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Le chiavi di casa

Le chiavi di casa
Zoom della copertina
TitoloLe chiavi di casa
Paese, AnnoItalia, 2004
RegiaGianni Amelio
Principali interpretiAndrea Rossi; Kim Rossi Stuart; Charlotte Rampling; Pierfrancesco Favino
Prezzo
Sconto IBS 
€ 9,90
(Prezzo di listino € 12,90 Risparmio € 3,00)
Prezzi in altre valute
 Film per tutti
Normalmente disponibile per la spedizione entro 4 giorni lavorativi
Numero dischi1
GenereDrammatico
Produzione01 Distribution, 2005
Dati tecnici105 min.
 9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo Widescreen)
 PAL Area 2
Lingua audioitaliano, Dolby Digital 5.1
Lingua sottotitoliitaliano per non udenti
Contenuticommenti tecnici; dietro le quinte (making of); biografie
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Descrizione
Gianni, un giovane uomo come tanti, dopo anni di rifiuto, incontra per la prima volta, su un treno che va a Berlino, suo figlio Paolo, quindicenne con gravi problemi ma generoso, allegro, esuberante. Il loro soggiorno in Germania e poi un imprevisto viaggio in Norvegia fanno nascere tra i due un rapporto fatto di scontri, scoperte, misteri e allegria. Dopo tanti anni finalmente riusciranno a conoscersi e scoprirsi lontani da casa.

Premi e riconoscimenti
2005 - Regista del Miglior Film Italiano Nastro d'Argento Gianni Amelio
2005 - Miglior Fotografia Nastro d'Argento Luca Bigazzi
2005 - Miglior Suono in Presa Diretta Nastro d'Argento
2005 - Miglior Suono in Presa Diretta David di Donatello

I vostri commenti
Recensioni 1 - 25 di 29 recensioni presenti.  Media Voto: 4 / 5

zixxel (23-07-2008)
Chiunque abbia dato un voto basso a questo film, vuoi perchè lo ritenga noioso, vuoi perchè lo ritenga stereotipato o altro...non ha capito una cosa fondamentale sul problema dell'handicap nella nostra società. Quello che conta e che è di fondamentale importanza infatti è che del problema degli inabili e degli handicappati se ne parli, se ne discuta e si spinga la gente a prenderne consapevolezza e conoscenza. Se poi a parlarne è un bravo regista con un film ben fatto e protagonista è uno dei migliori attori, se non il migliore, del panorama italiano c'è solo da farne un elogio.
Voto: 5 / 5

OskarSchell (18-01-2008)
Solo il pianto liberatorio del padre alla fine vale tutto il film! Kim Rossi Stuart si dimostra uno dei più grandi attori del cinema italiano.
Voto: 5 / 5

martinuccia (03-10-2007)
questo film mi ha colpito molto! kim rossi stuart è stato bravissimo nella parte del padre di paolo! andrea rossi cioè paolo nella parte del figlio di kim è stato anche lui veramente bravissimo. le musiche fra cui c'è anche quella di vasco rossi sono bellissime. ma un po' tristi..... comunque quella attrice francese non mi è piaciuta. a si charlotte rampling! troppo vecchia!
Voto: 5 / 5

Francesco (02-10-2007)
Spiace per Amelio, ma stavolta l'ha fatta grossa. Un film inutile, autocompiacente, attori impostati e accademici, che svolgono con imbarazzo il loro compitino, in contrasto con quel povero ragazzo.
Voto: 1 / 5

Flavio (29-08-2007)
In questa società intorpidita dalla continua necessità di fuga dalla noia, ogni tanto bisogna gustare un film come questo. "Le chiavi di casa" fa da contrappeso all'odierna cultura individualistico-consumistica, in cui tra le persone prevale la ricerca di partner-zerbino da sfruttare solo per compiacere i propri desideri e nient'altro. Il film sintetizza l'essenza dell'amore: la condivisione del dolore, non solo della gioia; dare, non solo prendere.
Voto: 4 / 5

gax (08-03-2007)
Lavoro nel mondo della disabilità da tanto e trovo che ne Amelio, ne tantomeno Pontiggia col suo romanzo siano riusciti a cogliere il punto palpitante di questa tematica. da addetto ai lavori non mi è piaciuto, semplicistica e stereotipata l'idea d'un padre che a distanza di tempo s'è avvicinato al figlio scoprendone gioie e dolori. il film è comunque ben fatto e gli attori degni.
Voto: 3 / 5

kim (04-03-2007)
il film è straordinario doveva vincere l'oscar. kim è strepitoso.....ah scusate kim è anche la mia unica ragione di vita.....
Voto: 5 / 5

