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 Narrativa italiana

Mastrocola Paola - Una barca nel bosco

Una barca nel bosco
TitoloUna barca nel bosco
AutoreMastrocola Paola
Prezzo€ 7,99
EditoreGuanda
FormatoePub con DRM - richiede Adobe Digital Editions
 Disponibile anche nella versione PDF
Dimensione535,3 KB
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Disponibile anche nella versione a stampa a € 9,35
Dati2007, 257 p., brossura
EditoreGuanda
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28 recensioni|Condividi suFacebookTwitterLinkedinWindows Live
Descrizione
Gaspare Torrente, figlio di un pescatore e aspirante latinista, approda a Torino da una piccola isola del Sud Italia. Un ragazzo come lui, che a tredici anni traduce Orazio e legge Verlaine, deve volare alto, fare il liceo e scordarsi il piccolo mondo senza tempo della propria infanzia. Ma la scuola superiore tradisce le sue aspettative: si trova alle prese con programmi flessibili, insegnanti incapaci e compagni "alla moda". Si sente sempre fuori tempo, fuori posto, come una barca nel bosco. E anche l'università, qualche anno dopo, non è da meno. Ma proprio quando tutto sembrerebbe perduto, la vita gli regala una svolta sbalorditiva, un riscatto etico ed estetico nei confronti di una società che riconosce solo i gregari e di un sistema scolastico che si rivela inadeguato a coltivare un talento; un sistema che Paola Mastrocola coglie nelle sue pieghe più divertenti e insieme drammatiche, calandosi nella voce di un ragazzo che tra lo stupore e l'amarezza racconta il proprio percorso di "sformazione".

I vostri commenti
28 recensioni presenti. Media Voto: 3.6 / 5

filippina (04/04/2013)
prima parte interessante, seconda surreale... mi è sembrato un romanzo a tesi: gli insegnanti non fanno il loro dovere e gli alunni, i migliori, devono livellarsi verso il basso. possibile che fra gli insegnanti di gaspare, dalle medie all'università, se ne salvi solo una?
Voto: 3/5

Da educatrice ho apprezzato molto questo testo..una storia scritta per far riflettere chi vive il contesto scolastico ogni giorno.
Voto: 4/5


Fabio De Rosa (04/06/2011)
Non avevo mai letto niente di Paola mastrocola, e questo libro mi ha sorpreso. Bello e facile da leggere, spiritoso, racconta le assurdita' della scuola di oggi. Anche il finale, assolutamente inaspettato, mi pare intrigante, ed e' un messaggio agli insegnanti e ai genitori: i ragazzi sono come le piante.
Voto: 5/5


stefano (24/03/2011)
Libro controverso, fino a metà la storia di un ragazzo che lascia l'isola con la madre per studiare,la difficoltà di ambientazione,l'emarginazione,la riscossa personale,il ripensamento.....poi ad un tratto tante stranezze da parte del personaggio e il racconto che va a ritroso nel tempo facendo capire e raccontando i fatti successi in precedenza....mah....perplesso. La diversità portata agli estremi....
Voto: 3/5


Maria Teresa (16/03/2011)
Gapare in questa nuova scuola si sente come una "barca nel bosco", come un pesce fuor d'acqua. È un libro realistico, che rispecchia la scuola di oggi. Un libro bellissimo, sembra di vivere insieme a Gaspare, un libro realistico che rispecchia la scuola di oggi, se non sei alla moda, se non vesti in un certo modo la gente scansa.
Voto: 5/5


danypicci87 (30/08/2010)
L'ho trovato delizioso!! Mi ha tenuto incollato alle sue pagine per un'intera giornata, finché non l'ho finito. Acuta la sua diagnosi della scuola al giorno d'oggi e anche di alcuni insegnanti (per fortuna non tutti). Forse mi è piaciuto così tanto perché mi sono un po' rispecchiato in Gaspare (mi sono laureato in lingua e letteratura greca), ma credo che chiunque possa rivedere se stesso in questo ragazzo così estraneo al mondo in cui vive. Ci siamo tutti sentiti, almeno una volta nella nostra vita, "una barca nel bosco".
Voto: 5/5


mauro (06/07/2010)
Mi è piaciuto molto. L'ho trovato scorrevole, ironico, surreale. A volte effettivamente un po' forzato, ma niente che stonasse con il carattere del ragazzo. Sempre alla ricerca dell'approvazione degli altri fino a quando, finalmente prevale il suo modo d'essere, non importa se positivo o negativo, apprezzabile o disdicevole, in ogni caso solo suo. L'unica cosa che non mi è piaciuta, il fatto che a volte mi sono rivisto nei suoi pensieri.
Voto: 4/5


