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I commenti di Lady Libro
Recensioni 21 - 40 di 213 recensioni presenti.  Media Voto: 3.23 / 5

(07-01-2013)
Libro - L' ombra di Artemisia - Cohen Maurizio
Il fulcro della storia dovrebbe (e ripeto "dovrebbe") essere la perfetta quanto struggente simbiosi tra la straordinaria Artemisia Gentileschi e Jenny, attrice dei nostri tempi e interprete della pittrice nel film che sta girando, legate indissolubilmente dal fatto di essere state violentate, e ciò si dovrebbe avvertire soprattutto in Jenny che, oltre ad aver subito violenza, deve anche interpretarla sul grande schermo. Avrei forse scritto codeste parole se tale contenuto vi fosse? Perché qui Artemisia è un'ombra in tutto e per tutto, una macchietta e poco altro, viene trattata quasi come se non fosse esistita realmente, come un personaggio immaginario. Le sue emozioni tratteggiate in modo approssimativo, il suo contesto storico completamente dimenticato e non arricchito. Non sono riuscita a percepire questo tanto esaltato connubio spirituale caratterizzato da parole vuote e semplicemente inchiostrate, incapaci di suscitare qualche emozione. Nemmeno Jenny è stata ben caratterizzata: per tutta la durata del libro non fa altro che ripetere come una macchinetta le battute del film o andare al processo del crimine compiuto a suo danno senza svolgere alcunché di significativo. Non c'è quasi nessun momento di vita quotidiana che permetta di comprendere che tipo di persona abbiamo davanti, esattamente come tutti i personaggi di contorno, mille volte più insignificanti o stereotipati della protagonista. Poi tutto il resto è il tedio per antonomasia: processi, tribunali, querele, momenti di prove e di recitazione del film sempre tutti uguali fra di loro. Mi sarebbe piaciuto, inoltre, che fossero state un po'approfondite le tecniche di realizzazione di una pellicola cinematografica: se il libro non avesse detto che gli attori stavano recitando per un film, non ci avrei creduto.
Voto: 2 / 5
(06-01-2013)
Libro - Amore nel sangue - Andreozzi Fabiana; Vescera Vanessa
Questo libro è assolutamente bello quanto terribilmente imperfetto. I due aspetti si mischiano e si equivalgono, come panna e cioccolato nella stessa tazza. E'lo specchio dei romanzi che piacciono a me: semplici, incisivi, che vanno subito al nocciolo della questione senza dilungarsi in inutili ed eccessive descrizioni?. Eppure si percepisce spesso che manca qualcosa che potrebbe renderlo migliore (non perfetto, giammai! Sicchè la perfezione non esiste né in cielo né in terra). "Amore nel sangue" ha il bello di contenere in sé una storia d'amore intensa, dolce e molto sofferta e una buona dose di thriller soffocata un po'dalla componente rosa ma pur sempre pregevole: le scene di sangue, sparatorie, uccisioni, complotti e tradimenti sono descritte egregiamente, e colpiscono direttamente il cuore del lettore e i colpi di scena non mancano di certo. La scrittura di tanti dialoghi in dialetto siciliano conferisce un maggior spessore realistico alla storia e non la appesantisce. Ho amato la scelta delle due autrici di descrivere alcune situazioni emotivamente intense in modo blando e non propriamente esplicito e minuzioso: meno sono spiegate, più vi è spazio per l'immaginazione e la liberazione della fantasia di colui che legge ed è proprio grazie a quest'artifizio che mi è rimasto tanto impresso un momento in particolare, che non dirò per non fare spoiler, e ancora adesso se ci penso mi commuovo. Un'altra cosa che ho apprezzato molto è l'idea di rappresentare il bene e il male mai da una parte sola, ma entrambi come facce della stessa medaglia, eliminando l'idea di assoluto. Peccato, però, che questo libro sia pieno zeppo di errori grammaticali, plurali inspiegabilmente accostati a sostantivi singolari, punteggiatura sbagliata o assente? Ebbene, questo sì che rende sgradevole la lettura. Inoltre certe frasi e concetti sono ripetuti tali e quali, uguali identici, talmente tante volte da far venire l'esasperazione. Ma a parte questo rimane un libro splendido.
