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Giordano Paolo - La solitudine dei numeri primi |
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Titolo | La solitudine dei numeri primi |
| Autore | Giordano Paolo | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
|  | | Dati | 2008, 304 p., rilegato |
| Editore | Mondadori
(collana Scrittori italiani e stranieri) |
| | Disponibile anche usato a € 9,00 su Libraccio.it | | | Disponibile anche in eBook a € 6,99 | Nella promozione Mondadori fino al 30 giugno |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima 2008.
Nella serie infinita dei numeri naturali, esistono alcuni numeri speciali, i numeri primi, divisibili solo per se stessi e per uno. Se ne stanno come tutti gli altri schiacciati tra due numeri, ma hanno qualcosa di strano, si distinguono dagli altri e conservano un alone di seducente mistero che ha catturato l'interesse di generazioni di matematici. Fra questi, esistono poi dei numeri ancora più particolari e affascinanti, gli studiosi li hanno definiti "primi gemelli": sono due numeri primi separati da un unico numero. L'11 e il 13, il 17 e il 19, il 41 e il 43… A mano a mano che si va avanti questi numeri compaiono sempre con minore frequenza, ma, gli studiosi assicurano, anche quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatterà in altri due gemelli, stretti l'uno all'altro nella loro solitudine. Mattia e Alice, i protagonisti di questo romanzo, sono così, due persone speciali che viaggiano sullo stesso binario ma destinati a non incontrarsi mai. Sono due universi implosi, incapaci di aprirsi al mondo che li circonda, di comunicare i pensieri e i sentimenti che affollano i loro abissi. Due storie difficili, due infanzie compromesse da un pesante macigno che si trascina nel tempo affollando le loro fragili esistenze fino alla maturità. Tra gli amici, in famiglia, sul lavoro, Alice e Mattia, portano dentro e fuori di sé i segni di un passato terribile. La consapevolezza di essere diversi dagli altri non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo fino a portarli a un isolamento atrocemente arreso. Paolo Giordano descrive la parabola di queste due giovani esistenze attraverso parole commosse eppure lucidissime. Il tono del romanzo cresce non appena ci si inoltra nel racconto e nelle vite dei protagonisti. Anche la sintassi e la complessità della frase si evolvono a mano a mano che i due ragazzi crescono, guidandoci in un percorso che conduce lentamente verso significati più acuti. Le descrizioni quasi elementari dei primi capitoli, quando le vite di Mattia e Alice devono ancora incrociarsi, lasciano il posto a una profondità di pensiero imprevedibile e inaspettata. Il linguaggio si affina, le frasi si intrecciano, i pensieri si complicano. La solitudine dei numeri primi è un romanzo che ci cresce tra le mani, che parte in sordina per esplodere nel finale, è un'opera delicata e terribile allo stesso tempo in cui, al posto degli adolescenti belli e perfetti che affollano le pagine dei romanzi contemporanei, emergono due protagonisti imperfetti e marginali. I turbamenti e le cicatrici, i fallimenti mai confessati e l'incapacità di vivere quelli che normalmente sono considerati successi, insomma tutta l'umanità scartata dagli altri scrittori, entra nelle pagine di Paolo Giordano. Questo giovane fisico torinese, con la sua opera prima, sposta il baricentro del mondo verso l'angolo oscuro e disprezzato della società, facendo leva, come un moderno Galileo, sulla vita dei suoi ragazzi speciali. L'ennesima dimostrazione della vivacità che caratterizza la generazione dei trentenni italiani, un esperimento ben riuscito che conferma una regola elementare: a volte basta spostare il punto di osservazione perché un altro universo ci esploda, meravigliosamente, tra le mani.
Ascolta la lettura delle prime pagine e l'intervista all'autore del libro su RadioAlt.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788804577027
La solitudine dei numeri primi
Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.
