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Titolo | Maurice |
| Paese, Anno | Gran Bretagna, 1987 | | Regia | James Ivory | | Principali interpreti | James Wilby; Hugh Grant; Rupert Graves; Denholm Elliott | Prezzo
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Drammatico | | Produzione | Cecchi Gori Home Video, 2004 | | Dati tecnici | 133 min. | | | 5 Singolo strato (Formato schermo 1,85:1) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Dolby Digital 2.0 - stereo - inglese, Dolby Digital 2.0 - stereo | | Lingua sottotitoli | italiano per non udenti | | Contenuti | trailers; scene inedite in lingua originale; commenti tecnici; foto; interviste |
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Cambridge, Gran Bretagna, vigilia della prima guerra mondiale. Maurice e Clive, compagni di università, si innamorano ma, per la legge inglese, l'omosessualità è un crimine. Conclusi gli studi, Clive, timoroso della dura morale vittoriana, si sposa e cerca di dimenticare il suo inconfessabile passato omosessuale.
Questo film è tratto dal libro Maurice di Forster Edward M.1987 - Leone d'argento Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia 1987 - Miglior attore Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia James Wilby 1987 - Miglior attore Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia Hugh Grant 1987 - Miglior musica Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia Richard Robbins
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.66 / 5Andrea (02-06-2007) Un film che per un'intera generazione di omosessuali è stato una bomba, dicendo insieme ad altri ("My beautiful Laundrette" di Fears, "Edoardo II" di Jarman) cose che non potevamo nemmeno sognare, ma nel profondo sapevamo, "può mai l'amore essere peccato?". Non concordo sull'idea che sia più riuscito del libro (che è ironico e raffinato, un po' meno laccato), né che sia stato il caso per Visconti/Mann (quale eresia!), ma il valore del cinema è anche nel saper parlare a un mondo che cambia (non dimentichiamo che Forster, autore del romanzo, non osò mai pubblicarlo in vita: scritto nel 1914, fu pubblicato nel 1972!). Dunque ha un voto alto di passione civica, tanto più necessaria in questi tempi di neomoralismo capitalista. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vince (23-12-2006) Maurice: 'Alec, hai mai sognato di avere un amico...? Uno che duri tutta la vita?' Voto: 5 / 5 |  |  |  |
salvatore (02-07-2006) E' un film che emoziona dall'inizio sino alla fine. Ed è bello poter vivere sullo schermo una storia d'amore omosessuale che tocchi corde diverse da quelle alle quali la maggior parte della filmografia a tema ci ha abituati... James Ivory, con la sua sapiente bravura nel descrivere l'Inghilterra d'inizio novecento, crea lo sfondo adatto a rendere in immagini il testo originale di Edward Morgan Forster. Ne vien fuori il poetico racconto della scoperta dell'omosessualità all'interno di un ambiente altamente proibizionista ed ipocrita, in un periodo storico che dà la caccia al sessualmente diverso (aspetto questo, trattato, ma con grande garbo e delicatezza, sullo stile dell'intero narrato cinematografico, senza volgarità o facili cadute di stile). La poesia, la tenerezza, la voglia d'amore e di condividere con un "amico speciale" la propria quotidianità sono i punti di forza di questa pellicola, che lascia sognare lo spettatore, lo proietta completamente e profondamente nello svolgersi della vicenda, nei risvolti psicologici e sentimentali che coinvolgono i protagonisti, tutti bravi nel dar vita alle anime dei personaggi, non solo attraverso le battute da copione, ma anche, e soprattutto, attraverso i silenzi e gli sguardi (profondi e pieni di "misteri" gli sguardi finali: quello di Phoebe Nicholls - la sig.ra Durham - che pare intuire il tumulto nel cuore del marito e quello di Hugh Grant - Clive Durham - che lascia intravedere i propri dubbi e, magari, i propri rimpianti, nell'accompagnare con lo sgurdo, dietro la finestra, forse per l'ultima volta, quello che un tempo fu il suo "amico speciale") Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michele Ronchi michele.ronchi@snamretegas.it (26-05-2005) Uno dei pochi casi in cui il film risulta più riuscito del libro da cui è tratto. In questo fa compagnia a Morte a Venezia di Visconti. Entrambi i film trattano con delicatezza, anche se nel caso di Ivory in modo più esplicito, il tema dell'amore tra uomini. Ivory non ha la capacità visionaria di Visconti e nemmeno ne padroneggia l'estetica decadente. Costruisce però un film di grande bellezza, sostenuto da una stupenda fotografia, una rigorosa ambientazione, ottime prove dei tre protagonisti ma anche di alcune parti di fianco e una magnifica colonna sonora. Struggente in alcuni momenti, è da non perdere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro (19-01-2005) Un film profondo sulla vita del college inglese dove molti giovani scoprono l'amore verso l'amico e, nella società perbenista, come spesso accade, l'uno tradisce l'amore dell'altro per ricomporre una formale normalità di facciata. Molto bello e intenso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Michieli gimi69@libero.it (14-10-2004) Inghilterra, 1913. La formale rigidità dei costumi impone al giovane Maurice di nascondere la propria omosessualità. Ma quando arriva a Cambridge conosce Clive e per lui è una rivelazione. L'età giovane impone una critica a una società che proibisce qualcosa di estremamente bello e gioioso: l'amore, anche se fra persone dello stesso sesso. Scenografie, colori, costumi ineccepibili della squadra di J. Ivory. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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