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 Narrativa italiana

Piperno Alessandro - Persecuzione

Persecuzione
TitoloPersecuzione
AutorePiperno Alessandro
Prezzo€ 6,99
EditoreMondadori
FormatoePub con DRM - richiede Adobe Digital Editions
Dimensione2,3 MB
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Disponibile anche nella versione a stampa a € 17,00
Dati2010, 417 p., ill., rilegato
EditoreMondadori
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Descrizione
Luglio 1986. Una villa immersa nel verde, alle porte di Roma. Raccolta intorno alla cena, una bellissima famiglia: Leo è un quarantottenne oncologo infantile di fama internazionale, Rachel un medico e una madre dedita e rigorosa, Filippo e Samuel due figli alle soglie dell'adolescenza. Il tg delle otto lambisce in sottofondo questo momento di intimità quasi perfetta, fino a che, proprio dalla tv, giunge la notizia che cambierà per sempre la vita di ciascun membro della famiglia Pontecorvo. Leo è accusato di un reato ripugnante. E tale accusa proietta su di lui il cono d'ombra di un potentissimo riflettore, che rivela crepe, passi falsi, ipocrisie, infingardaggini o la semplice pigrizia di cui si è reso responsabile nel corso della sua esistenza. L'attività di primario, la correttezza di professore, ogni dettaglio della sua vita intima e civile sta per essere messo in discussione dai nemici e dagli amici di un tempo, da giornalisti ingolositi e puntigliosi magistrati, assistenti truffaldini e scaltri avvocati, truci galeotti e secondini brutali... Così, dalla sera alla mattina, il professor Pontecorvo si ritrova trasformato nell'oggetto privilegiato del pubblico biasimo: vittima inerme di odio, pettegolezzo, delazione, calunnie, intimidazioni. Leo sarebbe forse in grado di sopportare tutto questo: ciò che lo annienta è il silenzio della moglie e dei figli. Che siano loro i primi a non credere alla sua innocenza? Con lo sguardo feroce ma sempre emotivamente compromesso, con il brio e la capacità di affondo psicologico che abbiamo conosciuto in Con le peggiori intenzioni , Piperno ci racconta la storia di un uomo di successo giunto improvvisamente alla resa dei conti con il proprio narcisismo e le proprie infantili fragilità; ci racconta una famiglia, i suoi riti, le sue tenerezze e i suoi tabù. E insieme scandaglia i meccanismi della nostra psiche, l'urgenza collettiva di capri espiatori, le sottili ma spaventose distorsioni generate dalla lente deformante dell'informazione. Questo romanzo, affollato di personaggi memorabili eppure percorso dalla linea monodica di un solo lamento, mette in scena su un palcoscenico angosciosamente simile alle nostre case il dramma senza tempo e senza riscatto della giustizia umana e dei suoi (inevitabili?) errori.
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I vostri commenti
45 recensioni presenti. Media Voto: 3.8 / 5

francesco (03/09/2012)
Penso che Piperno sia una delle voci più interessanti nel panorama della letteratura italiana. Usa lingua come un pennello, dipingendo quadri di singolare bellezza.
Voto: 5/5


patroclo (10/06/2012)
ah boh. no, non chiedetemi perché Piperno polarizza cosí tanto - o si ama o si odia/ ci schieriamo come Guelfi e Ghibellini. a me pare sopratutto un ottimo scrittore, forse il migliore che abbiamo in Italia in questo momento. é uno scrittore che a 50 pagine dalla fine ha il coraggio di continuare ad abbozzare personaggi e ad aggiungere episodi e ti chiedi "e ora? quindi quando arriva il finale e lo scioglimento?" - e quando questo arriva, avresti voglia di averne ancora (non per niente é il primo capitolo di un dittico). la storia é Roth, ma é anche italiana fino al midollo, una storia di caduta senza redenzione che é anche Monicelli, é anche Alberto Sordi, é anche Detenuto in attesa di Giudizio, é Tangentopoli, é giornalismo di alto livello e commedia all'italiana di quella vera. Piperno é bravo e basta, e se manca una stelletta é perché forse il meccanismo ci mette un pochino troppo a innescare la scintilla nel lettore. e ora vado a cercare Camilla, che meriterebbe una bella lezione...
Voto: 4/5


