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 Narrativa italiana

Parrella Valeria - mosca più balena

mosca più balena
Titolomosca più balena
AutoreParrella Valeria
Prezzo€ 4,90
EditoreMinimum Fax (collana Nichel)
FormatoePub
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Disponibile anche nella versione a stampa a € 8,07
Dati2003, 103 p., brossura
EditoreMinimum Fax
nectarQuesto prodotto dà diritto a 5 punti Nectar. Per saperne di più
16 recensioni|Condividi suFacebookTwitterLinkedinWindows Live
Descrizione
Un'aspirante "signora bene" appena maggiorenne trascorre il suo tempo in compagnia di un camorrista sognando di gestire una boutique in franchising. Un trentacinquenne cocainomane vive con la mamma e organizza sgangheratissime campagne elettorali. Il progressismo "volteriano" di due genitori è costretto a naufragare davanti allo scetticismo della giovane figlia e alle convinzioni di comari, fattucchiere, bidelle. La Napoli raccontata da Valeria Parrella ha poco della città indolente, statica, incastrata nelle sabbie mobili di un meridione da cartolina. È al contrario un posto febbrile; un vero e proprio "generatore di storie" che contiene appartamenti di lusso e discariche a cielo aperto, terremoti e gare di appalto, concorsi pubblici e centri sociali.
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I vostri commenti
16 recensioni presenti. Media Voto: 3.0 / 5

ant lomell@libero.it (14/04/2007)
Nel groviglio di racconti, emerge su tutto la canzone di Enzo Avitabile: asteco e cielo, e la poesia che ne scaturisce dal testo contamina anche la storia omonima
Voto: 3/5


Vicent Gimeno (16/03/2006)
Mi è piaciuto specialmente Scala quaranta perché vedo che segue la tendenza della letteratura postmoderna in molti aspetti. Soprattutto perché porta l'accento sul fenomeno socioculturale dell'impossibilità di comprendere il reale con un unico discorso conoscitivo. Le cose che le sono successe a Vera durante la sua vita sono raccontate in un modo indeterminato senza seguire una successione temporale, mettendo delle frasi dei dialoghi della famiglia dentro il contenuto principale che tenta di trasmettere la scrittrice e che si può capire già dal titolo. La vita di Vera è come salire una scala di quaranta gradini e ogni gradino è una parte della sua vita che si ripete. Quando arriva in cima un uomo la aspetta alla porta, sicuramente suo marito. Lei ci arriva affannata e lui le dice: se mi dicevi che avevi la spesa, scendevo ad aiutarti. Poi si amano tutta la mattina, poi lei si distrae, pensa ad altro. Cioè,tutti i sentimenti e le azioni che ha fatto durante la sua vita.
Voto: 3/5

A me sembra che tutta la cosa sia tenuta in piedi da una bravura ancora "da liceale": questi racconti sono buoni per degli under 20 non troppo coltivati, e io posso parlare perché sono un under 30 appena coltivato. Ci si gingilla coi pittoreschi fatti della vita, ma alla fine manca un po' di verità, sia come realtà che come onestà. L'autrice si porta le ossa a casa tutte intere, assieme ad un bell'otto in pagella: ma che se ne fa? Ok la finale allo Strega, i complimenti del consiglio docenti e compagnia bella, ma fra me lettore e te autrice: a 30 anni si possono tentare sangue e sudore veri, lettere, mestiere, fatica, onestà senza vacui paraventi giovanili. Si deve. Più mosca che balena, per ora.
Voto: 2/5

C'è poco da dire, ho trovato questi racconti freschi, intelligenti, geniali a tratti, interessanti, non noiosi, veramente bellissimi. complimenti davvero alla bravissima autrice.
Voto: 5/5


Fabio (08/06/2005)
Belle storie, stile accattivante e asciutto, senza fronzoli. Però, alla fine, si rimane con un dubbio: Ma che voleva dire la Parrella? La sensazione che si prova è quella di rimanere a bocca asciutta, con una sesazione di disagio, quasi come se lei avesse voluto dire qualcosa ma non fino in fondo. Tutto è sottointeso, velato, reticente. Avrebbe dovuto osare di più. Ottimo esordio letterario, comunque. Ce ne fossero di più di Parrella e meno di Melissa P.
Voto: 3/5


Obelisco Nero (08/06/2005)
Il voto è una media. 4 ai racconti. Ben scritti, ironici e piacevoli nel loro retrogusto amaro. Con in cima la figura di Vera, moglie infedele al marito, ma fedele a se stessa e alla sua voglia di sentisi viva. 2 a tutto il clamore. Dopo tutto il battage pubblicitario sui giornali del gruppo dove lei stessa scrive (vedi recensione su l'Espresso)e il Campiello giovani...ora anche semifinalista al premio Strega. Davvero esagerato per un autore bravo, ma non così più bravo di tutti gli altri della sua generazione. E che deve ancora dimostrare molto e crescere ancora. Così si rischia di bruciarlo.
Voto: 3/5

E' uno spaccato autentico e sincero di Napoli e di certe atmosfere che solo chi conosce bene questa città comprende. Tuttavia i singoli racconti potevano essere secondo me "convogliati" e armonizzati in un unica narrazione di più vasto respiro che amalgamasse ambienti e personaggi in una sola commedia umana. L'autrice dovrebbe osare di più e sganciarsi dalla comoda e confortevole cornice del racconto per passare a una prova più impegnativa e sfaccettata: un vero e proprio romanzo.
Voto: 3/5

