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I commenti di ant
Recensioni 1 - 20 di 648 recensioni presenti.  Media Voto: 2.85 / 5

(16-12-2014)
Libro - I nostri giovedì al parco - Boyd Hilary
Jeanie sessantenne londinese in perfetta forma, titolare di un negozio di alimentari che si dedica con passione alla nipotina Ellie e la porta volentieri , quando può, al parco, viene travolta, non proprio nel bel mezzo del cammin della sua vita ma molto più avanti negli anni, da una passione amorosa che le terremoterà la vita, stravolgendogliela. Ed è proprio questo crescente "terremoto interiore" di Jeanie il succo del romanzo e anche la peculiarità , secondo me, gradevole e interessante di tutta la storia. Brava l'autrice a mettere in risalto, con eleganza e senza scadimenti in volgarità o manierismi eccessivi, la capacità e la sensibilità della protagonista di mettersi in gioco e di far luce sulla propria esistenza. Gli incontri casuali al parco tra Jeanie e Ray, e rispettivi nipotini, fanno da apripista ad una storia, che coinvolgerà non solo i protagonisti, ma anche i familiari degli stessi che saranno costretti per forza di cose a prenderne atto e a maturare pensieri e sensazioni particolari. Estrapolo un passaggio a mio avviso emblematico, la novantenne zia di Jeane, Norma, che si rivolge così alla nipote: """Sessanta è il paradiso. Il mondo ha chiuso con te, diventi invisibile a tutti gli effetti, soprattutto se sei donna. Mi piace pensarla come una terza vita. C'è l'infanzia, poi la conformità dell'età adulta, lavoro, famiglia, responsabilità, infine, proprio quando la gente dà per scontato che sia tutto finito e che tu sia un inutile mucchio di rottami, ecco comparire la libertà! Finalmente puoi essere quella che sei davvero, non quella che la società vuole che tu sia, non quella che tu pensi di dover essere""" Gradevole e scorrevole
Voto: 3 / 5
(01-12-2014)
Libro - Né potere né gloria - Parazzoli Ferruccio
Fantasiosa trama e intrigante romanzo: uno scrittore di Roma Antica , Valerio Massimo, si reca in Terra Santa e cerca di capire il perché Gesù sia stato abbandonato quasi da tutto il suo popolo, dopo che aveva compiuto non solo miracoli e prodigi, ma soprattutto aveva svelato e parlato di un nuovo modo di vivere e di interiorizzare le cose. Il primo incontro è con Pilato che si conferma distaccato e poco incline ad interessarsi di una popolazione, gli ebrei, e delle credenze e usanze di questi ultimi; il governatore però sentiti i propositi di Valerio Massimo gli suggerisce di portarsi con sé un ragazzetto sveglio e arguto, Iosef, che si rivelerà figura importante x entrare in relazione con tanti personaggi biblici famosi. Il libro si sviluppa con un pensiero dominante forte e centrale: l'incredulità ; l'io narrante, cioè lo scrittore Valerio Massimo, incontro dopo incontro non si capacità di come alcune persone possano aver assistito ad episodi incredibili come la resurrezione e nonostante tutto non abbian creduto fino in fondo a Gesù. Tra i tanti e noti personaggi biblici che V.Massimo incontra(il cieco nato, Lazzaro, Giuseppe d'Arimatea, Simeone, Zaccheo etc) risaltano, a mio avviso, le pagine in cui il protagonista parla di Maria e dell'unica risposta che lei le dà dopo un fuoco di fila di domande: "Io sono la porta"; e soprattutto spicca la parte del romanzo in cui il narratore incontra l'unica estranea ad aver creduto fino in fondo a Gesù: Maria di Magdala. Ps: non è un libro con intenti convertitori, ma solo un testo in cui l'autore, secondo me, pone e si pone sensate domande, con un finale particolare Singolare
Voto: 3 / 5
(01-12-2014)
Libro - La gente felice legge e beve caffè - Martin-Lugand Agnès
Una storia intima e controversa che ha per protagonista Diane, giovane donna parigina, proprietaria di un caffè letterario che ha lo stesso nome del titolo del libro. Una mattina qualunque Colin e Clara, marito e figlia di 6 anni della protagonista , escono per una passeggiata fischiettando x le scale ..ma nn torneranno mai più a casa a causa di un incidente stradale che ne stronca l'esistenza. Da questo punto in poi Diane si chiude sempre più in se stessa, confortata solo da Felix,amico e collaboratore del caffè, fino al momento in cui decide di dare una svolta alla sua esistenza, partire x l'unico luogo che aveva sempre desiderato visitare con Colin, l'Irlanda. Arrivata nell'isola di Smeraldo, Diane