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Recensioni 121 - 140 di 214 recensioni presenti. Media Voto: 3.23 / 5 (16-10-2011) Libro - Il miglio verde - King Stephen Ho letto finora tre libri del bravissimo "Re" e, anche se non sono poi così tanti, questo è il mio preferito.
Perchè non è un semplice libro. E'una metafora della vita e dell'esistenza umana.
La morte è l'unica cosa che accomuna tutte le persone, può venire da sola, essere chiamata da qualcuno o essere costretta a intervenire. "Il miglio verde" parla appunto di quest'ultimo caso.
Ma la morte si diverte anche a smascherare le persone o a rivelare le loro vere identità: sebbene un uomo abbia commesso i più atroci reati, di fronte alla morte questo si dimostra impaurito, calmo, quasi una persona buona a cui ti ci affezioni e provi dolore e repulsione nel giustiziarlo, dimenticando per un momento il motivo per cui lo si deve "uccidere", oppure il pensiero della morte suscita indefferenza o addirittura contentezza. A Cold Mountain ci sono tanti detenuti ognuno con la sua storia e i suoi sentimenti, le sue reazioni ed emozioni, ed è come leggere un grande libro della vita umana. Assassini, ladri o stupratori che siano, non vuol dire che siano tutti quanti mostri spietati che non provano nulla, anzi, spesso è il contrario e forse sono anche più sensibili di gente "perbene" (credo che questo termine ormai non esista più, nessuno dopotutto è "immacolato". Incensurato o no, nessuno è una persona perbene).
Si parla anche di pregiudizi, dubbi e incertezze sempre ad opera dell'uomo che muore eppure manda a morire, anche se non si può più tornare indietro, ma per soddisfare soltanto un desiderio personale di vendetta, senza mai andare fino in fondo e scoprire la verità o l'errore commesso.
E'un toccante e commovente libro di denuncia contro la pena di morte, contro il pregiudizio e la stupidità umana che non avranno mai fine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(05-10-2011) Libro - La donna alata - Harris Joanne Nonostante io abbia una certa passione per le storie (del passato e non) che parlano di saltimbanchi e girovaghi, questo libro non ha soddisfatto le mie aspettative.
Se "La donna alata" fosse un aereo, lo toglierebbero subito dall'aeroporto in cui si trova perchè non decolla, esattamente come la trama che sembrava accattivante e avvincente.
Ma la vicenda (incredibilmente lenta) non mi ha coinvolta per niente e non è riuscita ad appassionarmi per colpa di uno stile prolisso e colmo di lunghissime descrizioni, particolari inutili, miliardi di metafore che fanno girare la testa e perdere il filo dell'argomento trattato nel capitolo.
Il libro è scritto a mo'di diario personale, genere che non ho quasi mai apprezzato in quanto mi sembra una tattica infantile di una persona assolutamente priva di fantasia e di ogni idea di struttura e costruzione dell'intera storia, ed inizia subito in medias res, con la protagonista e sua figlia che si trovano nel monastero, e da lì ha inizio una mega galattica rievocazione di Juliette dei tempi passati a vivere per la strada, dopo aver visto una compagnia girovaga di teatranti venuta al monastero, con tanto di un corvo che le rammenta il suo ex amante.
Se la storia fosse stata strutturata in maniera diversa, il mio voto sarebbe stato certamente più alto: mi sarebbe piaciuto di più vedere la vita di Juliette in ordine cronologico e senza quel fastidioso diario di flashback, ovvero dalla sua vita da zingara, il monastero e così via. Perchè usare la tecnica del medias res?
Mistero.
Oltretutto i libri ambientati in monasteri non mi affascinano particolarmente, perchè mi danno un forte senso di soffocamento e di austerità.
