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Foer Jonathan Safran - Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?
TitoloSe niente importa. Perché mangiamo gli animali?
AutoreFoer Jonathan Safran
Prezzo€ 9,99
TraduttorePiccinini Irene Abigail
EditoreGuanda
FormatoPdf con DRM - richiede Adobe Digital Editions
Dimensione2,1 MB
Aggiungi alla lista dei desideri
Disponibile anche nella versione a stampa a € 15,30
Dati2010, 363 p., brossura
EditoreGuanda
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22 recensioni|Condividi suFacebookTwitterLinkedinWindows Live
Descrizione
Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c'era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l'avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché "se niente importa, non c'è niente da salvare". Il cibo per lei non è solo cibo, è "terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore". Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un'indagine durata quasi tre anni che l'ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l'ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano.
Chi ha comprato questo libro ha comprato anche
Scene dalla vita di un villaggio
Oz Amos
PDF, Feltrinelli
€ 12,99
Ogni cosa è illuminata
Foer Jonathan Safran
PDF, Guanda
€ 9,99
L'umiliazione
Roth Philip
Einaudi
€ 6,99
Le giostre sono per gli scemi
Di Gregorio Barbara
Rizzoli
€ 11,99

I vostri commenti
22 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5

farfallina (22/02/2012)
Una lettura cruda, riflessiva e diretta ma non estremista come potrebbe sembrare a prima vista. Lo scrittore riesce a descrivere efficacemente, analizzando puntigliosamente e cercando anche di comprenderla, una realtà aberrante e nascosta intenzionalmente alla maggioranza degli esseri umani, raggiungendo e confermando alla fine il suo punto di vista personale. Ho trovato ammirevole il fatto che abbia iniziato questa ricerca e analisi quando è diventato padre. Libro che andrebbe letto più volte e introdotto OBBLIGATORIAMENTE in tutte le scuole di ordine e grado , come libro di testo.
Voto: 5/5


diegoilterra (30/01/2012)
dopo Liberazione Animale di P.Singer, questa è la lettura più consigliata a tutti coloro che voglio togliersi il "prosciutto" dagli occhi (e non solo da quelli)una volta per tutte.... orgoglioso di essere vegano!
Voto: 5/5


Maila (28/11/2011)
sono vegetariana da 18 anni,quindi sapevo cio' che ci avrei trovato..eppure,l'indagine svolta e' di cosi' ampio respiro da avermi comunque colpita...certe parti non mi hanno fatto chiudere occhio.e' un libro che dovrebbe diventare testo scolastico:solo obbligando la gente a sapere si potra' cambiare qualcosa!invece il sistema conta proprio sulla "beata ignoranza" delle masse...in questi giorni in televisione e' esploso il caso delle mucche letteralmente trascinate al macello,quindi per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento questo e' il testo giusto..e non crediate siano episodi isolati o limitati all'estero...questa e' la realta' ovunque ormai,e accettando tutto cio',mangiando carne,siete complici di questo abominio.
Voto: 5/5


MARCO (09/05/2011)
Terminato di leggere il libro di Foer sono diventato orgogliosamente un vegano! Ringrazio l'autore per avermi fatto scoprire che l'acqua calda scotta...
Voto: 5/5


michela (30/01/2011)
Foer ha posto, in questo libro, non soltanto la questione cruciale dell'onnipotenza umana sulle specie animali e su tutta la natura, bensì anche quesiti etici che riguardano l'uomo in quanto tale:è uomo colui che perde le sue tradizioni più salde, quelle che lo avvicinavano alla natura e al cibo in maniera più originaria? Il libro trae la propria linfa vitale dalla ritrattazione della nostra modalità inumana di intendere "ciò che ci viene messo a disposizione".I temi che affronta sono complessamente intrecciati, a volte non sempre esaurientemente trattati, eppure a mio avviso sempre efficaci.Credo che di fronte a certe descrizioni raccapriccianti sia molto difficile rimanere insensibili. Eppure tutti sappiamo, pochi (re)agiscono.Ma come dice l'autore "non reagire è una reazione, siamo responsabili di ciò che non facciamo". E ci butta il peso sulla coscienza delle generazioni a venire, quelle per le quali forse varrebbe davvero la pena essere meno frettolosi e più etici.
Voto: 4/5