si sistema in un cottage in riva al mare e inizia a far conoscenza con usi, costumi, abitudini e modi di fare dei locali. Mi è piaciuta molto la parte del romanzo dove i vicini di casa spiegano a Diane le consuetudini del luogo ....Abby mi descrisse ogni batteria di pentole in cucina, poi passò ai canali via cavo, agli orari delle maree, e infine a quelli delle messe. "Non penso che ne avrò bisogno, non vado d'accordo con la Chiesa" "Allora siamo nei guai, Diane. Avresti dovuto informarti meglio prima di venire qui. Ci siamo battuti per la nostra indipendenza e la nostra religione. Ora vivi tra irlandesi cattolici e orgogliosi di esserlo" Cominciavamo bene... "Abby , mi spiace, io..." Lei scoppiò a ridere. Rilassati , per l'amor del cielo! Stavo scherzando. Mica sei obligata ad accompagnarmi in chiesa...ti do un piccolo consiglio: ricordati sempre che non siamo inglesi L'umanità e il calore irlandese gioveranno molto a Diane e soprattutto l'incontro col suo vicino dal carattere spigoloso Edward. Bel romanzo scorrevole con un finale non scontato, bellissime anche le descrizioni dell'Irlanda , soprattutto delle Isole Aran
Voto: 3 / 5
(01-12-2014)
Libro - Il confine di Bonetti - Floris Giovanni
Un bello spaccato degli anni 80/90 questo esordio nella letteratura per il noto conduttore di Ballarò, un'analisi di quel periodo sicuramente soggettiva, ma molto gradevole a mio avviso. Il tutto è ambientato a Roma, dove due ormai quasi cinquantenni(un regista ed un notaio) si ritrovano per una rimpatriata , ma la festa degenera e vengono addirittura arrestati, ed è questo l'avvenimento che scatena un mare di ricordi nel protagonista del romanzo, un facoltoso notaio romano(Ranò), che non solo si apre in una confessione fiume sui fatti che l'hanno portato alle reclusione, ma soprattutto narra del suo passato e del suo gruppo di amici che l'hanno seguito dai tempi delle scuole medie fino all'Università. In questo romanzo, per chi ha vissuto gli anni 80/90, ci sono segmenti e ricordi indelebili sotto ogni punto di vista: musica, cinema, televisione, sport, politica, costume, vacanze etc; quello che colpisce di più, a mio avviso, è la disamina dei comportamenti dei sogni e delle speranze dei giovani di quella generazione, esaminati con l'occhio di chi li ha vissuti ed apparentemente "cavalcati" con successo(il notaio famoso), ingabbiato però per sciocchezze non consone al suo rango... e forse per il suo livello di maturità(un cinquantenne troppo ragazzino). Estrapolo qualche passaggio che mi ha colpito: ...Tangentopoli mischiava le carte, cancellava il quadro politico, i volti dei potenti, i volti dei vincenti e dei perdenti. Scomparivano i partiti chiesa, comparivano i partiti azienda, comunità di migliaia di persone mascheravano i propri simboli e venivano travolte dalla durezza della realtà.I comunisti avevano sbagliato? Scomparivano. I socialisti avevano rubato? Scomparivano. I democristiani non avevano compreso la modernità? Scomparivano pure loro che sembravano indelebili...
Voto: 3 / 5
(17-11-2014)
Libro - La vita è un viaggio - Severgnini Beppe
Viaggiare rende umili,scrive Severgnini, viaggiare vuol dire allungarsi la vita, riempiendo il passato di ricordi e il futuro di progetti. Una frase che condivido in pieno, ma il libro non è un diario di cose viste né un reportage di viaggi inteso nel senso classico del termine, cioe descrizione di luoghi e narrazione dei posti; bensì è un excursus dell'Italia di oggi con tutte le sue traversìe, collegando la realtà con gli avvenimenti del passato. Ci sono una ventina di parole chiave, che a detta dell'autore, dovrebbero accompagnare "l'esploratore" nel viaggio della vita, e questi vocaboli vengon ben analizzati nei capitoli contenuti nel romanzo. Tanto per fare un es, una delle parole di cui sopra è "brevità" .."La bella brevità è onesta, utile e generosa: non garantisce soltanto chiarezza ed efficacia, ma regala tempo a chi legge"..o "resilienza" ..."La consapevolezza di saper resistere deve diventare un motivo d'orgoglio.La resilienza rinforza il carattere e produce personalità. Tra i sentimenti è forse il più letterario, dopo l'amore?. Pensate a un personaggio classico e scoprirete che il suo fascino nasce dalla capacità di affrontare le avversità" Voglio concludere la recensione invece estrapolando un passaggio che mi ha molto colpito e che riguarda la semplicità, Cesare