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|  | Inland Empire. L'impero della mente | La storia di un mistero, il mistero di un mondo all'interno di altri mondi che si svela intorno a una donna innamorata e in grave pericolo. In un elegante quartiere residenziale alle porte di Los Angeles, una donna si trova nei guai. Si chiama Nikky Grace e le è stato offerto un ruolo da interpretare in un film e a un certo punto la sua vita si sovrappone a quella di Sue, la donna che interpreta, e la sua storia si intreccerà con quella di un attore scelto per interpretare il ruolo di Kingsley Stewart, un gentiluomo del sud.
22 recensioni presenti. Media Voto: 4.09 / 5Salvatore Scuderi (15-01-2010) E' molto difficile descrivere questo sogno in pellicola, poiché necessita diverse e differenti letture. Esprimerei in tal senso : Maschere e paure che incastrano l'immaginario e la realtà in unico universo. Opera di Lynch (genio assoluto...) per pochissimi eletti e pazienti nell'ascoltarne il flusso. Voto: 5 / 5 |
Ocram (21-05-2009) Eh, no caro Andy - Andrea. Non ci siamo proprio. Tu parli e non dici nulla. Così come nel film: ho guardato e non ho visto nulla. Certo cita tutto: opere d'arte, cinema, letteratura e la colonna sonora è grandiosa. Però non c'è film, non c'è script, secondo me. Se lo si vuole guardare come somma di tutto quello che c'era prima è un capolavoro, come dici. Io non ci trovo nulla a parte la pesantezza e nota che a me piace Lynch (anche Dune). Evidentemente io sono indietro, è una mia pecca. Concludo dicendo che vale la pena di vederlo, ma certo c'è in giro molto meglio, anche dello stesso Lynch. Ciao. Voto: 1 / 5 |
Andy (21-01-2009) Mi spiace K-ENZO, ma DAVID LYNCH
(che io amo definire "IL MAESTRO") non è Canadese, ma Statunitense..... cmq al di là di queste piccole disattenzioni, ci tengo a dare il mio giudizio sul film.
Io ho quasi tutti i DVD di LYNCH tranne qualche cortometraggio o roba del genere, e ho visto tutti i suoi film...
INLAND EMPIRE è stato l'unico film di LYNCH che ho visto al cinema, e ricordo benissimo quella sera, è stato sconvolgente, schoccante e piacevolmente trasportante allo stesso tempo, è stato un tumulto di emozioni che non sarei in grado di descrivere. Credo che sia in assoluto il miglior Film di LYNCH e di sicuro tra i migliori 5 della storia del cinema, come qualcuno ha già scritto, questo film segna un punto dal quale non è facile tornare in dietro.
E il film che ti guarda, non sei tu che guardi lui.
Grazie DAVID..... grazie MAESTRO Voto: 5 / 5 |
K-ENZO (01-10-2008) Mi spiace, ma pur con tutta la simpatia per Lynch, non credo si possa non avvertire come qui l'ormai vecchio regista canadese vada grattando il fondo del barile della sua ispirazione. Tra film, metafilm e parafilm, poco o niente si capisce dell'articolazione dei piani narrativi, anche a causa di una sintassi svogliata, vittima della pesantezza delle proprie visioni e di un onirismo di comodo: il film si avviticchia su di sè, e, nelle sue quasi tre ore, risulta davvero pesante. Si diletta ad imporre un po' troppo arbitrariamente la vecchiezza e la bruttezza allo spettatore, al quale non disdegna di fare anche piccole, puerili imboscate. Voto: 2 / 5 |
Giuseppe (03-08-2008) Non trovo ancora pace dopo aver visto questo film, è da un'anno che me lo sono visto e ancora è lì che mi scombussola ogni giornata della mia vita, Lynch che tu sia maledetto, hai creato un monumento che disturba la mente umana, che ogni giorno deve fare i conti le banalità quotidiane, tu caro Lynch mi hai fatto vedere la luce, ti sono grato di questo....isomma il film fa riflettere sulle regole della vita che ci siamo imposti da soli e quindi va visto con la MENTE sgombra da tutto. Troppo geniale e alieno per questo periodo, è 20 anni in anticipo con i tempi. Voto: 5 / 5 |