Carlo Romano (24/04/2012)
3 libri di 3 diversi scrittori italiani ( Vitale,Mazzantini e Piperno)sono più che sufficienti per dire...basta! e bastaaa! Non si può sprecare tempo e denaro per leggere libri che non hanno nemmeno la parvenza di romanzo! Eppure per Piperno si sono sprecati i giudizi tipo "romanzo bellissimo". Qualcuno ha avuto la sfrontatezza di paragonarlo al grandissimo "Roth": vergogna! Ripensate un pò alla fantascientifica, irreale,assurda trama del libro ( non oso chiamarlo romanzo, i romanzi sono altri!). Se volete leggere un libro noioso e prolisso, ormai è certo, rivolgetevi agli scrittori italiani, sono degli esperti. Sì l'unica nota positiva è la scrittura di Piperno, davvero bella, anche se non rispecchia la quotidianetà . Il suo modo di scrivere veramente piacevole mi ha fatto arrivare fino alla fine. Allora chiedo all'autore,così talentuoso,perchè questo libro?
Voto: 1/5


Gaecanelli (08/04/2012)
Il piacere di leggere un libro scritto in Italiano e non tradotto dall'Americano. Evidenti gli echi di Roth, Leo è uno Svedesone della media borghesia romana degli anni ottanta, e la bimba che gli distrugge la vita è la figuretta spaculare di Merry. Non c'è redenzione, come in Roth e, in maniera diversa, in McCarthy. Resta il fatto che raramente ci si trova a leggere un'opera così ben costruita, strutturata e raccontata da un nostro connazionale (che non si chiami Calvino o Pirandello o Bufalino). Assolutamente da leggere e rileggere. Domani inizio "Inseparabili".Nulla è devastante quanto il fuoco amico dei ricordi (ovviamente di Proustiana memoria).
Voto: 5/5


gabril (02/04/2012)
"Con gli occhi prossimi a spegnersi K. fece in tempo a vedere i signori che, vicino al suo viso, guancia contro guancia, osservavano l'esito. 'Come un cane!'disse e gli parve che la vergogna gli dovesse sopravvivere." E' il celebre explicit del "Processo" di Kafka. Ed ecco l'incipit di "Persecuzione": "Era il 13 luglio 1986 quando un imbarazzante desiderio di non essere mai venuto al mondo s'impossessò di Leo Pontecorvo". Man mano che procede la lettura delle vicende che a poco a poco, fatalmente, si chiuderanno come un nodo scorsoio intorno al collo dell'affascinante, benestante, celebre oncologo Leo Pontecorvo -distruggendolo- ci rendiamo conto che l'imbarazzo iniziale è destinato a mutarsi in profonda, cupa, inesorabile vergogna. Piperno è scrittore scaltrito dalla consuetudine con i grandi classici europei: studioso di Proust e della letteratura francese, amante e cultore di Kafka. Al centro delle sue opere un ebraismo di cui ha esperienza e di cui narra, che lo avvicina a P.Roth. E mi pare che basti a delineare l'orizzonte di una scrittura e di una costruzione narrativa impeccabili. "Persecuzione" è un racconto impegnativo, non vi è dubbio. La parabola discendente del dottor Pontecorvo è descritta con dovizia di particolari; vi si aprono parentesi che sono gorghi entro i quali occorre lasciarsi avviluppare: episodi dell'infanzia; differenze di pensiero e di consuetudini tra le famiglie di Leo e della moglie Rachel (entrambe ebree ma di estrazione sociale differente); il rapporto reciprocamente avvinghiante e morboso tra i due figli e infine, al culmine della storia, l'incontro con la piccola dark lady, la dodicenne Camilla, a cui è affidato il potere più distruttivo, la miccia che, accesa, innescherà una serie di reazioni a catena che inesorabilmente porteranno alla fine di tutto. A Leo in quello scantinato. "Come un cane".... L'eredità di questa fine immonda (più volte lo scarafaggio viene nominato) è lasciata al secondo libro.
Voto: 5/5