Comunque la mia avventura con Joanne Harris non finisce qui, perchè so che ha scritto molto di meglio, e pertanto consiglio "La donna alata" solo e soltanto a chi ama molto questa scrittrice. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
(01-10-2011) Libro - La fabbrica di cioccolato - Dahl Roald Per bambini, ma molto profondo e istruttivo, come quasi tutti i libri del bravissimo Roald Dahl che aveva una fantasia inesauribile. Divertente e memorabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(01-10-2011) Libro - Matilde - Dahl Roald Istruttivo e molto bello, un perfetto ritratto visto dagli occhi di una bimba di persone estinte e di gente ipocrita e superficiale che aumenta sempre di più. Ha segnato la mia infanzia e non lo scorderò mai. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(01-10-2011) Libro - Il mago di Oz - Baum L. Frank Un libro semplicemente meraviglioso e assolutamente indimenticabile, che ha reso bellissima la mia infanzia. Quanto vorrei avere un'avventura come quella di Dorothy con degli amici così... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(30-09-2011) Libro - Quando cadono gli angeli - Chevalier Tracy Non è un capolavoro come "La ragazza con l'orecchino di perla" nè deludente come "La vergine azzurra", però questo libro mi è veramente piaciuto e ha contribuito a far entrare definitivamente la bravissima Tracy Chevalier nella lista delle mie scrittrici preferite. Perchè la capacità di questa donna di descrivere le epoche passate e i personaggi (ben caratterizzati) che vivono in esse è a dir poco splendida. Assistiamo alla storia di due famiglie nell'Inghilerra agli inizi del Novecento, subito dopo la morte della regina Vittoria: i Coleman e i Waterhouse. Ed è in un cimitero (vero e proprio co-protagonista della storia) che s'incontrano Maude Coleman e Lavinia Waterhouse, due bambine molto diverse tra loro, ma che stringono immediatamente amicizia diventando inseparabili amiche del cuore. Nonostante il forte legame tra le due bimbe, le loro rispettive famiglie non provano la medesima simpatia tra essi: troppo diversi tra loro. Per cui si limitano a qualche parola o gesto di circostanza, ma non ostacolano affatto il rapporto tra Maude e Lavinia.
La trama non è complessa, ma è assai articolata e narrata dal punto di vista di ogni membro dei Coleman, dei Waterhouse e dei loro rispettivi conoscenti, amici e domestici. Uno stile di narrazione sicuramente complicato, ma perfettamente riuscito, tanto che i vari punti di vista di ognuno di essi rendono la storia ancora più piacevole. Si snodano così tanti ed interessanti eventi: sofferenze, tradimenti, infelicità, scandali, segreti incofessabili con l'aggiunta della lotta delle suffragette inglesi guidate da Emmeline Pankhurst.
Il personaggio più enigmatico e interessante del romanzo è senza dubbio Kitty Coleman: una donna infelice della propria condizione sociale e familiare, diversa e anticonformista rispetto alle donne del suo tempo, tanto che, pur di ottenere quella felicità che desidera tanto, non esita a deteriorare i rapporti tra sua figlia e il resto di quello che prima era la sua vita. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
(26-09-2011) Libro - Lady Hamilton - Sinoué Gilbert Dire che questo libro è una delusione è dire poco, veramente molto poco. Sembrava uno splendido e accattivante romanzo storico, come i libri della bravissima Tracy Chevalier, con un'eroina cui ci si affeziona subito e di cui non si può fare a meno di provare curiosità per le sue numerose avventure e invece è tutt'altro: una sottospecie di biografia. Perchè dico sottospecie? Semplice: perchè sembra un depliant allungato. Evidentemente Sinouè ha trovato, in qualche museo o edificio antico, dei depliant che parlava di Lady Hamilton e, siccome era senza soldi e aveva il blocco dello scrittore, ha deciso di allungare con tante ed inutili parole il depliant e pubblicare quel che ne è venuto fuori, alias questo "libro". Più che "Lady Hamilton" dovrebbe intitolarsi "Storia dell'Inghilterra del 1700", perchè la cosiddetta protagonista, continuamente commiserata, appare pochissime volte, e nei tre quarti del romanzo si parla soltanto di guerre, battaglie, vittorie, sconfitte e lettere fra personaggi ricchi e nobili di dubbia importanza. Un colossale e pesantissimo mattone, deludente al cento per cento. Quando leggo un romanzo storico mi aspetto che il narratore sia il protagonista o uno dei tanti personaggi della storia che parla in prima persona, oppure un narratore onniscente che parla in terza persona, ma qui sembra di leggere una pseudo-enciclopedia con grandi paroloni che spesso assume i toni e i contenuti dei romanzi gialli. Roba da far invidia ad Arthur Conan Doyle e al suo Sherlock Holmes (ma anche no!). Comunque Gilbert Sinouè è uno scrittore che divide parecchio i pareri dei suoi lettori. Non esiste un suo romanzo che piaccia a tutti o a nessuno, ma è sempre e soltanto una via di mezzo, come si può notare dalle varie recensioni. Io ho ufficialmente e definitivamente deciso di schierarmi dalla parte di coloro a cui non piace (anche perchè, leggendo le trame dei suoi libri, non mi attira affatto nessuno di essi). Per cui, adieu Sinouè! E a mai più rivederci. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
(24-09-2011) Libro - Follia - McGrath Patrick Mai in questi ultimi tempi ho letto un libro così bello! Grazie alle numerose recensioni positive su questo libro, mi sono lasciata trascinare anch'io all'interno della storia e non me ne pento affatto!