Francesca (04/07/2010)
Gaspare: all'inizio l'ho amato, a metà mi ha incuriosito, alla fine non l'ho capito. Tuttavia mi piace molto il modo di scrivere di questa autrice.
Voto: 2/5


enrica (02/04/2010)
Gaspare Torrente è un ragazzo a cui ci si affeziona. Tradisce la propria vita trascorrendo la sua adolescenza cercando di non disattendere le aspettative che gli altri hanno nei suoi confronti (la mamma che fa tanti sacrifici per lui, i compagni ai quali deve assomigliare per essere accettato, l'insegnante dell'ora di ascolto..)E' un romanzo scritto con una dolce ironia che fa rilettere sui meccanismi sociali dei quali tutti siamo a volte autori, a volte vittime.
Voto: 4/5


giovanni (05/02/2010)
Di facile e veloce lettura, quasi cinematografico nei salti di narrazione, nella sua caratterizzazione dei personaggi e anche nella sua visionarietà. Forse la sintassi dell'io narrante non è adatto al personaggio descritto, troppo "anomalo"... Acuta e sardonica descrizione del mondo scolastico, dagli anni 90 ai nostri giorni... Libro bello ma non imperdibile!
Voto: 4/5


lalla (01/11/2009)
dico 1/5 perchè non c'è un voto più basso. troppo ripetitivo. non mi è piaciuto affatto. trovo che un genio come lui, un latinista nato che quasi non riesce a dormire la notte se non riesce a tradurre un termine, che si trasforma in un truzzo, sia un insulto all'intelligenza umana. Le mie condoglianze a quei poveri neuroni.
Voto: 1/5


Lorenzo (30/09/2009)
E'un libro che mi è piaciuto soltanto in parte... Spesso infatti è molto ripetitivo e si dilunga in discussioni fuori contesto... Comunque la storia è molto veritiera e il giovane Gaspare rappresenta molti intelligenti ragazzi non considerati come tali dalla società attuale!
Voto: 3/5


antonella (31/07/2009)
Ho acquistato questo libro grazie ad una lettrice che ha inviato un commento per "La solitudine dei numeri primi",mi ha incuriosito il titolo e dopo averlo letto mi sento proprio di consigliarlo a tutti,ragazzi e non.Penso che acquistero' altri libri della Mastrocola perche' ho apprezzato molto il suo modo di scrivere e di raccontare il mondo dei giovani a volte cosi complicato e difficile e mi ha fatto riflettere sul fatto che noi adulti ci dimentichiamo forse troppo spesso di essere stati giovani anche noi.
Voto: 5/5


Julian (12/07/2009)
è la prima volta che leggo un suo libro, me lo hanno assegnato per le vacanze. In giro trovo tanti commenti positivi, ma a me è parso totalmente noioso, soprattutto nella prima parte. Il finale mi è sembrato che non avesse quasi nulla a che fare con la storia. Sul riassunto dietro al libro si legge che fa una svolta sensazionale, ma a me è sembrato che il ragazzo fosse sempre sullo stesso punto di prima. Direi che è un libro troppo surreale...
Voto: 1/5


giuly (20/05/2009)
primo libro che leggo della Mastrocola...tutto sommato un buon libro, scorrevole, a tratti divertente a volte più triste e malinconico. Anche io dividerei il libro in 2.. la prima parte molto più scorrevole e realistica, la seconda invece mi ha lasciata un po' perplessa (per via di tutte quelle piante)..però devo dire che mi è piaciuto! sicuramente leggerò altri titoli di questa autrice
Voto: 4/5


agnese94 (27/03/2009)
in generale un bel libro, anche se la seconda parte è abbastanza surreale. la prima parte del libro è invece assolutamente reale, o almeno nella gran parte dei suoi aspetti [e io ne so qualcosa perchè fraquento il liceo....] di certo non è una storia poi così intrigante ma bella nella descrizione dei problemi dei ragazzi.
Voto: 3/5