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| La recensione de L'Indice |
 Succede, una volta ogni tanto, che un libro incontri insieme il consenso della critica e quello del pubblico. Trionfa allora, specie su quotidiani e rotocalchi, la sociologia della letteratura da bar; impazzano le valutazioni pensose sul giovane ricercatore di fisica (l'autore del libro) che, dal nulla, trae fuori un potenziale romanzo generazionale. Prima difficoltà socioletteraria: che generazione racconta il Giordano di questa Solitudine dei numeri primi? Risposta da lettore comune: nessuna. Paolo Giordano, ventotto anni, mette in questo libro d'esordio il materiale tipico di ogni debutto. Tutta la sua vita finora, la sua idea del mondo e delle cose, una dose che non pare studiata d'ingenuità nella costruzione della storia. Perché qui c'è un autore dilettante e l'accezione è sempre quella: scrittore che, per vivere, fa dell'altro consapevole della necessità di una storia, di una fabula che attragga. I personaggi in scena all'inizio sono tre bambini: Alice, Mattia e la sorella di lui, Michela. Michela è, avverte senza problemi il risvolto di copertina, una "ritardata mentale". Mattia, al contrario, è di precoce intelligenza e, in quanto tale, un po' inviso ai suoi compagni di scuola. Il giorno che uno l'invita a una festa porta con sé la sorella minorata, ma l'abbandona nel parco. Alice, dal canto suo, è un esempio piuttosto tipico di bambina costretta dai genitori (il babbo) a far cosa che detesta: nel caso di specie, sciare. Una mattina, dietro le insistenze del genitore insensibile, si butta sulla pista con l'obbligo di "far vedere chi è"e si rompe una gamba, procurandosi una zoppia che l'accompagnerà tutta la vita. È chiaro a questo punto, perché Giordano predilige il gioco a carte scoperte, uno dei temi del libro: l'inadeguatezza. Alice è zoppa, Mattia troppo intelligente, Michela (destinata a uscire di scena e insieme a restarci sempre, sullo sfondo) inadatta al mondo e basta. Se non che, i bambini si fanno adolescenti e poi adulti e devono rispondere alle domande che il mondo rivolge loro. Sono aiutati dal caso, che in questo libro ha un rilievo non indifferente. Alice e Mattia s'incontrano e, in un modo che sfugge naturalmente a ogni convenzione, proverebbero pure ad amarsi. Tanto non è consentito da una serie di fatti ordinari (la malattia e la morte della madre di Alice, per esempio, il trasferimento all'estero di Mattia dopo la laurea) che, in questo libro, hanno però sempre un'aura di eccezione, di davvero fuori dall'ordinario. Il risultato è dovuto alla lingua, su cui Giordano esercita un controllo ferreo e invisibile, Il paragrafo tipo della Solitudine ha i verbi reggenti concordati al passato remoto o all'imperfetto, tende a rifiutare le subordinate, impiega frequente il discorso diretto, impiega un lessico di registro medio. Sono queste caratteristiche a stridere con la costruzione dei personaggi che sono tutti, chi più chi meno, persone a disagio con la vita. Tanto Mattia quanto Alice, crescendo, fanno incontri: ma, come recita la frase in quarta di copertina, "Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l'aveva mai detto". I numeri primi, cui l'editoria non solo italiana ha dato tanto spazio in questi anni, sono allegoria di questo particolare tipo di solitudine. Spiega il matematico Mattia che, con più crescono le cifre, con più il numero primo successivo si allontana: laddove, come naturale, i più bassi sono abbastanza vicini. Ma il punto è ancora un altro: "A lei non l'aveva mai detto". In questo libro, il non detto supera di gran lunga l'espresso, il dichiarato. Sembra un ennesimo accenno all'indicibilità di se stessi, che è uno dei sensi di questo romanzo per tanti versi inquietante (c'è un accenno all'autolesionismo di Mattia ragazzo che merita approfondimento; e anche il legame con la sorella minorata non è di facile decrittazione). La tensione del romanzo tende a scemare un po' verso il finale, ma questo sembra il primo romanzo italiano del 2008 destinato a lasciare dubbi, a creare problema. Che se poi ha anche successo, non essendo ancora rubricato in codice penale come delitto o contravvenzione, ben venga. Giovanni Choukhadarian |