angela (24/03/2012)
Finalmente un bel romanzo, un romanzo che ti riconcilia col piacere della lettura. Dopo tanti autori moderni e relativi romanzi piuttosto insignificanti ecco qualcosa che vale la pena di leggere. Il profilo di Leo Pontecorvo e la persecuzione di cui è vittima difficilmente si dimenticano. Romanzo denso di cose e significati. Da leggere sicuramente.
Voto: 4/5


Barbara (21/02/2012)
Un romanzo perfetto! Leo Pontecorvo si aggiunge alla mia parsonalissima lista di martiri...e mi mancherà moltissimo. Da leggere avidamente!
Voto: 5/5


Giorgia Di Porto (09/01/2012)
una piacevolissima lettura!
Voto: 5/5

Finito di leggere ora e quindi le emozioni sono fresche. L'ho letto con estrema attenzione ,mi sono gustata tutte le parti riguardanti i ricordi ,ogni volta l'ho posato con un atto di volontà ,poiché avrei continuato la lettura dimenticando tutto il resto e sapendo che più in fretta l'avessi letto prima sarebbe finito .0ra mi rimane una nostalgia infinita del professore Pontecorvo e di tutti i personaggi del libro ,mi rimane una pena nel cuore per questa storia così triste ,forse surreale ma anche molto vicina penso,a certe situazioni che nella vita purtroppo possono capitare .Se un libro riesce a suscitare emozioni così forti ,io lo chiamo UN GRANDE LIBRO Giuliana
Voto: 5/5


luigia (17/11/2011)
Una buona scrittura (ce ne sono poche in circolazione).Storia dolorosamente toccante.Aspetto il seguito.
Voto: 5/5


Andrea (29/08/2011)
Una premessa doverosa: non è un libro per tutti, e non si tratta nemmeno del classico giallo accattivante, un page-turner all'americana per intenderci. Lo stile di Piperno è complesso, il linguaggio forbito, i riferimenti culturali non evidenti. Talvolta si deve persino ricorrere al dizionario. Però è un romanzo splendido. La vicenda personale di Leo Pontecorvo - un uomo fondamentalmente buono, che perderà tutto quanto gli è caro a causa della sua "indolenza" - e dei famigliari è coinvolgente nella sua drammaticità. Man mano che la lettura avanza, aumenta la rabbia per le circostanze che condurranno a un finale purtroppo chiaro fin dall'inizio. Magistrale, come nel primo libro, la caratterizzazione dei personaggi. A mio parere il miglior autore italiano degli ultimi cinque anni. Attendo con impazienza il seguito!
Voto: 5/5


ful (23/08/2011)
Noiosissimo. Il titolo promette bene e anche l'idea non sarebbe male ma il racconto non decolla. Ad ogni piccolo passetto in avanti nella storia, seguono pagine e pagine di ricordi (noiosi pure quelli e inutili) che bisogna sorbirsi per timore di saltare qualche punto importante. Per non parlare dei dialoghi da soap opera, come qualcuno ha già scritto. E' la prima volta che sento il desiderio di scrivere una recensione di una libro: è stato una vera delusione. Sconsigliato.
Voto: 1/5


alice (28/07/2011)
Nel romanzo d'esordio Piperno il sacco lo ha vuotato con coraggio, tutto. Secondo romanzo: lontanissimo dal primo, riconoscibile solo dallo stile. Penso alla Murgia, gran successo all'esordio per aver spiattellato vita vissuta, addirittura un film. Secondo romanzo: lontanissimo dal primo, una sorta di ricerca storico-sociologica romanzata, a lei però è andata meglio, ha portato a casa il Campiello. Avanzo un'ipotesi di fantaletteratura: e se, così come esistono gli autori per i programmi televisivi, esistessero autori occulti che tessono trame ad uso di scrittori in cerca di ispirazione? Comunque merita
Voto: 5/5


