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 Narrativa straniera

Sepetys Ruta - Avevano spento anche la luna

Avevano spento anche la luna
TitoloAvevano spento anche la luna
AutoreSepetys Ruta
Prezzo€ 13,99
TraduttoreScarabelli Roberta
EditoreGarzanti Libri
FormatoePub con DRM - richiede Adobe Digital Editions
Dimensione542,1 KB
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Disponibile anche nella versione a stampa a € 15,30
Dati2011, 298 p., rilegato
EditoreGarzanti Libri
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70 recensioni|Condividi suFacebookTwitterLinkedinWindows Live
Descrizione
Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell'università, è sulla lista nera, insieme alle famiglie di molti altri scrittori, professori, dottori. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno. Ma c'è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. E l'unico modo, se c'è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi.
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I vostri commenti
70 recensioni presenti. Media Voto: 4.7 / 5

Gabriella (14/05/2012)
E' un bellissimo libro! carico di emozioni, commovente per la tristezza delle situazioni e l'atroce destino al quale sono abbandonate persone che non hanno commesso nulla. Allo stesso tempo è toccante verificare con quanta forza ognuno di loro abbia lottato per mantenere la dignità e per sopravvivere. La cosa che di più mi ha procurato sgomento è la durata di questa prigionia..un tempo infinito. Ogni personaggio ha lasciato una traccia nel mio cuore.
Voto: 5/5


lolli (05/05/2012)
Bellissimo!! Un pugno nello stomaco leggere cosa può fare l'odio ma assolutamente da leggere per non dimenticarsene mai!!!
Voto: 5/5


Rita (30/04/2012)
Bellissimo, toccante! Da leggere assolutamente. Consigliatissimo!
Voto: 5/5


Brunella (30/04/2012)
Bellissimo, toccante, sconvolgente. Un libro che tutti dovrebbero leggere (anche a scuola) per conoscere il genocidio perpetrato da Stalin e che forse molte persone ancora ignorano.
Voto: 5/5


krikka (23/04/2012)
Do il massimo. Letto in due ore e mezzo. Bellissimo sconvolgente. ( anche se non è tra i miei preferiti in assoluto)
Voto: 5/5


Laura (23/04/2012)
Ruta Sepetys, anche grazie a capitoli brevi che rendono il ritmo del libro ancora più incalzante, disegna, in modo mirabile, l'iniziale incredulità, lo sbigottimento, ma anche l'orgoglio e la speranza di un popolo. Mi ha colpito la frase di chiusura del primo capitolo: "Stavamo per diventare sigarette". Questa immagine rende benissimo che cosa è stata la deportazione forzata di gran parte della popolazione dei paesi baltici ad opera di Stalin. Mentre infuriava la 2° guerra mondiale, due tra i peggiori criminali mai apparsi sulla terra, trasformavano interi popoli in bestie, li depredavano di tutto i loro beni, li caricavano su carri merci, privandoli, oltre ai mezzi di sostentamento, anche e soprattutto della loro dignità. Li costringevano a lavori inimmaginabili dando misere razioni di cibo. Cercavano di piegare la loro volontà con ogni sorta di violenza fisica e psicologica. Uno dei motivi per cui amo leggere è che mi permette di conoscere, anche se in modo romanzato, vicende storiche poco conosciute. Troppo poco è stato scritto sui milioni di morti dei Gulag. L'uccisione della bambola di Janina, lo scherno di Ivanov, l'aiuto inaspettato di Kretzskij, il volto dietro la finestra della signora Raskunas - che rappresenta l'elemento più paradigmatico: le deportazioni dei popoli baltici, nonché le persecuzioni degli ebrei, sono avvenute con la connivenza di chi per paura, ignavia, indifferenza, non ha saputo o voluto opporsi - rendono vivo ed indimenticabile questo romanzo. La storia di Lina, che disegna l'orrore di cui è vittima per rendere testimonianza e lasciare traccia di se, della propria famiglia e della propria vita, di Jonas, di Elena, di Andrius, di Ona e di moltissimi altri urla per essere raccontata e tramandata.
Voto: 4/5