Lo vogliamo dire che si tratta di un'operina furbetta che sfrutta il filone comodo della "bella Napoli"? E mettiamoci pure 'nu mandolino e 'na bbella pizza!
Voto: 1/5


Amy88 (09/03/2005)
mosca+balena=?il libro che ha portato al successo la giovane scrittrice napoletana Valeria Parrella inizia proprio così.Sin dal titolo traspare l'originalità di questa scrittrice che ha dedicato 101 pagine alla sua amata Napoli che vine ritratta nelle sue molteplici sfaccettature descritte con un climax ascendente che va dal suono delle musiche di Avitabile al rimbombo dei colpi di pistola durante uno scontro tra bande camorriste.Il libro è organizzato in 6 racconti che appaiono nettamente sconnessi ma che ad una lettura più attenta risultano accomunati da quei valori che rappresentano la famiglia napoletana per eccellenza.I personaggi fungono unicamente da sfondo tanto che i loro nomi spesso non vengono neanche citati.Questo libro offre uno scorcio di quella che è la realtà di Napoli in cui l'amicizia e la solidarietà,valori fondamentali,vengono a contrapporsi alla corruzione e quindi alla camorra.La lettura è resa difficile dalla brusca interruzione dei vari racconti quindi sarebbe opportuno soffermarsi a riflettere al termine di ciascuno di essi per analizzare la psicologia dei personaggi,la morale e soprattutto captare le parole non dette dall'autrice...
Voto: 3/5

La prosa è scorrevole e senza intralcio. Le storie assecondano la narrazione; la loro semplicità non fanno pesare l?essere un'opera prima. Il linguaggio, comprensibile e chiaro, fà in modo che il testo scorra gradevolmente lasciando intendere la napoletanità dei protagonisti attraverso l'intonazione e non la trasposizione del linguaggio. L?intuizione della sceneggiatura è possibile anche a chi napoletano non è. Una Napoli che si manifesta anche a chi a Napoli non è mai stato. La non completa padronanza sull'uso dell'artifizio letterario si fà sentire in particolare allorchè ci si trova, a sorpresa, dinanzi ad espressioni crude e violente senza che se ne senta il bisogno. Espressioni e termini che stonano tenendo conto del contesto. Sembrano appiccicate a forza piuttosto che inserite con naturalezza. Fortuna che sono poche. Annoia molto il ritmo. Seppur di poche pagine, meno di cento, il libro non lo si può leggere se non a tappe; prendendo aria, respiro; inervallando con qualcosa di più ritmato. Sembra di stare ad ascoltare una cantilena; si ha, al quarto racconto, l'impressione che a raccontare sia sempre la stessa protagonista. Occorreva un cambio radicale della voce narrante. Il rischio di rimandare il completamento della lettura ad un altro momento potrebbe non far riprendere più in mano il libro. Mi è successo. Dopo l'interruzione non si prova nessuno stimolo alla ripresa. Non si sente il bisogno di completare. Il voto dato è di stima. Se la ragazza continuerà ad esercitarsi nello scrivere, magari evitando nel frattempo di pubblicare o di pubblicare con il suo vero nome, potrebbe migliorare. Manca l?esercizio.
Voto: 3/5

Opera prima di una giovane scrittrice napoletana (appena trentenne). L'insieme di 6 racconti (di cui uno solo lungo) che guardano Napoli e la descrivono in 6 volti diversi. La poveraccia che si deve arrangiare, la donna implicata in affari malavitosi, il ragazzo che si impegna politicamente, la donna che tenta di portare a scuola i bambini sulla brutta strada eccetera. Senza scendere mai in luoghi comuni, i racconti scivolano via con facilità, sono precisi e senza difficili interpretazioni. Lo stile è abbastanza ricercato ed attrae permettendo alle parole di farsi leggere con piacere. Non certo un capolavoro, ma una freschezza che fa pensare che più di qualcosa c'è, e fa soprattutto presagire ancora di meglio per le opere future.
http://antonioantonio.blog.excite.it
Voto: 3/5


Lorenzo Moretto (07/06/2004)
Sinceramente, bravissima. Una voce bella, coinvolgente, forte. L'ho consiglio a tutti.
Voto: 5/5


brigidino (16/02/2004)
qualcosa c'è, anche se a leggere la Parrella mi viene in mente Balzac quando scrive che bisogna pubblicare molti libri sotto pseudonimo prima di pubblicarne uno col proprio nome...
Voto: 2/5


MADG (23/11/2003)
Mi chiedo perché questo libretto abbia avuto più fortuna di un piccolo capolavoro come il libro di Aloia. Ci sono molti luoghi comuni sulla napoletanità.
Voto: 1/5

C'è una bella voce in queste storie. Conservala Valeria, abbine cura. In bocca al lupo per l'avvenire! (sono quella che ti scrisse durante l'intervista su radio 3, la mia mail te la lascio, se ti va sono qui).
Voto: 5/5


Oscar Grimaldi (09/07/2003)
Non è un caso che il libro sia introdotto da Peppe Lanzetta, il più "bukowskiano" dei giovani autori napoletani. Prova comunque ancora acerba, ma lascia ben sperare per il futuro. Voto d'incoraggiamento
Voto: 3/5

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