Alberto alberto.petricca@virgilio.it (29-03-2006)
Mai come ora la parola capolavoro è stata più appropriata. Il regista Gianni Amelio segue costantemente ogni movimento dei 2 bravissimi protagonisti: Kim Rossi Stuart è il miglior attore italiano della sua generazione(senza contare Pierfrancesco Favino nella parte iniziale); Andrea Rossi è perfetto. Il film si allontana dalla retorica di RAIN MAN, ma una morale c'è: non basta l'amore, ci vuole anche senso di responsabilità e coraggio, come dice Andrea a Kim:"così nun se fa". Avete presente il finale aperto, bene, perché apre le porte ad un nuovo inizio, quello dove il padre non imparerà ad amare suo figlio, ma a starci insieme.
Voto: 5 / 5

DIEGO (04-12-2005)
Solo chi vive in prima persona la disgrazia...o la fortuna di vivere con un figlio con handicap sa che sensazioni puo' trasmettere questo film...soprattutto se si è padri. E' la realtà....smarrimento alla notizia della disabilità del figlio, paura per il presente, per il futuro, tuo e di tuo figlio....mille pensieri ti sfiorano...solo il senso di responsabilità vince. Mi fa piacere che anche altre persone pero' capiscano cio' che significa.... Il film è da ritenersi abbastanza realista...anche se migliorabile in alcuni tratti un po ' "lenti".
Voto: 4 / 5

Mario (18-05-2005)
Un film malinconico, lento, che ci coinvolge attimo per attimo nella consapevolezza dell'essere handicappato e nel sentimento di angoscia e di dolore di chi vive intorno a questi soggetti. Leggo aspre critiche, ma credo che si sapesse che non si trattava né un film d'azione, né di una commedia sdolcinata a lieto fine. Mi stupiscono dure critiche e mi fanno comprendere che chi non soffre intensamente certe situazioni in prima persona capisce ben poco del dramma altrui. Peccato che in questa società, per certi tratti, l'egoismo è imperante e i benpensanti lo sciorinano con eccessiva presunzione di giudizio.
Voto: 5 / 5

nico (29-04-2005)
Veramente un brutto film. A mio parere, s'intende! Perché tutti gridano al miracolo, quando esce un film di Amelio, e allora è possibile che sbagli io. Il film è lento, pesante, il regista è troppo autocompiacente, ogni sfumatura è studiata a tavolino, non c'è niente di spontaneo, di vero, di autentico. L'ho visto operando violenza su me stesso: sono arrivato ai cinquanta minuti, all'ora, all'ora e dieci... poi non ce l'ho fatta più. L'ho tolto e mi sono guardato il poeticissimo «L'ottavo giorno». Amelio: dove sono finiti i tempi - mai più ritrovati - di «Porte aperte»?
Voto: 1 / 5

Revenhav (26-04-2005)
Bellissimo e riflessivo! La regia (troppo) lenta riesce a dare allo spetatore il senso d'affetto che il padre (Kim Rossi Stuart) prova, mano a mano che la storia prosegue, verso il figlio. Come ne: "Il ladro di bambini", sempre del grande Amelio, il finale aperto dà un senso di malinconia tremendo.
Voto: 5 / 5

peterblu76 (19-04-2005)
Con tutto il rispetto per chi lo definisce noioso: in videoteca potete trovare facilmente "i flinstones", "balle spaziali" "christmas in love" "scemo e più scemo", "charlie's angels", "scary movie".. perché perdete tempo con un maestro? per tutti gli altri: sommo.
Voto: 5 / 5

Satine (17-04-2005)
Bellissimo. E' un film ma non è un film, è una sorta di viaggio che lo spettatore compie assieme a Gianni e Paolo, i due protagonisti. Avevo il terrore di andare a vedere un film "perfetto", troppo bello e troppo buono, ma fortunatamente mi sono ritrovata di fronte ad una storia piena di imperfezioni e sfumature, e piena di realtà e dolcezza. C'è una frase del film che adoro, ed è quando Gianni parlando con Nicole riguardo il figlio le dice: "Vuole bene a tutti, senza un motivo preciso". Mi sono convinta che l'handicap è nostro evidentemente, perché credo che sia così che bisognerebbe sempre dare amore. Penso sia una grande lezione, anche se non vorrei scadere nel patetico. Ammirevole il fatto che il regista non abbia strumentalizzato il giovane protagonista. Poteva regalare inquadrature "d'autore" (vedi la scena in cui Paolo cammina e accanto a lui c'è una bambina che corre, Amelio non si è soffermato troppo a mettere in risalto la differenza) ma non l'ha fatto. Non cerca né di far "sorride" né di far commuovere lo spettatore, anzi lo mette di fronte ad una realtà in fin dei conti crudele, e non cerca a tutti i costi il lieto fine. Alcune scene sono "morbide", "calde", l'apoteosi della tenerezza e della familiarità. Degli attori vorrei dire ... Di Andrea Rossi quasi non si nota il suo handicap, perché recita con il cuore. Non avrà la tecnica né la preparazione di chi ha studiato all'Actors Studio, ma riesce lo stesso a regalare forte emozioni. Kim Rossi Stuart ha qualche incertezza, ma in più di una scena è veramente bravo. Ad esempio durante il monologo, recita con molta calma, sembra quasi sottotono, ma in realtà i suoi occhi cambiano luce, le sue espressioni toccano il cuore. Una buonissima prova. Una lode anche a Charlotte Rampling, molto brava ed intensa.
Voto: 5 / 5