Recensioni 401 - 420 di 1086 recensioni presenti. Media Voto: 3.05 / 5m.d. (29-03-2009) Il libro e' stato molto coinvolgente soprattutto nei primi capitoli. finalmente un libro che affronta l'adolescenza anche nel suo aspetto piu' angosciante: l'inadeguatezza. Alice e Matteo sono anime lontane che non si inseguono, ma si affiancano senza toccarsi. L'unica pecca e' che Giordano, alla prima esperienza letteraria, avrebbe potuto approfondire le tematiche che sottendono ai problemi esistenziali dei due (forse tre? Michela!) protagonisti. Il finale lascia poche speranze per la coppia, ma spinge finalmente Alice verso il tentativo di una possibile serenità. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo (27-03-2009) Cupo, triste (ma questo è soggettivo) e anche scontato in alcuni passaggi. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
MANUELA (27-03-2009) Un buon libro, scritto in modo scorrevole e coivolgente, originale nell'idea di narrare di due vite parallele che solo a tratti riescono ad incontrarsi. L'autore ha saputo affrontare dei temi difficili nel modo più giusto, trasferendo al lettore uno stato d'animo. Non un trattato sull'anoressia, sulla depressione, dunque, ma un insieme di sensazioni, che pagina dopo pagina arrivano dirette a chi leggendo riesce ad immedesimarsi in Alice e Mattia, che le vivono in prima persona. L'unico appunto vorrei farlo al finale del libro, non per il fatto di non essere "lieto", ma per lasciare chi legge come sospeso in un limbo surreale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elvira (25-03-2009) a parte i primi due capitoli, piuttosto toccanti, sugli episodi che hanno segnato la vita dei protagonisti, l'ho trovato sorprendentemente freddo, incapace di suscitare un coinvolgimento!inoltre, l'autore da l'impressione fastidiosa di compiacersi del proprio stile! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
francy (24-03-2009) Non cadiamo nell'equivoco che il libro non piace perchè finisce male (o non finisce bene)e la gente preferisce il lieto fine. Questo libro non piace (a chi non piace) perchè lo si trova brutto. Tutto qui. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Kiara88 (23-03-2009) non sono affatto d'accordo con chi ha dato a questo libro un giudizio basso! credo che giordano abbia saputo con grande abilità affrontare tempi molto impegnativi con uno stile di scrittura davvero scorrevole e di facile comprensione per tutti! il premio strega è più che meritato!! non do il massimo dei voti perchè credo che i colpi di scena siano un pò troppo pochi(uno solo!), e perchè avrei preferito un finale diverso...comunque è davvero un bel libro! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandro alexvergnano@tiscali.it (23-03-2009) Devo ammettere che raramente leggo libretti leggeri di questo tipo quindi forse le mie aspettative sono eccessive. Certo che tra la letteratura commerciale in giro si trovano cose veramente illeggibili per la loro stupidità come Io & Marley, che ho recensito qualche tempo fa. Ci sono per altro anche buone opere come Il Codice Da Vinci, probabilmente il miglior romanzo uscito nell'ultimo decennio.
Questo "Numeri Primi" si situa in posizioni medio basse, ma certamente in confronto ad un Io & Marley è già un capolavoro: per lo meno la curiosità ti spinge a leggerlo fino in fondo e la prosa è accettabile anche se molto ripetitiva (ci sono certi aggettivi ripetuti letteralmente centinaia di volte, anche 3 volte nella stessa pagina). La parte migliore è certamente la prima, specialmente il primo capitolo con una notevole descrizione dell'esperienza sciistica della protagonista. Poi lo scrittore perde gradualmente brillantezza finendo a livello adolescenziale per situazioni e tematiche (lagnistei infiniti di adoloscenti innamorati).
Il finale è poi totalmente deludente, cioè non c'è un finale, lo scrittore finisce semplicemente di scrivere, mentre volendo poteva continuare ancora per decine di capitoli. Anzi, suggerisco al lettore intelligente di provare a trovare una fine soddisfacente a questo libro e scriversela da solo/a. In definitiva è un libretto che va bene sotto l'ombrellone, alla stazione in attesa del treno o in sala d'aspetto dal dentista. I premi vinti da quest'opera sono sicuramente esagerati e frutto di ragionamenti commerciali degli editori. L'autore, maturando nei prossimi anni, potrebbe anche produrre qualcosa di significativo; le basi ci sono. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Alessandro.Q (23-03-2009) Molto bello!!
scorrevole,mai noiso e tutti gli episodi contestualizzati...
narra le vite di due protagonisti che completamente avulsi tra loro,trovano un punto in comune per poi perdersi di nuovo e cadere in una vita scandita dai soliti episodi ma con la voglia e la forza di alzarsi in piedi da soli...