monica (05/03/2012)
Un romanzo che narra gli orrori della guerra, le lunghe deportazioni degli indesiderabili verso l'ignoto in carri bestiame, maltrattati affamati e assassinati in vari modi, uomini donne e bambini colpevoli di nulla, erano soltanto scomodi a Stalin. Le sofferenze patite nei Lager siberiani sovietici, storie poco conosciute sia a causa dei pochi sopravvissuti dopo anni e anni di prigionia, sia per l'assurda menzogna della dittatura stalinista crudele ed indifferente alle sofferenze umane che voleva negare di aver compiuto feroci crimini contro l'umanita'. E' il mio primo approccio verso questo argomento e l'ho trovato molto interessante, il libro e' molto scorrevole e lo si legge in un fiato.
Voto: 5/5


cristina (27/02/2012)
Lo divori in pochissimi giorni, è anche molto scorrevole, capitoli brevi, alla fine Lina, e' una ragazzina di 15 anni. E' un'altro libro sul massacro dell'ultima guerra, potremmo dire ma che in realta' non è proprio cosi , perche' la persecuzione di Stalin non e' di certo finita con lo sbarco in Normandia e l'arrivo degli americani. E' anche questa volta un altro argomento che a detta di molti è sconosciuto...chi sapeva che i russi deportavano nei campi di lavori lituani, lettoni, estoni e via dicendo? ma no, non gli ebrei, i russi non facevano questo tipo di differenza....... La gente si e' sentita privare di tutto, sono stati deportati e imprigonati ingiustamente in campi di lavoro in Siberia, lo scopo era farli morire di stenti e di freddo. Hanno decimato completamente queste nazioni per piu' di un decennio e chi ha avuto la forza di vivere al loro ritorno non aveva piu' niente e tutto doveva rimanere un segreto perche' solo una parola detta in piu' avrebbe fatto si che sarebbero ricominciati i dolori della prigionia. Ma ci rendiamo conto che tutto questo e' successo cosi poco tempo fa? forse noi dobbiamo ritenerci molto fortunati e piu' intelligenti?
Voto: 3/5


monica (23/02/2012)
libro stupendo, semplicemente stupendo. tutti dovrebbero leggerlo perchè non si deve dimenticare.
Voto: 5/5


donatella (22/02/2012)
Un racconto estremamente forte e sconvolgente che ti lascia esterefatto di fronte a questa realtà vissuta. Sono d'accordo con chi lo propone come testo scolastico..per non dimenticare mai questi genocidi.
Voto: 5/5


Antonella (19/02/2012)
Libro davvero toccante e commovente. Difficile smettere di pensare a Lina, al suo fratellino ed alla loro mamma. Grandi prove di coraggio. Fa riflettere e soprattutto aiuta a non dimenticare. Perchè queste cose non succedano più è necessario sapere.
Voto: 5/5


Roberta (19/02/2012)
Anche se non amo particolarmente le storie di deportazioni e genocidi, non posso che assegnare il massimo dei voti a questo libro pieno di emozione e sofferenza ma anche di speranza e voglia di vivere..
Voto: 5/5


Eugenio (16/02/2012)
Bellissimo libro, uno dei più belli che ho letto nell'ultimo anno. Da consigliare a tutti.
Voto: 5/5


ALBERTO (02/01/2012)
E' un libro veramente forte. Consigliato per capire la storia, e allo stesso tempo per provare la sofferenza di chi è stato deportato in Siberia. Indico vivamente la lettura di questo testo.
Voto: 5/5


rosario (27/12/2011)
ho letto tnt su qst genere e qst volume è una mix tra la pianista bambina e ho sognato la cioccolata per anni!! cmq proponibile per coloro che hanno intenzione di appassionarsi e ricordare sempre qst genocidi inutili!!
Voto: 3/5


nadia (20/12/2011)
Io lo farei leggere a scuola, a partire dalle medie. E' un libro scritto in modo semplice, e la vicenda di Lina ti resta dentro: sarebbe un mezzo efficace per far avvicinare i ragazzi alla storia. Comunque lo consiglierei ai lettori di tutte le fasce d'età.
Voto: 4/5


