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 Narrativa italiana

Asquini Maurizio - Dio ingannatore

Dio ingannatore
TitoloDio ingannatore
AutoreAsquini Maurizio
Prezzo€ 6,99
EditoreCaputo Edizioni
FormatoePub
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Disponibile anche nella versione a stampa a € 12,00
Dati2009, 128 p., rilegato
EditoreCaputo Edizioni
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19 recensioni|Condividi suFacebookTwitterLinkedinWindows Live
Descrizione
Questo romanzo a tratti toccante, divertente ed avventuroso, regala al lettore molti spunti di riflessione. Un libro caratterizzato dal sarcasmo grottesco e dalla pungente ironia di un protagonista fuori dagli schemi.

I vostri commenti
19 recensioni presenti. Media Voto: 4.7 / 5
Il romanzo mi ha appassionato per la sua originalità, per la freschezza del linguaggio usato e per un'impostazione di fondo che, nella sua essenzialità, cattura l'attenzione del lettore guidandolo verso un finale dall'esito inatteso. Ho apprezzato in modo particolare la figura del protagonista, Gabriele, e quella del signor Adolfo per la profondità dell'analisi psicologica che traspare dai soggetti trattati e per la purezza del linguaggio, scarno e coinciso, che connotano l'intero componimento. Il tuo stile denota un animo sensibile e umano, per quando attiene il senso della vita e la caducità delle cose. Molto introspettivo e struggente (mi riferisco, in particolare, al rapporto madre-figlio), il cui filo conduttore è, come credo di capire, la ricerca di sè, alla luce di un ideale "mosaico" che compone la nostra esistenza le cui sfaccettature sono enucleate nelle vicissitudini che si troverà ad affrontare il nostro protagonista. Non manca una certa dose di umorismo che permette a Gabriele di lasciarsi alle spalle sofferenze e i momenti difficili che ha vissuto in passato. Ma del resto credo che se il romanzo perdesse drammaticità e profondità, allora diverrebbe banale e dozzinale e quindi non indurrebbe il lettore a riflettere. Il componimento deve indurre alla riflessione, a scavare nel proprio animo. Questo sembra appunto rappresentare, in altri termini, lo stile di Maurizio e del suo romanzo.
Voto: 5/5


Stefano Carnicelli (29/01/2011)
Titolo indovinato leggendo il romanzo che mi ha positivamente colpito. Non blasfemo nè offensivo. E' una constatazione della realtà, del destino e delle sue leggi; dello scorrere della vita con le miserie quotidiane che contiene. Il destino può anche essere avverso e ingannare, deludere e poi, in fondo, recuperare tornando sui propri passi. Se tutto fosse perfetto, non ci sarebbero problemi, drammi. Il mondo apparirebbe piatto, senza sussulti e tutto sarebbe estremamente scontato. In qualche modo, la perfezione, di per sé, negherebbe la stessa esistenza di Dio. Il romanzo si legge tutto d'un fiato, senza interruzioni, per scoprire una storia straordinaria di un bambino "non regolare" che cresce restando bambino. Mi ha colpito molto il linguaggio usato e il punto di osservazione del protagonista. Sono parole pure, quelle dell'innocenza provenienti dal cuore di Gabriele. Egli è un attento spettatore della realtà e dei drammi quotidiani. Vede scorrere via la vita della nonna e della madre, quasi senza accorgersene; lo fa con garbo, dolcezza ed infinita tenerezza. Abbandonato da tutti, con coraggio che solo i bambini possono avere, affronta il nuovo tempo che arriva seguendo gli insegnamenti della madre. Sono appunti preziosi che sanno di vita e che aiutano Gabriele ad andare avanti con grande dignità e coraggio, quasi in allegria. Nello scorrere della pagine si percepisce tutta l'abilità dell'autore nel descrivere con un linguaggio semplice (quello di un bambino, appunto) una situazione che apparirebbe invece drammatica. E' giusto così perché i bambini non devono vivere un dramma; loro hanno diritto ad essere comunque felici. Agli occhi di Gabriele anche un ex ufficiale nazista può e sa essere buono. E' come ritrovare una bontà nascosta di fronte all'innocenza ed alla tenerezza infantile. In un finale inaspettato ed intenso, il protagonista compie una missione impossibile da cui si apriranno nuovi spazi per la sua esistenza. Un buon finale che Gabriele merita tutto.
Voto: 5/5


