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Titolo | La vita che vorrei |
| Paese, Anno | Italia, 2004 | | Regia | Giuseppe Piccioni | | Principali interpreti | Luigi Lo Cascio; Sandra Ceccarelli; Galatea Ranzi; Fabio Camilli; Ninni Bruschetta; Camilla Filippi | Prezzo
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Sentimentale | | Produzione | Rai Cinema - 01 Distribution, 2005 | | Dati tecnici | 125 min. | | | 9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo 2,35:1) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, DTS 5.1 | | Lingua sottotitoli | italiano per non udenti - inglese | | Contenuti | video musicale; scene inedite in lingua originale; dietro le quinte (making of); foto; commenti tecnici; provini |
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Stefano è un attore affermato sempre controllato nei sentimenti e nei modi. Sta per iniziare le riprese di un film in costume, una storia d'amore ambientata nell'Ottocento, in cui la protagonista femminile dovrebbe essere interpretata dalla sua amica Chiara, una brava attrice. Invece il giorno del provino con il regista, al posto di Chiara, Stefano trova una sconosciuta: Laura, una ragazza intensa, spontanea, quasi senza esperienza. Stefano prova un misto di diffidenza e attrazione per lei e per quel suo modo di confondere realtà e finzione, vita e rappresentazione. Quello che Stefano e Laura non riescono a dirsi nella vita può essere detto sullo schermo, attraverso la storia d'amore che stanno interpretando, in un affascinante e rischioso gioco di risonanze e di intrecci tra vita vera e recitazione.
2005 - Miglior Suono in Presa Diretta Nastro d'Argento
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.3 / 5Raffaele (19-01-2007) Un film che non lascia indifferenti, una storia d' amore moderna in un mondo di professionisti dove l' interesse e la convenienza prevale sui sentimenti autentici. La protagonista incanta tutti con la sua semplicita, il coraggio di essere se stessa comunque, e le sue scelte coraggiose. Il protagonista grazie a lei si sveglia dal letargo e ricomincia ad entrare in linea con la propria anima artistica sacrificata sull' altare del successo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
carlo alberto anzuini (19-10-2006) Ho visto solo ora il film. Un film davvero gradevole, in cui le mie simpatie vanno di certo al personaggio di Laura, una donna tormentata, ma positiva, che vive pienamente le sue emozioni e non si maschera nel ruolo, dal quale appare distaccata e presente a se stessa; Lo Cascio è bravissimo, ma non mette mai se stesso in discussione, come fa invece Laura: lui non azzarda, non rischia, è rinchiuso e proiettato nel nel suo lavoro, ma non ha un buon rapporto con se stesso; si è costruito una scorza coriacea, pieno di difese e incapace di abbandonarsi, se non nella finzione del set. Nella scena seduti a casa di lui Laura gli chiede se recita o è se stesso e lui le risponde che recitare è qc. di "razionale", come a voler dire che anche in scena da parte di lui non c'è partecipazione emotiva, il controllo e la compassatezza lo rendono impenetrabile, con un Io scarrucolato che non ha un'identità. Il litigio con Laura in automobile evidenzia appunto la natura fragile di lui, malfidato, insicuro, vanitoso, direi finanche arrogante e invidioso di lei, non solo come promettente attrice, ma soprattutto perché LIBERA E INGESTIBILE, non controllabile; lui vorrebbe averla sempre accanto come un narcisista, che non comunica veramente con l'altra, non vuole essere partecipe di un'intima comunione a due e imposta il rapporto, se tale può chiamarsi, con una tacita e latente paratia di esclusione, con rigidità, in cui o Laura si adegua a lui e alla sua depressione di uomo straniero a se stesso, oppure non le rimane che essere cacciata, o si ingloba, si adatta oppure viene respinta. Laura mi sembra troppo arrendevole, pur nella sua dolcezza e disponibilità, poiché proprio mettendosi in discussione sul suo futuro lavorativo, dimostra di non avere interesse né per ruoli né per maschere, è una donna che ha rispetto di se stessa, laddove lui, pur nell'apparente sicurezza di attore affermato, dimostra più volte di essere un uomo che si disprezza, che non si vuole bene e recita per cercare di essere un altro da sé, ma forse neanche lo sa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni43 (19-05-2006) Un film interessante ma non del tutto riuscito. E non tanto perché la struttura del film nel film non è proprio il massimo dell'originalità, quanto per il fatto che gli snodi della vicenda raccontata sono piuttosto prevedibili e che il film dura una diecina di minuti di troppo, il tempo necessario al regista per ammannirci un finale melenso con tanto di pupo risolutore dei conflitti. Troppo facile!
