Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando...
Jonas vive in un mondo perfetto. Non solo senza guerra, né malattia, né dolore, né angoscia; ma senza neanche la conoscenza di cosa sia la guerra, o il dolore, o la malattia, o l'angoscia. A 'conoscere' è solo l''accoglitore di memorie' e, ad undici anni, proprio Jonas verrà prescelto per diventare il nuovo 'accoglitore'. Sperimenterà così il male, ma anche il prezzo da pagare per non provarne. Per la pace e l'equilibrio la Comunità ha rinunciato ai colori, alla musica, alla memoria, all'amore, all'individualità. Ognuno adempie al compito scelto per lui e quando qualcuno, per un motivo o per un altro, non si conforma alle regole, viene semplicemente "congedato". Jonas non può sopportare tutto questo e si ribella. Come giustamente fa notare Tommaso Pincio nell'introduzione, questo volume può paragonarsi a più noti romanzi per quanto riguarda il puntare i riflettori sul lato oscuro dei non-luoghi dell'utopia. Ma qui non c'è alcun dittatore da combattere, non il 'Grande Fratello' di Orwell, non la cattiva 'Panem' degli Hunger Games. Qui il protagonista si ribella al senso comune di un mondo che, seppur asettico, funziona.
Sinceramente non capisco come possano esserci voti così alti per questo libro.
Non è niente di più che un libro per ragazzi, anzi ragazzini, decisamente niente di che.
Libro dalle belle atmosfere, vale giusto la lettura ad un bambino prima di andare a nanna per attivargli la fantasia e fargli fare sogni felici.
Non ci ho trovato niente di particolarmente profondo.
Avevo iniziato a leggerlo convinto di acquistare la trilogia ma penso proprio che mi fermerò qui.
Solitamente quando devo dare un voto ad un libro su ibs ci penso su un bel po', mettendomici proprio d'impegno a cercare difetti che possano far scalare il voto. Con questo libricino consigliatomi dalla giovane proprietaria di una libreria nel mio paese invece mi viene spontaneo dare il voto massimo e ciò è sicuramente dovuto all'emozione che questo libro è stato in grado di suscitare e ad alcune considerazioni che illustro subito. E' un libro pensato sicuramente per un pubblico giovane e lo si intuisce dalla prosa scorrevole, poco pretenziosa, lineare, priva di fronzoli stilistici. I temi trattati però sono quelli di un filone prettamente adulto, quello distopico. Lois Lowry è riuscita con grande maestria a coniugare queste due anime, quella più giovane e quella più adulta, restituendoci una storia appassionante, dalle tinte forti, dalle atmosfere sinistre trascinando il lettore in una scoperta che diviene passo a passo più sconcertante, una ricerca della verità, dell'autenticità, della libertà e della consapevolezza più matura. Ma quel che più conta, al di là del finale che può deludere o meno e che in molti non hanno capito, è che questo libro contiene finalmente un messaggio, un monito, una morale, come accadeva nei vecchi libri per ragazzi e non; un messaggio che non svelo perché esso è il tesoro che la scrittrice ha affidato al suo libro e dunque è giusto che ognuno lo cerchi tuffandosi nelle pagine di questo piccolo semplice capolavoro. Se tutti i libri per ragazzi fossero così profondi ed educativi probabilmente gli adulti di domani sarebbero un po' più illuminati.
Assolutamente fantastico. Anche se all'inizio puo' sembrare monotono, quando tutto accade riesce a stupire per la doppia difficilissima scelta di Jonas, il dodicenne protagonista. Un libro su cui i grandi possono riflettere, ma che i grandi dovrebbero essere obbligati a leggere. Dopotutto il mondo messo sotto accusa è proprio quello degli adulti e della loro razionalità spinta all'estremo. Stupendo!
Libro che costringe a riflettere ed esaspera la nostra società fino ai limiti estremi.
Ottimo romanzo, soprattutto perchè, che io sappia senza un proseguimento.
Che brutto libro! Stile molto referenziale e poco letterario. Un finale insoddisfacente, personaggi poco caratterizzati (e il fatto che essi vivano in un mondo grigio non vuol dire che l'autore si debba appiattire al colore scelto, oppure lo deve fare con arte). Tematiche già note.
Non leggerò il seguito.
Interessante e poetico sotto molti aspetti, ma a mio parere le ottime premesse da un certo punto in poi non si sviluppano come speravo, viste le enormi potenzialità del romanzo. Da quel punto di vista un pò inconcludente, ma sicuramente di piacevole lettura.
