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Fortes Susana - Quattrocento

Quattrocento
TitoloQuattrocento
AutoreFortes Susana
Prezzo€ 6,99
TraduttoreStoppani Rosa C.; Vallone Manuela
EditoreNord
FormatoePub con DRM - richiede Adobe Digital Editions
Dimensione519,0 KB
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Disponibile anche nella versione a stampa a € 15,81
Dati2008, 384 p., rilegato
EditoreNord
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54 recensioni|Condividi suFacebookTwitterLinkedinWindows Live
Descrizione
Firenze, aprile 1478. Sono giorni terribili, quelli che seguono il fallimento della congiura ordita dalla famiglia Pazzi contro i Medici. Firenze è assetata di sangue, decisa a punire con la tortura o con la morte chiunque abbia partecipato alla cospirazione. Al sicuro nel suo palazzo, Lorenzo il Magnifico viene a sapere dei cadaveri gettati in Arno, delle decapitazioni, dei linciaggi. È la città intera che vendica la morte di suo fratello Giuliano e che si consegna nelle sue mani, rendendolo potente come non mai. Però Lorenzo non sa che i fili di quella congiura sono stati tirati da personaggi molto più influenti della famiglia Pazzi. E ignora di essere lui stesso un semplice burattino nelle mani della Storia... Firenze, oggi. Sono in pochi a conoscere Pierpaolo Masoni, pittore rinascimentale dallo stile e dall'animo tormentato. E Ana Sotomayor, dottoranda in storia dell'arte, è arrivata a Firenze proprio per capire qualcosa di più su questo oscuro personaggio, che esercita su di lei un fascino singolare. Le sue appassionate ricerche si appuntano su uno dei quadri più controversi di Masoni, in restauro nei laboratori degli Uffizi, e su una serie di quaderni in cui il pittore racconta nei dettagli la propria esistenza e le vicende che hanno segnato la storia di Firenze alla fine del XV secolo, tra cui la congiura dei Pazzi. D'un tratto, però, Ana diventa oggetto di minacce e ricatti e si ritrova a temere per la propria vita e per quella delle persone a lei care. È chiaro che, nell'esistenza di Masoni, ci sono più misteri di quanti lei avesse immaginato. E che quei misteri, a distanza di oltre cinquecento anni, non devono comunque essere svelati... Dal Rinascimento ai giorni nostri, il filo rosso di un complotto attraversa la Storia. Dall'arte alla realtà, un quadro enigmatico rivela una vicenda affascinante e terribile. Perché le cose più difficili da vedere sono proprio quelle che abbiamo davanti agli occhi. E talvolta un dipinto ci permette di scoprire un segreto.

I vostri commenti
54 recensioni presenti. Media Voto: 1.8 / 5

silvana (09/01/2012)
Vorrei solofare una piccola nota: Quando la scrittrice cito testualmene dal libro "ci disse che dovevamo fare il giro ed entrare dalla porta principale, in via Maffia: Caspita! pensai! Che bel nome per una strada in cui aprire un negozio non del tutto ... onesto". Io dico: Maffia è un personaggio dell'ottocento fiorentino e nulla a che vedere con "mafia" quella cosa orribile di delinquenza, e che oltretutto si scrive con una "f" sola. Mi dispiace questo qui-pro-quo. Questo volevo dire. Comunque il voto al libro e "Buono". Grazie
Voto: 3/5


antiquus (14/12/2011)
Penso che rispetto a ben altre ""porcate"" - che falsano totalmente la Storia - il libro della Fortes abbia soprattutto il pregio di fornire una suggestiva visione di Firenze come "emblema" delle città e degli uomini di potere che sono sempre uguali nonostante il passare dei secoli... Trovo fuori luogo giudicare il valore letterario di un'opera sulla base delle eventuali simpatie clericali o anticlericali dell'Autore (chiunque essa/o sia... ): la Cultura dovrebbe aiutare chiunque - autori e lettori - ad andare oltre i pregiudizi e ad apprendere la difficile arte dell'argomentazione... Detto questo, ritengo - da discreto conoscitore della splendida Firenze e tout court dei fatti relativi alla Storia - che il Romanzo della Fortes non sia sicuramente un "capolavoro" (termine del resto oggi abusato in ogni ambito !!!)ma sicuramente un buon Romanzo: gli ingredienti sono quelli giusti ed i personaggi piuttosto caratterizzati; mi sembrano eccessivi i giudizi di superficialità e/o le critiche sui due piani "cronologici" che viaggiano in parallelo. Riguardo la "storia d'amore" tra i due protagonisti, sarà pure "melensa" ma - nel mondo accademico - storie come queste sono tutt'altro che "fantasiose"...
Voto: 3/5