All'apparenza mi sembrava un semplice romanzo rosa, ma poi mi sono resa conto che è qualcosa di molto più complesso e stupendo, perchè non è solo una storia d'amore: è un ossessione, dettata dal sesso e dalla passione, tra Edgar Stark, un artista psicopatico uxoricida, e Stella Raphael, moglie di uno psichiatra.
Fin da subito si intuisce che non sarà una relazione affatto semplice, sia per l'adulterio da parte di lei, sia per il tipo e la personalità delle due persone che si amano e si possiedono. Perchè questo complicato amore avrà conseguenze catastrofiche: vite distrutte, esistenze rovinate, perdite irreparabili, odio e indifferenza.
Mi è piaciuta molto l'idea dell'autore di far narrare la storia ad uno psichiatra del manicomio: infatti egli analizza e riassume l'intera vicenza con occhio critico, senza attribuire colpe o meriti a nessuno in particolare, concentrandosi particolarmente sulla psiche umana, e devo dire che l'ho trovata un'idea geniale e perfetta.
E poi ho ammirato molto il personaggio di Stella: una donna determinata, sempre pronta a combattere per ciò che vuole, che se ne infischia del male che le sue azioni causano e delle persone che la giudicano. E'sicuramente ciò che la porterà verso la tragedia, ma non ho potuto fare a meno di apprezzare questo aspetto in particolare.
In parole povere: questo libro merita veramente di essere letto, perchè non leggerlo è una vera e propria follia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(23-09-2011) Libro - La doppia vita di Anna Song - Huy Minh T. Adoro la casa editrice Neri Pozza, perchè i suoi libri pubblicati non mi hanno mai delusa, proprio come quest'ultimo che ho letto.
Ispirato ad una storia vera (o sarebbe meglio dire ad "uno scandalo" vero), questo libro parla di un'intensa e meravigliosa storia d'amore tra Paul Desroches, un produttore musicale francese, e Anna Song, una pianista di origine vietnamita, con un perfetto talento per il piano ma ignorata dal resto del mondo. Impossibile staccare gli occhi dalle pagine: il lettore desidera sapere perchè Paul Desroches ha compiuto quel gesto illegale per la donna che amava, fra le tante motivazioni possbili, la certezza sembra ovvia ma anche misteriosa. Il ritmo coinvolgente di questo libro cattura il lettore, invogliandolo a tutti i costi a sapere il perchè e le sue conseguenze, di questo folle gesto. Amore? Denaro? Disperazione? Sono queste le domande sempre presenti che catturano occhi e mente. Oltre a ciò, il libro narra la meravigliosa e triste storia dell'infanzia di Anna e Paul, la loro dolce amicizia fatta di musica, silenzi, e racconti, passati tristi alle spalle, futuri decisi ma incuranti delle sventure... "La doppia vita" del titolo riguarda il passato di Anna e della sua famiglia, narrato dall'amato marito, e i vari articoli di giornale che parlano della pianista, del suo successo postumo e dello scandalo causato da quest'ultimo, e proprio questi rappresentano la vita che Anna non ha mai vissuto... Anche se il finale spiega un po'meglio il vero significato del titolo. Questo bellissimo libro mi ha semplicemente commossa come pochi sanno fare, e avrei tanto voluto che non fisse mai, in modo da poter restare sempre immersa in quel mondo fatto di musica e amore...
Assolutamente da leggere, consigliato a tutti quanti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(16-09-2011) Libro - Il lottatore di sumo che non diventava grosso - Schmitt Eric-Emmanuel Il titolo può certamente strappare un sorriso a chiunque lo legga, ma non è affatto un libro comico, anche se lo sembra.
