|
|  |
Giordano Paolo - La solitudine dei numeri primi |
|
Titolo | La solitudine dei numeri primi |
| Autore | Giordano Paolo | Prezzo Sconto 20%
|
€ 14,40
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 3,60)
|  | | Dati | 2008, 304 p., rilegato |
| Editore | Mondadori
(collana Scrittori italiani e stranieri) |
| | Disponibile anche usato a € 9,00 su Libraccio.it | | | Disponibile anche in eBook a € 6,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
| |
|
|
Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima 2008.
Nella serie infinita dei numeri naturali, esistono alcuni numeri speciali, i numeri primi, divisibili solo per se stessi e per uno. Se ne stanno come tutti gli altri schiacciati tra due numeri, ma hanno qualcosa di strano, si distinguono dagli altri e conservano un alone di seducente mistero che ha catturato l'interesse di generazioni di matematici. Fra questi, esistono poi dei numeri ancora più particolari e affascinanti, gli studiosi li hanno definiti "primi gemelli": sono due numeri primi separati da un unico numero. L'11 e il 13, il 17 e il 19, il 41 e il 43… A mano a mano che si va avanti questi numeri compaiono sempre con minore frequenza, ma, gli studiosi assicurano, anche quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatterà in altri due gemelli, stretti l'uno all'altro nella loro solitudine. Mattia e Alice, i protagonisti di questo romanzo, sono così, due persone speciali che viaggiano sullo stesso binario ma destinati a non incontrarsi mai. Sono due universi implosi, incapaci di aprirsi al mondo che li circonda, di comunicare i pensieri e i sentimenti che affollano i loro abissi. Due storie difficili, due infanzie compromesse da un pesante macigno che si trascina nel tempo affollando le loro fragili esistenze fino alla maturità. Tra gli amici, in famiglia, sul lavoro, Alice e Mattia, portano dentro e fuori di sé i segni di un passato terribile. La consapevolezza di essere diversi dagli altri non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo fino a portarli a un isolamento atrocemente arreso. Paolo Giordano descrive la parabola di queste due giovani esistenze attraverso parole commosse eppure lucidissime. Il tono del romanzo cresce non appena ci si inoltra nel racconto e nelle vite dei protagonisti. Anche la sintassi e la complessità della frase si evolvono a mano a mano che i due ragazzi crescono, guidandoci in un percorso che conduce lentamente verso significati più acuti. Le descrizioni quasi elementari dei primi capitoli, quando le vite di Mattia e Alice devono ancora incrociarsi, lasciano il posto a una profondità di pensiero imprevedibile e inaspettata. Il linguaggio si affina, le frasi si intrecciano, i pensieri si complicano. La solitudine dei numeri primi è un romanzo che ci cresce tra le mani, che parte in sordina per esplodere nel finale, è un'opera delicata e terribile allo stesso tempo in cui, al posto degli adolescenti belli e perfetti che affollano le pagine dei romanzi contemporanei, emergono due protagonisti imperfetti e marginali. I turbamenti e le cicatrici, i fallimenti mai confessati e l'incapacità di vivere quelli che normalmente sono considerati successi, insomma tutta l'umanità scartata dagli altri scrittori, entra nelle pagine di Paolo Giordano. Questo giovane fisico torinese, con la sua opera prima, sposta il baricentro del mondo verso l'angolo oscuro e disprezzato della società, facendo leva, come un moderno Galileo, sulla vita dei suoi ragazzi speciali. L'ennesima dimostrazione della vivacità che caratterizza la generazione dei trentenni italiani, un esperimento ben riuscito che conferma una regola elementare: a volte basta spostare il punto di osservazione perché un altro universo ci esploda, meravigliosamente, tra le mani.
Ascolta la lettura delle prime pagine e l'intervista all'autore del libro su RadioAlt.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788804577027
La solitudine dei numeri primi
Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.