E' un vero peccato perché Piccioni, nonostante i limiti che ho ricordato, era riuscito comunque a mostrare le sue consuete doti narrative ed a proporci momenti anche di una certa intensità.
Bravissima la Ceccarelli, non sempre all'altezza Lo Cascio che troppo si affida ad espressioni cupe e disgustate che a lungo andare stancano. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Cheri Passell (05-05-2006) Sono americana e magari il cinema americano fosse così bello. Mi mancano le parole in italiano, ma gli sguardi di Lo Cascio e La Ceccarelli mi sono fatta "melt" -- come si dice "melt" in italiano??? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (04-11-2005) OTTIMO FILM !!!
Fantastici la Ceccarelli e Lo Cascio, che evevo gia' apprezzato in "Luce dei miei occhi". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marina V. (19-05-2005) Giuseppe Piccioni ritrova la coppia Luigi Lo Cascio - Sandra Ceccarelli per firmare una pellicola che è un canto d'amore per il cinema. I due protagonisti recitano nel ruolo di Stefano e Laura, due attori che nel corso del film vediamo interpretare un'opera in costume nella parte di Federico ed Eleonora, in quella che appare una ennesima versione della Signora delle camelie. Un film nel film insomma, con continui rimandi dalla realtà alla finzione e viceversa. L'idea intelligente di Piccioni sta nel tessere una sceneggiatura intrigante ed elegante, Eleonora e Federico si sovrappongono pian piano a Stefano e Laura, il gioco di specchi tra chi è chi è crescente ed appassionante, e ci porterà al doppio finale della storia con la vicenda privata dei due attori che è in qualche modo rovesciata e speculare a quella vissuta sul set. Fa da sfondo a tutto ciò una partecipata caratterizzazione del work in progress di un film, con tutta la varia umanità che gira attorno alla produzione, ed è una visione dall'interno dei meccanismi cinematografici imperdibile per chi ama il cinema. Oltre alla maiuscola interpretazione di Lo Cascio e di Ceccarelli, lui che disegna un cuore in inverno in crisi d'identità, tutto mestiere e rigore tanto da risultare freddo nella recitazione, lei solare ed estrosa nel mettersi in gioco attraverso il filtro della recitazione epperò non meno schiava di dubbi di lui sull'utilità e l'opportunità di continuare un lavoro a cui non ha mai creduto fino in fondo, ciò che è delizioso nella pellicola è anche la costruzione dei personaggi secondari, ad esempio l'agente furbetto che cerca il suo tornaconto, o l'attore postulante querulo nei confronti del regista al quale chiedere finalmente la parte che farà decollare la carriera. Proprio un bel film, con momenti divertenti, toccanti, uno spaccato d'ordinaria vita da star, che sapientemente illustra di che sudore gronda la magia del cinema. A chiudere le note mai così appropriate di Gianna Nannini nel sulfureo tango "Amandoti". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
AKIHISA VIOLA (giapponese,un poeta) sola@p1.tcnet.ne.jp (29-03-2005) Sandra Ceccarelli ha uno sguardo molto misterioso.Fino a questo film ella era sempre buonissima attrice,ma senza dubbio questo e' il migliore.In questo film il direttore ha scoperto un'altra faccia di Sandra Ceccarelli,vivida,erotica,moderna,decadente..che assomiglia un po' di Claudia Cardinale nei film di Francesco Maselli. Sono un giapponese e sono sempre un'ammiratore del film italiano.Pero' sono triste , non potevo recentemente trovare bei film italiani tale di Antonioni,Visconti,Fellini,Maselli,Cavani,Bellocchio,Bertolucci ecc...Solo pochi film erano belli,per esempio Zuppa di Pesce e Cinque Giorni di Tempesta di carissima Chiara Caselli. Ma io credo con la mia gioia che questo film e' una grande e giovane identificazione della gloriosa storia del film italiano.Mi e' piaciuto moltissimo la scena in cui Sandra danza con una musica disco-teca. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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