Pavese e Bruce Springsteen: Tutti sanno vedere l'eccezionalità dei luoghi eccezionali-le Dolomiti al tramonto, Roma in primavera, la baia di Halong dal mare etc-Pochi sanno cogliere la magia dei luoghi normali. E solo un artista sa comunicarla. Così facendo , ci offre un regalo. Perché è nei luoghi normali che passa la nostra vita, e bisogna spolverarli dall'abitudine. C. Pavese e B.Springsteen mi hanno fatto questo regalo. Insieme nello stesso periodo, anni 70, mi hanno spiegato che i luoghi quotidiani erano magici: bastava guardare..... Le colline piemontesi sono incantevoli, ma C.Pavese ha saputo raccontarne la profondità, il fascino, la varietà. Senza aggiungere, appesantire,complicare
Voto: 3 / 5
(17-11-2014)
Libro - La sposa silenziosa - A. S. A. Harrison
Anche se il titolo potrebbe far presupporre che la protagonista del romanzo sia soprattutto femminile, la struttura del testo invece prevede un'alternanza paritaria tra capitoli intitolati "lei" e altrettanti "lui". Il libro è incentrato sul tormentato rapporto tra Jodi e Todd , ma il "tormento" viene fuori pagina leggendo perché apparentemente si tratta della classica coppia "bene statunitense" , con tanto di status symbol raggiunti e stabilizzati(lavori eccellenti, psichiatra una e imprenditore l'altro,bella casa, vacanze in posti esotici, shopping in negozi di alta moda, cane di lusso etc). L'autrice è abile a scandagliare il vissuto di entrambi i coniugi , evidenziando problematiche relative all'infanzia, sogni realizzati, progetti e soprattutto tanto non detto e molti sotterfugi che sfociano in un apparente benessere, ma che nascondono baratri di incomprensioni. Effettivamente il passo decisivo verso la rottura lo compie Todd e quindi le elucubrazioni mentali di Jodi su quello che sarà la sua vita , stando al titolo, diventano il cardine della narrazione, ma i pensieri e gli arrovellamenti di Todd una volta che la separazione è partita, a mio avviso, non sono da meno in intensità e drammaticità. Chiudo estrapolando un passaggio che descrive i caratteri dei protagonisti: ...""la dote più grande di Jodi è il silenzio, ed è una cosa che lui ha sempre amato di lei: lei sa farsi gli affari propri , tenersi le cose per sé, ma questo atteggiamento è anche la sua arma più letale....Todd se ne intende di sofferenza, ha ricevuto un'educazione cattolica, sa che la sofferenza fa parte della vita, sa che è impossibile che non ci sia, perché nella vita c'è tutto. La vita è un mosaico i cui contorni non sono definiti. Nel mosaico della vita le parti si sovrappongono, perché nulla è solo in un modo""... Finale drammatico in un thriller psicologico, secondo me, accattivante
Voto: 3 / 5
(10-10-2014)
Libro - Il sale rosa dell'Himalaya - Baresani Camilla
Una discesa agli inferi, partendo da situazioni banali e molto comuni. Il romanzo inizia in una fredda sera di metà febbraio, a Milano, una ragazza in carriera, Giada, ha come ospite a cena a casa sua un rampante uomo d'affari e per dare un tocco esotico ai suoi piatti esce x comprare sale rosa himalayano. Mentre Giada attraversa i giardinetti pubblici, le si avvicina un mendicante x chiedere soldi, l'alito cattivo di quest'ultimo, la faccia deturpata, l'insistenza, scatenano in Giada un senso di repulsione che la portano a scacciare via il seccatore con insofferenza e brutalità. Yon, il nome del diseredato, a questo punto toccato nel vivo blocca Giada e la trascina dietro un albero e da lì in poi la discesa agli inferi di Giada ha inizio. La ragazza viene portata in una baracca, alla periferia di Milano, in balia di Yon e del suo compare Dimitru. L'autrice è abilissima a tracciare il quadro psicologico, comportamentale e sociale della protagonista, descrivendone le ambizioni sfrenate di carriera e il contesto in cui abitualmente lavora , allo stesso tempo vengono dettagliatamente sviscerati usi, costumi e abitudini molto provinciali e da parrucconi dei familiari, vicini di casa, amiche e amici etc. In una situazione drammatica come un sequestro maldestro di persona, tipo quello descritto sopra, invece di far emergere immediatamente angoscia e preoccupazione nelle persona vicine a Giada, paradossalmente è fonte di critiche sfrenate e maldicenze sulla malcapitata e prima che le indagini partano con decisione , passano parecchi giorni e la povera Giada sopravvive di stenti e privazioni a due passi da una delle città più moderne d'Europa. Un presa di coscienza, da parte di Giada, che la sua vita, fino al rapimento, sia stata vissuta circondata da gente a dir poco inutile, d'altro canto sia i colleghi che i familiari di Giada, se apparentemente si mostrano ai mass media preoccupati e in ansia x le sorti della rapita, in cuor loro sono più che infastiditi.Particolare