Voto: 4 / 5
(04-01-2013)
Libro - Cinquanta smagliature di Gina - Calabrò Rossella
Il primo libretto della serie mi era piaciuto tantissimo, e mi aveva fatta divertire come pochi libri al mondo sanno fare, e quindi "perché non leggere anche il secondo?" mi son detta, sperando che fosse bello almeno quanto il suo predecessore. Ahimè, non è stato così. Forse non è molto corretto fare il confronto fra i due testi e bisognerebbe soltanto analizzare questo in tutta la sua interezza, ma non posso farne a meno. Se in "Cinquanta sbavature di Gigio" veniva preso in giro il rapporto di una comune coppia di coniugi confrontandolo con la ormai famigerata accoppiata Mr.Grey-Anastasia Steele, e deridendo in particolare la figura del Gigio, alias l'uomo medio, più reale e "umano", in "Cinquanta smagliature di Gina" si parla della donna media, ironizzando sui suoi vizi, paranoie e caratteristiche tipiche del suo sesso. Il problema è che, a differenza del primo libro, qui l'autrice è totalmente uscita dalle righe. Non vi è più quella comicità semplice, fresca, quotidiana e geniale che analizza la realtà esagerandola ma non troppo, creando una sorta di parodia coniugale e maschile riesce sempre a divertire proprio perché contenuta. Qui l'esagerazione supera ogni limite, sfociando nella banalità e nell'assurdità più assoluta e di conseguenza non fa ridere per niente e il risultato è un minestrone di luoghi comuni e frasi fatte. Giuro che leggendo questo libro non ho riso neanche una volta, al massimo un microscopico quanto invisibile sorriso mi si stampava sul volto ma niente di più.
Voto: 2 / 5
(02-01-2013)
Libro - Il tempo dell'innocenza - Montanari Raul
Questo libro è una bomba sempre pronta ad esplodere e a liberare, senza alcuna esclusione, tutte le sensazioni che vuole suscitare nel lettore e, che siano buone o cattive, sono sempre ben accette. E'una nuvola nera che aleggia perennemente sopra la testa. Sapevo che portasse pioggia, fulmini, sventure e disgrazie, anche nei momenti più felici della storia, ma non mi sono preoccupata della sua presenza: continuavo a leggere, l'accettavo, perché volevo rimanere scossa e turbata. Cercavo quelle emozioni, e le ho ottenute senza esclusione, proprio come i colpi di scena infiniti. La suspense, l'inquietudine e il malessere regnano sovrani e circondano come la nebbia in un giorno autunnale che non si può arginare: si può soltanto andare avanti per avere una visuale forse migliore. Damiano è un uomo che si rifiuta di fare l'assassino, ma è costretto a farlo per salvare una vita importante. Ha paura, soffre, non è nessuno ed è tutti noi, è tormentato dal passato e dal futuro, ha una vita che non è felice né infelice, è uno fra i tanti e non ha niente di speciale o di diverso da invidiare agli altri e a noi. Sono pochi i personaggi veramente umani e ben caratterizzati che la letteratura ci regala, e qui vi è un esempio lampante. Bello, bello, proprio bello. E'il primo, e di certo non l'ultimo, che leggo di Raul Montanari e lo consiglio a chiunque. Vi sono certe parti più lente rispetto ad altre, ma con tutte le rivelazioni, la suspense racchiuse in queste parole su carta, la lettura risulta il massimo della piacevolezza. Sì, anche quando si parla di argomenti macabri.
Voto: 4 / 5
(14-12-2012)
Libro - Sirene - Pugno Laura
Questo romanzo breve è davvero terrificante in tutti i sensi: se Don Winslow, i romanzi fantasy e post apocalittici si fondessero, dall'unione salterebbe fuori sicuramente "Sirene". Che posso dire? Non sono riuscita ad apprezzarlo del tutto. La trama è senza dubbio originale, piena di buoni propositi e aspettative, solo che non sa sfruttare in pieno i suoi contenuti. Tantissime, troppe cose vengono lasciate in sospeso, buttate lì a casaccio e non spiegate. Ad esempio, la parziale assenza di descrizioni non è riuscita a farmi immaginare l'ambientazione della storia e ho faticato un po'a seguire la storia anche perché così, senza stacchi precisi, raccordi o connessioni, si passa dalla narrazione della vita di Samuel, ai traffici della yakuza, alla storia delle sirene, di Underwater, dell'apocalisse solare, delle epidemie e delle carestie patite dalla popolazione, del suicidio di un tizio random, dei rituali religiosi-animalisti in onore delle sirene, della loro caccia, dell'amante giapponese del protagonista, dell'amante americana del protagonista, degli amici del protagonista e perfino dei loro animali domestici! L'autrice voleva forse allungare il brodo? O voleva creare un romanzo corale che non ha raggiunto gli esiti sperati? Fatto sta che io iniziavo a confondermi e a non capirci più niente! Inoltre sono inconsapevolmente incappata, con questo romanzo, in un genere che non ho mai amato in vita mia: il poliziesco. Il tutto viene tristemente coronato da personaggi completamente anonimi e senz'anima, con una storia vuota e fredda che non lascia niente di positivo, sia per come è scritto, sia per quello che contiene. Non me la sento di consigliarlo. A questo punto rimpiango la Sirenetta della Walt Disney!