Ogni pagina racchiude un nuovo episodio e una nuova emozione.
Romanzo fantastico!!!bravo Giordano!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Guinevere (19-03-2009) e smettetela di crogiolarvi nel lieto fine scontato, banale e illusorio.Per qualcuno la vita è anche questo: solitudine, emarginazione, poca stima in se stessi, bisogno di amore che a volte non c'è perchè non si vuol vedere, perchè lasciarsi andare è una sfida con se stessi, perchè vivere fa paura...
L'ultima frase del libro è significativa: "Sorrise verso il cielo terso. Con un po' di fatica, sapeva alzarsi da sola" Non è questo il coraggio di rialzarsi? Di farsi forza nonostante tutto?Cercare di pensare ad una possibilità di riscatto? Alice e Mattia cercano tutti e due l'amore; e sarà l'amore stesso a guarire le loro ferite. Finora non l'hanno trovato...eppure c'era...era così vicino...
questo insegna che bisogna prendere la vita a morsi, avere il coraggio di compiere delle scelte anche se ne temiamo le conseguenze, guardare in faccia la realtà e dire: " Ok, adesso cercherò di avere il meglio per me...non mi farò condizionare dalle mie limitazioni, sarò me stesso sempre"
Sveglia ragazzi, la vita non può essere sempre come piacerebbe a voi...al limite riempite di fiabe e favole la vostra libreria e illudetevi un po'. Nonostante questo vi auguro di non soffrire mai quanto io ho sofferto.
Grazie Paolo Giordano
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nikki (18-03-2009) Ho sentito nominare molto questo libro e così ho deciso di leggerlo.. L'inizio è coinvolgente, dopo un pò meno, per poi ritornare nuovamente coinvolgente!!E' un libro triste, ma utile per riflettere sulla vita di tutti noi e ad essere sincera per alcuni aspetti mi sono immedesimata in Alice e per altri in Mattia..Lo consiglio a tutti per riflettere su di noi, ciò che siamo, sul mondo che ci circonda e per tante altre riflessioni.. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
valeria d'angeli (18-03-2009) E' bellissimo... i protagonisti esprimono un disagio esistenziale, ogniuno a modo suo. E' proprio per questo motivo che si incontrano.. ma è anche per questo che sono sempre così vicini ma mai abbastanza per toccarsi veramente.. così si lasciano strasportare dagli eventi.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Arianna (18-03-2009) Il libro scorre bene, Giordano ha una buona capacità di scrittura, ma il contenuto è arido. Quando si trattano argomenti così delicati bisognerebbe saperne almeno un minimo, non si possono prendere troppo alla leggera cose tanto importanti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Dario (18-03-2009) Non sono qui per giudicare questo libro, ma semplicemente per condividere con voi quello che ho sentito leggendolo. Mi è piaciuto molto l'intreccio iniziale, ti fa restare in attesa prima di vederci chiaro, sembra quasi la diramazione dei tanti binari alla stazione che convergono verso una sola direzione, e lì tutto diventa chiaro.
A volte, è vero, un po' surreale, ma le storie che scorrono sono esasperate ma non impossibili. Per cui tutto sembra racchiuso bene dal concetto di numeri primi e numeri primi gemelli, che rende alla fine questo libro un manuale di matematica fatto di una sequenza di numeri che per uno strano calcolo di pobabilità si sono trovati intrappolati assieme.