Bernard Dino (30/08/2010)
Lo immaginavamo anche prima, solo che adesso sarà più difficile chiudere gli occhi. L?unica speranza, per me e per quelli come me, che per ignavia, pigrizia e ferocia d?animo, nonostante questa lezione, probabilmente non diventeranno vegetariani, è di dimenticare tutto in fretta. Comunque tranquilli: tra vent?anni questo libro sarà preistoria e gli onnivori saranno estinti, come i fumatori nei bar. Chi l?avrebbe detto, vent?anni fa? E? strano, ma l?umanità si evolve? ?Se niente importa, non c?è niente da salvare?, dice la nonna dell?Autore. Un comandamento che ne vale otto. Più che una nonna, un samurai.
Voto: 4/5


Umberto Maffei (07/07/2010)
...F parte da posizioni di ex carnivoro pentito e muove alla difesa di una consapevolezza alimentare nuova,più rispettosa e attenta al benessere degli animali..Le sue idee sono più di rottura nella società americana,dominata da un?industria della carne e del pesce che..segrega in lager,ammassati polli,tacchini,maiali,salmoni(ehm non tutti insieme?almeno questo),li droga,li sottrae alla loro natura,ne altera le specificità genetiche. Il che di certo non manca in Italia,ma forse non(ancora?)nelle proporzioni americane.F.è contro l?allevamento intensivo,contro la violenza sugli animali e riesce ad ammetterne l?uccisione di alcuni per scopi alimentari:purchè siano trattati bene,lasciati liberi di pascolare, di assecondare i loro istinti,di vivere una vita felice e spensierata,non privati di luce,di ozio,di relazione con l?ambiente.Le sue idee?poche-sono semplici e ragionevoli.E lì è il fatto.Comprare un libro così significa voler andare più a fondo:che si vogliono indagare certi nodi etici e bioetici,indagare cos'è un?alimentazione carnivora oggi,quali nervi scoperti la scelta di assumere proteine animali tocca nel consumatore (in quello più consapevole),se ne tocca.Il massimo di sofisticazione intellettuale che lo scrittore introduce,nel corso di300pagine arraffazzonate,ripetitive,un po?noiose,è proprio questo:concede che mangiare gli animali smuove corde molto sensibili,ci fa oscillare tra estremità forti(?diventi un attivista o disprezzi gli attivisti?).Probabilmente sono troppo severo?Il fatto è che questo libro per chi si è già vagamente interessato all?argomento,forse non aggiunge nulla;per chi appena vi si accosta può dare un utile,iniziale approccio alla questione animalista.F ambiva scrivere un manuale di rivoluzione animalista-ecologista,ma le sue elaborazioni etiche sono da peso piuma filosofico.Il lettore curioso,magari disposto a mettere in discussione la sua responsabilità di carnivoro,si rifugi nelle insuperabili 20 pagine di ?Considera l?aragosta" di DFW.(estratto di una recensione di Umberto Maffei
Voto: 2/5


mari (23/06/2010)
condivido l'opinione di Claudio. Il pericolo più grande da cui questo libro ci mette in guardia è l'ignoranza, il non sapere (e soprattutto non voler sapere) da dove viene la carne che compriamo bella impacchettata al supermercato. Dovrebbero leggerlo tutti, al di là di un'eventuale scelta vegetariana,per porsi in maniera più coscienziosa e responsabile di fronte a temi di questo tipo. Ma,si sa, "occhio non vede..."
Voto: 5/5