Voto: 2 / 5
(06-12-2012)
Libro - All'improvviso bussano alla porta - Keret Etgar
Se la tristezza e la felicità, le risate e le lacrime, la realtà e l'assurdo dovessero danzare insieme a braccetto, sarebbe proprio in questi piccoli, grandi, semplici e complessi racconti. Trentotto storie che non sono altro che trentotto balli diversi a cui si assiste e si prende parte provando di tutto, fuorché l'imbarazzo. Infatti qui non bisogna essere esperti per poter ballare: serve forse la perfezione nell'immenso e lungo ballo della vita? Perché questo libro parla di vita, raccoglie vite d'ogni genere. Vite di persone, oggetti, animali che vanno dalla realtà più comune e ordinaria fino all'irrealtà più assurda e inconcepibile, e la cosa più bella è che il sorriso sul volto del lettore non svanisce mai, nemmeno quando si legge qualcosa di triste: si ride fra le lacrime, aggrottando la fronte, alzando le sopracciglia, confluendo così in una piacevole sensazione di appagamento, un po'come quando si legge una commedia greca o latina colma di volgarità e doppi sensi un po'fini a loro stessi, ma con una gran tenerezza insita. Quasi tutti con un finale aperto, il che a mio parere ne aumenta la bellezza, i racconti non mancano di citare frequentemente problemi tipici della nostra società, ma soprattutto di Israele, patria dell'autore, che appare in questo modo come un mondo non così diverso e distante dal nostro che viene così deriso, analizzato, confutato. Secco, incisivo, colloquiale e umano, ma assai raffinato, lo stile di Keret è una decorazione: rende ancora più bello ciò che non dovrebbe esserlo, giungendo perfino a regalare uno splendore così eccessivo da sfociare in un amabile e gradevolissimo senso del burlesco. Ciò che è cupo e oscuro viene illuminato e ciò che è sereno viene sminuito o accresciuto in maniera alterna. Che altro dire se non riportare la frase presente sulla quarta di copertina di questo bellissimo libro? "Etgar Keret è un genio".
Voto: 5 / 5
(24-11-2012)
Libro - La furia. II diario del vampiro - Smith Lisa J.
A poco a poco che ne proseguo la lettura, noto continui miglioramenti e difetti in egual misura e... Che dire? Questi salti stilistici e contenutistici rendono la lettura "variopinta", una specie di mistero da risolvere con la ricerca perpetua di cosa c'è che non va e cosa va bene... A suo modo è divertente. Essendo un'appassionata di paranormal (e non) romance e urban fantasy, posso affermare con certezza che "Il diario del vampiro" non è fra le saghe migliori del genere. E'piacevole, rilassante, veloce e leggero, niente di più e niente di meno. E' coinvolgente e appassionante quanto basta e i finali aperti mi invogliano di volta in volta a proseguire. In questo terzo capitolo prevalgono le scene d'azione e i combattimenti, vi sono parecchi, ma prevedibilissimi, colpi di scena e i momenti dedicati a scuola e lezioni sono pochi, al contrario dei primi due volumi della serie, e ho apprezzato quest'aspetto. Le emozioni sono più intense e inaspettate, grazie alle alleanze che si formano, agli interventi improvvisi e a un passato che sembrava dimenticato e invece ritorna inesorabilmente. Apprezzo molto, inoltre, la scelta dell'autrice di venire subito al sodo senza dilungarsi in descrizioni eccessive, anche se per certi aspetti ciò penalizza l'insieme, lasciando in sospeso varie cose, quasi incomplete e inconsistenti. Ciò che più mi ha delusa è stato il cattivone di turno: pazzoide, lunatico e schizofrenico fino alla fine e già visto un mucchio di volte al cinema e in televisione! Per tutto il tempo non fa altro che sputare "feroci" frasi fatte e banalissime, come se fossero state prese da un copione fantasy di serie B. Ma poi perchè hanno tutti il brutto vizio di far fare il monologone di trenta secoli al nemico di fronte ai protagonisti della storia? Ma santo cielo, uccidili subito! Tanto lo sappiamo tutti come va a finire... A parte ciò, mi è piaciuto molto più dei primi due e al più presto leggerò il quarto.
Voto: 3 / 5
(16-11-2012)
Libro - La donna con l'anello di rubini - Corry Jane
Da quanto tempo non leggevo un libro così bello! Mi ha veramente tenuto compagnia in questi giorni e l'ho semplicemente divorato! La parte dedicata a Mary Rose è a dir poco stupenda: ho apprezzato molto la scelta dell'autrice di non dilungarsi troppo in eccessive descrizioni di luoghi e paesaggi quanto quella di un'approfondita analisi del contesto sociale dell'epoca che rende la lettura gradevolissima e a livello emotivo, poi, consente un'immedesimazione e un coinvolgimento totale. Per quanto riguarda la parte dedicata a Laura, confesso che avevo parecchi pregiudizi, infatti nei romanzi di questo tipo le parti sul presente non mi entusiasmano quasi mai, perché non possiedono il medesimo fascino arcano del passato, e spessissimo sono banali, forzate e prevedibili e anche qui non fanno eccezione, però devo proprio ammettere che ho amato tantissimo anche questi capitoli! Due donne così lontane eppure così vicine, accomunate dal sangue e da una vita simile, da problemi e momenti di gioia, da tragedie e ostilità? Il ritratto di due adorabili e indimenticabili eroine della vita. Metà romanzo storico, metà neorealistico, è un libro coinvolgente e bellissimo al massimo. Ho pianto, ho riso, ho sofferto insieme alle protagoniste e sono felice di questo, anche perché non mi accadeva più da parecchio tempo con un libro. Inutile dire che lo consiglio assai vivamente.