Alessandro (23/11/2010)
Il libro è bellissimo, di facile lettura ma molto coinvolgente, ricco di spunti di rflessione. Il finale inaspettato crea una narrazione ancora piu' avvincente. Merita di essere letto!
Voto: 5/5


Laura (23/11/2010)
Solo dopo aver letto il romanzo, che in effetti il titolo e la copertina potrebbero anche confondere un lettore con dei pregiudizi che riguardino il tema religioso, ma solo dopo pochissime pagine il lettore s'immerge in una storia molto delicata e commovente non priva di tensione, e alla fine ci si comprende che tali associazioni o testate giornalistiche che hanno mal giudicato il libro solo per il titolo, questi non lo hanno neppure letto. Sarà per il fatto che non è stato pubblicato da una nota casa editrice? Oppure l'autore è un'ancor sconosciuto Asquini? Finchè non faremo cadere questi pregiudizi, nessun esordiente verrà mai considerato dal pubblico dell'editoria, e Dio ingannatore, malgrado le polemiche e a confronto di ciò che la pubblicità dei gradi editori ci impone, il romanzo sembra diventare un vero caso editoriale, e che alla fine merita sicuramente di esserlo.
Voto: 5/5


Alina (25/10/2010)
Libro molto bello, profondo e commovente. Cambia il punto di vista, fa emozionare e fa riflettere. Consigliato vivamente!
Voto: 5/5

Un Dio ingannatore sembra non voler ascoltare le preghiere di una ragazza, madre di un figlio ammalatosi da piccolo di una febbre così alta da fargli perdere la capacità di mantenere memoria delle cose.Un padre mai più tornato è il primo grande inganno ai danni di quella ragazza.Un bambino che non riesce a mantenere niente nella mente,il secondo inganno doloroso.Ogni due cose brutte, ce n?è una bella, dice sua madre al ragazzo: una casa tutta loro, da acquistare con grandi sacrifici.Poi ancora due cose brutte. Un brutto male che porta via la donna al suo ragazzo. La donna, prima di andarsene, scrive su un quaderno al figlio tutto ciò che deve fare per non perdere la casa. Ma la vita è cara, il ragazzo presto non può sperare altro che l?Istituto. Ancora due cose brutte dunque, perciò ce ne sarà una bella! Il libro di Maurizio Asquini culla il lettore con una scrittura ammaliante che riproduce il linguaggio del protagonista, giovane disabile che sembra non soffrire, solo perché non ha memoria. Il racconto in prima persona, fatto da chi non ha memoria e quindi senso del tempo, riesce infatti a produrre un effetto di ?straniamento? che dà un ritmo particolare alla scrittura, un ritmo cantilenante, e perciò quasi fiabesco. Sembra proprio una fiaba questa storia triste, rallegrata però da un linguaggio infantile e ?incantato?. Una fiaba attraversata da inganni, false speranze, fino all?ultima cosa bella. Si avverte un lieve appesantimento della narrazione nelle pagine che incontrano il personaggio risolutore, l?ex generale nazista che non rinnega la sua vita neppure 50 anni dopo. Poi quasi un colpo di scena, quello che non solo porta la cosa bella dopo due brutte, ma soprattutto purifica e salva il generale nazista, che è rimasto ormai l?unico interlocutore del ragazzo. Ma forse è proprio questa la cosa bella. Il ragazzo non ha mai capito in realtà perché sua madre in certi momenti continuasse a chiamare ?ingannatore? il loro Dio! Ma lo sapeva?a lui non riusciva a entrargli niente in quella testa!
Voto: 4/5