Petalogiallo (19/09/2011)
Ho letto il libro e lo trovo molto bello, nonostante le critiche negative forse di chi non conosce la storia di Firenze, io sono Fiorentina da generazioni e mi sono ritrovata a vivere le situazioni descritte dall'autrice. Ci sono dei falsi storici e talvolta è lungo nella descrizione, la storia dell'intrallazzo amoroso con il professore poteva evitarla, ma a parte questo , il libro è ricco di suspence storica e lo trovo bello ed appassionante. Mi è piaciuto molto e lo consiglio agli amici colti che amano la storia !
Voto: 5/5

Scrivere della famosa congiura dei Pazzi, togliendo dall'ombra chi effettivamente ne era l'artefice, sarebbe stata un'occasione unica, imperdibile, e invece l'autrice ha voluto spingersi ben oltre, arrivando a conclusioni del tutto improbabili. In effetti, non riuscivo a capire dalle prima pagine l'alternanza di due epoche, appunto il '400 e i giorni nostri, la prima trattata in modo abbastanza credibile, ma con poca fantasia, perché l'invenzione del pittore Pierpaolo Masoni e del suo quadro La Madonna della Neive, non aggiungono nulla e anzi tolgono quel po' di veritiero e realistico rappresentato dalla congiura. Poi, dalla seconda metà, ho compreso il perché dell'epoca attuale, con la storia melensa, anche questa del tutto improbabile, fra la giovane laureanda spagnola e il maturo professore italiano, una vicenda questa totalmente campata in aria, di nessuna valenza, e che anzi indispone. Lo stile è alquanto carente, così come il ritmo è lento dove dovrebbe essere veloce e impetuoso dove occorrerebbe la riflessione, in un quadro complessivo in cui si stenta a riconoscere l'atmosfera della Firenze del '400 e dell'attuale, con personaggi appena abbozzati, perché insomma Jacopo de' Pazzi e Lorenzo de' Medici, più che i protagonisti, appaiono come semplici comparse. In una noia crescente, quindi, si cerca di arrivare alla fine e in poche pagine c'è la connessione fra la congiura e i giorni nostri, con sette segrete della Chiesa cattolica, perpetuatesi nel tempo, e con agganci al Banco Ambrosiano, allo IOR, a Calvi, a Marcinkus, in un'orgia di illazioni supportate dal niente. Ecco, Susana Fortes è evidentemente anticlericale, ma accusare la Chiesa cattolica inventando nefandezze, quando invece, purtroppo, esistono fatti incontrovertibili a cui agganciarsi, sembra il risultato di un improvvisato giornalista piuttosto che di uno storico, come invece la Fortes pretende di essere.
Voto: 1/5


Tiziano (04/09/2011)
molti spunti narrativi interessanti sviluppati malissimo, senza un minimo di coerenza e senza nessun rispetto per le regole narrative più elementari. La parte finale poi è veramente, ma veramente deludente, buttata giù per chiudere in qualche modo una trama che non stava più insieme. Almeno il Codice da Vinci, con tutti i suoi difetti, mantiene le promesse di raccontare in modo avvincente una storia originale. Questa invece è l'opera di una narratrice improvvisata che mescola gli ingredienti a caso, sperando che casualmente ne esca qualcosa di buono. E invece ne è uscito un pasticcio! Solo un esempio: qualcuno mi spiega come può un uomo nato nel 1948 (il professor Giulio Rossi) avere "solo" vent'anni in più della protagonista, nata nel 1978 e trionfalmente finita nel letto del suddetto più che arzillo professore, nonché suo relatore?
Voto: 1/5