Il sottofondo di solitudine è agghiacciante ma provoca al lettore, quello che ho notato un po' in tutti, il senso di pesantezza e cuposità. Beh, direi che se uno scrittore riesce a trasmettere uno stato d'animo attraverso le sue parole allora è riuscito nel suo intento. E quindi sì, per me i premi che ha vinto sono meritati. Ciao a tutti. Dario B. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
SABINA (17-03-2009) Mi aspettavo molto di piu' da questo libro.Le tematiche sarebbero state anche interessanti ma affrontate con troppa superficialita'. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Marina (16-03-2009) Infinitamente triste. Nessuna speranza e anche quando, verso gli ultimi capitoli, il lettore si emoziona all'idea che forse l'autore abbia previsto un lieto-fine, la storia ripiomba nella sconfortante malinconia che attraversa ogni pagina sin dall'inizio. E' scritto molto bene, talmente bene da farti scivolare addosso tutta l'oppressione di una vicenda tanto triste.
Chi non ha voglia di deprimersi...non legga questo libro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
olga (16-03-2009) Non capisco come questo libro abbia potuto vincere così tanti premi, l'ho trovato molto noioso e cupo, una vera delusione! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Matteo (13-03-2009) Sinceramente non provo piacere nel dare recensioni negative, ma, purtroppo mi trovo costretto a valutare un libro che, dopo un discreto inizio, precipita in un baratro di angoscia e soprattutto di noia. A mio parere, la noia non può permettersela un libro che ha vinto due prestigiosissimi premi assolutamente non meritati e venduto 1 milione di copie.
E, dunque, prima di affermare che il libro merita 5/5 è importante che ciascuno si renda conto che tale libro emerge in un panorama letterario vasto, sicuramente attorniato da centinaia di capolavori, che spesso, non si pubblicano. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
nannarella (12-03-2009) Non mi è piaciuto è triste e cupo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
AnnaM. (11-03-2009) Sono davvero stupefatta dalle recensioni negative dei lettori! Ho iniziato il libro ieri prima di addormentarmi e, presa dalla storia, l'ho terminato oggi (sono a casa con l'influenza).
Certo, ognuno ha i suoi gusti personali, ma dire che non provoca emozioni, mi sembra proprio fuori luogo... forse questa gente si diletta di più a leggere le barzellette di Totti!
Prima di leggerlo avevo terminato Madame Bovary; non voglio certo paragonare Giordano a Flaubert, ma di sicuro Alice e Mattia resteranno vividi nella mia memoria tanto quanto la mitica Emma.
Un buon libro, secondo il mio modesto parere, si riconosce proprio dalla capacità dei personaggi di presentarsi al lettore, prenderlo per mano e trascinarlo nelle loro vite... e questo è ciò che l'autore ha saputo fare magistralmente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio Carnazza (11-03-2009) Mi sorprendono davvero i molti voti bassi, a me il libro è piaciuto veramente tanto!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 100 Recensioni 101 - 120 Recensioni 121 - 140 Recensioni 141 - 160 Recensioni 161 - 180 Recensioni 181 - 200 Recensioni 201 - 220 Recensioni 221 - 240 Recensioni 241 - 260 Recensioni 261 - 280 Recensioni 281 - 300 Recensioni 301 - 320 Recensioni 321 - 340 Recensioni 341 - 360 Recensioni 361 - 380 Recensioni 381 - 400 Recensioni 401 - 420 Recensioni 421 - 440 Recensioni 441 - 460 Recensioni 461 - 480 Recensioni 481 - 500 Recensioni 501 - 520 Recensioni 521 - 540 Recensioni 541 - 560 Recensioni 561 - 580 Recensioni 581 - 600 Recensioni 601 - 620 Recensioni 621 - 640 Recensioni 641 - 660 Recensioni 661 - 680 Recensioni 681 - 700 Recensioni 701 - 720 Recensioni 721 - 740 Recensioni 741 - 760 Recensioni 761 - 780 Recensioni 781 - 800 Recensioni 801 - 820 Recensioni 821 - 840 Recensioni 841 - 860 Recensioni 861 - 880 Recensioni 881 - 900 Recensioni 901 - 920 Recensioni 921 - 940 Recensioni 941 - 960 Recensioni 961 - 980 Recensioni 981 - 1000 Recensioni 1001 - 1020 Recensioni 1021 - 1040 Recensioni 1041 - 1060 Recensioni 1061 - 1080 Recensioni 1081 - 1086
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