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 Narrativa straniera

Yates Richard - Revolutionary Road

Revolutionary Road
TitoloRevolutionary Road
AutoreYates Richard
Prezzo€ 11,90
TraduttoreDell'Orto A.; Lombardi Bom A.
EditoreMinimum Fax (collana I Quindici)
FormatoePub
Dimensione524,0 KB
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Disponibile anche nella versione a stampa a € 15,30
Dati2009, 457 p., rilegato
EditoreMinimum Fax
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Descrizione
È il 1955; i Wheeler sono una coppia middle class dei sobborghi benestanti di New York, che coltiva il proprio anticonformismo con velleità ingenua, quasi ignara della sua stessa ipocrisia: la loro esistenza scorre fra il treno dei pendolari, le cenette alcoliche con i vicini, le recite della filodrammatica locale, ma Frank e April si sentono destinati a una vita creativa e di successo, possibilmente in Europa. Nella storia della giovane famiglia in apparenza felice la tensione è nascosta ma crescente, il lieto fine impossibile, e l'inevitabile esplosione arriva con una potenza da dramma shakespeariano.
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I vostri commenti
33 recensioni presenti. Media Voto: 4.3 / 5

umberto (06/06/2011)
Una famiglia, una comunità, una società, vivisezionati con fredda e crudele lucidità; c'è una frase, raggelante, che racchiude in sè tutta l'opera (pag. 409): "Il complesso residenziale di Revolutionary Hill non era stato progettato in funzione di una tragedia". Grandissimo libro.
Voto: 5/5


armando (07/04/2011)
Consigliatissimo. Bello, veloce, spietato. Non so se il libro, come dicono altri commentatori prima di me, difetti di quelle caratteristiche di originalità che ne avrebbero fatto, se le avesse avute, un autentico capolavoro della letteratura. Ma a ben vedere, tutto ciò non mi interessa nemmeno. Quando un Autore è capace di indagare gli aspetti più reconditi della natura umana, di mettere a nudo le nostre debolezze, di dipingere un affresco così nitido della vita, per me tanto basta perché sentirmi obbligato ad un eterno rispetto e ringraziamento .E così in effetti è per questo bellissimo racconto di Yates.
Voto: 5/5


Massimo F. (12/11/2010)
Lucido e potente: uno spaccato - ai limiti del cinismo - di una societa' inquieta ed inquietante nella sua tranquillita' borghese. Psicodramma centrato sulla crisi di nervi di coppia, scritto molto bene, contiene dei siparietti caustici sul tessuto socio-relazionale americano anni 50 davvero godibili e che fanno pensare (su tutti il quasi irriverente non-dialogo dei coniugi Givings delle ultime 6 pagine). Non un capolavoro assoluto, ma sicuramente da leggere.
Voto: 4/5


Michele Testa (15/05/2010)
Un'opera prima. Un romanzo con molteplici piani di lettura, che dà adito a mille interpretazioni. Non c'è una parola che non sia vera in tutto il testo. Il mondo americano degli anni '50 sviscerato in tutte le sue contraddizioni. «Se nella letteratura americana moderna ci vuole qualcos?altro per fare un capolavoro, non saprei dire cosa»: questo il giudizio di Tennessee Williams su Revolutionary Road. Quanto a me, mi sono innamorato di April Wheeler. E' solo per poco che non balza fuori dalle pagine del libro...
Voto: 5/5


Fosca (03/04/2010)
Non si riesce a capire chi sia il "buono" tra Frank ed April. Quello più protagonista del romanzo è senza dubbio Frank, ma April è la personalità più complessa, con la sua odiosa lunaticità, il suo mettere in bocca agli altri parole che non hanno detto, il suo non sapere che cosa desidera veramente, il suo isterismo. Frank è invece l'uomo che dall'esterno sembra perfetto - solo i suoi vicini di casa riescono a capire che la sua è solo una maschera - che in realtà tradisce la moglie e non riesce a conciliarsi con la sua vita. Leggere questo libro è come guardare un film di Woody Allen, perchè è tutto basato sulla psicologia e anche talvolta l'inconscio dei personaggi, protagonisti e non. o saprei dire perchè questo libro mi abbia ipnotizzato dalla prima pagina e come io abbia capito dalla decima che sarebbe entrato nella moa top ten, ma è stato esattamente così. Sono semplicemente FELICE di aver letto questo capolavoro.
Voto: 5/5