asher (12/04/2011)
Lettura scorrevole e piacevole, peccato tanti commenti negativi..
Voto: 4/5


alessandro (09/04/2011)
pessimo sotto tutti i punti di vista: - 2 racconti "paralleli" nel vero senso della parola...non hanno nulla in comune se non un pittore inventato e l'ambientazione fiorentina - scritto veramente male, ridondante...si ripete in continuazione - evidente il tentativo non riuscito di emulare Dan Brown ma il risultato sono solo sparate anticlericali a go-go inserite a caso nel testo. leggete altro e risparmiate soldi
Voto: 1/5


Roberta (04/04/2011)
Un libro che non mi ha lasciato praticamente nulla!! Anche io mi ero lasciata attrarre dalla copertina e dalla trama, mi aspettavo un libro ricco di suspence e di riferimenti storici e artistici invece si è rivelato tutto alquanto noioso e banale...ti aspetti sempre qualche colpo di scena ma puntualmente non arriva...Il finale poi è stata una delusione!! Per gli amanti del genere: comperate qualcos'altro...in giro c'è sicuramente di meglio!!!
Voto: 2/5


julie93 (09/04/2010)
Mi è dispiaciuto leggere tanti commenti negativi su questo libro. Non sono una storica nè niente di simile quindi non so dire se ci sono state delle inesattezze in riferimento alla Firenze del '400. Dal mio punto di vista da normale lettrice l'ho trovato un buon libro. Scorrevole e piacevole, una lettura poco impegnativa. Capisco che si possa rimanere delusi, anche io comprandolo mi aspettavo un altro genere di libro, più intrigante, ma nonostante tutto l'ho gradito parecchio.
Voto: 4/5


Giovanni B. (23/02/2010)
La trama in sé potrebbe essere accattivante. Peccato però che il suo svolgimento risulti piuttosto approssimativo, lento, con un ritmo piatto. In alcuni punti, dispiace scriverlo, il libro è noioso, soporifero. Spesso l'autrice si sofferma su episodi e situazioni del tutto insignificanti nel contesto della narrazione.Il finale è quasi una liberazione per chi ha avuto la costanza di arrivare all'ultima pagina.
Voto: 1/5


Enrico (05/01/2010)
Ad attirarmi a comprare il libro è stata la copertina. Ma la storia è bruttissima. Il mistero si svela senza una linea logica. Nessun colpo di scena. Un po' di racconto di come si svolge la sommossa dei Pazzi.Ma tutto quì.Troppo poco per andare oltre il voto che reputo di assegnare. Non lo consiglio.
Voto: 1/5


Antonio (18/11/2009)
Poco male perchè me lo hanno regalato. Se lo avessi comprato avrei pensato a lungo ai soldi spesi.... male. Concordo con quasi tutti i commenti già pubblicati che hanno messo in risalto le "pecche" di questo romanzo. C'è molto ma molto di meglio
Voto: 1/5


Zimtstern (15/11/2009)
un libro di una pochezza quasi imbarazzante...
Voto: 1/5


Riccardo (29/10/2009)
non ne capisco le critiche, forse condivisivili per quanto riguarda il finale un pò asciutto, ma del resto a me personalemnte sembra ben scritto sia sotto il punto di vista rinascimentale e sotto il punto di vista del linguaggio. l'unica negatività di questo libro è la non esistenza del pittore Pierpaolo Masoni alias il Lupetto,ne tantomeno la Madonna di Nievole il suo dipinto che troviamo nel libro e viene voglia di vederlo realmente nella Galleria degli Uffizi. la cosa meravigliosa è la ricostruzione della Firenze Rinascimentale. sinceramente a me pare che non ci siano errori, ma io non sono uno storico. quando la congiura dei pazziprende atto scende un brivido lungo la schiena. maggiormente se si pensa che un fatto storico vermante accaduto e non pura fantasia. non avendo letto il libro di Marcello Simonetta, L'enigma di Montefeltro, ancora per poco comunque!, ho appreso da questo libto la storia di Federico da Montefeltro e vedendo di persona il ritratto di Piero della Francesca agli Uffizi non avrei mai immaginato che quell'illustre personaggio fosse uno dei congiurati. un'altra positività è da riscontrare nella copertina, che ha la proprietà di essere un magnate,una calamita che ci fa capire fin da subito che si parlerà di Firenze. una Firenze Rinascimentale e una Firenze del 2005 si inseguono, in un bellissimo libro dove presenti anche alcuni fatti recenti. insomma un libro che mi spingerei a consigliare a tutti, specialmente agli amanti di Firenze come me.
Voto: 5/5