Voto: 5 / 5
(12-11-2012)
Libro - Il braccialetto della felicità - Hill Melissa
Gran parte dei contenuti consistono in elenchi infiniti di marche alla moda e descrizioni di attici, villoni, palazzoni, e altri trastulli che solo un nababbo potrebbe permettersi. Ah, naturalmente tutti i personaggi, nessuno escluso, sono tutti ricchi sfondati. Insomma un mondo fintissimo, falso e artificioso: leggerlo è stato come avere un'indigestione dopo essersi ingozzati di torte e insieme annegare in una piscina di diamanti. Ma ciò che più mi ha fatto rabbrividire sono le frasi che la protagonista Holly sputa ogni tre per due: "Una donna non è nessuno senza un abito firmato addosso", "Uno Chanel rende una persona migliore", "Le marche fanno la personalità"? Cavolo, ma tutte le donne sono così o si diventa tali quando si gestisce un negozio di abiti vintage? Un'altra cosa orripilante di questo romanzo sono i personaggi: Holly in primis per i motivi già citati che la rendono un'ochetta di prima categoria. Ma vogliamo parlare poi del momento in cui trova il braccialetto? Si trasforma in una versione farlocchissima di Sherlock Holmes in gonnella (firmata, ovviamente!): le basta vedere un granello di polvere che ha già risolto il mistero! Il bello è che ne è talmente ossessionata che arriva addirittura a corrompere la segretaria di una miliardaria (sì, l'ennesima)! Cappero, ragazza mia, non hai proprio una vita, vero? Oltre alla vicenda di Holly e a tutti i suoi flashback, viene narrata in parallelo quella di Greg, un tizio assolutamente inutile e privo di personalità, che dal nulla decide di mollare il suo fruttuoso lavoro nella borsa di Wall Street per dedicarsi alla fotografia, sua grande passione, bussando porta a porta per vendere i suoi lavori, e come se non bastasse questo gli procurerà il disprezzo della fidanzata che per tutto il resto della storia non farà altro che trattarlo con snobismo come uno zerbino per i piedi, ribadendogli più volte la sua inutilità e insignificanza e godendosi le sue ricchezze. Insomma: una vera e propria cantonata.
Voto: 2 / 5
(09-11-2012)
Libro - Ritratto di famiglia con superpoteri - Amsterdam Steven
Devo confessare che le saghe famigliari non mi sono mai piaciute e ho letto questo libro solo per l'immensa curiosità suscitatami da questa faccenda dei superpoteri (dopotutto in giro non si trovano tutti i giorni storie come queste). Che posso dire? Non è affatto male. La trama non è nuova, anzi, per certi aspetti è banale e strausata, ci sono i tipici problemi di una famiglia sentiti tante volte, ma è originale al tempo stesso. Non tanto per i poteri dei personaggi in sè, quanto per il fatto che essi vengano appena accennati, trattati con leggerezza e con uno stupore pressochè minimo, come se fatti del genere fossero all'ordine del giorno. Non è certo una mera operazione commerciale per attirare lettori. Vi sono sette capitoli con sette rispettivi protagonisti, tutti membri della stessa famiglia il cui cognome non viene mai pronunciato. La vicenda assume un ordine "crescente": vediamo i protagonisti da giovani, che maturano, cambiano, si sposano, viaggiano, scappano, invecchiano... Le loro storie s'intrecciano in continuazione, le relazioni non vengono mai recise nonostante la lontananza o le perdite. E con la scoperta dei superpoteri le vite migliorano, si modificano o restano uguali, ma non raggiungono mai la perfezione vista come utopia e contemporaneamente come non voluta. Sebbene certi punti siano piuttosto lenti e molto descrittivi, mi sono innamorata di ogni singolo protagonista: non bisogna certo aspettarsi tizi pompati in stile Marvel o DC; sono sì eroi, ma eroi umani, semplici e quotidiani, legati indissolubilmente l'uno all'altro, alla realtà di tutti i giorni come noi. E'il loro animo, la loro forza di volontà, la normalità a renderli dei supereroi che restano nel cuore del lettore. Lo consiglio vivamente sia a chi legge fantasy, sia a chi legge qualcosa di più concreto. Ne vale la pena.
