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| I commenti di Michele Bettini | Recensioni 1 - 20 di 128 recensioni presenti. Media Voto: 4.22 / 5 (05-05-2013) DVD - Alla conquista del West. La collezione completa - Burt Kennedy; Daniel Mann L'America del West (1860-1890) era fatta di banditi, bordelli, alcool, gioco d'azzardo, gentiluomini, comunità religiose, donne di ogni genere, momenti difficili, indiani selvaggi, ma a volte ragionevoli, e montagne, deserti, foreste, e tanto colore. Qui c'è un po' di tutto ciò che avevamo visto al cinema degli anni '60 e '70, anche se con comprensibile risparmio di mezzi.
Il West vive sempre dei morti ammazzati e talvolta si accenna anche alle vittime di malattie, serpenti, e insetti infettivi.
Raramente ci si occupa dei morti per infortuni sul lavoro.
La Serie denota alti e bassi, con molti episodi poco riusciti. Occorrerebbe che si facesse una severa riduzione e un rimontaggio, affondando il bisturi nelle peripezie di Luke ed anche di alcune vittime del dovere di Zeb.
La serie si può definire inconclusa, dato che personaggi e situazioni non si sa come vanno a finire. Si notano difetti di doppiaggio o di sceneggiatura che assurgono all'inverosimile.
Resta il fatto che questa è la più ricca e divertente serie della storia televisiva dedicata al West. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
(27-04-2013) DVD - Alamo - Frank William G. Lloyd Mediocre e falsa versione della battaglia di Alamo. Probabilmente il grande Hayden non deve esserne andato fiero. Non si capisce perché Bowie, sfacciato schiavista e latifondista premuto dal fisco e dai fischi, abbia deciso di fare l'eroe di fronte ad un comprensivo Sant'Anna, e come abbia fatto, fiaccato dalla tubercolosi e dall'alcool, a fare l'eroe fino all'ultimo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(31-03-2013) DVD - Johnny Guitar - Nicholas Ray Tutto quello che è stato detto su questo film mi riesce gratuito, astratto, eccessivo. Anche la trama viene sempre mal descritta, fino alla sistematica deviazione del neofita. Gli scopi dei realizzatori erano altri: valorizzare al massimo dialogo e recitazione di attori molto espressivi; coinvolgere lo spettatore dal primo all'ultimo istante, con emozioni forti; infondere sufficiente nostalgia affinché si riavesse voglia di rivederlo. Quest'ultima osservazione significa che il film avrebbe procacciato incassi anche in futuro, fino a quando per vedere un film c'era un solo modo: pagare. La trama sembrava del tutto originale e sui generis, ma i toni palesemente melodrammatici e romantici attingevano molto da un'opera assai conosciuta in America e molto meno da noi: LA RAGAZZA DEL WEST di Puccini. I personaggi non avevano la pretesa di essere verosimili, ma convincenti. L'epoca in cui viene ambientata la storia era assai tumultuosa, non solo in America, e non credeva che bastassero le buone maniere per tirare avanti. Tutto si risolveva con la forza e perfino l'amore tra uomo e donna aveva bisogno di situazioni che potessero cementarlo. Hayden, comunista anarchico dichiaratamente convinto, interpretava se stesso e quindi non gli riuscì difficile quella parte. Si è parlato dell'odio tra due donne, mentre l'odio, causato dall'invidia, prolificava solo da una parte. La situazione era del tutto credibile, dal momento in cui una donna per odiare e distruggere ha bisogno di alleati, se non di complici. L'odio della Cambridge era dovuto anche alla gelosia e ad una passione non soddisfatta. Infatti l'uomo al quale aspirava non la voleva, perché era attratto dall'altra, che a sua volta non lo ricambiava. Anche l'incompatibilità tra le due donne, fuori dallo schermo, avrebbe giovato a rendere la storia convincente. L'opera è fedele alla letteratura del tempo in cui era ambientata ed avrebbe potuto avere come teatro ogni regione definita "Mezzogiorno". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(23-03-2013) DVD - Countdown. Dimensione zero - Don Taylor Sulla scia dei viaggi nel tempo, inaugurata da H.G.Wells, la portaerei Nimitz, mentre sta per raggiungere Pearl Harbour, viene inaspettatamente investita da una tempesta magnetica, che la riporta indietro di 40 anni, alla vigilia dell'attacco giapponese. Inesorabilmente si trova coinvolta nella storia e il comandante si chiede cosa debba farsi. Cambiare la storia, o più semplicemente costruire uno spezzone parallelo dal seguito imprevedibile? la marina Militare concesse allo schermo navi e aerei, mentre i piloti dovettero rinunciare alle ferie per partecipare al film. Sarebbe stata l'ultima apparizione importante di Kirk Douglas, che se la cava bene nei panni del comandante, anche perché aveva esperienza di marinaio. L'America approfitta del cinema per mostrare al mondo ancora una volta la potenza dei suoi mezzi. Spettacolare, emozionante e divertente. Altro non cè da dire. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(21-03-2013) DVD - Rio Bravo - John Ford Una interessante trama ricostruisce una storia vera e verosimile. La Guerra di secessione aveva sconvolto l'America. Mentre i sudisti che avevano perso tutto si trasferivano ad Ovest per rifarsi una vita, si tornava ad affrontare il problema degli indiani che non volevano rinunciare al nomadismo. Così le frontiere si arroventavano, dovendo gli yankees di volta in volta varcarle, controllarle, e sconfinarle per piegare gl'indiani alla volontà del progresso. Questo era per lo meno il punto di vista del generale Sheridan, che si trovava a comandare militari che avevano già fatto parte delle formazioni confederate.
Un colonnello duro, intransigente, segnato dalle esperienze, che cerca di rifarsi, in una situazione non facile. E come al solito il comandante severo riesce a farsi amare e rispettare. Memorabili alcune sequenze, come quelle del soldato Tyree che ruba il cavallo, prima al colonnello e poi allo stesso generale, delle madri angosciate a cui gl'indiani hanno rapito i figli, della bambina che suona la campana per dare il via alla carica, del colloquio sotto la tenda in cerca di soluzioni per liberare i bambini rapiti. Una madre che cerca di riportare il figlio a casa, sperando in una sua futura scelta meno densa di rischi e disagi. Un insuperabile classico del West Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(17-03-2013) DVD - Il prigioniero dell'isola degli squali - John Ford Condotto con sufficiente rigore storico. Il dottor Mudd era colpevole e Ford lo dice, anche se sorvola sul fatto che aveva aiutato l'assassino di Lincoln, essendo il medico stesso coinvolto nella congiura. All'epoca ancora non si sapeva come prevenire la febbre gialla e combattere le zanzare, che in altre regioni causano anche la malaria. Altri film hanno narrato di medici che si sarebbero riscattati curando le malattie dei reclusi nei bagni penali. I medici come li vediamo oggi all'epoca ancora non c'erano e quindi non bastava essere medici. Bisognava anche lavorare d'intuito e di prevenzione e avviare le bonifiche. I rimedi a quel tempo erano empirici. Mudd sarebbe morto di polmonite 14 anni dopo, quando ancora non aveva compiuto 50 anni, dopo aver ottenuto la grazia, ma non sarebbe mai stato riabilitato. Ford, da irlandese imparziale, è riuscito a confezionare un film che non invecchia e che soddisfa ogni punto di vista. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(16-03-2013) DVD - Countdown. Dimensione zero - Don Taylor Mentre naviga verso Pearl Harbour, per celebrare il 40simo anniversario dell'attacco giapponese, la portaerei USS Nimitz attraversa una tempesta magnetica, venendo proiettata nel passato al 6 dicembre 1941. Gli ufficiali lo comprendono un po' alla volta, mentre la portaerei deve abbattere due caccia Zero, grazie alla enorme differenza tecnologica. I piloti che partecipano al film sono quelli veri. Quando si ha la certezza di quanto sta accadendo, il comandante decide di impedire l'attacco a Pearl Harbour, non sapendo se cambierà la storia, né se inaugurerà un nuovo mondo parallelo. Ma una nuova tempesta interrompe i preparativi, togliendo dall'imbarazzo l'unità giunta dal futuro. Arriverà sull'isola ritrovando due dispersi, quale prova che lo sbalzo nel tempo è veramente avvenuto. Film assai divertente, con tante belle idee, ricco di spettacolo, un vero gioiello della Fantascienza. Musiche di John Scott, al passo con la saghe di Guerre Stellari e Star Trek. Potremmo definirlo come l'ultimo dei classici della SF cinema, con tanti simpatici attori