Masker_909 (07-06-2008) Quasi 3 ore di noia mortale. Sarò sincero con voi: ho visto altri film di Lynch; tra la tragica realtà rappresentata con maestria di Elephant Man, e la completa paranoia trascendentale di Strade Perdute, questo film non trova una sua collocazione. La prima ora, con personaggi fuori di testa e dialoghi assurdi non porta lo spettatore a voler proseguire per le successive 2 ore. Mi dispiace, ma un film deve catturare l'attenzione, non fare spegnere il televisore. Voto: 1 / 5 |
Mauro Lanari (03-06-2008) “INLAND EMPIRE”: DISCRIMINAZIONE SESSUALE AL CONTRARIO? Ogni generazione ha il proprio drappello di cineasti visionari, onirici e allucinati, e la nostra ha avuto soprattutto Herzog (1942), Cronenberg (1943) e Lynch (1946). Herzog è partito dall’ostentazione panica della natura, secondo i dettami del romanticismo ottocentesco, per giungere di recente a un’adesione incondizionata all’ortodossia buddhista. Cronenberg si è disteso, da “Videodrome” (1983) a “Spider” (2002), lungo una traiettoria dedicata al delirio psicotico in quanto malfunzionamento del principio di realtà, dopodiché è tornato a una forma narrativa persino didascalicamente pedante quale quella di “A History of Violence” (2005). E Lynch? Ce lo possiamo immaginare angosciato dal problema felliniano per antonomasia: in che modo abbandonare il (neo)realismo così d'approdare a una rappresentazione sospesa fra sogno e incubo, i cui indizi però appartengano al simbolismo universale, archetipico, e non a un ermetismo eccentrico e astruso? Fra “Eraserhead” (1978) e “The Elephant Man” (1980), egli ha poi scelto la terza via d’una strutturazione tramite il più immediato dei canovacci disponibili nell’inconscio, il complesso edipico da lui esplorato in “Velluto blu” (1986). Negli anni successivi ha sondato gli ulteriori bassifondi della nostra psiche: si è impratichito come Cronenberg dei meandri preedipicamente psicotici ed è entrato come Herzog nell’orbita della meditazione trascendentale. Da questo mix gli è scaturita la tesi in base alla quale la follia non sarebbe altro che il pensiero femminile nella “prospettiva” e nell’”inquadratura” maschili, distorcenti quanto il grandangolo de “L’infernale Quinlan” (1958) e letali quanto “L’occhio che uccide” (“Peeping Tom”, 1960), dunque brutalmente violenti nei confronti dello yin e dell’Anima sia umani che cosmici. “Mulholland Drive” (2001) era già configurato come un’elegia dell’amore saffico e dell’annesso psichismo liberatoriamente destrutturato. Voto: 2 / 5 |
Brundle-fly (03-06-2008) “INLAND EMPIRE” è ancora più estremo, teorico e metafilmico. La ferocia critica di Lynch sfocia nella parodia autoreferenziale. I vincoli demiurgici imposti dal regista (maschio) in qualità di colui che pretende di mettere in scena e in ordine enti ed eventi; il cast degli attori costretti a frammentarsi in una moltitudine coatta di ruoli e di parti; il fruitore obbligato a sorbirsi una tessitura di identificazioni alienanti: tutto questo finisce con l'essere abiurato, respinto, ripudiato. L’intreccio drammaturgico si accartoccia su di sé cortocircuitandosi (la protagonista è un’attrice che interpreta il personaggio d’una prostituta drogata e moribonda, o viceversa, o chissà cos’altro); Laura Dern smette di recitare e indossa una sorta di maschera neutra (l’espressione facciale con la bocca dischiusa per circa metà della durata del film), tanto da potervi leggere a piacimento, grazie a un effetto Kuleŝov parossistico, qualsiasi tipo di emozione; infine una spettatrice solitaria riesce a far prevalere decostruttivamente le proprie identificazioni proiettive sulle dispotiche intenzioni autoriali. Mediante l'apporto di queste novità, l’emancipazione femminile viene raggiunta e sui titoli di coda le donne festeggiano il catartico affrancamento delle storie e della Storia dalle oppressioni-ossessioni-imposizioni logiche addebitabili ai soggetti umani di classe genetica xy. Lynch si spinge