14,40
new
EUR
in_stock
| La recensione de L'Indice |
 Succede, una volta ogni tanto, che un libro incontri insieme il consenso della critica e quello del pubblico. Trionfa allora, specie su quotidiani e rotocalchi, la sociologia della letteratura da bar; impazzano le valutazioni pensose sul giovane ricercatore di fisica (l'autore del libro) che, dal nulla, trae fuori un potenziale romanzo generazionale. Prima difficoltà socioletteraria: che generazione racconta il Giordano di questa Solitudine dei numeri primi? Risposta da lettore comune: nessuna. Paolo Giordano, ventotto anni, mette in questo libro d'esordio il materiale tipico di ogni debutto. Tutta la sua vita finora, la sua idea del mondo e delle cose, una dose che non pare studiata d'ingenuità nella costruzione della storia. Perché qui c'è un autore dilettante e l'accezione è sempre quella: scrittore che, per vivere, fa dell'altro consapevole della necessità di una storia, di una fabula che attragga. I personaggi in scena all'inizio sono tre bambini: Alice, Mattia e la sorella di lui, Michela. Michela è, avverte senza problemi il risvolto di copertina, una "ritardata mentale". Mattia, al contrario, è di precoce intelligenza e, in quanto tale, un po' inviso ai suoi compagni di scuola. Il giorno che uno l'invita a una festa porta con sé la sorella minorata, ma l'abbandona nel parco. Alice, dal canto suo, è un esempio piuttosto tipico di bambina costretta dai genitori (il babbo) a far cosa che detesta: nel caso di specie, sciare. Una mattina, dietro le insistenze del genitore insensibile, si butta sulla pista con l'obbligo di "far vedere chi è"e si rompe una gamba, procurandosi una zoppia che l'accompagnerà tutta la vita. È chiaro a questo punto, perché Giordano predilige il gioco a carte scoperte, uno dei temi del libro: l'inadeguatezza. Alice è zoppa, Mattia troppo intelligente, Michela (destinata a uscire di scena e insieme a restarci sempre, sullo sfondo) inadatta al mondo e basta. Se non che, i bambini si fanno adolescenti e poi adulti e devono rispondere alle domande che il mondo rivolge loro. Sono aiutati dal caso, che in questo libro ha un rilievo non indifferente. Alice e Mattia s'incontrano e, in un modo che sfugge naturalmente a ogni convenzione, proverebbero pure ad amarsi. Tanto non è consentito da una serie di fatti ordinari (la malattia e la morte della madre di Alice, per esempio, il trasferimento all'estero di Mattia dopo la laurea) che, in questo libro, hanno però sempre un'aura di eccezione, di davvero fuori dall'ordinario. Il risultato è dovuto alla lingua, su cui Giordano esercita un controllo ferreo e invisibile, Il paragrafo tipo della Solitudine ha i verbi reggenti concordati al passato remoto o all'imperfetto, tende a rifiutare le subordinate, impiega frequente il discorso diretto, impiega un lessico di registro medio. Sono queste caratteristiche a stridere con la costruzione dei personaggi che sono tutti, chi più chi meno, persone a disagio con la vita. Tanto Mattia quanto Alice, crescendo, fanno incontri: ma, come recita la frase in quarta di copertina, "Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l'aveva mai detto". I numeri primi, cui l'editoria non solo italiana ha dato tanto spazio in questi anni, sono allegoria di questo particolare tipo di solitudine. Spiega il matematico Mattia che, con più crescono le cifre, con più il numero primo successivo si allontana: laddove, come naturale, i più bassi sono abbastanza vicini. Ma il punto è ancora un altro: "A lei non l'aveva mai detto". In questo libro, il non detto supera di gran lunga l'espresso, il dichiarato. Sembra un ennesimo accenno all'indicibilità di se stessi, che è uno dei sensi di questo romanzo per tanti versi inquietante (c'è un accenno all'autolesionismo di Mattia ragazzo che merita approfondimento; e anche il legame con la sorella minorata non è di facile decrittazione). La tensione del romanzo tende a scemare un po' verso il finale, ma questo sembra il primo romanzo italiano del 2008 destinato a lasciare dubbi, a creare problema. Che se poi ha anche successo, non essendo ancora rubricato in codice penale come delitto o contravvenzione, ben venga. Giovanni Choukhadarian |
Recensioni 761 - 780 di 1085 recensioni presenti. Media Voto: 3.05 / 5sabina (09-09-2008) Mi è stato consigliato e ringrazio chi l'ha fatto. Bello,scorrevole, sensibile e realistico nel descrivere l'inadeguatezza di due giovani particolari ma che rispecchia l'inadeguatezza dei giovani in generale.Bravo lo scrittore. Molto contenta di averlo conosciuto spero di leggere presto qualcos'altro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
filo (09-09-2008) Non penso sia il libro dell'anno! L'idea dei numeri primi è solo accennata ma non sviluppata. Sarebbe stato bello saperne qualcosa di più.
Il finale è diverso dagli altri, senza colpi di scena o trovate...e sembrerebbe la parte migliore del libro!
Ce ne sono stati di piu belli quest'anno... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Noemi (09-09-2008) Ho letto il libro in pochi giorni, spinta dalla curiosità... Però se posso dire a me non è piaciuto, è un libro che si parla della realtà dei ragazzi moderni ma è molto molto triste ed anche il finale è diverso da come un lettore può immaginare leggendo il libro.