Christian Valtorta (22/07/2011)
Piperno non è uno scrittore di talento, ma un grande studioso, e gli perdoniamo volentieri certe manie di grandezze e atteggiamenti da Hollywood. Gli ho preferito Con le peggiori intenzioni, che per quanto non eccezionale si meritava il plauso di buon romanzo d'esordio. Qui c'è molta dispersione, insicurezza, voglia di stupire. Un buon libro, però.
Voto: 3/5


Sara (01/07/2011)
Tanti temi troppo seri trattati in toccata e fuga , soffocati da particolari inutili all'economia del romanzo. Salvato solo dallo stile , ma nemmeno troppo.
Voto: 2/5


alice (03/06/2011)
Spulciare il testo per scovare incongruenze su luoghi e tempi non ha senso per questo romanzo che si muove tutto su un piano onirico. La prigione a cui Leo Pontecorvo si condanna non è fisica ma interiore, non mi stupirei se alla fine del secondo volume Leo si svegliasse, ancora in tempo per non portare Camilla in montagna. Ho gustato ogni singola parola
Voto: 5/5

Ho trovato questo romanzo piuttosto noioso. Buona l'idea di partenza di andare a vedere chi è realmente il mostro che viene sbattuto in prima pagina e cosa egli prova. Tuttavia le centinaia di pagine di ricordi smaglianti della vita del protagonista. che fanno da contrappasso con lo squallore del suo presente, risultano alla fine noiose, ripetitive e stucchevoli. Non si capisce inoltre la sua strana reazione di chiudersi nel sotterraneo e di non far nulla per proclamare la sua innocenza davanti alla famiglia e al mondo. L'accostamento con gli ebrei che si sono fatti sterminare quasi senza reagire non mi ha per niente convinto. L'analogia tra il protagonista, divenuto un mostro ed autoesiliatosi in casa propria, con la figura di Gregor Samsa è senz'altro appropriata ma pretenziosa (autoincensante?). Infine un accusa senza appello ai dialoghi, che sono realmente terribili: quasi da soap opera (o persino peggio). Non credo che leggerò il seguito.
Voto: 2/5


Alessandra Basso (20/03/2011)
Un romanzo attuale e ben costruito che consiglio anche a chi ama il genere noir.
Voto: 5/5

Copertina insignificante, titolo sibillino, mica tanto accattivante: ma quando ci entri non ti molla più, ti trascina in un mondo parallelo eppure così vicino, ti prende come un film. Quando esce il seguito? Piperno, vogliamo sapere! (...non aprite quella porta?) Valeria
Voto: 5/5

Buon libro, ben scritto. Il suo maggior pregio costituisce anche il suo più grande limite, e viceversa. Facile scrivere del mondo che ben si conosce, ripescando nelle sensazioni maturate quando si è ragazzi. Allo stesso tempo, sentirsi a proprio agio nella narrazione consente una più efficace introspezione e conferisce credibile profondità alla storia. Si ha, comunque, l'appassionante sensazione di leggere una storia vera, sebbene talvolta lo stile sia pretenzioso e indulga al compiacimento ed all'ostentazione. Apprezzabile, comunque, scandagliare tematiche oggi fuorimoda, come il dolore, la vergogna, la dignità, l'ostilità di chi dovrebbe volerti bene in ogni caso. Piperno ha il merito di far sentire al lettore la vicinanza sensoriale della storia, di immergerlo concretamente nelle vicende che, più che essere narrate, sono descritte e di cui si può cogliere il respiro, grazie ad una narrazione che privilegia l'interiore, la sensazione, la riflessione.
Voto: 4/5

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