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|  | Il 9 ottobre 1963 alle ore 22.39 dal monte Toc, che in dialetto friulano vuol dire "marcio, friabile" si staccano 260 milioni di metri cubi di roccia che si riversano nel lago artificiale formato dalla diga ad alta curvatura piú alta del mondo. Progettata dall'ing. Semenza, la diga sul torrente Vajont, alta 263 metri, tra le montagne a nord di Belluno, doveva portare l'elettricità in tutte le case del nostro paese. La giornalista dell'Unità Tina Merlin per anni, sulle pagine locali, aveva denunciato i pericoli, le omissioni e i silenzi, ma pur di vendere gli impianti all'Enel si minimizza e si preferisce credere all'anziano geologo Giorgio Dal Piaz piuttosto che al giovane geologo Edoardo Semenza, figlio del progettista della diga. Nessuno comunque era arrivato ad immaginare che la frana avrebbe formato un'onda alta 250 metri e che 50 milioni di metri cubi di acqua avrebbero formato un gigantesco fungo liquido che piombando sulla valle avrebbe spazzatro via tutti i paesi sottostanti provocando la morte di 2000 persone.
2002 - Miglior Attore Non Protagonista Nastro d'Argento Leo Gullotta
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.77 / 5tito tito.marongiu@infinito.it (01-05-2008) Visto tempò addietro in dvd prestato da un amico, non ho potuto fare a meno di farlo vedere a più persone possibili, compreso i miei genitori che data l'età hanno vissuto da vicino la tragedia.
A me il film è piaciuto molto, trovo molto belle le canzoni che seguono l'anima del film stesso.
Gli interpreti bravi, non condivido le critiche lette nei confronti di Gullotta, secondo me anzi è stato molto bravo.
Non mi stancherò mai di vederlo e rivederlo,perchè anche se avrei desiderato parlo del film ovviamente che ci fossero più scene più pellicola, il regista secondo me ha fatto un mezzo capolavoro, ha ristretto in un concetto unico e orribile data la tragedia, che l'uomo di fronte al denaro e a interessi politici non guarda in faccia nulla e nessuno. Voto: 5 / 5 |
roberto cocchis (27-03-2008) Ottimo, un film che torna criticamente (ma senza eccedere in ideologismi) su una pagina tragica e vergognosa della nostra soria recente. Per me che ho visto direttamente Longarone poco tempo dopo i fatti e, a distanza di quasi quarant'anni, la ricordo come se l'avessi vista ieri, è indimenticabile. Non a caso lo faccio vedere, ogni volta che posso, ai miei studenti. Voto: 5 / 5 |
Melody76 (26-01-2008) Ho visto questo film al cinema per la prima volta assieme a mio marito (essendo vissuta per molti anni all'estero conoscevo non molto della storia italiana) e lo ringrazio ancora oggi per avermi fatto conoscere questo lato della storia italiana a mè sconosciuto.Ho avuto il cuore che mi tremva per tutto il film,la fine mi ha lasciato un grande vuoto.Non ho esitato a comprare subito il dvd appena uscito,è da anni ormai che lo guardo e lo riguardo e non mi verrà MAI a noia perchè è un capolavoro!E' stato un pò criticato il regista per avere omesso personaggi e fatti che dovevano essere incentrati assolutamente nella vicenda,ma penso cmq che lui abbia fatto un attimo lavoro,ne ha voluto descrivere la disperazione di questa povera gente morta in un modo così orribile e in giusto,non la perfezione assoluta.Lo ripeto..è un capolavoro,ho perso il conto di quante volte l'ho visto... mi chiedo come fà il dvd acquistato ad avere ancora vita... Voto: 5 / 5 |
Alessia alessia.nespoli@libero.it (25-10-2007) Sono Alessia dalla provincia di Como,ho sentito parlare anni fa di questa immane tragedia sopratutto nei ricordi dei miei genitori e di mia nonna,e ne sono rimasta talmente colpita che non solo non mi son persa questo capolavoro e veramente concordo nel dire che è il più bel film italiano degli ultimi anni,ma finalmente son riuscita lo scorso 21 ottobre a salire in quella magnifica quanto devastata valle....oltre che sulla diga stessa....sarò sincera dal mio arrivo alla diga le mie uniche parole sono state "Mio Dio" perchè sopratutto se si fa una piccola passeggiata proprio sotto la sbarramento si ha l'esatta portata di quella "frana" e mette veramente terrore e sgomento sopratutto se si pensa alla noncuranza di fronte all'importanza di una vita umana (figuriamoci 2000?)di questi signori della Sade nel costruire quella magnificienza ai piedi di quella "bestia" pericolossisima che era e che è il Monte Toc..