fino all’autoparodia anche sul versante stilistico. Per tre ore in "I.E." sembra accadere troppo e invece i vuoti sono frequenti al punto da dover essere colmati col più trito armamentario d’antologia: musiche da “film de paura”, citazionismi fuori tempo massimo delle avanguardie storiche, surrealismi buñueliani del periodo con Dalì, espressionismi tedeschi, luoghi comuni shininghiani, illuminazione dei volti con torce elettriche dal basso come un qualunque “The Blair Witch Project” (1998), cavie da laboratorio tratte dal suo “Rabbits” (2002) ma ancor prima dal “Mon oncle d’Amérique” (1980) di Resnais, (%) Voto: 2 / 5 |
E (13-03-2008) Uno spartiacque assoluto nella storia del cinema. Non un film ma un'inafferrabile esperienza estetica che danza in modo sublime al confine tra orrore e bellezza. Voto: 5 / 5 |
Massimo masrid@email.it (12-10-2007) Sicuramente il più grande film della storia del cinema, e non avrei mai creduto di vederlo oggi... e di film ne ho la casa piena e gli occhi incantati... ciao a tutti. (consiglierei Alman e Sodenberg (=0)) Voto: 5 / 5 |
*Sir Psycho Sexy* (01-10-2007) volevo dargli 4/5 ma ho sbagliato pippolo...e farò la media...di sicuro peggio di mulholland drive cmq... Voto: 3 / 5 |
*Sir Psycho Sexy* (03-09-2007) va bene il film d'autore, cioè gente come Lynch, Allen, Kubrick(il + grande)ecc., infatti ora come ora anch'io crescendo comincio a interessarmi + a questi che magari a un Transformer qualunque...ma basta avercela con questo Tarantino...o Luca Ballati o che ti ha fatto di male???ma magari ce ne fossero di KILL BILL o meglio ancora di PULP FICTION e le LE IENE invece di 3 metri sopra il cielo o olè...certo Tarantino ha il suo grandissimo stile o lo si odia o lo si ama...se riesce a far venire fuori questi contrasti è evidente che sia un genio...vai cmq a vedere gli incassi di Tarantino...non sono certo al livello di un blockbuster qualunque...so andato un pò fuori dal seminato ma x difendere Quentin ne valeva la pena... Voto: 5 / 5 |
Giuseppe (27-08-2007) Un'esperienza visiva che non si dimentica! Inland Empire è un film che ti guarda e che ti tocca l'animo. Un vero capolavoro enigmatico che entrerà nella storia del cinema. Laura Dern è di una bravura sconvolgente! Se amate il CINEMA vedetelo!!! Voto: 5 / 5 |
BHC (22-07-2007) Sembra incredibile, ma quando Lynch sembra aver toccato il limite estremo del (suo) cinema riesce costantemente a smentire tutti e a spingersi ancora più in là. A confronto di INLAND EMPIRE Strade Perdute e Mulholland Drive sembrano quasi dei film "normali". In questa opera tutta la fantasia e la follia di Lynch vengono portati all'estremo (per adesso, ma forse sarebbe meglio attendere il suo prossimo lavoro) con un trama a incastri incredibilmente complessa. Personalmente preferisco i due già citati predecessori, ma ance questo è un prodotto di altissimo valore; valore che al giorno d'oggi ben pochi film (e registi) riescono a raggiungere. Voto: 4 / 5 |
S/T Daniels (18-07-2007) mai visto nulla di così sublime...forse superiore a "2001-Odissea nello spazio" Voto: 5 / 5 |
furio (07-07-2007) Per coloro che sono incerti se comprare o no il DVD, vi do qualche dritta. Per il pubblico italiano questa sarà l'unica occasione di possedere il film in italiano. Fra non molto uscirà all'estero la versione inglese per collezionisti, con 90 minuti di scene tagliate e altre cosucce per amatori, ma non uscirà in Italia doppiato. Lasciatemi dire che questo è uno dei film di Lynch che ha ricevuto uno dei migliori trattamenti nella fase del doppiaggio - che fra l'altro lui avrebbe preferito non ci fosse -. La voce di Laura Dern è la usuale e fedelissima Isabella Pasanisi e rende benissimo le sfumature di bravura dell'attrice. Parliamo dei pregi del DVD dunque. La qualità delle immagini su televisore è straordinaria, il digitale - per la prima volta usato da Lynch per le riprese