Ho letto di recente un libro che trattava di matematica e di amicizia che a mio avviso vale di più! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mandy (09-09-2008) Sembra che questo libro o lo si odi o lo si ami. Vedo molte opinioni opposte. Sarà che l'ho letto in un momento particolare della mia vita, ma a me ha fatto venire i brividi e mi ha commossa, e non capita spesso... Entra di diritto nella classifica dei libri più belli mai letti in vita mia. Ho molto apprezzato il modo sottile di Paolo di non dire le cose ma farle arrivare lo stesso. Dote immensa per uno scrittore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandra nmceva@tin.it (08-09-2008) Due anime, due destini che non si potranno mai incontrare perchè troppo uguali. L'esistenza dei due personaggi scorre su due rette parallele. E come due rette parallele che non si incontrano mai, le loro vite si avvicinano fino a sfiorarsi, ma non si toccano mai. Un romanzo interessante, crudo e ben scritto. E credo che il finale "incompiuto" sia la soluzione più adatta. Un buon libro lascia sempre aperta la porta dell'interpretazione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luca (07-09-2008) Ho letto il libro in 2 giorni, significativo e fa molto riflettere. Peccato solo per il finale...un pò cosi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
andrea (06-09-2008) Grande romanzo di esordio di Giordano. Storia incentrata attorno a due ragazzi, la cui personalità rimane incompresa dai propri coetanei. Solo alla fine, quando tutto sembra aggiustarsi, ci si accorge che in realtà nulla è cambiato dall'inizio. Erano, restano e saranno per sempre numeri primi, tanto vicini ma, allo stesso tempo, tanto lontani per interagire.
consigliato a tutti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chiara (06-09-2008) Sinceramente mi ha deluso un pò il finale...sembra quasi incompleto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
xxMarta (06-09-2008) Sarà stato il titolo accattivante e/o il tanto sentir parlare bene del libro che anche io mi sono lasciata convincere a laggerlo. Fortuna che l'ho avuto in prestito e non l'ho acquistato! Non l'ho trovato un brutto libro ma niente di quella grande meraviglia di cui molti dicono; l'idea dei numeri primi mi è piaciuta, così come la prima parte in cui viene tracciato il profilo dei personaggi ma nonostante la fine non poteva essere differente mi ha lasciato stranita, come a chiedermi se il libro fosse finito davvero. Non mi sento di consigliarne la lettura, ci sono molti libri che meritano di più.. Ciao ciao Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Tommaso (06-09-2008) Mi sembra che il finale non sia proprio scialbo coem molti dciono!A me proprio questo mi ha destato interesse: vedere come due storie possano non incontrarsi mai, pur sapendo di essere fatte l'una per stare vicino all'altra, solo per il semplice motivo di non riuscire a dire una semplice parola, di non riuscire a compiere un semplice gesto, un gesto "normale"! Questo "non riuscire" è proprio quel numero pari messo in mezzo a quei due numeri primi gemelli che devono stare sempre vicino senza che le loro sagome si compenentrino mai!Bello mi è piaciuto molto!L'ho letto senza sapere avesse vinto un premio e mi ha rapito!l'ho letteralmente divorato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea Meduri (05-09-2008) Un racconto semplice che parla di due vite segnate loro mal grado da un destino spesso doloroso e che finisce inevitabilmente per rapirti e inglobarti nella storia, forse perché i personaggi rimangono bloccati in un limbo fatto di sofferenza e solitudine figlie di questa società in cui ognuno cerca la propria riscossa. Ma è proprio in questo che forse il racconto lascia un pò di retrogusto amaro, poiché ognuno dei lettori avrebbe voluto immedesimarsi e vivere anche la speranza della riscossa, invece ci lascia con un profondo vuoto, dubbi e incertezze per il futuro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
CIRO TIA (05-09-2008) Un inizio inquietante lasciava sperare bene. Lo sviluppo si è rilevato del tutto deludente. Ancor più deludente vista la pubblicità fatta. Lo stile di scrittura, semplice nel complesso, non appare coinvolgente meritando una sostanziale bocciatura. Preferisco lo stile "Faletti" che con il suo italiano riesce a tenere il lettore "legato" alla sedia. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Kikki (05-09-2008) L'aggettivo "imbarazzante" che ha usato Oz prima di me è azzeccatissimo. Anche io sono tra i detrattori, lo trovo un libro enormemente sopravvalutato; prende un po' di abbrivio nella seconda parte, ma all'inizio quanto ho faticato per continuare. E' una scrittura che non ha nulla di particolare. Quando lo vedo esposto con la fascetta rossa del Premio Strega mi viene voglia di andare lì e strapparle tutte.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
