimo applicarsi a qualsiasi tentativo documentaristico o addirittura storiografico. L'anarchica globalizzazione del pensiero e della ricerca contemporanei ha dimostrato di poter sfruttare e strumentalizzare qualsiasi revisionismo, portando alla deriva e allo svuotamento i principi liberali e democratici. Vorrei leggere il bel film di Ciprì e Maresco in quest'ottica: essendo un'opera consapevolmente metalinguistica, il documentarismo di "Come inguaiammo il cinema italiano" svela la radice della in-formazione, la sua vera natura, l'impossibilità della ricostruzione storica a farsi "verità". Una lezione importante, che fa riflettere attraverso amare risate e una poetica grottesca e desacralizzante. Nessun recupero attualizzante, nessuna celebrazione del passato. Un'opera per tutti e per nessuno. Voto: 5 / 5 |
Massimiliano maxgranato@hotmail.com (03-12-2005)
Era da tempo che non vedevo un documentario così. Emozionante e divertente allo stesso tempo.Alterna momenti comici a momenti tristi. Imperdibile.
Voto: 5 / 5 |
Michael (15-11-2005) Se esistono registi con le palle, quelli sono Ciprì e Maresco. Rappresentano l'altra faccia del cinema italiano,"the dark side"(questo è il loro unico film distribuito in Italia).Hanno voluto raccontare la storia del famoso duo, alternando momenti ironici(la scena con Bertolucci) con altri drammatici(i funerali). E' la storia di 2 persone che hanno avuto la sfortuna di non incontrare le persone giuste, che valorizzassero il loro talento. Gli unici 2 registi che ci hanno provato erano Lucio Fulci e Mario Bava. Ma, siccome Fulci era troppo anarchico e Bava troppo bravo, si pensò di mettere Franco e Ciccio in mano a gente incompetente, che girava film senza sceneggiatura. Infatti iè impossibile immaginare un film di Franco e Ciccio senza di loro. Un brutto segno dei tempi. Voto: 4 / 5 |
ff (26-10-2005) Un piccolo necessario appunto alla recens. di Mario.Questo documentario non rivaluta alcunché;non è affatto un omaggio al cinema di Franco e Ciccio;si badi bene che imboccare questa via ermeneutica significa fraintendere quest'opera e pervertirla alle fondamenta.Questo documentario può essere piuttosto concepito(ed era quello il contesto più che evidente all'interno del"lancio"veneziano in cui è apparso, ma credo che questi elementi emergano esplicitamente anche a prescindere da qualsiasi contesto)come uno dei più lucidi tentativi italiani di arginare l'impazzante tendenza post-tarantiniana alla rivalutazione gratuita e"illimitata"del cinema di"serie b"del passato.Questo documentario poi,oltre ad essere alimentato da una documentazione storicamente precisa,è nutrito ancor più da un'esattezza critica sorprendente(e non è una novità che il vero critico è l'artista stesso, Wilde docet),che non altera(e non ha nessuna intenzione di farlo)l'effettivo"stato di cose"rappresentato dal cinema cui diedero volto Franchi e Ingrassia e dalla sua scadente(almeno per lo più)qualità;i due personaggi sono la fenomenologia di un universo italiano,popolare,povero,e così fissati a partire da questa fondante constatazione senza che la mano dei due autori si lasci prendere dalla distribuzione patetica e indebita di"lauree ad honorem"(e diciamo pure che il dono di"lauree"è diventato un vizietto nazionale,sia in senso letterale che figurato);inoltre l'opera in se stessa,a prescindere dai due protagonisti,è anche un pretesto per i due geniali autori siciliani per non abbandonare quel"profondo Sud del Sud dei Santi"(come direbbe Carmelo Bene)che da sempre costituisce l'epicentro delle scosse sismiche che portano sullo(e oltre lo)schermo.Insomma questo è un palese tentativo di ristabilire equità e intelligenza nei giudizi su un certo passato(pur mantenendo un chiaro valore autonomo),senza attribuire falsi meriti ai buchi neri del passato per alleviare la visione di quell'abisso vuoto("muccinizzazione"...)che è l'attuale cinema italiano___ Voto: 4 / 5 |
MARILLO (19-09-2005) BELLISSIMO E TOCCANTE!! UN DOCUMENTARIO UNICO! Voto: 5 / 5 |
Renato scatà scatwilly@virgilio.it (04-02-2005) un documentario straordinario.un capolavoro che sembra venir fuori dall'unione di tutti i piu grandi registi italiani.un opera d'altri tempi.
descrive tramite interviste e piccoli sketch, la vita travagliata di quelle due maschere siciliane, che tutti noi conosciamo come "franco e ciccio".
poche sono le scene drammatiche, ma c'è una in particolare che ne racchiude cento, e cioè la parte in cui ciccio deve riuscire a prendere franco e metterselo tra le gambe naturalmente franco sta facendo il manichino, tutto và per il meglio, ma ad un certo punto,ingrassia,lasciandolo cadere, dice:"una volta riuscivo a prenderlo, adesso non piu". Voto: 5 / 5 |
mario (27-01-2005) Scrivere la recensione di questa pellicola non è cosa facile. Ciò è dovuto al fatto che in essa sono racchiuse tutte le tappe e le vicissitudini che caratterizzarono la vita artistica e privata dei due comici siciliani dapprima snobbati ed ora,paragonandoli ai comici contemporanei, rivalutati.E' un tributo vero e proprio ai due artisti che fecero molta strada non in senso metaforico, ma nel più puro significato del termine. Infatti si parla spesso di "comici venuti dalla strada" ( anche se ciò non riguardò INGRASSIA a differenza di FRANCHI che prima di divenire famoso si esibiva a Palermo in una piazza dietro il teatro Finocchiaro).Se avessi potuto mi sarebbe piaciuto stringere la mano al compianto M.MATTOLI ed a D.MODUGNO che hanno fatto si che il cinema abbia potuto conoscere questi 2 grandi artisti ammirati da pubblico di ogni età in quanto nelle loro pellicole non vi era alcun accenno di volgarità.GIUDIZIO=bellissima opera. Spero trovi un'ampia diffusione non solo tra le persone adulte ma anche tra i giovani che sono stufi dei vari film vacanzieri ed altri sottoprodotti analoghi. Voto: 5 / 5 |
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