di un film - si è rivelato un pregio in più all'arte di Lynch di fare cinema e nelle famose scene di oscurità, c'è grandissimo dettaglio e, più in generale, la definizione dell'immagine in tutto il film è altissima. E' presente la traccia audio in originale, seppur non in 5.1 e si capisce che il film ha necessitato una ridottissima compressione per essere pubblicato su DVD. Errori e pixel non sono mai visibili! E' un DVD esteticamente perfetto. In più c'è la possibilità, al contrario della versione noleggio, di vedere il film in lingua originale. In entrambi i casi, comunque, le parti girate in Polonia sono sottotitolate in italiano. Non ci sono tuttavia sottotitoli in inglese. C'è un dibattito sul formato video, che è letterbox: il che comporta per coloro che posseggono un TV a schermo panoramico la permanenza in ogni caso delle bande nere sopra e sotto. Insomma, se volete godervi il film nel suo formato originale, si consiglia la visione su un TV tradizionale. Gli unici contributi speciali del DVD sono un interessante documentario italiano sul film e il suo valore artistico, della durata di 20 minuti, a cura di Gianni Canova; inoltre il Trailer italiano del film. Voto: 5 / 5 |
fede (05-07-2007) Incredibile che un film del genere non sia uscito nelle sale cinematografiche genovesi!!! Hollywood deve sprofondare!! Voto: 5 / 5 |
Stride (03-07-2007) Meraviglioso. CAPOLAVORO. Voto: 5 / 5 |
Alberto (22-06-2007) O lo si odia o lo si ama alla follia. Voto: 5 / 5 |
Keru oasis8489@msn.com (20-06-2007) Tutta la creatività che Lynch ha dimostrato in questi anni, in un unico film. Tre ore di indimenticabile cinema. Voto: 5 / 5 |
Paolo Colavita faith0no0more0@yahoo.it (16-06-2007) E l'occhio divenne clitoride del cervello...
Il cinema è morto.
Il cinema è risorto.
INLAND EMPIRE,punto di non ritorno del cinema e dell'immagine, sancisce la definitiva morte del cinema e la sua contemporanea rinascita a nuova, purificata vita.
Un film nel film sul film del film di palindromica,mostruosa potenza visionaria, purissima materia filmica pixellata all'ennesimo grado(il digitale come non l'avevamo mai visto, o come non pensavamo di poterlo mai vedere,su questo mondo,in questa vita), pellicola fatta allo stesso tempo di immagini angelicate e demoniache,dalla grazia stilnovistica e pregne tuttavia di puro,estremo terrore di stampo baconiano-munchiano(dunque lynchano), pellicola fatta della grana dei sogni(o degli incubi) che mai potremmo immaginare essere in grado di creare nei nostri piatti e standardizzati sonni quotidiani.
INLAND EMPIRE E' IL CINEMA.
Lo dicono in molti,probabilmente sarà banale e stantio ribadirlo per l'ennesima volta, ma è la tremenda,spaventosa verità.
INLAND EMPIRE E' LA VITA. E questo forse lo dicono un pò in minur numero, e invece andrebbe ribadito a gran voce. Vedendo/facendosi vedere-rivedendo/facendosi rivedere il/dal film si ha la netta impressione di rispecchiarsi in una sorgente di limpida,cristallina e inquietante bellezza , di riflettersi all'interno del Cinema stesso inteso come topos(come avviene del resto a Nikki/Sue, e i titoli di testa sono abbastanza espliciti) e di vedere il proprio Io infrangersi e andare a sgretolarsi in migliaia di preziosi,peculiari frammenti, lungo infinite tangenti(quelle intraprese e mai abbandoante del film) che conducono in un unico luogo: alla consapevolezza del sè e della vita, intesa come sogno,finzione e quant'altro...
ABSURDA MUNDIA
Grazie David, di cuore Voto: 5 / 5 |
Luca Ballati Marinella.avetrani@alice.it (13-06-2007) Per fortuna ci sono ancora registi come Lynch (o come Malick o Allen per citarne altri) che nonostante l'ignoranza che regna sovrana tra il pubblico oggi continuano a fare dei capolavori infischiandone degli incassi al botteghino (e per fortuna, altrimenti immaginatevi quanti Kill Bill) Voto: 5 / 5 |
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