Luca Mancini (23/06/2010)
stupendo, completo, esaudiente! conferma quello che ormai affermanoi anche l'onu, la fao e altre organizzazioni mondiali: ridurre il consumo di carne per salvare il mondo. e soprattutto, se si ha un cane inc asa che dorme sul divano e lo si lava tutte le settimane, non significa che si amino gli animali! piu' coraggio, nella vita bisogna sempre migliorarsi!
Voto: 5/5


Linda (18/06/2010)
Assolutamente da leggere!
Voto: 5/5


claudio (15/04/2010)
Che dire dopo un libro del genere? Avevo letto i precedenti due romanzi di Foer e mi erano piaciuti molto e pensavo che anche questo fosse una serie di aneddoti in modo da arrivare ad essere vegetariani. Invece mi sono trovato di fronte ad una accusa enorme, ad un modo di allevare (ma non è la parola giusta) gli animali in modo industriale per avere costi sempre più bassi, senza alcun rispetto prima per gli animali stessi, e poi anche per l'ambiente. Le cifre che Foer ci sforna sono impressionanti: l'unica consolazione, se così possiamo dire, è che sta parlando dell'America: spero che in Italia le cose avvengano un po' più umanamente. La prima reazione sarebbe quella di diventare vegetariano o addirittura vegano; credo però che, mangiando davvero già adesso poca carne durante la settimana, cercherò di limitarla ancor di più e in particolare di acquistare carne, uova e latticini in posti dove se ne conosca la provenienza. Non è impossibile: non possiamo dare all'industria tutto quel potere che si è presa negli ultimi 60 anni. Senza contare l'altra grande industria, quella farmaceutica, con tutte quelle tonnellate di antibiotici e quant'altro che portano montagne di profitto e danni irreparabili all'uomo e all'ambiente.
Voto: 5/5


Francesco Pullia (14/04/2010)
Il libro di Foer costituisce una fondamentale testimonianza sui danni inferti al pianeta dagli allevamenti intensivi e sui livelli di follia e crudeltà originati da un sistema nutrizionale indotto dalla politica delle grandi catene alimentari. Se davvero ci stanno a cuore le sorti della Terra, considerati gli effetti devastanti prodotti dagli allevamenti intensivi e la loro rilevante incidenza sul riscaldamento globale, diventa essenziale la scelta di nutrirsi o no con carne o pesce. Nel corso della sua ricerca durata quasi tre anni, l?autore ha potuto verificare con visite dirette, interviste a numerosi addetti ai lavori, rischiose incursioni notturne quale inferno, ai più inimmaginabile, si cela dentro capannoni, mattatoi, stanzoni con macchinari per la confezione di alimenti destinati a finire sulla tavola di chi non vuole aprire gli occhi sugli olocausti perpetrati dall?industria della carne, dei prodotti ittici (si pensi alla tremenda pesca a strascico, a quella con il palangaro o con rete a circuizione), delle uova. È in corso una vera e propria guerra di sterminio che non esita a ricorrere alla manipolazione genetica, alle torture più efferate, all?impiego di antibiotici e dei più diversi tipi di farmaci per nutrire forzatamente e in modo innaturale gli animali in batteria. Stipati, violentati, con i becchi recisi, le code e le zampe mozzate, le branchie tagliate, coperti di sangue e di piaghe, sventrati con i figli ancora in grembo, disidratati, dissezionati senza aspettare che almeno siano morti, ridotti a oggetto, mercificati, massacrati nei campi di concentramento che ovunque pullulano nel mondo, gettati in gigantesche fosse stracolme di sterco e urina, gli animali ci interrogano, chiedono risposte che non si possono eludere.
Voto: 5/5


