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 Narrativa italiana

Ammaniti Niccolò - Il momento è delicato

Il momento è delicato
TitoloIl momento è delicato
AutoreAmmaniti Niccolò
Prezzo€ 9,99
EditoreEinaudi
FormatoePub con DRM - richiede Adobe Digital Editions
Dimensione1,0 MB
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Disponibile anche nella versione a stampa a € 14,00
Dati2012, 367 p., brossura
EditoreEinaudi
nectarQuesto prodotto dà diritto a 10 punti Nectar. Per saperne di più
42 recensioni|Condividi suFacebookTwitterLinkedinWindows Live
Descrizione
La varietà degli intrecci, la capacità di muoversi tra stili diversi - dall'horror alla parodia, dal pulp alla commedia, dal grottesco alla farsa tragica - rende questo nuovo libro un vero scrigno di autentici gioielli, dove il divertimento della lettura dissimula una critica feroce della società contemporanea. Ma sia che racconti di un mostro alieno nelle vesti di una seduttiva Alba Parietti, o della paranoica scappatella extraconiugale di un marito in vacanza, o di un ladruncolo di appartamenti alle prese con una casa stregata, Ammaniti sa riscattare, anche nelle situazioni più strambe e iperrealistiche, i suoi personaggi con uno sguardo colmo di "pietas": perché, in fondo, ciascuno di loro ha un'anima come la nostra.
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I vostri commenti
42 recensioni presenti. Media Voto: 2.5 / 5

Manuel (30/01/2013)
SIGNORE E SIGNORI, VI PRESENTO NICCOLÒ AMMANITI. Surreale, splatter, "pulp", cinico, tragicomico, spietato, violento e volgare. Questi sedici racconti, secondo me uno più bello dell'altro, sopra le righe ed esageratamente grotteschi, fanno sorridere, rabbrividire dal disgusto e ridere a crepapelle. Per chi ha apprezzato Fango, questo è un vero regalo da parte dello scrittore romano che, come spiega nella prefazione, considera le raccolte di racconti come una sorta di sfogo delle sue fantasie più perverse, mentre i romanzi sono qualcosa di più superiore. Ecco, a mio avviso questo libro bisogna leggerlo in quest'ottica, cioè sapendo che tutto ciò che vi è stato riversato entro, è tutto frutto di una fantasia esagerata ed agitati pensieri notturni. Voto: (se si potesse) 6/5
Voto: 5/5


Appians (13/01/2013)
Vado controcorrente rispetto a tante recensioni. Il libro mi è piaciuto. Questi racconti sono Ammaniti. Il suo modo di scrivere è cosi: ridondante, esagerato, cinico, cattivo. Spesso sopra le righe, sfiorando e a volte superando volutamente di gran lunga la soglia del buon gusto.Io amo il suo coraggio, il suo modo di affrontare anche argomenti scomodi e sgradevoli senza trincerarsi dietro a uno stucchevole e comodo buonismo. Ammaniti spazza via tutti i luoghi comuni e lo fa essendo estremo. Mi rendo conto che come tutte le cose estreme o si ama o si odia. Ma Se si sta al suo gioco il divertimento è assicurato.
Voto: 4/5


Brunella (19/11/2012)
Violento, volgare, orribile. Lo definirei "splatter" come alcuni movie alquanto discutibili. Non potendo dare zero ho dovuto dare 1. Ho letto altri libri di Ammaniti ma ultimamente è caduto molto in basso. Con me ha chiuso.
Voto: 1/5


John (25/10/2012)
Non condivido la severità di alcuni lettori nei confronti di questa raccolta di Ammaniti. I racconti mi piacciono tutti, sono belli e profondi di quella profondità che lui riesce a dare alla superficie. Un talento raro negli scrittori, soprattutto in quelli italiani. La storia di Flavione è a tratti struggente, come si può dire che dileggi la disabilità? Mi pare invece che la comprenda in modo sincero e poetico, seppure sembrerà inadeguato questo aggettivo per un testo dai toni pulp. Tutti i racconti sono pieni di fantasia e realismo, di lerciume e pulizia. Secondo me, i meno efficaci sono invece quelli di "Rane e girini". La penna dell'autore sembra controllarsi, frenarsi per delicatezza e perdere, quindi, di autenticità. Li trovo più convenzionali. Condivido poi in pieno l'ironica denuncia di Ammaniti nei confronti del razzismo editoriale che colpisce i racconti. Io li amo molto, ma per trovarne di veramente belli bisogna rivolgersi all'eccellenza americana di qualche decennio fa. Mi chiedo quanti Carver ci siano in Italia, quanti Selby, quanti Gogol, quanti Ritchie che vengono completamente ignorati solo perché fanno il tema troppo corto. Soppiantati da Mazzantini, Bevilacqua, Maraini. Scrittori senza energia. In Italia i racconti non si vendono, dicono. Ma è perché ai lettori non piacciono o perché gli editori non provano neanche a pubblicarli e sono quindi loro stessi a prosciugarne - lentamente e inesorabilmente - il mercato? Io credo che in tempi di smartphone e di lettura digitale le storie brevi dovrebbero essere rivalutate. Ma da noi se ne accorgono in pochi, se addirittura un fuoriclasse come Ammaniti ha difficoltà a farsi pubblicare una antologia simile. Chissà quanti talenti ci perdiamo a causa di questa miopia troppo for profit. Leggete "L'investigatore" o "Il giorno perfetto per i pesci banana" e chiedetevi se nel nostro paese ci sia un editore che pubblicherebbe questi capolavori se fossero scritti oggi. Io credo di no ed è ben triste.
Voto: 5/5