Credevo dalla trama a inizio libro che fosse totalmente diverso. Sono rimasta stupita poi nel leggerlo. Una sorta di 1984 di George Orwell. Libro che si legge molto velocemente. Interessante nelle sue vicende. Molto chiaro, per nulla difficile.
Spero di leggere presto il seguito.
È un libro che ben si presta ad essere letto in questo periodo di Natale per i sentimenti che trasmette, la magia che ci dona e la delicatezza della penna dell'autrice pur nel trattare argomenti scottanti come la sessualità, l'eutanasia e l'infanticidio.
Prima di iniziare la lettura già fantasticavo ammirando la copertina di questo romanzo, diventato ormai un classico del nostro tempo: delle farfalle dai molti colori vivaci che si levano in volo dalle mani rugose di un'anziana persona, su uno sfondo color seppia; le prime pagine poi, mi hanno dato subito la conferma che era il libro che mi aspettavo fosse.
La fantasia inizia a correre fin da subito, ma prima di farci addentrare nel romanzo ci viene proposta una splendida prefazione a cura di Tommaso Pincio con un azzeccato accostamento al poeta inglese Samuel T. Coleridge che pose l'interessante questione del "cosa accadrebbe se al momento di riaprire gli occhi, dopo il sonno, dopo aver sognato, ci trovassimo con un fiore in mano?". Probabilmente penseremmo che il Paradiso esiste, ed i nostri sogni sono le manifestazioni di mondi e dimensioni ulteriori...
Romanzo distopico (dove viene presentata una società indesiderabile sotto tutti i punti di vista. Il termine è stato coniato come opposto di utopia ed è soprattutto utilizzato in riferimento alla rappresentazione di una società fittizia, spesso ambientata in un futuro prossimo, nella quale le tendenze sociali sono portate ad estremi apocalittici).
Jonas, il protagonista del romanzo, vive in una Comunità particolare, dove il suo contributo, come quello degli altri abitanti, consiste nel raccontare la mattina successiva i sogni fatti nella notte. Ma Jonas sogna rare volte e spesso i suoi ricordi sono confusi...
Un romanzo delicato, ricco di riflessioni, e che ti tocca dentro.
Come il Donatore inizia pian piano a colorare con le memorie la vita di Jonas, così l'autrice scalda e colora a poco a poco la nostra anima con le sue parole. Ottimo e consigliatissimo!
Sono rimasta totalmente ammaliata e rapita dalla lettura di questo piccolo libro. Non bisogna mai valutare un libro dalla sua dimensione. Perché "The Giver" è come un piccolo scrigno prezioso che contiene l'universo intero. Una storia breve, ma talmente intensa che mi è difficile esprimere esattamente tutte le emozioni e le riflessioni che mi ha donato. E' infatti proprio il caso di dire che "The Giver" è un libro che fa riflettere!!! Fa riflettere sulla vita e sul mondo in cui viviamo. "The Giver" è un libro meraviglioso, una favola un po' inquietante ma piacevolissima da leggere e assolutamente priva di fastidiosi risvolti moralistici! Grazie allo stile di scrittura semplice e scorrevole lo possono leggere pure i bambini, ma per i contenuti profondi che ha, io dico che è perfetto per gli adulti. Al suo interno si possono trovare piccole analogie con famosissimi romanzi distopici, pur mantenendo completamente inalterata la sua forte personalità e originalità. Non siamo infatti davanti a una scopiazzatura di opere maggiori, ma ad un romanzo con una storia inedita a tutti gli effetti, che è stato già tradotto in tantissime nazioni e che, tra ovazioni e tentativi di censura, è già diventato un classico per ragazzi. E dopo avere avuto il piacere di leggerlo non ne sono per niente stupita.
Non ci sono mezzi termini: The Giver è un romanzo struggente, doloroso, disturbante. E' reso tale dalla realtà che racconta, una realtà che ci priva del libero arbitrio, dell'individualità, della possibilità di scegliere ed eventualmente sbagliare. Criticato, censurato, accusato di essere troppo simile a "1984" di Orwell, "The Giver" offre tanti motivi per essere letto e si deve semplicemente sceglierne uno.
semplicemente stupendo!!
devo dire che all'inizio ero un pò diffidente , a partire dal titolo - il donatore- che mi faceva pensare a qualcosa tipo vampiri, sangue ecc ecc...
inutile dire che questo libro è stata proprio una sorpresa , a partire dalla semplicità con cui viene raccontata la storia, passando per i colpi di scena stupefacenti e finendo con un elogio alla fantasia dell'autore..