Carlo (19/12/2011)
Quando ho finito di leggere "Avevano spento anche la luna", due settimane fa, non riuscivo ad aprirne un altro, e rituffarmi in una nuova storia, come solitamente faccio. Continuavo a pensare a Lina, alla mamma, al fratellino e a tutto quell'insieme di personaggi positivi e negativi, che gravitano nel romanzo. Così sono stato costretto a riprenderlo e a rileggerlo, non a distanza di tempo, come faccio con i libri che più mi hanno colpito, ma subito! Mi sono nuovamente sentito rapito dalla semplicità della prosa, che qualcuno reputa un difetto ed io invece ammiro incondizionatamente. Ho nuovamente e sovente avuto gli occhi lucidi, e non mi vergogno di ammetterlo, "pur essendo un uomo". Ho gioito nei momenti lieti , provato dolore e rabbia, che sconfinava nell'odio(come dice Lina)nei momenti tragici. Come confessa la straordinaria autrice in un'intervista, lei stessa ha alleggerito alcune pagine rispetto ad una prima versione più dura, lasciando , a volte, l'orrore sullo sfondo, dove si percepisce anche senza vederlo descritto con tutti i particolari.La bambola della piccola Janina, "uccisa" dalla crudeltà gratuita dei soldati sovietici ne è un esempio lampante.
Voto: 5/5


ant lomell@libero.it (16/12/2011)
Un libro imperniato sull'odio profondo che Stalin aveva verso chi poteva mettere in discussione la sua leadership. In particolar modo in questo testo vengono analizzate e approfondite tematiche relative alla deportazione del popolo lituano, e soprattutto di una famiglia, i Vikas, la cui figlia quindicenne Lina è l'io narrante del romanzo. La trama: nel giugno 1941 Lina figlia del rettore dell'Università di Kaunas, in Lituania, viene trascinata via nel cuore della notte dagli agenti dell'NKVD, la polizia segreta sovietica, e riesce a portare con sè solo della matite colorate e dei fogli. Inizia un lungo viaggio per Lina,i suoi familiari e per tanti deportati di origine baltica verso la Siberia, la forza e la capacità di incuriosire il lettore sta proprio nell'intelligenza della scrittrice di saper mettere a fuoco tutte le sensazioni, le suggestioni, gli stati d'animo,le ansie,i tormenti,le paure...insomma tutta una gamma di emozioni umane riportate con sensibilità e precisione da parte della Sepetys. Quello che colpisce più di tutto, e che propompe più di ogni cosa da queste pagine a proposito dei sussulti dell'animo, è proprio la "dignità" dei protagonisti del libro e parallelamente di tutto il popolo lituano, incapaci di portare rancore e serbare odio ma vogliosi di ricominciare daccapo e di godere delle libertà perdute. Un libro sì molto triste ma allo stesso ricco di speranza e di profonda umanità.Saluti
Voto: 3/5


marcella (15/12/2011)
bellissimo, una storia che fa riflettere,piangere e pensare,e lascia tanta amarezza.Quando si inizia a leggerlo non si lascia fino alla fine, uno dei libri piu' belli che abbia letto fino ad ora.
Voto: 5/5


breeze23 (15/12/2011)
Quando si leggono libri del genere, dove la storia dimenticata o mai approfondita ti si presenta davanti con la forza di un tornado, è difficile passare poi alla lettura di lavori che sai fin dall'inizio essere frutto di sola fantasia. Nella sua linearità e semplicità di scrittura "Avevano spento anche la luna" tocca nel profondo e lascia il segno. Da leggere. Da ricordare. Da passare ai nostri figli.
Voto: 5/5

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