Voto: 3 / 5
(04-11-2012)
Libro - Baci a colazione - Cappelli Gaetano
Leggere questo libro è stato come partecipare ad una piccola avventura, un viaggio svoltosi interamente nella nostra Italia, il riflesso perfetto ed esagerato della società attuale. In "Baci a colazione" assistiamo a malefici piani, intricati e numerosi intrecci amorosi, seduzioni, vendette, continue anabasi giustamente accompagnate da catabasi, satira, letteratura, relax, centri termali e zen, comicità e chi più ne ha più ne metta, con tanto di personaggi a volte un po'stereotipati ma sempre gradevoli, amabili e odiosi a seconda dei casi. Poche pagine ma veramente intense nella loro semplicità, dove l'autore gestisce in una maniera ottima i vari intrecci della vicenda con continue digressioni, flashback e biografie di personaggi significativi (e sono davvero tanti). Forse dirò una stupidaggine, ma queste scelte narrative mi hanno ricordato un po'Alessandro Manzoni con i suoi "Promessi sposi". Gaetano Cappelli con il suo romanzo non tratta temi nuovi, ma ribadisce l'evidenza sfociando nella vena comica e oserei dire cinematografica. Sì, perché, insieme alle cose positive già citate, non mancano mai le pecche. Infatti in parecchi punti mi è sembrato quasi di leggere la sceneggiatura di un film, più precisamente di un cinepanettone: non a caso vi sono continui tradimenti, elenchi e storie di relazioni d'amore (carnali o meno che siano), doppi sensi e una comicità non sempre divertente e un po'banalotta. Insomma, una commedia italiana doc dei nostri tempi. Un altro elemento a mio parere fastidioso è il linguaggio di Cappelli: tutto sgrammaticato, pieno zeppo di errori, con punteggiature piazzate a caso, parole appiccicate tra loro? So che è una scelta volontaria, ma mi ha reso la lettura leggermente faticosa e non sempre scorrevole. Non lo boccio, ma nemmeno lo promuovo, anzi, lo consiglio. Non è una lettura impegnativa, si legge in fretta ed è abbastanza gradevole.
Voto: 2 / 5
(02-11-2012)
Libro - Mabel dice sì - Ricci Luca
Il protagonista, nonché narratore in prima persona della vicenda, di cui non viene mai rivelato il nome, racconta la sua giovane esperienza lavorativa in un albergo come guardiano notturno e parla anche di Mabel. E qui siamo in un punto che dovrebbe essere cruciale: chi è questa Mabel? In che modo cambierà la vita del nostro eroe? Che rapporto avrà mai con lui? Risposta: il nulla e il niente per antonomasia. Perché Mabel è una figura alquanto anonima, scialba e passiva: non ha carattere, non è bella, non ha anima né personalità e l'unica cosa che fa durante il romanzo è andare a letto con tutti gli uomini che incontra. Perché? Perché pensa che in questo modo la sofferenza dei suoi amanti venga annullata. Si lascia usare, picchiare, abbandonare come un giocattolo, uno strumento qualunque, e tutto questo le è indifferente. Le basta solo vederli felici. Ma fino a che punto lo sono? E lei come fa a saperlo? Basta davvero qualche notte d'amore per ritrovare la serenità interiore? E inoltre cos'ha di tanto speciale questa donna? E poi perché è stato scritto che Mabel cambierà la vita del nostro protagonista (anzi, per dirla tutta gliela peggiora rendendo il romanzo tristissimo), quando lei scambia a malapena due parole con lui per tutta la durata della storia? Il loro rapporto si limita esclusivamente a questo. Per il resto, poi, il narratore la segue e la cerca come un perfetto stalker (anche se il perché non si sa, visto che Mabel è il nulla) nascondendosi e godendosi le lunghe sedute di ginnastica amorosa della sua vittima oculare. Poi ci vengono propinati noiosi e monotoni particolari della vita in albergo del protagonista ma, in confronto ai difetti già citati, questo è niente. Perché parlare al vento e dire cose che nel libro non ci sono? Se l'avessi saputo non l'avrei mai letto.