E'una piccola ma intensa storia di saggezza, dolore, odio, pregiudizio, metamorfosi e rinascita. Un libro profondo e ricco di sentimento che afferra il cuore del lettore come una dolce tenaglia, svelando segreti che pieni di filosofia di vita ed esistenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(15-09-2011) Libro - La vita accanto - Veladiano Mariapia L'ho letto abbastanza in fretta ma alla fine non oserei gridare "al capolavoro". Lo definirei come un libro "semplice e carino", tutto qui e niente di speciale. La trama, ambientata a Vicenza, è sicuramente un argomento difficile e delicato da trattare: la bruttezza dell'aspetto fisico accompagnato dal dolore e dal dispiacere per essere così, senza poter fare nulla per cambiare. Perchè Rebecca, la protagonista, è deforme fin dalla nascita (è da notare che l'autrice non descrive mai il suo aspetto fisico, lasciando libero il lettore di immaginare la protagonista come preferisce. Questa trovata devo proprio dire che mi è piaciuta). Sua madre non ha mai osato toccarla e si è chiusa nel silenzio e nella depressione più totali, mentre suo padre si arrende all'evidenza senza fare nulla. Rebecca così vive una vita isolata dal resto del mondo e sempre chiusa in casa. Le uniche a prendersi cura di Rebecca sono la tata Maddalena, sensibile, affettuosa e quasi sempre in lacrime dopo la perdita di suo marito e dei suoi figli, e la zia Erminia, sorella gemella di suo padre, vivace, dinamica e intraprendente che però nasconde un segreto terrificante. Oltre ad esse c'è anche Lucilla, l'unica e vera amica che Rebecca abbia mai avuto, chiacchierona, impicciona ma molto simpatica ed estroversa.
Ma se Rebecca è brutta fuori, la sua bellezza si trova nelle sue mani perchè scopre presto uno straordinario talento per il pianoforte che potrebbe riscattarla dai suoi anni trascorsi nell'ombra.... La trama c'è, è profonda ma non ben sviluppata. Molti punti si perdono nel nulla e i personaggi non conquistano il lettore, essendo mal caratterizzati. Di per sè il romanzo è semplice, nulla di particolare, scritto in modo modesto e, nonostante sia molto ricco di colpi di scena e per nulla prevedibile nonostante il genere del libro, le svolte che si aspettano più di tutte praticamente non arrivano o, se arrivano, sono solo leggermente accennate. Ho trovato poi il finale frettoloso e inverosimile. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(08-09-2011) Libro - Non è un paese per vecchi - McCarthy Cormac Be', che dire? Mi è piaciuto ma al tempo stesso non mi è piaciuto. So che è una opinione senza senso, ma non saprei come altro spiegarlo, e perciò gli dò come voto un bel tre in tutto, ovvero una via di mezzo tra la perfezione e la bruttezza. Una delle cose positive di questo romanzo è che non si fa per niente fatica a immaginare le situazioni, perchè è come se l'autore avesse scritto il copione e le battute di un film, il che conferisce un bel senso di realismo a tutta la vicenda che non si preoccupa di nascondere o minimizzare anche il più piccolo atto di sangue e violenza. Uno stile secco, asciutto e privo di emozioni che molte volte durante la narrazione ho trovato adatto, ma in altri momenti qualche approfondimento a livello interiore sarebbe stato certamente gradito, come ad esempio nei bellissimi capitoli che descrivono i pensieri, i sentimenti e le considerazioni dello sceriffo Bell, il personaggio che ho adorato di più in questo romanzo: un uomo del secolo passato, incapace di comprendere perchè questo mondo sia cambiato così tanto nel male, un uomo desideroso del bene per gli altri, profondo e malinconico.
Sebbene io abbia apprezzato molto il modo in cui McCarthy ha delineato il personaggio di Bell, non posso certo dire lo stesso del pazzo e spietato assassino Anton Chigurh e di Llewelyn Moss (in particolare proprio di quest'ultimo): li ho trovati semplici lettere su carta, privi di carattere, come automi senza emozioni.
Diciamo che lo scrittore con Chigurh un po' ci è riuscito, ma con Moss proprio no.
