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|  | Milano calibro nove - DVD |
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Titolo | Milano calibro nove |
| Paese, Anno | Italia, 1973 | | Regia | Fernando Di Leo | | Principali interpreti | Barbara Bouchet; Mario Adorf; Gastone Moschin; Philippe Leroy | Prezzo
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| € 9,40
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| | | Numero dischi | 2 | | Genere | Poliziesco | | Produzione | Minerva Video, 2006 | | Dati tecnici | 90 min. | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Dolby Digital 5.1 - inglese, Dolby Digital 5.1 | | Lingua sottotitoli | inglese | | Contenuti | documentario; sceneggiatura originale; foto; trailers |
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Appena uscito dal carcere, un ex bandito viene accusato dal proprio capo di aver nascosto una grossa somma di denaro. Per dimostrare la propria innocenza torna a lavorare per lui, ma un'altra somma viene sottratta.
Media Voto: 5 / 5Ray (05-09-2010) Dopo tanti film italiani recenti che ho visto, di cui sono rimasto molto deluso, ho finalmente visto Milano Calibro 9. Me ne avevano parlato cosi cosi, definendolo un polizziottesco violento. Invece Il film e’ bellissimo, e sono rimasto inchiodato alla sedia dall’inizio –strepitoso- fino alla fine con un sorprendente finale. La trama e’ incentrata sulla scomparsa di 300000 dollari durante un passaggio fra corrieri di una banda. Le musiche sono indimenticabili, un rock moderno a tratti soft, e creano un’atmosfera perfetta per la citta’ di Milano e sul mistero di chi ha veramento preso il 300000 dollari.
Gastone Moschin e Mario Adorf recitano le parti di Ugo Piazza e Rocco in maniera strepitosa. Sono perfettamente credibili nella parte del criminale uscito di galera ed ingiustamente accusato dalla banda di aver rubato I soldi, ed in quella del gangastern siciliano.
Mi e’ ache piaciuto come viene rappresentata la polizia, I dialoghi fra il commissario protofascista ed il vice commissario protocomunista, e la strategia della polizia per mantenere l’ordine pubblico. Uno spaccato dell'Italia anni 70 che e' insuperabile.
Inoltre di solito i finali li prevedo. Questo non me lo aspettavo, e sono rimasto a bocca aperta. Rimane un capolavoro anche a 40 anni di distanza.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
*Sir Psycho Sexy* (09-01-2008) questo film non ha nulla da invidiare ai polizieschi d'oltreoceano, anzi...bravissimo Moschin, irriconoscibile dal Melandri di "Amici miei"... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
JD (07-07-2007) Inizio del filone poliziottesco e capolavoro di Di Leo.Nessuno in seguito riuscirà a costruire personaggi come questi(e mi riferisco al punto di vista psicologico).Nichilismo di fondo alla Melville e brutalità sbrigativa alla Don Siegel.Ottimo Moschin.Ancora oggi la sorpresa finale coglie nel segno.Le musiche degli "Osanna" saranno riutilizzate per "Vacanze per un massacro". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Willezurmacht (13-02-2007) Probabilmente il capolavoro del noir all'italiana (Tarantino dixit). Dopo "Cronaca di un amore" e "La Notte" di Antonioni è il miglior film su Milano che sia mai stato girato: le passeggiate di Gastone Moschin per i Navigli, le panoramiche dalla Stazione Centrale sulle strade e i grattacieli avvolti dalla nebbia, i passaggi dei corrieri di valuta nella metropolitana mettono in scena una città livida come poche altre, nuda, che si colloca cronologicamente in maniera impossibile tra la fine di una notte che non finisce mai e l'inizio del giorno che non vuole cominciare. Tra le quinte di questo sublime squallore fa la comparsa un gruppo di personaggi, tutti azzeccati, tra i quali si distinguono la coppia Moschin (Ugo Piazza) e Adorf (Rocco). Il primo è un uomo del nord, metodico, freddo, calcolatore, capace di attendere per degli anni in silenzio e di subire vessazioni di ogni sorta pur di portare a compimento il proprio piano criminoso. Gli fa da controcanto Rocco, un picciotto istintivo, tutto nervi e muscoli e poco comprendonio, inizialmente carnefice, poi, in extremis, ammiratore incondizionato del piano geniale elaborato da Piazza per fregare il boss. Come in una tragedia elisabettiana quasi tutti i protagonisti sono votati alla catastrofe. In particolar modo il destino cui va incontro Piazza ricorda quello di William Holden ne "Il mucchio selvaggio" di Peckinpah: l'eroe, colui che è riuscito ad attraversare indenne le situazioni più pericolose e ha tenuto duro più di tutti, viene finito a tradimento per mano di un barman da nightclub. L'inquadratura di una sigaretta che malinconicamente si consuma da sola su di un posacenere chiude in modo paradigmatico un film di rara tensione e rigore cui non si potrebbe aggiungere o togliere nulla senza mandarne in pezzi la bellissima costruzione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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