attori bravissimi tutti e non son per niente d'accordo nel dire che Leo Gullotta non c'entrava nulla con il suo personaggio anzi....hanno reso onore al merito dandogli il nastro d'argento...
alessia Voto: 5 / 5 |
pierfrancesco (09-05-2007) film che merita assolutamente di essere visto.poi spetta allo spettatore la riflessione.
i temi esposti sono di forte impatto e fanno emergere tutti gli intrallazzi che stavano dietro alla costruzione della famigerata diga del vajont, opera di certo maestosa x gli anni '60, ma pericolosissima, infatti si sono visti gli effetti disastrosi x i malcapitati che abitavano nella zona.
altri sono i temi: la libertà di stampa che alcuni cercano sempre di imbrigliare(vedi tina merlin), la lentezza della giustizia italiana,l'allontanamento forzato dal posto di lavoro x chi lo fa in maniera seria(vedi il direttore del genio civile di belluno).
con il rammarico che la legge non è uguale x tutti.
infatti come diceva la merlin: la sade è uno stato nello stato, anzi la sade è lo stato. Voto: 5 / 5 |
Laura l.ferraro@ddb.it (10-01-2007) Già visto tre volte e lo rivedrò ancora. Film bellissimo, stilisticamente molto accurato e coerente grazie anche alla fotografia blu-grigia espressiva e raffinata. Cast eccellente soprattutto nella coppia dei protagonisti Perugorria e Caprioli, ma comunque tutti sono bravi. Solo Leo Gullotta trovo che ci stia un po' come i cavoli a merenda, non per l'interpretazione ma perché è troppo legato ad tutt'altro genere di personaggi e sembra strano trovarselo qui. Morante nevrotica come al solito (conosce una parte sola, quella dell'isterica), ma una volta tanto può andare, in quanto in questo caso l'agitazione è giustificata. L'unica scena che ho trovato un po' inutile è la corsa in vespa dei due protagonisti a metà film, dove si passa dalla drammaticità assoluta incombente a uno spot dei baci perugina. Per fortuna il regista ritorna subito sul binario giusto. Le riprese a risalire la diga tra le due pareti di roccia fanno veramente paura. Nel dvd è molto interessante anche l'extra riguardante gli effetti speciali, belli, impressionanti e "seri", non hollywoodiani. Voto: 5 / 5 |
LAURA (07-03-2006) Bellissima ma dolorissima trasposizione
cinematografica della tragedia del Vajont.
Bravo Gullotta,Caprioli e il resto del cast
Laura Voto: 4 / 5 |
paolo paul5gt@hotmail.com (05-11-2005) film stupendo grande Mauro Corona!Film davvero ben riuscito finalmente un film tratto dalle nostre valli Pordenonesi,per chi conosce la storie realmente racontataci dai nostri "Vecchi"si puo solo immaginare che cosa può essere successo in quella notte del 9 ottobre del 63,un grazie mille a Marco Paolini per la sua narrazione durata quasi tre ore ai piedi della grande diga del Vajont trasmesso poi in diretta su rai 1,un film da non perdere,grandi attori,Erto Casso Val Cimoliana,la val Cellina,venite a visitarle,paesaggi stupendicomunque grazie ancora Renzo,sei un grande!Paolo da Spilimbergo. Voto: 5 / 5 |
Botolo79 (06-03-2005) A mio modesto parere, uno dei più bei film italiani degli ultimi anni! La tragica vicenda è trattata da Martinelli con cura e grande attenzione per i particolari, gli attori (soprattutto Daniel Auteil e Leo Gullotta) sono perfetti nei ruoli che ricoprono e la colonna sonora è molto suggestiva e azzeccata. Un film che mostra in modo chiaro ed inequivocabile come purtroppo molte volte la superbia, la cupidigia e la mania di protagonismo di politici e grandi uomini d'affari portino costoro a compiere scelte deleterie e irresponsabili nei confronti dell'ignara cittadinanza.. Voto: 4 / 5 |
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