FEDERICA (05-09-2008) Un libro scorrevole ed ideale da leggere durante le vacanze. Mi aspettavo di più sia nel finale (che ho trovato, come spesso mi accade, un po' sbrigativo) sia per quanto concerne le grosse problematiche trattate (anoressia di Alice e chiusura col mondo di Mattia). Speravo che l'autore potesse sviscerare di più entrambi i protagonisti. Così, a mio avviso, sono rimasti un po' freddi e superficiali. Però Paolo Giordano è molto giovane e credo che possa migliorare col tempo, facendo maturare i suoi personaggi anche intimamente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marco (05-09-2008) Belle le prime pagine ma, andando avanti nella lettura, il libro si rivela banale, per niente originale e per lo più privo di emozioni. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giovanna (04-09-2008) Scontato e banale in ogni sua parte! dopo averlo letto non ti rimane niente... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Oz (04-09-2008) Sarà stato il titolo (azzeccatissimo!), sarà stata la pubblicità (troppa!), sarà stato il premio vinto (meritato?), sarà stata la giovane età dell'autore (evviva gli scrittori giovani!), ma anche io ci sono cascato come un allocco. Cos'ha di così bello questo libro, che piace tanto a tanti? Non riesco a trovare risposta, in realtà non è che ci abbia pensato più di tanto. Non mi sembrava ne valesse la pena...semplicemente io non l'ho trovato così bello. E' sempre bello leggere un romanzo in italiano, per godere della nostra lingua, ma parliamoci chiaro, l'italiano bisogna saperlo usare. Un Ammaniti ha uno stile giovane, "sporco", e che colpisce dritto, ma quando ce n'è bisogno, sa davvero scrivere. La Mastrocola ha fatto della leggerezza della scrittura il suo punto di forza, che ben si sposa con l'atmosfera leggermente irreale dei suoi libri. Ma Paolo Giordano? Dove vuole andare con questo stile acerbo e impersonale (a tratti imbarazzante)? A parte un incipit coinvolgente, la trama si perde in un nulla di fatto. Temi gravissimi affrontati con lo scopo di colpire il lettore, e non con quello di capirli. Insomma, se proprio volete leggerlo (per curiosità s'intende!) fatevelo prestare. Un romanzo d'esordio che potrebbe raggiungere una forzatissima sufficienza, ma in questo caso l'aspettativa delusa non può essere trascurata. Proprio no! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Andrea (04-09-2008) Tutto sommato non e' poi un libro cosi' deludente come scrivono molti; si lascia leggere, il che e' gia' qualcosa.
Ma se pensiamo che ha vinto quello stesso premio Strega che e' stato appannaggio de "Il Gattopardo" e "Il nome della rosa", ci si rende di quanto sia decaduta la letteratura, almeno quella italiana... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
VERONICA F. (04-09-2008) La storia è bella, anche se il finale sinceramente non mi ha detto nulla... anzi trovo che non ci sia un finale, secondo me è stato lasciato cosi perchè si vuole fare il continuo... chi vivra vedrà!!!
Molto bella la descrizione dei due numeri primi che pur se separati da un solo numero non s'incontreranno mai... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
andrea (04-09-2008) non mi ha lasciato nulla la lettura di questo premio Strega: è un libro che mi è stato compagno in questa estate e che ho già archiviato nella libreria.
Voto: 2 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 100 Recensioni 101 - 120 Recensioni 121 - 140 Recensioni 141 - 160 Recensioni 161 - 180 Recensioni 181 - 200 Recensioni 201 - 220 Recensioni 221 - 240 Recensioni 241 - 260 Recensioni 261 - 280 Recensioni 281 - 300 Recensioni 301 - 320 Recensioni 321 - 340 Recensioni 341 - 360 Recensioni 361 - 380 Recensioni 381 - 400 Recensioni 401 - 420 Recensioni 421 - 440 Recensioni 441 - 460 Recensioni 461 - 480 Recensioni 481 - 500 Recensioni 501 - 520 Recensioni 521 - 540 Recensioni 541 - 560 Recensioni 561 - 580 Recensioni 581 - 600 Recensioni 601 - 620 Recensioni 621 - 640 Recensioni 641 - 660 Recensioni 661 - 680 Recensioni 681 - 700 Recensioni 701 - 720 Recensioni 721 - 740 Recensioni 741 - 760 Recensioni 761 - 780 Recensioni 781 - 800 Recensioni 801 - 820 Recensioni 821 - 840 Recensioni 841 - 860 Recensioni 861 - 880 Recensioni 881 - 900 Recensioni 901 - 920 Recensioni 921 - 940 Recensioni 941 - 960 Recensioni 961 - 980 Recensioni 981 - 1000 Recensioni 1001 - 1020 Recensioni 1021 - 1040 Recensioni 1041 - 1060 Recensioni 1061 - 1080 Recensioni 1081 - 1085
|
 | I più venduti di Giordano Paolo |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|