È la notte del 4 novembre. Il dottor Carlo Lonati viene chiamato per un'urgenza, il paziente lo conosce bene. Attraversa sotto una pioggia micronizzata i cinquecento metri che lo separano dalla casa del notaio Luciano Galimberti, suo antico compagno di bagordi. Può solo constatarne la morte per infarto. Ma c'è qualcosa che non lo convince, e nelle ore successive arrivano altri indizi e i sospetti crescono. Il dottore non può fare a meno di indagare: vuole sapere se il suo vecchio amico è davvero morto per cause naturali. Per farlo, dovrà conquistare la fiducia della moglie e della figlia di Galimberti. E scoprire che la verità si trova forse sull'altra sponda del lago di Como... L'indagine è concentrata in una settimana, tra le esitazioni dell'improvvisato detective e il moltiplicarsi di tracce e confidenze, fino al colpo di scena finale.
Devo ammettere che fino a metà il libro mi ha preso (trama scorrevole, attenzione ai particolari di ambienti e persone)ma alla fine mi ha davvero deluso, quasi come se fosse un libro incompiuto!
Un finale che non mi aspettavo cosi dopo aver avuto una buona impressione per buona parte del racconto!
Per i miei gusti non lo consiglierei a chi ama leggere dei gialli con dei finali con suspense!
Così così... Scivola via bene, intrecciato nelle trame di una narrazione intimista e cupa, ma poi nel finale si perde un po'. Un più per l'emotività, un meno per la struttura del libro...
Penoso,cupo,triste come il lago in autunno leggere questo giallino scontato e striminzito è stata solo una perdita di tempo, peccato perchè altri libri di Vitali mi erano piaciuti proprio per la loro ambientazione e briosità ma qui tra morti,dolori di petto e rapporti contorti è tutta un'altra storia.
E' una sorpresa leggere un giallo di Vitali! Abituato alle trame leggere e sbarazzine sfiorate dall'aria del lago questo giallo non mi ha deluso, anzi! L'atmosfera cupa della storia viene resa bene dal paesaggio descritto sapientemente, la storia è intrigante e il finale non lo trovo così "penoso" come molti l'hanno giudicato. E' un romanzo breve che si legge in un paio d'ore, io lo consiglio.
Una buona parte di questo romanzo lo si legge con piacere grazie alla sua scorrevolezza, alle ben delineate descrizioni e situazioni della trama, nel finale lascia un po' a desiderare.
Il buon Califano cantava "Noia,maledetta noia",ecco credo che queste parole descrivono alla perfezione questo romanzo di Vitali,scrittore tra i più sopravvalutati in Italia (parere personalissimo ovviamente).
Inoltre per essere un giallo fa acqua da tutte le parti :
Perchè il farmacista è complice dei colpevoli?
Chi è la donna misteriosa che telefona a casa del dottore?
Qualcuno è riuscito a capire il finale?Se si me lo può spiegare,grazie.
Un discorso a parte poi bisognerebbe fare riguardante il fatto che per ogni dieci pagine scritte c'è ne sono 2/3 in bianco ;che ci sono una quindicina di pagine composte da due o tre righi e basta e capitoli di mezza pagine.
Be per un romanzo di circa 170 pagine non c'è male.
Ho letto quasi tutti i libri di Vitali e questo, insieme a "La signorina Tecla Manzi", è quello che gli è riuscito peggio. L'idea era buona ma il finale, che non conclude nulla, rovina tutto.
La scrittura è buona, con qualche inutile eccesso nel descrivere il tempo meteo quasi sempre cupo e inquietante, ma la trama non regge e come già detto da altri non convince, non è chiara. E poi non so perchè Vitali si ostini a scrivere romanzi ambientati negli anni sessanta o giù di lì, con sempre i soliti personaggi tipici del tempo - oltretutto stereotipati e senza un vero carattere - manco avesse cent'anni e scrivesse la stessa roba da settanta; ma cos'è, rimaneggia la muffa?
Questo scrittore è veramente sopravalutato, c'è di meglio anche in Italia. I suoi libri, quando ho voglia di leggere qualcosa di leggero in due ore accademiche , li prendo in biblioteca: non spenderei un centesimo nè mi sentirei di consifgliarlo.
Comunque meglio Maigret e Piero Chiara, almeno loro scrivevano al passo con i tempi.
Dopo "La modista" avevo giurato che non avrei più letto Vitali, poi ho avuto questo in omaggio con altri acquisti e l'ho riabilitato. Non lo definirei un racconto lungo, è un romanzo breve (è come la questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto) perfetto in cui Vitali dimostra di saper scrivere qualcosa di ben costruito e non banale. Vorrei, però, fargli notare che il prefisso di Bordighera è 0184, mentre lui cita un prefisso 0341 oppure 0343 che deve essere più delle sue parti che della Liguria.
Sono un lettore vorace da 30-40 titoli all'anno, quindi per principio non acquisto mai libri a prezzo pieno, tanto meno romanzi di 160 pagine che costano 15 euro. Infatti ho avuto in regalo questo libro con un'ordine fatto per corrispondenza e l'ho trovato piacevole, scorrevole (per forza, con una normale impaginazione sarebbe stato di 50 pagine) e coinvolgente. Si legge in un giorno perciò lo consiglio a chi ha la possibilità di leggerlo senza comprarlo, altrimenti usate 15 euro per comprare un libro di 500 pagine.
Niente male la trama e l'ambientazione, scritto in maniera scorrevole ma il finale è il vero cruccio di questo libro!!! Incomprensibile. Rovina tutto quel che lo precede....
Un libro interessante. Ottima l'atmosfera, discreta la trama, il finale lascia un pò perplessi, ma è decisamente superlativa la capacità discosiava di Andrea Vitali, di cui non avevo letto nulla finora, ma che mi ha sicuramente fatto trascorrere ore rilassanti e piacevoli. Consigliabile!
Nella produzione di Andrea Vitali (ho letto tutti i suoi romanzi) questo libro ha certamente una collocazione diversa dagli altri. L'ho trovato ben scritto, scorrevole e piacevole; interessante la storia, serrata la narrazione, belli i personaggi nella loro normalità. Un romanzo breve, essenziale, direi perfetto.
Nulla mi è piaciuto di questo libro!!!! Nemmeno il finale che è stato l'unico motivo che mi ha spinto a portare a termine la lettura!!! Concordo con tutti quelli che trovano 14,60 euro davvero troppi per un libricino di 176 pagine scarse!!!
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