di successo. Da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(10-03-2013) DVD - Star Trek. The Motion Picture - Robert Wise Ingiustizia storica. Questo primo lungometraggio (non televisivo) ha molti torti. Quello di essere stato sottovalutato. Di essere finito sotto traccia. Di essere giunto tardi sugli schermi. Di essere troppo bello. Di essere il migliore. Non c'erano i clown come in Star Wars. Fu realizzato con tutti i mezzi disponibili, compreso Trumbull, superiore a Rambaldi che sapeva confezionare solo mostri, come E.A.Poe. Pertanto i seguiti non avrebbero potuto risplendere se non fosse stato sepolto. Poco considerato dai Giuda: gli amanti della fantascienza, gli stessi che poi hanno sostenuto i seguiti, troppi e sempre più sbiaditi e di troppo. Hanno fondato circoli in nome di Star Trek, organizzato congressi, mai in nome di questo capolavoro. Superò anche 2001 Odissea nello Spazio, ma nessuno volle ammetterlo, ed era certamente più avvincente, all'epoca di Incontri Ravvicinati. Aveva il torto di essere troppo bello, Per invidia lo definirono noioso all'inizio, quando non lo era affatto. Eppure i seguiti non avrebbero potuto esistere senza questo. Ed anche la serie televisiva, inizialmente realizzata con visibili scarsi mezzi, se non fosse stato per questo sarebbe finita nel dimenticatoio. Di molto superiore a Dune e Star Gate fu costretto a convivervi. Sarebbe annegato nel TROPPO! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(19-02-2013) DVD - I guerrieri della notte - Walter Hill I GUERRIERI DELLA NOTTE sta per ciò che non si può fare di giorno a causa della disparità di forze. Di notte è più facile saldare i conti e capire chi sono i veri nemici. Il potere ufficiale, sempre più corrotto e ceco, di notte si manifesta solo con esigue forze di polizia, evidentemente male comandata. La notte, come la foresta, offre delle possibilità per chi non è allineato, ma gli altri (giovani o che ancora si sentono tali) non trovano solidarietà, anzi la propaganda e le emozioni li mettono contro. Comunque la notte allenta la presa, contro le BUONE INTENZIONI di chi vuole pareggiare i conti.
Bande paramilitari di disoccupati pattugliano i quartieri, con un tacito patto comune: il rifiuto delle armi da fuoco e quindi della guerra, quella vera.
I nostri la scampano, ma come al solito non è lo stato a porvi rimedio. L'autore indica come dovrebbero essere i giovani e non come sono in realtà, ossia assolutamente privi di idee e di costruttività. Sarebbe stato il migliore film di tutti i tempi se questi giovani, che sanno di essere braccati, non si distraessero troppo con la ricerca spasmodica di donne, poiché si sa che quando si è nei guai le donne peggiorano tutto. Non trovo molto il nesso col cinema western e le antiche letterature, anche se da sempre ci si affida alle nuove generazioni, rinunciando ad insistere sugli adulti. Il finale non poteva essere diverso né migliore e non era scontato. Affida le ultime speranze all'aumento della forza sociale e politica dei neri. Il film fu disprezzato dalla critica di sinistra perchè esaltava i valori della forza e della lealtà militare? Non la vedo così. Il problema della sinistra è quello di non vedere altre soluzioni, oltre alle proprie, un po' come fa la chiesa da sempre, che non vede salvezza fuori dal proprio limitante e confuso contesto. Il romanzo è tutt'altro che modesto, direi che è geniale, la migliore espressione possibile dell'UTOPIA, una risposta al giustificato pessimismo GOLDINGhiano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(11-02-2013) DVD - Tarantola - Jack Arnold Uno dei troppi film sugli insetti giganti, gonfiato oltre ogni limite di decenza da Luigi Cozzi, che negli anni '70 ha rilanciato la SF tra il grosso pubblico, causando però alla SF anche tanti danni. Una trama banale, grama e disinvolta, una scarsa scenografia e una Air Force che vince anche questa battaglia contro il nemico di turno non bastano per fare un film accettabile. Nessuno in Italia prima di Luigi, mio amico da quasi 40 anni, s'era accorto di Tarantola. Beato lui che è riuscito nell'intento d'imporre all'attenzione dei paganti anche un film di Serie C come l'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI.