Non ho mai letto in vita mia un libro di questo tipo. Curato molto nei dettagli e nello svolgimento del libro; credo sia l'ideale per i ragazzi adolescenti. Si può immaginare un altra parte del mondo, perfetta, per di più. Sono rimasta un po' sconvolta che in questa Comunità non esistano nonni, zii, VERI genitori. Anche perchè nel libro si racconta di un tipo di lavoro detto Partorienti...ma per il resto...devo congratularmi con l'autrice. Si merita davvero un cinque su cinque questo libro.
6 milioni di copie vendute, censurato da molte scuole americane, eppure vincitore della Medaglia John Newbery... un piccolo gioiello della fantascienza, un 1984 per ragazzi.
davvero bello.
Il libro si "divora"in pochi giorni, non solo per la scorrevolezza della narrazione, ma anche per la curiosità della storia; così inaspettatamente profonda che induce a riflettere sull'essere...
Bellissimo libro!
Scorrevole e al tempo stesso profondo. Credo che sia un libro adatto a tutte le eta' che offre numerosi spunti di riflessione. Pensare che quando l'ho acquistato non ero troppo convinta della scelta perché' non era il genere che prediligo.
Un libro ben riuscito e veramente profondo, per i temi trattati. La storia e' appena iniziata, essendo il primo di una trilogia, e sono curioso (come tutti gli altri lettori, dopotutto) di andare a vedere, a scoprire, come proseguira' e si concludera' l'avventura di Jonas e Gabriel. La storia ed i temi sono si' importanti ma non originali - e qui non si puo' fare a meno di andare a scoprire le analogie con altre opere sia letterarie che cinematografiche (ma premetto ed avverto subito che si tratta di analogie solo per i temi trattati: la storia, la trama, ovviamente e meno male e' diversa): quello di un mondo perfetto, senza più pulsioni (forse sentimenti, ma non e' il caso di The Giver), guerre, sofferenze, fame, colori, male lo si puo' ritrovare anche nel film The Village, dove tra l'altro rientra il tema della Comunita'. Cio' ch'e' sconvolgente, e che rende originale la storia e' cio' che Lowry crea: il Mondo Nuovo con regole prestabilite, da "imparare a memoria", senza altri libri che non siano i codici dove queste disposizioni sono contenute, ed il Vocabolario per imparare la lingua. Tutto deve essere perfetto, anche la societa' in se': organizzata in tutte le fasi della vita umana, dall'Uno al Dodici e poi fino all'Anzianita'. Senza piu' neanche Memoria, per evitare appunto tutto cio' che nella Comunita' di The Giver si vuole evitare. Puo' ricordare, anche, ma solamente sotto il profilo della ribellione all'autorita' Queste oscure materie, che inizia guarda a caso con la fuga del protagonista (della protagonista nel caso della trilogia di Pullman) dal mondo nel quale si trova: ed anche quello di Jonas potrebbe essere visto come un mondo a se', dal quale il protagonista decide di fuggire ribellandosi a cio' che viene a scoprire con il nuovo incarico di Accoglitore di Memoria. Temi dunque non nuovi, ma sempre attuali e per questo occorre accettare ed accogliere opere come quelle della Lowry, perche' fanno e devono far riflettere.
Una sorpresa assoluta e graditissima, un romanzo di una crudeltà sottile nello svelare a poco a poco il mondo perfetto in cui vive Jonas, il protagonista, e le premesse spietate (ed efficientissime) su cui si basa.
L'umanità ha scelto l'Uniformità: niente fame, niente conflitti, niente sentimenti, niente di qualsiasi cosa possa differenziare, turbare, proporre una scelta, anche minima: perfettamente inquadrati dal concepimento al Congedo, gli abitanti delle Comunità si muovono impassibili e turbati da niente in un mondo perfetto - perfettamente grigio.
L?autrice ci porta con impassibile gentilezza a guardare il fondo dell?abisso, un abisso di asettica asimmetria, ipnotizzante e terrificante. Un romanzo da leggere e rileggere, diffondere, prestare, pubblicizzare, regalare, di cui parlare: perché nasconde molto, e molto insegna sulla libertà, sul dolore, sulla memoria. Sull?amore.
Bel libro.
E' stato il primo libro che mi ha fatto provare sensazioni analoghe a quelle provate con 1984. Ovviamente il paragone non regge, il capolavoro di Orwell resta tutt'altra cosa, ma secondo me vale la pena di leggerlo. L'unica cosa che non mi è piaciuta è stato il finale, un po' troppo frettoloso.
Non capisco gli utenti che criticano a questo libro il fatto di trasmettere angoscia, credo che l'intenzione dell'autore fosse proprio questa, quindi è riuscito nel suo intento. No?
Comunque, lo consiglio!!
Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
R.E.A. Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 1.054.852 i.v.