Andrea (13/04/2010)
Mi pare un testo molto equilibrato e, come spesso capita, sono proprio le cose equilibrate che hanno effetti potenzialmente dirompenti. E' importante che uno scrittore famoso abbia scritto questo libro e che se ne stiano vendendo tante copie. Ciò può essere certo d'aiuto per chi non sostiene, o non sostiene per così dire a spada tratta, la rinuncia totale al consumo di carne , ma che, perlomeno, chiede un po' più di tutela per la qualità della vita degli animali. Il che, a pensarci bene era quello che facevano i nostri nonni, non gli antichi romani. L'altro aspetto importante di questo testo è che richiama l'attenzione sul concetto di consapevolezza e responsabilità. Se noi mangiamo carne (e io la mangio) dobbiamo essere consapevoli e coscienti che quello che mangiamo era un essere vivente. La spersonalizzazione dei "pezzi" dei supermercati (irriconoscibili) è maledettamente somigliante al processo di barbarie moderna di cui parlò Baumann oltre venti anni fa nel suo libro "modernità e olocausto". Chi come me è cresciuto con nonni "quasi" contadini sa come si ammazzano le galline, i conigli e gli altri animali commestibili. Ma questa conoscenza è così diffusa?
Voto: 4/5


Paola (10/04/2010)
Letto, mi è piaciuta la frase che sintetizza un pò tutto: se niente importa, non c'è niente da salvare. Libro importante perché viaggia non solo tra gli addetti ai lavori, cioé persone che come i vegetariani si documentano su questo, ma verso tutti e, spero, con esiti dirompenti. Tra i commneti mi ha colpita, negativamente quello di chi parla del riso che ha effetti negativi e delle mucche che si incazzano. La lettura diffonde cultura. di fronte a certi commneti non si può che rimanere attoniti e sbigottiti... il resto a chi ha contezza.
Voto: 5/5


alex (04/04/2010)
Ho sposato la cuasa vegetariana 4 anni or sono e sitmo immensamente i vegani, di cui un giorno, spero non lontano,anche io farò parte. Il libro è sicuramente da leggere ma ideologicamente non è il max per come la vedo io. Foer fondamentalmente non trova niente di sbagliato nel mangiare carne, la sua è una pura battaglia contro l'allevamento intensivo (giustissima chiaramente!), e lascia aperto lo spazio per una terza via, l'allevamento sostenibile cosa che secondo me non è fattibile. Non esiste una terza via. Esiste il mangiar carne perchè mi piace o il non mangiarla perchè io non mangio i miei amici. Punto. Penso che il far pensare alla gente che in qualche modo si poss consumare carne che non proviene da crudeltà non faccio altro che confondere le idee. Ho letto una decina di libri sull'argomento e questo non è sicuramente il migliore.
Voto: 4/5


Andrea (28/03/2010)
" L'allevamento intensivo cessera' prima o poi per via della sua assurdità economica. E'completamente insostenibile. La Terra finira' per scuoterselo via di dosso, come un cane si scuote via le pulci; resta da vedere se finiremo scossi via anche noi."
Voto: 5/5

non c'è peggior sordo di colui che non vuole ascoltare o non vuole condividere la diversità dell'altro. questo è un appunto sul commentatore precedente che credo sia carnivoro o meglio onnivoro. Non discuto ciò che dici, perchè ho solo 2000 caratteri per poterti spiegare ciò che voglio dire. L'essere vegetariano non è solo un modo di essere salutista, è uno stile di vita, che si basa sulla non violenza e il rispetto della vita animale. è ecologia e biologia, è importarsi dell'altro, dare un valore e non un prezzo alla vita che annientiamo per voracemente ingurgitare più di quanto il nostro corpo necessita. Animali nati per morire, uccisi, smembrati, sparati, conficcati, fatti soffrire affinchè si possa sfruttare anche la pelle, la pelliccia e la carne non perda sapore. ogni giorno è un olocausto per gli animali. Inviterei le persone ad uccidere da sè gli animali che vogliono mangiare. Animali rinchiusi in gabbie, camion, mortificati, che tragucitano sporcizie e scarti, che dormono sui loro escrementi, che vengono indotti a produrre latte, indotti ad ingrassare, indotti ad accoppiarsi, indotti a deliziare il palato di qualche avaro. Vegetariani è il rispetto per la vita nella sua totalità, come quando si rispetta una persona così anche un animale. Infine un appunto particolare: un'aspetto è il sopravvivere e un altro è il vivere. Noi umani siamo così fortunati che dobbiamo solo vivere perciò possiamo ricavare il cibo dall'agricoltura, l'altro è il sopravvivere come molte popolazioni africane che sono costrette ad uccidere animali (anche se molti non lo fanno), ma fa parte in quel contesto sempre del ciclo della vita dove non si stravolge la catena alimentare. Non so che studi fai, ma un kilo di carne inquina quanto venti di riso, non credo sia lo stesso. e onestamente non credo che emette metano come i peti delle mucche... poveri noi... anzi poveri animali che devono morire prima di vivere
Voto: 5/5