Barby (23/03/2009)
Libro da suddividere in due:la prima parte è molto coinvolgente e scorrevole,la seconda è un po' più pesante e noiosa...Comunque un bel libro che parla di temi d'attualità e di come si può sentire a scuola un/a ragazzo/a un po' diverso/a...
Voto: 4/5


daniela (30/11/2008)
Non avevo mai letto nulla della Professoressa Mastrocola. A dire il vero è da poco che leggo libri di Scrittori viventi. Gli amici si burlavano di me perchè dicevano che mi ero fermata con la prosa a Pavese e con la poesia a Pascoli. Credevo che del mondo attuale ci fosse poco da dire, pochi sentimenti, pochi slanci, poco di tutto. L'appiattimento delle idee in una parola. Una collega mi ha poi avvicinato ai romanzi più recenti. Prima credevo che fosse già stato detto praticamente tutto, ora ne ho la certezza. Solo la letteratura scientifica ha ancora delle frontiere veramente aperte. Ritengo tuttavia che la qualità possa ancora fare la differenza. Parliamo pure di noi, parliamo dell'uomo e non raccontiamo magari niente di nuovo. Raccontiamoci nei dettagli quotidiani, nei nostri smarriemnti. Parliamo delle zavorre che ci impediscono di spiccare il volo e delle macchinazioni sociali che uniformano tutti e ridicolizzano chi ha un qualche talento, ma non è allineato e conformato a sufficienza per farlo emergere. Parliamo pure della comunità intellettuale che teme le menti nuove e impedisce loro di emergere, facendo leva sui punti deboli e rendendo difficoltoso l'inserimento. Parliamone pure, purchè la realtà sia mascherata da una intelligente ironia. Fa male, ma un pochino di meno. Per fortuna neppure Gaspare sembra soffrire troppo. Brava alla Professoressa. Direi che c'è del personale dentro. Molto vero, molto intimo, tutto molto così. Un doveroso ringraziamento.
Voto: 5/5


Stefania (03/08/2008)
Un libro scritto bene ma certamente non realista. Io il liceo l'ho frequentato e un solo insegnante su otto era come quelli descritti nel libro... dopo mesi ancora sempre alla pagina 12? quando mai... mi ricordo il primo giorno di prima liceo...la professoressa entra in classe, saluta e via si incomincia l'analisi grammaticale...argomento già strafatto, sì, se hai sempre fatto il tuo dovere già sin dalle elementari, ma un ripasso male non fa!!! La conclusione più che mai irreale.. dal modo in cui il protagonista decide l'argomento della tesi alla sua casa a più piani invasa da alberi... Siamo sinceri:"Una barca nel bosco" è sicuramente scritto in maniera eccezionale, lineare e semplice ma pieno di buchi, argomenti/situazioni lasciate in sospeso che solo quando non ti ricordi nemmeno più di esserti chiesto "e ciò, come va a finire?" trovi righe che ti rispondono! Insomma un libro mediocre, piacevole da leggere ma certamente che non ha niente a che vedere con la situazione scolastica liceale che la maggior parte degli studenti volenterosi si trova a dover affrontare.
Voto: 2/5


Monica (17/07/2008)
Sopra le righe. Nella prima parte oscilla tra la favola dell'emigrante ingenuo (con la famiglia che fa sacrifici per farlo studiare) e la caricatura della scuola attuale, totalmente diseducativa; nella seconda parte la narrazione si fa sempre più irreale (e forzata) fino a diventare metafora assoluta della non integrazione: nella scuola, nell'università, nella vita. Divertente, ma non esaltante.
Voto: 3/5

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