Giuseppe (07/10/2010)
"Dio ingannatore" di Maurizio Asquini è un romanzo toccante, che tratta temi non scontati; descrive in maniera non banale e mai noiosa situazioni di vita difficili ed a volte ingiuste. Questo romanzo è capace di toccarti nell'animo ed il tutto è raccontato con gli occhi di un ragazzo ritardato. Questo romanzo è coinvolgente, toccante, scritto in maniera egregia, chi legge "Dio ingannatore" non può non restarne coinvolto.
Voto: 4/5


Fabio (27/09/2010)
Romanzo che ha vinto tre premi letterari e che ingolosisce per le tre fascette dorate poste sulla copertina. Un romanzo scorrevole, forse un po'troppo,con una storia molto delicata trattata in maniera dissacrata ma originalissima, con due protagonisti che vivono esistenze estreme e disperate, ma cariche di cinismo e d'ironia. Purtroppo la realtà dell'anziano protagonista, con le descrizioni dirette sulle proprie ideologie, "sfregiano" e diramano una storia che saprebbe di fiaba, narrata appunto da un protagonista, come lo definisce l'autore,"speciale". Curioso il finale.
Voto: 5/5

Un libro che va assolutamente letto!! Attraverso una forma scorrevole Asquini nel suo personaggio Gabriele ci accompagna per tutto il libro verso un finale che forse è difficile immaginare!!
Voto: 5/5


Sabrina (16/04/2010)
Sono assolutamente entusiasta di questo libro. Condivido pienamente il successo e i riconoscimenti ottenuti; è un romanzo straordinario, in ogni suo aspetto. L'originalità della storia, i personaggi, in primo luogo ovviamente il protagonista Gabriele, l'ambientazione, lo stile, i dialoghi, etc. Tutto così incisivo, avvincente, emozionante e coinvolgente; l'ho letto d'un fiato, in un'ora o poco più. Il mio metro di valutazione personale, così come anche per un film, si basa principalmente sulla scia di emozioni che mi pervade non solo durante la lettura, o la visione, ma anche e soprattutto dopo l'ultima pagina, o scena. In base a questo, posso affermare in tutta sincerità che lo considero uno dei più bei romanzi che abbia mai letto, perchè tali emozioni sono ancora presenti, a distanza di giorni. Bravo Maurizio.
Voto: 5/5


AF (19/02/2010)
In un periodo dove tutti cercano di improvvisare un forzato ?Tarantinismo?, o di diventare i nuovi salvatori dell?editoria italiana improvvisando su tutto ciò che sia già arcinoto, ti arriva sotto gli occhi un romanzo senza alcuna pretesa se non quella di raccontare una storia il che ultimamente sta diventando sempre più raro, specialmente qui nel nostro paese. Un romanzo che vanta di un primo posto ad un premio letterario di alto livello, in un epoca in cui i romanzi premiati lasciano moltissimi dubbi sulla loro qualità. Una storia raffigurante uno spaccato del nostro paese di qualche decennio fa che oggi facciamo un po? fatica a ricordare. Un?Italia fatta di gente povera e semplice ma con una grande dignità.Il testo mi ha fatto tornare in mente altre letture e anche qualche vecchio film (ad esempio il fatto che la storia si svolga in una città del Nord mi ha ricordato l?atmosfera di qualche noto scrittore piemontese). L?idea poi di filtrare il racconto attraverso gli occhi e la mente di un bambino speciale non è originalissima ma comunque è sempre valida e in questo caso ben riuscita. La seconda parte del racconto mi ha un po? colto di sorpresa ed è stata un po? inaspettata. E? come se mi aspettassi come continuazione una storia diversa. Poi, assorbito il colpo, si prosegue benino. Volevo spendere un paio di parole sul personaggio che entra nella vita di Gabriele. Questo vecchio che non ha fatto ancora i conti con il suo passato, che cucina come un grande chef ma che parla come un nazista: la figura di questo vecchio bastardo il cui carattere solo a tratti appare rabbonirsi con l?introduzione di Gabriele nella sua vita. Il rapporto sempre più confidenziale con Gabriele porta entrambi ad un graduale miglioramento reciproco. La semplicità d?animo di Gabriele sono un ottimo strumento per una riappacificazione del vecchio col mondo e con gli uomini. Il vecchio nazista chenello sguardo e nelle parole di un ragazzo lento a comprendere ma puro, trova finalmente la vera felicità.
Voto: 5/5