Silvia (13-04-2005)
Con tutto il rispetto per chi trova di una noia mortale questo film, vorrei ricordare che se si cerca azione basta andare a guardarsi un film d'azione. Questo è un film che si nutre di realtà, rispecchia fedeltà ai sentimenti e alle emozioni senza stravolgerli con sentimentalismi o retorica, o annacquarli in trame complicate. Amelio non inzucchera la vita, la riflette in tutte le sue sfumature, specialmente le più delicate. Ogni suo film non ha bisogno di nient'altro per colpire,neanche di più azione.
Voto: 5 / 5

Teresa (24-03-2005)
Non è certamente un argomento allegro trattare l'hamdicap di un bambino! C'è molta superficialità in tanti giudizi di detrattori "benpensanti", non mi permetto di esprimere giudizi critici, ma credo, da semplice comune mortale che vi sia una delicatezza e una serietà encomiabili.
Voto: 5 / 5

Karl kazeksoqòs@sd.com (20-03-2005)
non ci sono parole per descrivere quanto faccia schifo questo film.mai visto niente del genere.noioso all'inverosimile, mi sono sentito un narcolettico al cinema
Voto: 1 / 5

Fango (17-03-2005)
di una noia mortale, capisco che il tema dell'handicap non può essere trattato con leggerezza, ma qui si rasenta il sonno. ripetitivo, monotono, non capisco tutta questa attenzione intorno a un film che alla fine ti lascia più addormentato che riflessivo. da NON vedere
Voto: 1 / 5

Marco (14-03-2005)
Con tutto il rispetto, ma visto una porcheria simile. Pesante, noioso, e voleva candidarsi agli Oscar? Ma quanto mai!
Voto: 1 / 5

carmine carmine@gemellopoli.it (10-03-2005)
un bellissimo film. Gianni Amelio mette al centro della storia il romanzo di Pontiggia "Nati due volte". C'è chi può avere una seconda occasione di nascita. Se la prima è spesso legata al caso la seconda dipende interamente dalla famiglia e dalla realtà che circonda il disabile.
Voto: 5 / 5

Giacomo (03-03-2005)
Finalmente un film italiano bello, umano, fuori dalle solite sdolcinate storielle d'amore da botteghino. Un bambino handicappato che ci insegna a vivere la vita, due bravi attori semplici e veri nella rappresentazione di un dolore che colpisce molte famiglie indistintamente. Perchè i critici e i personaggi austeri continuano a criticare questo prodotto di Amelio? Continuiamo a farci del male e sponsorizziamo i bulli, le violenze gratuite e le grandi multinazionali estere... Un gran bel film!
Voto: 5 / 5

lisa (02-03-2005)
Il film gode di un'intensità rara proprio grazie alla sua essenzialità, Amelio non scade mai in facili ottimismi nè in facili pessimismi, commuove con tocco delicato senza mai dover ricorrere a facili mezzucci strappalacrime.
Voto: 5 / 5

Mario (02-03-2005)
In Italia si usa screditare il più possibile i prodotti italiani, questo film, a mio modesto avviso, meritava almeno un riconoscimento a Venezia, per la sensibilità e il realismo con i quali è stato trattato l'argomento handicap. Non ci sono atteggiamenti ipocriti, tutto è descritto con semplicità e, direi, neorealismo. Bravo il ragazzo, assai ironico, nonostante le sue condizioni, ottima la Rampling e profondamente serio il nostro Kim Rossi Stuart. Che altro potevano fare di meglio di fronte al dramma rappresentato? A me è piaciuto molto e lo consiglio a tutte le famiglie che vogliono sensibilizzare i propri figli ad essere più disponibili verso chi è più sfortunato e soffre, attraverso il dono della solidarietà umana che è sempre più auspicabile. Non ha vinto nulla ed è stato scartato anche agli Oscar perchè non è una americanata. Grazie per la comprensione
Voto: 5 / 5

Morwen (20-02-2005)
La scelta di far interpretare il film da un vero handicappato suscita disagio e imbarazzo? Lo spettatore qui sotto ha detto una cosa grave. Che presumo applicherà anche alla visione del bellissimo "Silenzio Particolare" di Rulli. Ma dimostra anche che a certi argomenti non siamo ancora preparati.
Voto: 3 / 5

Giulio (19-02-2005)
molto bello e ben fatto, bravo Kim Rossi Stuart, anche se appare un po troppo giovane, meravigliosa la scena finale che ricorda ladri di biciclette...
Voto: 4 / 5

Recensioni 1 - 25 Recensioni 26 - 29

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