Voto: 1 / 5
(29-10-2012)
Libro - Quando mio marito lava i piatti... - Sackville Kerri
Uno vede questo libro e pensa "Sarà divertente", ma vi dico subito che no, non fa assolutamente ridere. Anzi, a dirla tutta fa piangere, sbuffare e arrabbiare. Il contenuto è semplice quanto banale: una donna parla della sua vita come madre, moglie e casalinga. Ma lo fa in un modo semplicemente odioso, cioè lamentandosi e frignando raggiungendo livelli paragonabili ai concorrenti del "Grande fratello" seduti nella stanza rossa. Riassumo in poche parole tutta la "trama": - 50% = lamentele e piagnistei su quanto alla protagonista diano da fare figli, marito e lavoro - 50% = elenchi, liste e classifiche di frasi tipicamente casalinghe pronunciate dalla Sackville Insomma, un vero e proprio pienone di luoghi comuni e banalità che rasentano l'isteria, trattando gli uomini come macchinette prive di emozioni che pensano solo a copulare e i bambini come dei rompiscatole seminatori di sporcizia. E poi è terribilmente ripetitivo: la Sackville non fa altro che dire per tutto il tempo "Voglio dormire, non voglio fare sesso, mi fanno tutti disperare, non voglio far questo, non voglio far quello, mio marito russa, mio marito non mi lascia dormire, mio marito si schiarisce rumorosamente la gola".... Ma io mi domando: perchè ti sei sposata? Perchè hai voluto dei figli? Perchè non ti separi? Perchè tutto questo se poi ti lamenti fino all'esaurimento nervoso? Infonde una profonda sfiducia e un pessimismo cosmico! Un'altra cosa che mi ha infastidito è stato il modo in cui la Sackville chiama i suoi famigliari: il marito "l'Architetto", i figli "la Creaturina, l'Ometto"... Intento comico? Volontà di non violare la privacy? Fatto sta che questa scelta mi ha suscitato una profonda tristezza, quasi come se l'autrice trattasse i propri parenti come animali parassiti, come anonimi rifiuti di cui sbarazzarsi. Sconsiglio con tutta me stessa questo obbrobrio; non è divertente, non è coinvolgente, non è scritto bene... Fa solo venire voglia di deprimersi!
Voto: 1 / 5
(24-10-2012)
Libro - After dark - Murakami Haruki
Ho amato tantissimo i racconti di quest'autore che avevo letto precedentemente, e così ho voluto "buttarmi" in qualcosa di più grosso. Infatti questo è il primo romanzo vero e proprio di Murakami che ho letto. E sono più che lieta di constatare che non sono stata delusa nemmeno questa volta. La cosa più bella dei romanzi è che regalano personaggi, emozioni e situazioni che accompagnano per più tempo, a differenza dei racconti. Di cosa parla questo libro? A questa domanda non credo sarei in grado di rispondere, perché la bellezza letteraria di Murakami consiste nella pluralità, nell'inspiegabile. Non esiste un'unica storia, non esiste l'individualità. In ogni personaggio c'è un po'di tutti noi e anche se viene raccontata una cultura molto diversa dalla nostra ma, contemporaneamente, non potrebbe esserci più simile di così. Tante cose vengono lasciate in sospeso e non vengono spiegate qui, mi domandavo il motivo di questa scelta e al tempo stesso la accettavo come ovvia, naturale. Insomma, con Murakami bisogna aspettarsi di tutto e di più, ma anche la normalità, la quotidianità che può sfociare nel banale? In pratica, il mondo di oggi.
Voto: 4 / 5
(18-10-2012)
Libro - Inchiostro - Trias de Bes Fernando
Una premessa: questo libro è l'apoteosi dell'incomprensibilità, dell'insensatezza e della casualità. Ora vediamo perché, partendo dalla presentazione dei personaggi, uno più sfortunato dell'altro: c'è una donna che senza motivo fa le corna al marito (lo giuro, senza motivo. Perfino lei non riesce a capacitarsi del suo tradimento. Ma stiamo scherzando? Primo punto di incomprensibilità e insensatezza), il marito cornuto di quest'ultima, un matematico abbandonato dalla moglie con il fardello di un figlio morto annegato, uno stampatore che ha perso il fratello morto suicida, un correttore di bozze che ha perso anch'esso la moglie e ha tentato due volte di suicidarsi (olè!) e, per chiudere in bellezza, un editore complessato cresciuto da una madre psicopatica religiosa morta suicida e che due volte al giorno obbligava il figlio a fare il bagno fra i cubetti di ghiaccio manco fosse l'ultimo Crodino lanciato sul mercato. Trama: siamo nella città tedesca di Magonza del 1900 e apparentemente le vicende di tutti questi sfortunatissimi mortali sembrano separate tra loro, ma il desiderio di creare un libro che risolva tutti i problemi e la follia dell'umanità li farà incontrare inesorabilmente. Peccato che il libro, per richiesta esplicita dello scrittore, non debba essere diffuso oltre i confini di Magonza e ne vengano stampate solo qualche centinaio di copie. Ma non doveva risolvere i problemi di TUTTA l'umanità? Boh! Ah e inoltre tutto ciò che viene letto in quel libro deve svanire subito, perciò lo stampatore ha la brillante idea di creare un inchiostro "effimero". Cosa sarà mai? Qualcosa di magico, soprannaturale ed etereo? No, semplice e putrida acqua di stagno. Ora ditemi come si fa a scrivere con l'acqua. E in cosa consistono i mistici contenuti di questo libro misterioso? Frasi copiate filo e per segno dai più grandi classici antichi. Sconsigliatissimo.