francesco (21/10/2009)
Ho letto tutte le critiche negative precedenti e le condivido quasi tutte..quindi parlo solo dei pregi : è un libro che mi ha riacceso l'interesse nella storia dei Medici..più che altro per verificare una serie di informazioni che mi parevano dubbie
Voto: 2/5


Marco (14/10/2009)
Attratto dal tema dei Medici e da Firenze ho acquistato questo libro col pensiero che la lettura avrebbe potuto essere davvero piacevole e intrigante. Purtroppo sono incappato in Quattrocento esattamente dopo aver finito "La cattedrale del mare"; dove quest'ultimo sapeva tener incollato il lettore con una narrazione sempre intensa, Quattrocento annoia con eventi che di fatto non solo sembrano inutili ai fini della storia, ma lo sono pure. L'intreccio tra la protagonista e il professore, la storia di Luca nel passato... mostrano entrambi quasi la voglia della scrittrice di aumentare il volume del romanzo, più che di narrare una storia. In ciò non mi riferisco tanto alle descrizioni, invero interessanti e ben scritte, ma proprio nella sequenza di eventi. Capita di leggere diversi capitoli e chiedersi "ok, ma allora?". Per dirla in breve, manca di mordente e di tensione, il che in un libro che si pone di far ciò in pratica rovina tutto. Cosa si salva? Spiace doverlo dire, ma a conti fatti direi solo copertina e intento.
Voto: 1/5


franca (11/10/2009)
Un Vero Brutto Incontro! Giallo? Storico? mah! Il nulla impaginato! Generosamente bisogna votare...ma 1 voto è sufficiente: da evitare!
Voto: 1/5

Il racconto è interessante, peccato che i capitoli siano troppo lunghi per cui a volte non si riesce a tenere il filo.
Voto: 3/5

Per scrivere un romanzo storico é necessario documentarsi, non sto a citare tutte le assurdità scritte in quel libercolo, errori giganteschi sia storici, di costume, uno per tutti perché mi ha fatto accapponare la pelle e rasenta l?idiozia, è la vasca da bagno in peltro nella quale Lorenzo il Magnifico fa il bagno?oltre a non essere un?azione abituale, fare il bagno, pensate una vasca di peltro, che è una lega preziosa per boccali, candelabri.. Carneficine inesistenti e impossibili da attuare nel suo vedere. Scopiazzature dal Nome della Rosa, il canto del Sederunt Principes?non solo usa lo stesso testo di Eco, ma essendo di un ignoranza abissale, usa questo graduale che non si canta nella Messa di Pasqua, ma per Santo Stefano, 26 dicembre. Mi fermo perché sono talmente orripilato da questo libro che ho deciso di farne un piccolo rogo, una damnatio memoriae, così da non ricordare di averle dato dei soldi. Cara Susana le consiglio caldamente di non scrivere più oltre . Non c?è voto perché neanche dello zero è degna. Ad impossibilia nemo tenetur Eugenio Papini Cambi Aragona y Mendoza, dottore in semiologia lingua e letteratura latina
Voto: 1/5


Richebourg83 (18/05/2009)
Peccato non esista lo zero come punteggio. Come già letto in qualche commento precedente, non solo sono soldi buttati, ma è anche un peccato riservargli dello spazio sulla libreria. Credo di non aver mai impiegato tanto tempo per finire un libro, in genere me bastano dai 2 gg., alla settimana. Per questo libro ho impiegato quasi 2 mesi. Terrificante a 360 gradi. Unica nota positiva: la protagonista beve Montevertine.
Voto: 1/5

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