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Titolo | Amleto |
| Titolo originale | Hamlet | | Paese, Anno | Italia Stati Uniti, 1990 | | Regia | Franco Zeffirelli | | Principali interpreti | Ian Holm; Helena Bonham Carter; Paul Scofield; Alan Bates; Glenn Close; Mel Gibson | Prezzo
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| | Film per tutti |  | | Nella promozione Occasioni Cecchi Gori fino al 29 febbraio |  |
| Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Storico | | Produzione | Cecchi Gori Home Video, 2006 | | Dati tecnici | 130 min. | | | 9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo 1,85:1) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Dolby Digital 2.0 - stereo - inglese, Dolby Digital 2.0 - stereo | | Lingua sottotitoli | italiano per non udenti | | Contenuti | interviste; trailers; biografie |
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Il principe di Danimarca, Amleto, torna al castello di Elsinore per la morte del re, suo padre. Mentre assiste al funerale, Amleto nota che la madre Gertrude ostenta un dolore fittizio, consolata dal fratello del defunto, il nuovo re Claudio, col quale, ad appena due mesi dalla morte del marito, la regina convola a nozze. Amleto tenta il suicidio ma lo spettro del padre lo ferma e gli narra la propria fine ad opera del fratello. Si fa tuttavia promettere dal figlio di non macchiarsi con la vendetta. Amleto decide allora di fingersi pazzo per smascherare i delitti e il marciume della corte. Nel corso di un duro confronto con la madre, alla quale confida la sua finta pazzia, Amleto le rinfaccia la passione per l'ignobile Claudio.
Questo film è tratto dal libro Amleto. Testo inglese a fronte di Shakespeare William1991 - Miglior Film Straniero David di Donatello
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.85 / 5Marco marpons@tiscali.it (24-11-2010) Shakespeare è inarrivabile e la trasposizione cinematografica è una sfida impegnativa, detto questo Gibson è bravo e il film godibilissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alberto (13-10-2008) Concordo con il giudizio di Nathanael.
Nonostante le bellissime scene e i paesaggi, questo Amleto è una "riduzione cinematografica" (come si usava dire ai bei tempi in cui si faceva Cultura) così lontana dal testo originario ke sembra un'altra opera.
Manca la tensione, manca la finta follia (quella ke Gibson pretende di interpretare è umorismo da taverna), manca l'autospiegazione dell'origine della folla, manca la famosa battuta "C'è del marcio in Danimarca" (ke x me è l'essenza da cui trae tutto il resto della tragedia), manca l'intimità dell'amiciza con Orazio (ridotto quasi a una comparsa), non ha alcun senso la scena incestuosa con la madre e sopratutto manca l'arrivo finale di Fortebraccio, personaggio quasi insignificante ke tuttavia funge da elemento liberatorio e quasi risolutivo nel momento di massima tensione della tragegia.
Per non parlare del suo "essere o non essere": semplicemente la peggiore interpretazione mai vista (pure le compagnie oratoriali saprebbero fare di meglio) Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Stefania (17-05-2008) Straordinari interpreti per una riuscitissima versione dell'Amleto,nel confronto Branagh-Gibson,è incredibilmente quest'ultimo ad avere la meglio.C'è nella tensione drammatica che Branagh non abbandona per tutto il lunghissimo film, un che di legnoso,contratto,sembra che l'attore quasi non tiri il fiato per tutto il film,c'è invece nell'interpretazione di Gibson,snobbata dai critici peraltro,una malinconia,una struggente incertezza,che rendono la sua prova veramente memorabile.
In entrambi i casi,emozionanti, i doppiaggi italiani,che danno ai film molto del loro valore.Non capisco infatti,chi predilige vedere i film in lingua originale,in particolar modo in inglese o americano.I nostri doppiatori,da generazioni,hanno il dono di regalare un'espressività,un'emozione,una fortissima personalità,che gli stessi attori,nella loro lingua madre non riescono a rendere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gandalf (26-02-2008) Premesso che essendo appassionato anche di teatro mi sono preso la briga di vedere, oltre alle trasposizioni cinematografiche di Olivier e Branagh, anche la versione teatrale di Vittorio Gassman (Un autentico Gigante!!!), tanto per avere un quadro migliore della tragedia.
Ho molto apprezzato l'Amleto zeffirelliano perchè Amleto é irruento proprio come chi perde un padre in quelle condizioni ed è pronto a tutto (ciò non toglie che io ammiri molto anche la versione di Lawrence Olivier).
Alla bravura di Mel Gibson aggiungiamo quelle di Glenn Close, Helena Bonham-Carter (FANTASTICA!), Ian Holm (uno splendido Polonio). Notevole anche Alan Bates (Claudio). Bisogna anche riconoscere un notevole plauso alla scenografia di Dante Ferretti, alle musiche di Morricone e ai doppiatori, specialmente Giancarlo Giannini (Amleto) ed Enrico Maria Salerno (lo Spettro). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco d'aviano (01-12-2007) Un ottimo Amleto. Mel Gibson non ci mostra un principe di Danimarca smunto e catatonico come al solito: in questo Amleto la tetraggine e il disgusto si uniscono all'ironia corrosiva e ad una energia verbale e fisica che tuttavia si avvitano, senza trovare sbocchi sensati, in una violenza che colpisce alla cieca e che alla fine risulta autodistruttiva. Qualche sciocco critico ha definito il film di Zeffirelli "da cappa e spada", ma in realtà solo questa regia rende giustizia al miscuglio di melancolia sarcasmo e vana irruenza del testo shakespeariano. Helena Bonam Carter è di gran lunga la migliore Ofelia della storia del cinema. La scena della sua pazzia è straordinaria. Tutto il cast è di alto livello. E' curioso che qualcuno rimproveri a questo film i tagli operati rispetto al testo originale: tutti film di durata normale (cioè tutti gli Amleto cinematografici tranne quello di 4 ore di Branagh)hanno operato ampi tagli. Quelli fatti da Zeffirelli e De Vore rendono il film coerente e filato, eliminando completamente la storia di Fortebraccio di Norvegia (che francamente è un po' appiccicata anche in Shakespeare), le tirate che erano d'attualità nel 1601 e alcune lungaggini (ad es. nella scena in cui Amleto prepara con i teatranti la "Trappola per topi"). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanni (04-12-2006) Non condivido l'opinione di Nathanael .
Certo, in parte, il film non riesce a ricreare l'atmosfera e l'angoscia del protagonista del dramma shakespeariano, ma la bravura di Mel Gibson, Glenn Close ed Helena Bohnam Carter colmano queste lacune, che l'opera teatrale lascia al film .
Bravo Zeffirelli . Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nathanael (06-11-2006) Zeffirelli, bontà sua, persevera con il suo teatro di alta sartoria e blasone hollywoodiano propinandoci l'Amleto meno inquietante e labirintico che si sia mai visto su schermo. E' la spremuta liofilizzata di un testo straordinario riservata agli amanti delle sfilate a cinque stelle. A chi Shakespeare lo ama davvero farà solo ridere. Vade retro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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