silvia (28/03/2010)
Ho letto questo romanzo incuriosita dal film omonimo, li ho trovati entrambi molto validi. La limpida prosa di Yates riesce ad esser essenziale e al contempo carica di particolari e di significato, è una storia divertente pur essendo drammatica in cui si parla essenzialmente di libertà e di ipocrisia
Voto: 5/5

Davvero desolante l'umanità ritratta da Yates in questo magnifico libro.Frank è credo uno dei personaggi più odiosi mai inventati:ossessionato dalle apparenze,ipocrita di prima categoria e più vuoto che mai.April è un po' meglio:almeno lei davvero"ci crede",davvero se ne frega del giudizio altrui,davvero vorrebbe una vita diversa;peccato sia così fragile e priva di concretezza da non riuscire a sostenere i propri sogni e riconoscere chi davvero può(e vuole)aiutarla a realizzarli.Il loro dramma credo sia avere una idea stereotipata di anticonformismo,che consiste nel fare una vita"fuori dagli schemi",mentre il vero modo per distinguersi è(a mio parere)credere davvero in ciò che si fa,restando fedeli a se stessi:si può essere buoni genitori senza essere per forza stucchevoli;si può mantenere la famiglia con un lavoro che ci piace, attraverso cui si possa sentire realizzati.Alla fine,il personaggio migliore,più pulito,risulta essere paradossalmente John Givings,il malato di mente.Non so se il realismo di questo romanzo dia spazio a un vero e proprio messaggio;ma in conclusione vi aleggia una specie di monito:come ha detto Richard Ford nell'introduzione,noi non siamo i Wheeler...ma attenti,potremmo sempre diventarlo.
Voto: 5/5


Vittorio Caffè (10/09/2009)
Romanzo ampiamente sopravvalutato. Negli anni Cinquanta in America di scrittori come Yates ce n'erano a decine. Erano autori di best seller di qualità, bravi artigiani, capaci di costruire una storia avvincente ma non molto originali (in realtà buona parte delle loro tecniche narrative e tematiche venivano direttamente dal romanzo dell'Ottocento, con una spolveratina di primo Novecento). Se vogliamo dire che questo è un romanzo ben confezionato, ok. Se vogliamo dire che è un ritratto dell'America anni 50, è vero, ma ce ne sono di molto più interessanti e profondi. Se vogliamo gabellarlo per chissà quale capolavoro della letteratura statunitense, siamo sulla strada sbagliata. Il gran parlare di questo romanzo dipende dal fatto che ne hanno tratto un film, che è stato elogiato da un altro scrittore americano di maggiore levatura, e soprattutto dal fatto che oggi si legge poco, per cui si tende a pensare che un prodotto di buon artigianato sia un'opera straordinaria... cosa che non è. Ha fatto bene un altro recensore a citare Fitzgerald; se questo è un grande scrittore, Fitzgerald chi è? Il messia?
Voto: 2/5


alessandro.73 (03/09/2009)
Sensazionale. Yates sembra ricreare una tragedia greca in chiave moderna, delineando una trama chiara e semplice, arricchiata di personaggi pieni e ben delineati. Personalmente colpisce al cuore. E ferisce in un modo unico.
Voto: 5/5