Stefano (08/02/2010)
Il romanzo narra la storia di un ragazzo mentalmente minorato che racconta la sua vita in prima persona, una storia molto delicata e commovente sopratutto nei punti in cui narra la morte della madre e le difficoltà a percepire quel tragico evento. Seguiranno le difficoltà economiche, il vivere in solitudine e del rischio che correrà nel finire in un centro per ragazzi con problemi sociali. Nella seconda parte del libro gli verrà dato l?incarico di aiutare un anziano vicino che vive in totale segretezza. Questo anziano personaggio è un criminale nazista che agli inizi del ?90 riesce ad ottenere gli arresti domiciliari(esempio di Priebke). L'anziano ufficiale decanterà il nazismo vantandosene dello stermino di milioni di persone. Con monologhi descrive ogni suo atto crudele e il nostro futuro ?contaminato? da razze impure, come se il protagonista raccontasse le proprie ideologie direttamente al lettore. Persino incaricherà all?inconsapevole ragazzo, nel compiere un viaggio a scopi personali. L?autore descrive il nazista come un Angelo Salvatore nei confronti del ragazzo. Un romanzo che mi ha in parte infastidito malgrado la storia emozionante e avvincente.
Voto: 3/5


mirella esse (18/10/2009)
conosco bene il lavoro di Maurizio, i suoi racconti e Dio ingannatore... originale, tosto, di un sarcasmo grottesco che non lascia indifferenti... bravo!
Voto: 5/5


Simona P. (02/10/2009)
Una storia toccante, raccontata con semplicità e immediatezza. Emozionante e di piacevole lettura.
Voto: 5/5


Luisella (09/09/2009)
Ironico e commovente. L'argomento è trattato con molta sensibilità. Finale imprevedibile anche per chi, leggendo molto, non si lascia sorprendere facilmente.
Voto: 4/5


Boschi Milla (28/07/2009)
Vincitore del Premio "Città di Trieste" 2008. Merita il premio che ha vinto! Ironico, semplice, spietato.
Voto: 5/5

Gabriele è un ragazzo a cui una febbre cerebrale ha causato un ritardo mentale, e che ci racconta la sua vita, la sua infanzia e adolescenza di ragazzo ?diverso?, e anche sfortunato, perché resta solo e deve imparare a gestire le sue scarse risorse, perfino pagare un mutuo, con il solo aiuto di un quaderno di raccomandazioni e indicazioni precise che gli ha lasciato la mamma prima di morire, del suo grande senso del dovere e della sua fiducia nella vita. Quando la situazione si fa più difficile, e ormai quasi insostenibile, ecco che arriva la soluzione a tutti i problemi, in un modo quantomeno insolito e curioso, sotto forma di un certo signor Adolfo. Non precisamente un angelo custode, ma insomma? È una bella storia, raccontata con delicatezza e leggerezza, a tratti venata di umorismo, si legge d?un fiato.
Voto: 5/5


Claudia Cammisecra (23/07/2009)
Un libro che si fa leggere tutto d'un fiato,fuori dagli schemi classici e che ti accompagna nella lettura con sensibilità ed ironia. Da leggere!
Voto: 5/5


Filippo (24/06/2009)
Un libro bello e divertente che consiglio a tutti! Un'avventura che mi ha emozionato e che ho letto con piacere.
Voto: 5/5

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