In "Il Momento è delicato" Niccolò Ammaniti ripropone una lunga serie di racconti, genere -come spiega egli stesso in un prologo- inviso agli editori, i quali reputano che tale narrativa non sia destinata a vendere copie. Il titolo del libro si riferisce dunque a questo. Sono state allora assemblate storie non molto recenti con altre scritte qualche anno fa, in modo tale da formare un'opera da consegnare agli ammiratori di Ammaniti, ormai numerosi. Il guaio è che alcuni racconti sono dei veri e propri scarti editoriali, soprattutto quelli iniziali. Trattasi di prosa in stile pulp, irritante per melensaggine e cattivo gusto. Lo sforzo artistico è minimo : fin troppo evidente il fatto che il narratore si diletta in un gioco, senz'altro scopo che il risparmiarsi per qualcosa di più valido da produrre in seguito. "Giochiamo?" scritto a quattro mani con Antonio Manzini, ad esempio, ha il "coraggio" di irridere la disabilità e di fare a pezzi altresì, nel concreto, un giovane ladro occasionale, la cui agonia è descritta perfidamente. In Alba Tragica invece viene introdotta l'ossessione di Ammaniti per i personaggi televisivi o i cantanti anni Ottanta. In questo caso si tratta di Alba Parietti; più avanti viene introdotta anche Lorella Cuccarini, icona sessuale di un ciccione che si masturba compulsivamente seguendo in televisione il Telethon condotto dalla bionda showgirl. Ma la vera e propria ossessione di Ammaniti (oltre a Marcella Bella, presente qui come in" Io e te") è Donatella Rettore. La canzone Kobra di quest'ultima è nominata più di una volta. All'inizio di ogni capitolo del racconto "l'amico di Jeffrey Dahmer è amico mio" vengono inoltre citati versi di diverse altre canzoni della Rettore. Addirittura, le famiglie di serial killer che nella storia popolano lo stesso stabile suonano sui loro impianti hi fi unicamente cd di Donatella Rettore. Va detto che però che a metà libro Ammaniti recupera qualità e stile col lungo racconto "Rane e Girini".
Voto: 3/5


laura (15/10/2012)
peccato che non si possa votare zero, di Ammaniti avevo letto tutto, e mi era piaciuto molto, questo libro non sembra neppure suo, un vero orrore.
Voto: 1/5


EMANUELA (05/10/2012)
Abbastanza volgare nel linguaggio, storie senza senso e troppo fuori dalla realtà. Scarso come contenuto e lettura pesante da portare a termine
Voto: 1/5


Angelo (02/10/2012)
per lo più sono davvero mediocri, sia sul piano narrativo che su quello stilistico.
Voto: 2/5


Annalisa (27/09/2012)
Ammaniti lo trovo geniale!! può piacere o non piacere, "il momento è delicato" per quanto mi riguarda è assolutamente originale ed i racconti mi hanno lasciato veramente senza parole per la fantasia utilizzata. Il prologo termina con "...spero che vi divertiate" e con me è riuscito alla grande nell'intento, mi sono molto divertita a leggere questi racconti.
Voto: 4/5


Luca (25/09/2012)
Che Ammaniti sappia scrivere è fuori discussione, ma in questo libro le sue storie lasciano (troppo spesso) l'amaro in bocca. I personaggi sono tutti, in un modo o in un altro, senza scrupoli o bordenline e le storie, spesso, senza freni e con note gratuitamente pulp. Anche se non consiglierei questo libro, è indubbio che l'autore sia bravissimo a scrivere storie di bambini ed adolescenti, pertanto, se vi capita in mano, leggete: "a letto col nemico" e "rane e girini".
Voto: 1/5