Inoltre un'altra cosa che non mi è piaciuta è la descrizione estremamente accurata e fin troppo precisa (quasi ossessiva) delle azioni dei vari personaggi, come se l'autore avesse una paura terribile di scordarsi qualcosa: a volte mi innervosiva, a volte mi stancava.
E poi ho trovato la storia un po'monotona, prolissa e ripetitiva. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(26-08-2011) Libro - L' inventore di compleanni - Ortega Adolfo G. L'inventore di compleanni del titolo non è altri che l'autore stesso del romanzo che, mentre è ricoverato in un ospedale di Francoforte a causa di un incidente stradale mentre andava ad Auschwitz, racconta la storia di questo piccolo bambino dimenticato dal resto del mondo e ricordato soltanto da Primo Levi nel suo romanzo "La tregua". Racconta la vita che questo bimbo non ha mai vissuto, immagina un suo ipotetico passato e futuro, lo fa diventare un adolescente, un adulto e un anziano, gli regala i compleanni che non ha mai festeggiato nè da solo nè con chiunque altro, immagina la vita della sua famiglia e dei suoi genitori.
Questa non è soltanto la storia del piccolo Hurbinek: è la storia del popolo ebreo, del popolo decimato durante la Seconda Guerra Mondiale. E'la storia di tante persone uccise, rinchiuse, torturate e odiate soltanto per il fatto di essere Ebrei. E'la storia di milioni di persone di un popolo che hanno perso la vita per colpa d'altri, che si sono suicidate per il fatto di essere state umiliate e trattate in quel modo e per aver perso tutto ciò che avevano di più caro. E'la storia di sopravvissuti incerti se ricordare ciò che è capitato loro in modo che non accada più o se dimenticare per non soffrire più. E'la storia di assassini, vittime, carnefici, aguzzini, innocenti, terribili torture, odio, paura e dolore. Qui la felicità non esiste o se esiste è qualcosa di effimero che svanisce all'istante per non tornare mai più.
Un libro forte, crudo ma in grado di trasportare perfettamente il lettore in quell'atroce realtà che fa riflettere molto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
(24-08-2011) Libro - Blart - Barker Dominic Forse perchè è diverso da tutti i fantasy del mondo che mi è piaciuto così tanto!! Ogni pagina ridevo sempre di più, perchè questo libro stravolge completamente gli stereotipi dei notissimi fantasy! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(24-08-2011) Libro - Le cronache di Narnia - Lewis Clive S. Uno dei fantasy più belli del mondo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
(24-08-2011) Libro - Un ponte per Terabithia - Paterson Katherine L'ho letto molti anni fa, ma il ricordo che conservo di questo libro è meraviglioso ed eterno e inoltre è stato il primo libro di tutta la mia vita che mi ha fatta piangere come una cascata... Una bellissima e toccante storia di un'amicizia vera e profonda. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(23-08-2011) Libro - La bambina che raccontava i film - Rivera Letelier Hernán E'un libro di poche pagine che si legge tranquillamente in pochissime ore, ma che non impedisce di apprezzare totalmente questo piccolo grande capolavoro che mi ha commossa: è una rievocazione del passato, dei tempi in cui il cinema aveva un'anima, aveva storie, luoghi e persone, aveva una vita. Oggi si dà per scontato che andare a vedere un film sia una cosa all'ordine del giorno, ma molti anni fa bastava soltanto un biglietto del cinema per portare le persone in un universo totalmente sconosciuto eppure al tempo stesso così reale, per renderle veramente felici: il cinema era un modo per dimenticare la cruda realtà, per vivere felici, ridere, piangere, impaurirsi e restare sulle spine... Anche se solo per poche ore, in quel mondo volevano perdersi tutti quanti.
Volevano vivere le vite di altri per immedesimarsi in loro, per dimenticare le cose brutte, sperando di non uscire mai da quella sala dalle poltrone imbottite e dal grande telone dello schermo.
Buttare la chiave di quella stanza e chiudersi dentro per sempre...
E' questo ciò che "La bambina che raccontava i film" mi ha detto.