vale (24/08/2009)
se voleva trasmettere angoscia, ci è riuscito. anche troppa, secondo me. una vita immersa nell'alcool e nel fumo, e nel disamore verso se stessi, verso il partner, verso la vita tutta. pare che da una situazione come quella dei wheeler non si possa uscire, se non pagando un prezzo altissimo. ma io voglio credere e sperare che ogni persona, anche se ha un trascorso di famiglia d'origine assente o pesante, possa mettere in atto qualche comportamento per venire fuori da situazioni stagnanti, o per restarci, se quelle situazioni le vanno bene. le infinite e violente discussioni fra april e frank sono quasi fini a se stesse; trovo che april sia, tra i due, la più pesante da leggere, eppure è lei che persegue la sua mèta con tragica determinazione; frank suscita maggiore simpatia, ama sua moglie, sembra in fondo perfino affezionato alla sua realtà, benché a molti una simile realtà possa non piacere: però riesce a realizzare la sua vera aspirazione solo 'indirettamente', solo 'a rimorchio' del gesto disperato di april; lei, anche se a tratti è insopportabile, ha il coraggio di urlare e fare di tutto per mettere in atto il suo desiderio di fuga; lui è più reale rispetto a lei ma anche più piccolo, anela a restare dov'è ma non osa nemmeno dirlglielo. credo che ci vogliano fantasia ed abilità e profonda conoscenza dell'animo umano per scandagliarne così a fondo certi aspetti; se fosse solo per questo dovrei dargli un voto più alto; ma è un libro che non rileggerei, perché per me è stato davvero pesante avanzare tra pagine e pagine di masturbazioni mentali dei due; alla fine la tragedia è quasi liberatoria, è tremendo dirlo ma almeno in questo modo qualcosa si è finalmente mosso, nelle loro vite, oltre ai pensieri che girano su se stessi senza respiro.
Voto: 3/5


Monial (02/08/2009)
Triste, ma bello. Ottima la scrittura. Leggetelo.
Voto: 4/5


Simone (14/07/2009)
Un libro sconvolgente per come si addentra all'interno dei mali della società moderna. Il lusso, le belle case, le famiglie perfette nascondono orrori che inesorabilmente esplodono in tutta la loro violenza. April e Frank sono due giovani come tanti: trentenni affascinanti, educati, colti. Ma la loro condizione di "prigionieri" delle convenzioni li porterà all'autodistruzione. Un libro che fa male, ma splendido. Un monito per chi, come me, ha esattamente 30 anni.
Voto: 5/5


ilaria (29/06/2009)
Triste e reale. Fa male. Mi è piaciuta la descrizione sommaria di NY ed ho spprezzato la figura di John. Vedrò il film
Voto: 4/5

Il romanzo si è fatto divorare in pochi giorni tanto è scorrevole nel delineare aspetti di pure non semplice descrivibilità come le ansie, fantasie e "mezzi pensieri" di ognuno dei personaggi. Il merito di Yates a mio avviso è quello di spiegare a chiare lettere che il sentimento, l'attrazione sessuale, l'affinità intellettuale se pure importanti, magari pure indispensabili, all'interno di una coppia per poter continuare a rimanere uniti nel corso degli anni, questo non sia neanche lontanamente sufficiente. Quello che manca ai due protagonisti è il sincero e autentico desiderio di prendersi sul serio almeno per una sola volta in tutta la loro vita. Per questo discutono molto tra loro (meglio "tergiversano") di ogni evento si verifichi nella vita dei loro vicini così come della società, ma non fanno mai uno sforzo perché, pure appoggiandosi l'uno sull'altro, possano almeno cercare di elevarsi, di fare qualcosa che dia davvero fondo alle loro energie. Preferiscono invece continuare a rimanere nella loro mediocrità, seppure insoddisfatti e continuamente in preda a lamentele e litigi, comunque meno faticoso che impegnarsi davvero. Yates mostra come anche un conseguimento oggettivamente prezioso come può essere la famiglia, i figli o una bella casetta non sono nulla se non contestualizzati in una ricerca a più ampio respiro, del senso della propria vita. La incontestabile mancanza di perseguimento di alcun ideale di bellezza da parte di ognuno, è la causa che porta al tragico epilogo. Ultima osservazione, non che sia un difetto: alla banalità dei personaggi l'autore non propone alcuna alternativa, forse perché egli condannava l'intera classe borghese americana senza possibilità di appello, o forse perché vuole lasciare al lettore tale compito. Poco importa. In ogni caso semplicemente eccezionale.
Voto: 5/5


