Le atrocità di una famiglia britannica negli anni di Margaret Thatcher. E, insieme, le avventure di uno scrittore che, incaricato di ricostruire le vicende di questa famiglia, vi si ritrova invischiato, lui e i suoi fantasmi infantili, sino a misurare sulla propria pelle i meccanismi di potere e sopraffazione che hanno portato l'Inghilterra degli anni Ottanta allo sfascio.
un libro divorato in poco tempo. nonostante in alcuni punti diventi un po' noiosetto soprattutto nei racconti della vita di alcuni famigliari, il tutto è fine alla storia. un intreccio incredibile di personaggi, un humor veramente fine, e un finale non scontato. libro da 5 meritatissimo.
Questo libro è veramente un'opera che merita un'alta valutazione. Sono rimasto stupito dalla capacità dello scrittore nell'intreccio degli eventi, tipico appunto dello stile del nostro Italo Calvino. Nonostante il romanzo sia in qualche modo "surreale" in certi aspetti, non mancano gli importanti riferimenti alla realtà, come dimostrano l'ambientazione e gli aspetti storici ad esempio. La famiglia Winshaw è una tipica famiglia "potente" che è disposta a tutto pur di guadagnare...fino ad interferire con la vita dei singoli cittadini.
Per chi ama lo stupore, questo è un ottimo libro, che ti stupisce fino all'ultima riga del romanzo..
Visti i commenti pensavo meglio!
La storia di per sè non è male ma la narrazione a tratti l'ho trovata molto lenta e noiosa. Facevo fatica ad andare avanti!
... avevo sentito parlare molto bene di questo libro e de "la casa del sonno" e in effetti è un vero spasso !!!!! complimenti all autore, ovviamente consigliatissimo!!
Non lo avevo ancora letto e considerando i giudizi positivi di lettori e critica mi aspettavo il miglior Coe, in effetti è un gran bel romanzo e lo stile inconfondibile dell'autore è chiaro; tuttavia, resto molto legato e considero ancora superiore l'accoppiata "La banda dei brocchi/Circolo chiuso".
Ho letto questo romanzo per curiosità dai commenti dei lettori. Coe, autore, per me, sconosciuto, mi ha impressioanto; il libro mi è piaciuto tanto che sono corso a comprare un altro suo libro" La casa del sonno" (altro stupendo libro).
La trama è abbastanza piacevole e intrecciata con i vari personaggi che si sfiorano, si toccano e poi si lasciano.
Finale a sorpresa per un romanzo che porta una ventata di aria fresca tutta da respirare.
A me questo romanzo è piaciuto;per essere del tutto obiettivi devo ammettere che in alcuni punti è veramente un pò lento e si fa fatica ad andare avanti (vedi capitoli di Henry e Thomas ad es.), ma tutto è funzionale alla fine della storia...i capitoli che riguardano Michael sono fondamentali e sono anche interessantissimi secondo me, ti immedesimi in questo personaggio e vorresti sapere subito che ruolo abbia veramente nella storia.
E il finale???? Bellissimo, pauroso, inimmmaginabile (come tutti i finali di Coe!), un pò esagerato forse nel punto in cui entra in scena la zia Tabitha-pilota.
In ogni caso consigliato.
Mi associo con chi ha valutato questo libro noioso. Lo comprai per i tanti voti positivi che gli sono stati assegnati, ma sono con i pochi che ritengono il romanzo non all'altezza di essere definito GRANDE. Ho impiegato 2 settimane per finirlo. Che supplizio. Il racconto di tanti sprazzi di vita dei personaggi non ti fa mai entrare nella narrazione, il come la vita dello scrittore si collega alle vicende della famiglia Winshaw è quasi imbarazzante, fiabesco oserei dire. All'inizio la trama mi aveva fatto ben sperare ma più andavo avanti e più mi annoiavo, sia ben chiaro lo scrittore ha raccontato anche sprazzi di vita vera, una denuncia al mondo dei potenti (politica in primo piano) che tutt'oggi rovina il pianeta, e questo l'ho apprezzato, ma troppo poco per assegnargli più di 2/5.