Voto: 1 / 5
(14-10-2012)
Libro - Le rane. Testo greco a fronte - Aristofane
Di Aristofane avevo già avuto il piacere di leggere, nonchè di interpretare a teatro, "Le donne al Parlamento" e quando si è trattato di leggere questa commedia, ne ero ben lieta e non sono stata delusa neanche questa volta. Divertentissimo, assai volgare, senza peli sulla lingua e privo di nessuno scrupolo nella satira contro politici e poeti, Aristofane non era tanto diverso da un autore d'oggi e i suoi personaggi sono sì stereotipati e ogni tanto privi di personalità (come del resto quasi tutti quelli delle opere teatrali greche) ma suscitano una simpatia e un certo affetto irresistibili: Dioniso in primis, dio dell'ebbrezza, qui rappresentato come buffo, goffo, grassoccio, privo d'orgoglio e schiavo di ogni piacere (per tentare di darsi una certa dignità, non esita ad attraversare l'Ade travestito da Eracle con tanto di clava e pelle di leone sulle spalle) a volte saggio, a volte approfittatore, a volte un po'grullo ed effeminato... Per non parlare di Xantia: l'archetipo del servo stupido, relegato alle mansioni manuali e di fatica in ruolo secondario, qui cambia leggermente. Xantia infatti è abbastanza intelligente, molto più coraggioso del suo padrone e non del tutto fedele ad esso... Euripide, perennemente furibondo, rappresentato come poeta dei ladri, dei criminali, della feccia umana e della gente semplice, Eschilo, un poco più quieto del suo rivale, visto come tragediografo dagli usi obsoleti e superati, criticato per le numerose ripetizioni e insensatezze nelle sue opere... Consigliatissimo.
Voto: 4 / 5
(11-10-2012)
Libro - Il signor Mozart si è svegliato - Baronsky Eva
Non nascondo che avevo grandissime aspettative per questo romanzo. Volevo divertirmi, speravo di avere tra le mani una storia piacevole e frizzante, piena di emozioni forti e sentimenti profondi... Invece cosa mi ritrovo? Un polpettone degno di Benedetta Parodi. E basta. Non c'è pressochè altro da dire. Perchè la trama è tutta così: Mozart che compone, suona in locali, gira per Vienna, compone, suona in locali, gira per Vienna, compone, suona in locali, gira per Vienna.... E poi che altro? Ah sì: compone, suona in locali, gira per Vienna... Insomma, si è capito. Una sola parola per commentare questo strazio? Ronf! Cara Eva Baronsky, sento puzza di blocco dello scrittore e disperato desiderio di sfornare un polpettone... Cosa si aspetta normalmente un lettore da un time travel effettuato da un personaggio nel passato, nel presente o nel futuro? In questo caso divertimento, comicità, un pizzico di drammaticità, magari un po'd'amore e d'amicizia, che non guastano mai. Ebbene, in questo libro tutti questi ingredienti ci sono, ma vengono trattati in modo superficiale, poco duraturo e manifesto e non molto incisivo. Si ride poco e niente, e questo mi è dispiaciuto parecchio, pensando che l'ironia fosse il punto forte del libro. L'inizio assurdo e fantastico è anche coinvolgente: questo personaggio smarrito che si trova in un'epoca che non conosce, che fraintende ogni stranezza in modo ironico... Come può non suscitare affetto e tenerezza? Insomma, questi aspetti si trovano in tutti i time travel, sono un po' ripetitivi, ma pur sempre efficaci (una citazione a sè merita il momento in cui Mozart vede la scritta AC/DC su una t-shirt scambiandola per l'acronimo di "Angelus Caelestis Dei Christi"). Il problema arriva dopo pagina 100: gli stessi eventi, tutti banali e monotoni, si ripetono in maniera ossessiva e stancante, l'entusiasmo suscitato dalle prime pagine svanisce... Per farla breve, una mezza delusione. Vale soltanto per le prime pagine e basta.
Voto: 2 / 5
(02-10-2012)
Libro - Né di Eva né di Adamo - Nothomb Amélie
In "Nè di Eva nè di Adamo" Amelie ci parla della sua storia d'amore con Rinri, un ragazzo giapponese, conosciuto proprio mentre lavorava in Giappone come insegnante di francese. Niente sentimentalismi, smancerie o frasi da Baci Perugina, no. Non con Amelie Nothomb. Perfino dire "amore" potrebbe sembrare una parola grossa in questo libro. I contenuti sono molto più semplici e al tempo stesso profondi: viaggi, nuove esperienze e conoscenze, chiacchiere, parole, confusione, fraintendimenti, risate e comicità. Ciascuno dei due insegnerà e imparerà cose nuove. Tutto questo è sufficiente per avere una storia con una persona, che si tratti di amore, amicizia o fratellanza. Perchè sono tutti questi sentimenti insieme a legare Rinri e Amelie, in questa piccola reale storia ambientata nell'amatissima terra natale dell'autrice. Questo romanzo mi è piaciuto e non mi è piaciuto. Piaciuto perchè rivela tantissimi aspetti della vita e della personalità di questa donna che io venero (facendomi anche comprendere quanto uno scrittore e i suoi libri possano essere tanto simili quanto dissimili tra loro), soprendendomi ad ogni singola riga, svelando l'inaspettato, scelte intraprese e gusti personali su cui si può essere concordi o meno. Non mi è piaciuto, invece, per come è stato scritto: eventi e viaggi scritti a mo'di elenco telefonico (e non nascondo che mi è stato un po'difficile ricordare alcune cose appena lette) con un'inspiegabile alternanza di descrizioni scarne o infinite che annoiano leggermente e fanno perdere gran parte della scorrevolezza del romanzo, con paragoni culturali che spesso non ho capito.