mari (01/06/2009)
Grande romanzo, grande letteratura, chissà perché s'è dovuto attendere che si facesse il film per scoprirlo o riscoprirlo, Yates... ma gli editori che fanno? Comunque: in linea di massima concordo con le recensioni e le osservazioni degli altri lettori (esclusa Giusy la moralista), solo trovo strano che si parli dei Wheeler, senza fare differenze tra i due: April avrà i suoi difetti ma almeno è sincera, coerente e coraggiosa; Frank è ipocrita, egocentrico e vanesio. La differenza conta, e infatti nel finale si rivela tutta.
Voto: 5/5


Pierluigi (28/05/2009)
Una gemma!
Voto: 5/5


viky51 viky51@yahoo.it (09/05/2009)
sono d'accordo con chi ritiene questo romanzo un capolavoro. Attualissimo, triste, ma sbagliato soffermarsi sulla trama e sulla fine, inevitabile. La cosa che colpisce è la descrizione dei personaggi. Lo consiglio veramente a tutti
Voto: 5/5


Elisa (06/05/2009)
più che anticonformismo traspare la mancanza di strumenti per affrontare la vita in queste due persone che si ritrovano troppo giovani a "fermare" le proprie vite, senza immaginare altri futuri possibili oltre a quello vagheggiato da giovani. un libro scritto abbastanza bene, a tratti senz'anima. i romanzi che lasciano il segno, sono a mio parere altri.
Voto: 3/5


Carmelo De Rosa (29/04/2009)
Per Iannozzi: per fortuna "non riesce mai a infondergli né la bellezza né la dannazione (...) dell?emblematico decadente e perfetto anticonformista", visto che Frank non è né decadente né tantomeno vero anticonformista.
Voto: 4/5


gianni (21/04/2009)
Questo libro, che è un capolavoro assoluto, l?ho letto ormai più di un anno fa, ma lo ricordo ancora come uno dei libri più belli cha abbia mai letto. E? scritto in maniera divina e direi che è anche tradotto molto bene. La storia è dura, cruda e spietata, ma se volete trovare il lieto fine o storie spensierate evitate i libri di Richard Yates (gli unici altri suoi libri tradotti in italiano sono la raccolta di racconti ?Undici solitudini? ed i romanzi ?Disturbo alla quiete pubblica? ed ?Easter Parade? che forse è il meno cupo). I personaggi sono descritti molto bene e rappresentano una generazione di giovani che, negando i valori borghesi dell?opulenta società americana, credono, e soprattutto si sentono, di essere alternativi. In realtà i personaggi sono persone vuote e frustrate. Lui che fa un lavoro che potrebbe essere svolto anche dal più stupido essere umano, lei attrice mancata e donna non realizzata. La fuga sembra l?unica soluzione. Ecco quindi che decidono di lasciare tutto e partire per Parigi, per ricominciare tutto da zero, cercando una seconda possibilità. Seconda possibilità che non potrà però esserci?. E qui mi fermo per non svelare troppo della trama. E? vero che il mondo è bello perché vario, e che sui gusti non si discute, ma non capisco proprio come un romanzo del genere possa non piacere. Usando le parole di Tennessee Williams (cito a memoria, potrei quindi sbagliare ma mi sembra che il senso della sua frase sia proprio questo) ?Se nella letteratura americana attuale manca qualcos?altro per fare un capolavoro, non saprei dire cosa?. Mi ritrovo pienamente in questo pensiero. Come poi si possa definire questo romanzo ??.un lavoro che ricalca alla perfezione la stupida drammaticità delle soap americane? non riesco proprio a capirlo, ma ripeto, il mondo è bello perché vario. Se poi possiamo dire queste cose perché Yates non ha mai vinto il Nobel per la letteratura allora?????? Voto: 5 perché non è possibile dare di più.
Voto: 5/5

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