Spero che lo dica anche a chi vorrà leggere questo stupendo libro che consiglio assai vivamente e che nonostante abbia uno stile ed una struttura molto semplici, descrive e fa provare sentimenti ed emozioni talmente profondi come soltanto pochi libri sanno fare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
(23-08-2011) Libro - La peste - Camus Albert Ecco che arriva la pecora nera del gregge: inizio col dire che sono stata obbligata a leggere "La peste", in quanto trattasi di un compito assegnatomi per scuola. Purtroppo tutte le volte che la scuola mi ha costretto a leggere un libro, questo non mi è mai piaciuto ed è successo anche questa volta. Prima di tutto lo stile oggettivo e privo di sentimentalismi di Camus mi ha delusa profondamente, provocandomi un senso di torpore, totale distaccamento e freddezza, nonostante il narratore stesso spieghi che questo modo di scrivere era necessario per non inventarsi pensieri o emozioni inesistenti relativi ai vari personaggi e avvenimenti. Sarà che sono una persona alquanto sentimentale, ma questa storia mi ha fatto venire freddo anche con quaranta gradi di temperatura.
Inoltre questo romanzo è un mattone colossale e anche se ha appena duecentotrentacinque pagine, ho impiegato quasi un mese per terminarlo: la storia non coinvolge, non appassiona, gira sempre su stessa e racconta sempre le stesse cose senza cambiare praticamente mai nulla e l'unica cosa un po'interessante sono i dialoghi e alcuni eventi che però svaniscono subito come ghiaccio al sole. Insomma una noia pazzesca, tant'è che mentre leggevo provavo forti sensi di nausea e mal di testa quasi avessi preso anch'io la peste leggendo questo libro.
Questa storia di questa città isolata dal resto del mondo, con migliaia di persone che muoiono ogni giorno a causa di questa malattia considerata appartenente ai secoli passati, mi ha dato uno spiacevole senso di profonda e tediosa tristezza.
Quando l'ho finalmente terminato, mi sentivo come una prigionera (rinchiusa ingiustamente) che è stata liberata dalla sua cella.
Mio caro Camus, avrai anche vinto il premio Nobel ma con me non ha funzionato. No, non ha funzionato per niente. Se l'abito non fa il monaco, allora il Nobel non necessariamente fa lo scrittore. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
(23-08-2011) Libro - La bambina che amava Tom Gordon - King Stephen Secondo libro che leggo di Stephen King, e non è affatto male. L'inizio che trasporta all'interno di questa tetra vicenda e che descrive la situazione familiare della famiglia di Trisha e di come si allontana dal sentiero è coinvolgente ed entusiasmante, sebbene durante tutta la parte centrale la storia diventi particolarmente noiosa, poichè si limita a descrivere i luoghi del bosco per cui Trisha vaga e le sue trovate per sopravvivere. In questo punto, che ho faticato un po'a leggere, sembra di leggere un elenco e basta. La parte finale è piuttosto bella, anche se me l'aspettavo leggermente diversa e un po'più fantasy (sebbene io non sia un'appassionata del genere). In compenso King è bravissimo a descrivere i sentimenti e le sensazioni dell'animo umano e la paura e la suspense non mancano praticamente mai. I suoi personaggi non sono assolutamente parole su carta: hanno una propria personalità, sono più reali della realtà stessa.
Purtroppo, siccome non so quasi nulla di baseball, non ho capito praticamente nulla durante le descirizioni delle partite dei Red Sox ascoltate da Trisha nel suo walkman!
Inoltre questo libro ha un altro bruttissimo difetto: la traduzione. Ho visto moltissimi indicativi al posto dei congiuntivi! Ma ormai è risaputo: il congiuntivo è più estinto dei dinosauri sia quando si parla sia quando si scrive.
A parte ciò, non sarà uno dei migliori libri di Stephen King, ma "La bambina che amava Tom Gordon" mi è piaciuto molto, in particolare ho adorato il personaggio di Trisha: nonostante abbia nove anni, si è dimostrata molto più grande della sua età, molto più matura di chiunque altro, adattandosi all'ambiente della foresta, vincendo le sue paure e sopportando dolori atroci e pesanti malattie. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
(23-08-2011) Libro - Don Chisciotte della Mancia - Cervantes Miguel de Un mattone colossale e un pacco mostruoso, ecco come lo definirei. Noioso, noioso e noioso come non mai. Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 100 Recensioni 101 - 120 Recensioni 121 - 140 Recensioni 141 - 160 Recensioni 161 - 180 Recensioni 181 - 200 Recensioni 201 - 214 |