emanuela (15/03/2010)
sto leggendo il libro, lentamente, non perchè non sia interessante, anzi.. perchè è meglio riflettere sui dati citati, sulle sofferenze delle "bestie" provocate dagli "umani" per le loro "fami". Un filosofo molto famoso diceva che siamo ciò che mangiamo...... bè basta aprire gli occhi e guardarsi attorno.... N.B. io sono figlia di macellaio in pensione. Mio padre conferma i maltrattamenti fatti, specialmente negli allevamenti intensivi, gli ormoni e quant'altro.... le vere bestie siamo noi.! non aggiungo altro.......
Voto: 5/5


muccapazza (15/03/2010)
Ottimo libro che getta un po' di luce sull'agghiacciante mondo dell'allevamento industriale, il quale produce ormai il 95% della carne in commercio nel mondo. Lo scopo dell'autore non è quello di fare proseliti vegetariani (anche perché lui stesso mette in mostra il proprio accidentato e difficile percorso pieno di dubbi e tentennamenti) ma quello di aprire gli occhi e renderci più consapevoli riguardo a ciò che portiamo in tavola ogni giorno, che non sbuca dal nulla e non proviene nemmeno più dalle vecchie fattorie di una volta, che ancora nutrono la nostra immaginazione. I problemi che il sistema di allevamento industriale porta sono di tre ordini: 1) l'atroce sofferenza causata agli animali 2) il danno ambientale (il settore incide sul riscaldamento globale più di quello dei trasporti, senza contare l'inquinamento delle falde acquifere) 3) le gravi minacce per la salute umana provocati dalle allucinanti condizioni in cui sono tenuti e 'lavorati' gli animali. Le risposte dell'autore a questi problemi non sono semplici, e non si limitano a proporre la scelta vegetariana (sebbene sia la più coerente) ma anche a vagliare metodi di allevamento alternativi e pi rispettosi per l'animale e per l'ambiente. Certo le descrizioni delle condizioni in cui sono tenuti gli animali sono così sconvolgenti da mettere in discussione se valga veramente la pena, potendo scegliere tranquillamente di mangiare qualcos'altro, di provocare tanta sofferenza solo per il piacere del nostro palato.
Voto: 5/5


raffaele (10/03/2010)
Ci ciberemo di erba medica così il mondo sarà salvo. Questo libro è come tante cose che si leggono, forse compresa quella del sottoscritto, una enorme contraddizione e ipocrisia. Si parla dei danni degli allevamenti e poi si consiglia di essere vegetariani e quindi mangiare anche il riso, dico bene?Vegetariani, la domanda è rivolta a voi.Mangiate anche il riso vero?Orbene le tonnellate di riso che si coltivano hanno il grande effetto di produrre sostanze che inquinano l'aria.Informatevi bene e vedrete che è così.Dunque niente riso, niente carne, allora che si mangia?Pane e verdura.Bravi!!proprio pane e verdura.Ma anche la verdura e il grano hanno i loro risvolti negativi che ora non sto a spiegare perchè ci vorrebbero mille pagine di scritti e in più sono vita così come lo è una mucca e dunque perchè togliere loro prematuramente la vita. Ecco, trovato...si mangia erba medica!!!Attenti però, potrebbero incazzarsi le mucche.
Voto: 1/5

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