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|  | Il sangue dei vinti - DVD |
Francesco Dogliani è un poliziotto, un uomo di legge che ha giurato fedeltà al Re, crede nello Stato e nella giustizia e che verrà coinvolto nei fatti che precedono e seguono il 25 aprile per ragioni private e professionali. La sua storia è quella di un investigatore che, per seguire le tracce di un'indagine a cui è caparbiamente e misteriosamente legato, attraversa gli eventi cruciali della storia d'Italia (dal luglio '43 alla primavera del '45). Mentre il paese cerca il riscatto, Dogliani vive drammaticamente le fasi concitate e sanguinose della Liberazione, che dividerà la sua famiglia versando sangue innocente per opposti ideali. A 50 anni di distanza, come un Antigone maschile, Dogliani sta ancora cercando la giusta sepoltura per uno dei suoi due fratelli.
Media Voto: 2.6 / 5HULK (29-04-2011) Tra i 'Capolavori' di Dardano Sacchetti aggiungo anche 'Scusi lei è normale?' film gayo falsariga del vizietto imperante, regia Umberto Lenzi 'Se non ricordo male'. Bei tempi quando esisteva ancora il cinema 'Popolare', di serie B . Tanto amato da Tarantino, Scorsese, Carpenter, Burton, scopiazzato da DE Palma. Soavi era il nostro miglior talento, altro che mazzacurati, soldini, veronesi e compagnia, arrivato tardi e sfortunato. La uno bianca regge eccome, ma si tratta di sterili posizioni. Per le persone colte il b movie italico era . è e sarà sempre monnezza 'W Tomas Millian'. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sandor Krasna (27-10-2010) Concettualmente è in linea con il revisionismo storico d'accatto dei tempi che corrono, e questo basta a renderlo detestabile. Non regge neppure la sceneggiatura, un ridicolo polpettone di cui è responsabile il già citato Dardano Sacchetti (che non ha scritto solo per Bava e Argento, ma anche quel capolavoro indimenticato che è Alex l'ariete). La regia è di un'imbarazzante piattezza televisiva condita con occasionali virtuosismi dal sapore pecoreccio: un marchio di fabbrica di Soavi. Un film orribile sotto ogni aspetto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
HULK (19-11-2009) premesso che la PARTE GIUSTA è sempre esistita, mio nonno è stato ammazzato di botte dai fasciti nel 1942, era un sindacalista, socialista uno degli ultimi scampati, ha lasciato una moglie tre figli piccoli. Un maschio 'Mio padre' e due sorelle, una vedova, cresciuti naturalmente tra miseria e stenti. A domanda precisa allo sceneggiatore principe del cinema bis italiano, Dardano Sacchetti , aveva una rubrica nel sito di Nocturno cinema, una persona notevole, disponibile, colta, quello che scrive per i 'filmacci' di Argento, Bava, Fulci etc.'Qual' è la verità vera sul sangue dei vinti?'. Rispose : Gianapaolo Pansa è invecchiato, non è più il coraggioso giornalista d'inchiesta anni 70, il film partito con le migliori intenzioni, è finito tra le mani di interessi politici, pressioni di ogni genere, insomma un disastro'. Anche Pansa ha accompagnato la mia vita per decenni. L'idea dell'indagine , quindi di dare spessore al film non è nuova, 'La notte dei generali 1967, con O. Sharif' tratta dell'indagine di un ufficiale tesdesco riguardo gli omici di alcune prostitute. Comunque ad un certo punto bisognò scegliere. I fasci hanno fatto le scelta sbagliata, fossero o meno in buona fede, erano i nemici della democrazia, della GIUSTIZIA E DELLA LIBERTA, FRatelli Rosselli. Purtroppo stilisticamente il film tiene perche chi lo ha scritto e chi lo ha girato. è quanto di meglio il cinema italiano possieda. Dardano e Soavi sono due grandi, naturalmente ignorati, costretti a queste marchette. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Alessandro (02-11-2009) Ho visto il film e non m'è piaciuto, per lo stile Pansiano così poco incline all'analisi.Riguardo, invece, la precedente recensione non capisco a quale realtà storica lo scrittore si riferisca. Forse voleva sottolineare che ad esempio le leggi razziali del'38 sono state emesse da comunisti impazziti o che la guerra civile in Italia fu causata dalla resistenza e non dal regime fascista? Eppoi se proprio vogliamo essere seri, credo che le sventurate famiglie colpite dalla barbarie nazi-fascista abbiano molto di più da dire, rispetto a quelle degli ex gerarchi in fuga o in procinto di cambiare bandiera. credo che faccia 1 pò di confusione. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Angelo (20-10-2009) Un film del genere lo aspettavo da anni, e finalmente è arrivato.
Quando è uscito tante sale(che comunque proiettano film più impegnati e meno commerciali) lo hanno letteralmente boicottato.
Descrivere la guerra civile con i suoi drammi, le sue nefandezze a molti oggi fa ancora paura.
E' una minaccia per tutti quelli che alla realtà storica dei fatti preferiscono tramandare falsi miti resistenziali pompati come per decenni lo furono le vicende del risorgimento italiano.
Quello che succede alla famiglia protagonista del film potrebbe essere successo a tante famiglie italiane durante lo sventurato biennio 43-45.
Un atto di coraggio nel cinema italiano.
Probabilmente un giorno a questo film verrà riconosciuto il giusto tributo che merita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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