Chissà se da contratto gli autori debbano buttare qualcosa sul mercato per forza... non ne ho finito uno che sia uno di questi racconti, cattivi, violenti. Riconosco che ci vuole una gran fantasia però.
Voto: 1/5


pizzicarella (16/09/2012)
No. No. No. Non ci siamo Niccolò!!! Stavolta mi hai delusa. Ho letto tutti i tuoi libri, e mi sei piaciuto. L'altra raccolta di racconti (Fango) è spettacolare, contiene il mio preferito "l'ultimo capodanno dell'umanità". Ma stavolta non ci sei proprio riuscito. Tranne qualche scritto brillante, il resto da buttare. Storie sconclusionate, senza mordente. No. No. No. Rimandato!
Voto: 2/5


Manuela (11/09/2012)
Amo lo stile semplice e coinvolgente di Niccolò Ammaniti, la sua rara capacità di catturare, di far immedesimare nei suoi personaggi, ed ho apprezzato sia i suoi romanzi (in primis "Come Dio comanda" e "Ti prendo e ti porto via") che la raccolta di racconti "Fango". Così ho deciso di leggere anche quest'altra raccolta, ma devo dire che sono rimasta parzialmente delusa.. Alcuni racconti sono molto interessanti, e come sempre nello stile inconfondibile di Ammaniti, ti trascinano in un vortice che passa dall'esilarante comicità, al dramma, passando per uno splatter a volte portato all'estremo. Altri li ho trovati inconcludenti e privi di senso. Giudizio complessivo: non è certamente l'opera migliore di questo autore, ma al pari delle altre molto godibile, offre momenti di evasione e si legge d'un fiato.
Voto: 3/5


francesca (06/09/2012)
primo libro dell'autore che leggo.storie assurde,violente,senza senso.do come voto 1 perche' non c'e'lo zero.ho sempre sentito parlare di ammaniti ma dopo questo strazio non mi do coraggio a comprarne altri
Voto: 1/5


Jacopo (08/08/2012)
Che dire, ho passato anni a cercare tutte le raccolte dove c'erano racconti di Ammanniti (ancora mi ricordo le facce alla richiesta di "tutti i denti del mostro sono perfetti"),mi ritrovo quindi con un libro già letto (e ascoltato, nel caso dei racconti con Manzini), ma i racconti,inseriti nel contesto delle raccolte, avevano tutto un altro impatto. Qui in prodotto risulta disomogeneo, un po' spiazzante per i neo-lettori di Ammanniti, che ovviamente non riconoscono lo scrittore di "io non ho paura" ad. es. Libro pubblicato per dovere, a mio parere.
Voto: 2/5


m. rita filidoro (06/08/2012)
Una vera delusione: volgarità a profusione, un universo di depravati, un cumulo di gratuite sconcezze che distano anni luce dall' Ammniti che ho apprezzato in Io e te o Io non ho paura. Un libro è bello quando dopo averlo letto ci si sente arricchiti; Il momento è delicato non ha nulla da dare. Leggerlo o no, poco cambia.
Voto: 1/5


Maurizio (06/08/2012)
Assurdo, Fantozziano e senza una storia che possa reggere. Ma dov'è finito L'Ammaniti dei capolavori di Ti prendo e ti porto via e di Fango? L'acquistato ciecamente nella speranza di un grnade ritorno, ma una grande delusione.
Voto: 1/5


Filippo (31/07/2012)
Il voto è il risultato di una media tra i racconti della raccolta: alcuni ottimi, altri così così, altri ancora evitabili. Tra gli ottimi: i due scritti con Manzini, davvero nel solco del miglior Ammaniti; "Un uccello molto serio", con la sua progressione inevitabile e tambureggiante; l'ultimo e brevissimo "Apocalisse", davvero una perla. Tra i pessimi: "Rane e girini", un insieme di bozzetti fuori contesto; "A letto con il nemico", adolescenziale e scontatissimo; "Una gelida manina", curioso ma inconcludente. Di Ammaniti si legge tutto, ci mancherebbe: ma resto in attesa di un nuovo grande romanzo, dopo "Come dio comanda". Per il momento, godiamoci questa raccolta estiva, che comunque ha il pregio di raccogliere in un unico volume tutti i racconti apparsi in questi anni in varie sedi.
Voto: 3/5


joe roberts (24/07/2012)
A parte "Rane e girini" e qualche storia comicamente irresistibile grazie a una sorta di effetto valanga del racconto (simile a quello creato da Villaggio per il suo Fantozzi), quando il personaggio prende una decisione che lo farà precipitare giù sempre più giù in una spirale irreversibile (vedi "Fa un po' male" e "Sei il mio tesoro"), la raccolta presenta altri pezzi davvero mediocri("La figlia di Shiva", "Un uccello molto serio") e uno disturbante("Una gelida manina").
Voto: 2/5


laurilla (23/07/2012)
Ammaniti mi piace parecchio,ho letto e amato quasi tutti i suoi libri,"Ti prendo e ti porto via" mi è rimasto nel cuore.Ho letto volentieri anche alcuni di questi racconti,forse un pò "splatter" ma divertenti,adatti al periodo estivo e alla voglia di evasione.
Voto: 3/5

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