Un romanzo che racchiude in sè i generi più disparati: è saga familiare, è diario personale, è thriller e impegno politico. Coe da vita ad uno scrittore squattrinato in crisi personale e "artistica", cui viene dato l'incarico di scrivere la storia della potentissima famiglia Winshaw, i cui membri muovono le fila dei più importanti settori economici e politici d'Inghilterra. Ciò che emerge è il ritratto di un Paese in mano ai truffatori e agli oppotunisti, e di una società in cui i valori morali sono diventati qualcosa di sconosciuto ai più.
La bravura di Coe, in tutto questo, è il saper orchestrare in maniera eccellente tutti i suoi protagonisti e le varie situazioni, riuscendo a tenere alto il tono narrativo nonostante la mescolanza dei generi trattati.
Chi sostiene che questo libro sia il suo capolavoro, secondo me non sbaglia affatto.
Io l'ho trovato esagerato. Di tutta una famiglia possibile che non se ne salvi uno in quanto a bontà d'animo, solo perchè sono ricchi sfondati?! Mentre tutti i poveri in canna che girano attorno alla famiglia sono buoni, intelligenti e creativi! Inverosimile! Le uniche pagine meritevoli sono quelle che descrivono la storia d'amore tra lo scrittore e la sua vicina di casa, il resto è propaganda politica che Coe ha voluto far passare per romanzo.
Non ero sicuro di aver fatto un bell'acquisto; di solito non amo le saghe famigliari. Sbagliavo. Il libro è molto ben tradotto, l'italiano è piacevole. Pieno zeppo di colpi di scena e di personaggi che si incontrano per poi perdersi e ritrovarsi ancora in uno spazio temporale piuttosto ampio. Qualche caduta di ritmo qua e là. Il finale è forse un po' eccessivo, ma allo scrittore va riconosciuto un certo talento. Consiglio di prestare molta attenzione fin dall'inizio alla storia per non smarrirsi nei passaggi tra un'epoca e l'altra. Da leggere.
un testo che non mi sentirei di consigliare:noioso e lento, con descrizioni infinite di personaggi per nulla interessanti.
E pensare che la sua "banda dei brocchi"è uno dei miei libri preferiti!!!
Lento? lentamente, ed inesorabilmente, in ?La famiglia Winshaw? Coe ti accompagna in un viaggio che ha come destinazione la noia. A momenti è come esser seduti in metropolitana, nessun paesaggio da osservare, solo i volti di sconosciuti, ognuno chiuso nei suoi pensieri. Sconosciuti che non sanno suscitare nessun interesse. Il capitolo dedicato ad Henry è un epitaffio che celebra la noia. Papuzzi, la cui recensione compare su ibs, non si spiega come mai il libro in Italia non abbia riscosso lo stesso successo che ha avuto in altri Paesi. Ma è sicuro di averlo letto per intero? Credo che tra coloro che l?hanno letto, pochi lo considerino uno di quei libri da consigliare ad un amico. Insomma, comprare questo libro equivale ad acquistare un biglietto per viaggiare nella corsia preferenziale in direzione della noia. Coe ha fatto di meglio, ?La banda dei brocchi? e ?Circolo chiuso? si leggono che è un piacere.
Bel romanzo con finale a sorpresa, anche se non lo considero un capolavoro.
Nel sarcastico ritratto di una potente famiglia inglese, avida e crudele, l'autore, a mio avviso, ha voluto raffigurare una parte della società inglese (e indirettamente quella occidentale) formata da individui meschini, arroganti ed ipocriti.
Consigliato
satira che va letta come tale: Coe non ha ambizioni di puro realista, ma intende dickensianamente mettere in luce (e a volte in ridicolo) tic, manie e magagne della societá inglese durante l´epoca tatcheriana. ambizioso e divertente, Coe si é poi ripetuto sugli stessi livelli nella Banda dei Brocchi, ma non con la stessa aspirazione di romanzo sociale
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