Al posto di Clint Eastwood, apparso soltanto per pochi secondi (ammesso che fosse proprio lui!) e con la maschera da pilota, poteva esserci chiunque altro, dato che la faccia era coperta. Il successo in eccesso quasi sempre determina la retrocessione di molti altri lavori degni di maggiore considerazione. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
(07-01-2013) DVD - L' oro di MacKenna - Jack Lee Thompson Uno sceriffo che ricorda molto TEX, un cast manifestamente eccessivo, personaggi molto cattivi, una trama avvincente, con finale da fantascienza. Colonna sonora assai suggestiva. Un western fuori serie. Poteva essere fatto meglio? Nessuno ci ha provato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(19-12-2012) DVD - Atlantide continente perduto - George Pal George Pal ricalca il racconto di Platone, con cartina e disegno animato, descrivendo come poteva essere Atlantide nei suoi ultimi giorni.
In una non collocabile Grecia pre-Micenea, due pescatori, Demetrios e suo padre Petros, ritrovano, sopra una zattera alla deriva, una ragazza svenuta. Al suo risveglio afferma di essere Antillia, la figlia di Kronas, sovrano di Atlantide, regno che si trova oltre le Colonne d'Ercole. Inizialmente non le credono, perché la cultura del loro tempo considera inesistente un mondo posto fuori dal Mediterraneo, e a loro risulta che chiunque si sia avventurato nel Grande Mare non ha fatto più ritorno.
Demetrios rimane molto attratto dalla ragazza, benché suo padre sia infastidito dall'atteggiamento altezzoso della sedicente principessa. Dopo molta riluttanza si fa poi convincere a riportarla a "casa", con la promessa che, se non riusciranno entro un mese a raggiungere Atlantide, torneranno in Grecia e lei dovrà diventare sua moglie. Nonostante i violenti temporali, riescono a superare le Colonne d'Ercole e poi a raggiungere "la terra promessa". Ma qui Demetrios incontra spiacevoli sorprese?. I due riusciranno tuttavia ad uscirne vivi.
George Pal forse voleva sfruttare commercialmente il timore dell'invasione da oriente, conosciuto con Pearl Harbour e proseguito con la Guerra Fredda?
Il lavoro è assai suggestivo, ma le sequenze presentano vuoti incolmabili:
Che ci faceva Antillia, sola e alla deriva su una zattera, nei pressi delle coste greche, a migliaia di chilometri da Atlantide? Perché i due giovani intraprendono il viaggio senza prima munirsi adeguatamente del necessario? La navigazione nel Mediterraneo è senza scalo. I sottomarini atlantidei hanno dei motori, ma dove sono le officine? Al suo ritorno Antillia è subito acclamata dalla popolazione della città, come se una inesistente radio ne avesse preannunciato il ritorno.
Come mai i superstiti appaiono tutti adulti e col un mare calmo, invece che con un maremoto? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(17-12-2012) DVD - Capricorn One - Peter Hyams Si pensava ad un film di SF quando è uscito, e invece suona come una denuncia di tutti i falsi della politica americana. La popolazione, da sempre manipolata e distratta, forse non verrà a sapere neppure dopo la fine della storia, così come viene mostrata, che il viaggio su Marte è stata una gigantesca montatura. E' una chiara allusione alla dubbia avventura spaziale dell' Apollo 11 sulla Luna, alla incerta utilità dell'Area 51, alla sproporzionata giusta causa della guerra nel Vietnam, ai finanziamenti per contattare gli UFO, alla stessa manipolazione delle elezioni presidenziali. Uno dei tanti film che ipotizzano una informazione controllata e tutt'altro che libera, come la nostra, dove gli oppositori vogliono prendere il posto degli oppressori per poi fare le stesse cose e non fare ciò che andrebbe fatto.