Voto: 2 / 5
(01-10-2012)
Libro - Cinquanta sfumature di grigio - James E. L.
Questo coso è scritto malissimo, in un modo tremendamente infantile, ossessivo e approssimativo insieme. La cosa più fastidiosa sono le innumerevoli e infinite ripetizioni. A prescindere poi dalle somiglianze o meno con "Twilight", i due protagonisti sono semplicemente odiosi, stereotipatissimi ed esagerati, troppo costruiti e privi di naturalezza. Tralasciando il fatto della sua verginità longeva, Anastasia è un personaggio fuori dalle righe, insopportabile e surreale, che non convince assolutamente. Esempi? Appena entrata nell'ufficio di Mr. Grey inciampa, fa cadere infinite volte gli oggetti che tiene in mano, rischia di farsi investire da chiunque, rischia di farsi fare del male da chiunque.... Mr. Grey invece è l'apoteosi della faccia da schiaffi: superbo, arrogante, presuntuoso... Al diavolo il suo fascino oscuro e misterioso! L'ho odiato fin dalle prime pagine così come la sua bella. E poi dicono che costui è il sogno di ogni donna? Ma per favore! Piuttosto vado a letto con Freddy Krueger! Sostanzialmente il coso si divide in due blocchi: le prime cento e passa pagine in cui assistiamo alle snervanti paturnie sentimentali di Anastasia per il suo Christian, e tutto il resto non sono altro che descrizioni di questi due che copulano come criceti. Ah, ovviamente aleggia perennemente nell'aria l'elenco delle ricchezze complete del protagonista... E basta. La trama non esiste. Ma dov'è questa presunta storia d'amore? Tra Anastasia e l'attrezzo fra le gambe di Mr. Grey sicuramente, visto che lei lo ama solo perchè è bello e più volte ripete che non vede l'ora di andare a letto con lui. E Christian perchè la ama? Ce lo dirà Roberto Giacobbo nella prossima puntata di "Voyager". E le scene di sesso tanto scandalose, esaltate e proibite? Mi hanno suscitato la più totale indifferenza e noia. Sono ripetute in modo talmente ossessivo e stancante che, tutte le volte che leggevo il coso, mi tenevo accanto un cuscino nel caso crollassi addormentata. Sconsigliatissimo.
Voto: 1 / 5
(26-09-2012)
Libro - Stupore e tremori - Nothomb Amélie
Questa volta Amelie Nothomb non ci vuole raccontare una delle sue bizzarre e crudeli favole. No, qui ci parla di se stessa, del suo unico anno di lavoro alla Yumimoto, una multinazionale giapponese. La scelta di intraprendere questo lavoro è dettata dal suo grande amore per la terra nipponica, nonchè sua terra natale. Ma questa esperienza non sarà per niente facile. Infatti la povera Amelie in quel luogo subirà ogni sorta di umiliazione, degrado e rimprovero da parte di colleghi e superiori, svolgendo ogni sorta di mestiere: dalla contabile alla ragioniera, dalla postina alla cameriera, dall'aggiornatrice di calendari alla fotocopiatrice umana... Perfino addetta alle pulizie dei gabinetti! La sua inesperienza di una cultura diversa da quella occidentale e dei rigidissimi usi giapponesi causeranno non pochi problemi e fraintendimenti, e i contrasti con gli altri saranno innumerevoli... Contemporaneamente il libro descrive il rapporto di odio-amore fra la Nothomb e la collega Fubuki Mori, detentrice di una bellezza sovrumana, ma anche di un carattere altero, superbo e vendicativo, e se da una parte Amelie nutre la più profonda stima e ammirazione nei suoi confronti, dall'altra sarà continuamente compatita e "torturata" da questa aguzzina dal viso angelico.... Se prima stimavo Amelie Nothomb come scrittrice, dopo aver letto questo libro la stimo anche come donna. Infatti vive tutto ciò che ha subito alla Yumimoto con la più grande autoironia, impedendo in ogni modo alla tristezza di farsi spazio nel suo cuore, ridendo e infischiandosene di tutto il male, senza mai arrendersi e abbandonare quel lavoro... Verrà considerata perfino una minorata mentale dai colleghi, e lei stessa non smentirà quell'idea che hanno di lei, anzi, continuerà a definirsi tale al loro cospetto! Non so come abbia potuto farcela, ma l'ammiro tantissimo per questo.
Voto: 4 / 5
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