N.B.: Era ancora il tempo in cui l'uomo di colore, sebbene emancipato, integrato e specializzato, era il primo a soccombere e mai il primo ad essere considerato (come in Capricorn One, in Guerre Stellari e ne Il Pianeta delle Scimmie). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(27-09-2012) DVD - La magnifica preda - Otto Preminger Un film quasi pessimo, anche se molto spettacolare nella parte centrale. Si capisce perché: La produzione non badava alla qualità, ma alla puntualità. Erano i tempi in cui i film uscivano in Cinemascope e quando c'era Marilyn l'incasso era sicuro. Belle le musiche. Poco attendibili personaggi, situazioni e intenzioni.
La cattiveria di indiani e coloni meritava qualche approfondimento. I tre superstiti avevano perso tutto ed ora arriva il peggio, ma il film non lo dice. ...
Una americanata e basta. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(22-09-2012) DVD - Incontri ravvicinati del terzo tipo - Steven Spielberg Geniali le scenografie e gli effetti speciali di Douglas Trumbull (lo stesso di "2001 Odissea nello Spazio", "Silent Running, "Star Trek"). I maligni hanno affermato in diverse circostanze che gli autori di certe immagini le avrebbero prima viste "di persona", sotto l'effetto della mescalina. Tuttavia non siamo chiamati a fare indagini, ma solo a constatare la riuscita dell'insieme.
Il lavoro esce nel momento in cui gli Ufo si propongono agli occhi di molti come una nuova religione. Jung nel suo famoso "Su cose che si vedono nel cielo" descrisse, a modo suo, l'effetto che certe visioni potevano avere sulle masse.
Non c'è paragone possibile con le varie guerre stellari. Finito di girare nel '77 e apparso sui nostri schermi nella primavera del '78. La trama non ne costituisce uno degli aspetti maggiormente importanti.
Stavolta gli oggetti volanti vengono identificati, contattati e coinvolti non si sa bene in che cosa. Gli "incontri ravvicinati di primo tipo" riguardano semplici avvistamenti. Quelli di "di secondo tipo" studiano il ritrovamento di "tracce concrete". Sono "incontri di terzo tipo" quelli che testimoniano "il contatto diretto con esseri extraterrestri".
Lo stile e l'intreccio sono solidi, anche se qua e là un po' ristagnano. La sceneggiatura (edita da Mondadori) porta la firma dello stesso Steven Spielberg. In una sorta di viaggio tra l'iniziatico, il parapsicologico e la nevrosi che esplode in follia, alcune persone (tra cui il nostro protagonista recitato da Richard Dreyfus) richiamate dal "contatto" si ritrovano a cercare un luogo dove, all'insaputa dei cittadini, possono accedere solo un ricercatore francese (François Truffaut), la sua equipe e il personale militare che gli è stato messo a disposizione. Pertanto è stato predisposto un blocco per impedire l'afflusso di turisti e curiosi, avvertendoli che "la zona è contaminata da un mortale gas nervino". Ma chi è coinvolto di persona riesce a forzare il blocco. Nella seconda edizione vede dentro Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(15-09-2012) DVD - Il cavaliere della valle solitaria - George Stevens Un pessimo film, a dispetto di quanto ci viene tramandato fino all'ossessione.
Non si va ad una sparatoria da soli e con una faccia piena di pugni. E per la stessa ragione non si abbandona il campo dirigendosi verso l'ignoto, senza prima farsi medicare e aspettare una parziale guarigione.
I buoni diventano cattivi quando i cattivi sembrano essere diventati ragionevoli. E chi lo dice che i cattivi non avessero le loro buone ragioni?
Non si danno cazzotti a chi vuole quanto meno assistere ad una sparatoria, magari coprendo le spalle a chi è meglio di lui, il che poi è sempre da dimostrare. Quando si seminano morti ci si ferma per accertarsi che sono morti davvero. Una americanata indegnamente passata alla storia. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
(04-09-2012) DVD - La notte dei morti viventi - George A. Romero Quando uscì per la prima volta i cultori esigenti non lo presero molto in considerazione e inizialmente non lo andarono a vedere. Si pensava ad un qualsiasi film dell'orrore. Peraltro era realizzato con attori dilettanti e con mezzi molto scarsi. Più tardi si sarebbe preso atto che quegli attori se l'erano cavata bene e che il film faceva discutere, nel senso che conteneva tutti i più comuni sentimenti individuali: la paura dei morti e per l'oscurità. Il timore che i morti possano risorgere per ricordarci le nostre colpe. La visione della morte e l'avvicinarsi del momento in cui i morti una volta raggiunti alla fine del percorso, si potranno ricongiungere con ognuno di noi, che non possiamo evitare di appartenere alla morte. Il timore che le nuove scoperte possano prolungare o restituire la vita, sovraffollando un mondo dove la morte può essere una liberazione, ma forse no, perché in qualche modo si continua a vivere: nel ricordo degli altri, o semplicemente con l'anima, sempre in cerca di pace, se non di benessere. Il tema del razzismo, non ancora risolto: la guardia nazionale, anch'essa dominata dalla paura e dal preconcetto, se la prende alla fine anche con un nero, che ha lottato eroicamente e che non si è lasciato trasportare dall'emotività, il vero nemico che si affaccia nelle situazioni difficili. L'America quindi si sente inseguita dai morti che hanno lottato, ma non hanno ancora visto i risultati, ossia l'integrazione dei neri. Così non basta il coraggio se occorre ancora fare i conti col preconcetto e l'appartenenza di classe. I morti non sono i cari estinti nel momento in cui in qualche modo si riaffacciano e la visita al cimitero non è una gita di piacere, perché si ripresentano i rimorsi verso i morti e i vivi.
La volontà insistente di rifugiarsi in cantina, per nasconderci, per non pensare, per rifiutare l'informazione e la presa di coscienza ed anche la solidarietà verso chi si trova nella stessa barca ed esige che si remi insieme ..... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(22-08-2012) DVD - Zardoz - John Boorman Siamo nel campo dell'Utopia, destinata a fallire per auto definizione, quando si affacciano problemi che non erano stati considerati nella situazione di partenza. Ogni utopia, per autodefinizione è destinata a fallire.
Il "vortex" è una sublimazione dell' "Idea nazista" e un riadattamento della saga "La Città e le Stelle" di Arthur Clarke. La conquista dell'immortalità di un gruppo può non significare "felicità" e appagamento definitivo. Il "vortex" è il razzismo spinto alle estreme conseguenze, e pertanto come il nazismo alla ricerca di qualche cosa di duraturo, mieterà vittime, fino a perire con ciò che si voleva perfetto.
Il mondo di "Zardoz" e di "Zed", protagonista della catarsi, è costellato di simboli, nietzschiani, esoterici, psicoanalitici, universali. E' un intreccio di sottintesi dal raro effetto, un dosaggio perfetto di colori. Ogni situazione è l'anticipazione di quella successiva, un cerchio che si apre e si chiude.
Dio non è stato nominato, mentre si sfidano le sue leggi, nella immortalità raggiunta per mezzo del progresso della scienza, ma se si scaccia almeno l'ipotesi di Dio e viene a mancare l'Idea dell'umiltà si finisce in un vicolo cieco, anche raggiungendo le stelle, come afferma un protagonista nel finale. Sembra quindi che le vie del cielo debbano seguire alla morte fisica e alla Resurrezione. Dio è stato dimenticato, perché "Dio è morto!".
L'uomo medio, il piccolo-borghese di turno, cioè lo "sterminatore" dei bruti sarebbe la "corda tesa" tra il "superuomo" (gli eterni) e la bestia" (i bruti). Ma gli "eterni", nel caso in esame, sono dei falsi superuomini. Il superuomo, Zed, è, o sembra piuttosto che sia chi (Zed) è rimasto allo stato di natura ed ha conosciuto il modo di essere degli immortali e le loro insoddisfazioni.
Il confronto più interessante è quello tra l'"esterno" e l'"interno" (il "vortex" per l'appunto)? L'uno "eterno mortale" ma con i requisiti della continua rigenerazione, e l'altro "eternità". Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 100 Recensioni 101 - 120 Recensioni 121 - 128 |