Voto: 4 / 5
(10-10-2014)
Libro - Morte di un uomo felice - Fontana Giorgio
Testo molto interessante, in cui a far da protagonisti sono la Milano dei primi anni '80 e soprattutto le indagini di un magistrato, che non solo vuol rendere giustizia alle vittime dei terroristi, ma allo stesso tempo è curioso e vuole capire il perchè tanti giovani abbian intrapreso una strada così cruenta e violenta da arrivare ad agire così. Si intervallano nella narrazione non solo le vicissitudini riguardanti il protagonista, cioè il magistrato Giacomo Colnaghi, ma anche il vissuto del padre di quest'ultimo, Ernesto, attivo esponente della Resistenza negli anni '40, e spaccati piacevoli su Milano. Riporto dei pensieri di Colnaghi, elucubrazioni che evidenziano la voglia di capire il perchè di certe azioni e metodologie dei terroristi ..."" il problema del terrorismo è che rivela uno stato di adolescenza all'interno del vecchio corpo italiano. La Repubblica non ha gli anticorpi e dunque perde di credibilità.(Obiez. semplice e radicale : come fidarsi di chi ha messo in campo la strategia della tensione? Non si può. Quindi lotta a oltranza; quindi, rivoluzione)"""... Questa invece è un'estrapolata di un dialogo in un interrogatorio tra Colnaghi e un terrorista ...."""il terrorista: "E quindi il problema come si risolve? Colnaghi alzò le braccia: "Parlando. Trovandoci a metà strada nei bar, nelle chiese, nelle piazze. Così finalmente ci si conosce, tutti insieme, e si capisce che siam in tanti a volere un'altra Italia. ..il terrorista: "Io penso che se il sistema è spietato, ho il diritto sacrosanto di esserlo anch'io; e colpendone i simboli posso indebolirlo fino a spezzarlo:Fine del discorso. ..Colnaghi: "So che la ns democrazia è piena di ombre, di errori spaventosi. Ma con tutte le sue ombre , se non altro può migliorare: può fermare l'onda dell'odio, può farla finita con i violenti, può combattere il male che porta dentro. Invece l'omicidio -di un uomo inerme, di un uomo colpito alle spalle - non si corregge; e non serve a nulla . Lascia solo sofferenza"
Voto: 4 / 5
(02-10-2014)
Libro - Manna e miele, ferro e fuoco - Torregrossa Giuseppina
Un libro in cui si esaltà la libertà di poter seguire i propri istinti senza condizionamenti, e la cosa non è semplice assolutamente, in più quello che ho trovato veramente eccezionale all'interno di queste pagine è la descrizione dell'antica professione dei raccoglitori di manna dagli alberi di frassino, siccome il libro è ambientato in Sicilia, dei "mannaluori". La trama: il libro si sviluppa descrivendo parallelamente la vita dei due personaggi principali Romilda e Francesco, che sono proprio all'opposto sia per caratteristiche comportamentali che di pensiero; manna e miele la prima, capace di entrare in sintonia sia con persone che con animali e piante, ferro e fuoco l'altro, sospettoso, calcolatore e avido di potere. Gli avvenimenti del romanzo riguardano la Sicilia di fine Ottocento, ed essendo barone Francesco, diciamo che il matrimonio con Romilda non è proprio d'amore, ma imposto. I due all'inizio si studiano, si confrontano, cercano di mescolarsi, ma quello che ne vien fuori è un incredibile crescendo di pensieri su quello che potrà accadere o che poteva essere , un arrovellarsi continuo di congetture da entrambe le parti.La parte più bella del libro, a mio avviso, è quella in cui il papà di Romilda descrive tutte le peculiarità dei raccoglitori di manna e allo stesso tempo narra situazioni, esperienze, aneddoti etc relativi all'antica professione dei "mannaluori" Concludo la recensione proprio estrapolando un passaggio in cui Alfonso, papà di Romilda, parla a sua figlia degli alberi di frassino e della manna:"ci vuole equilibrio e armonia nel bosco, perciò devi fare attenzione a quello che cresce sotto le piante. La giusta proporzione tra fave, cardi,grano è molto importante, controlla e strappa quelllo che è in più. Privilegia l'origano il suo profumo diminuisce quando aumenta l'umidità, perciò è un prezioso indicatore di pioggia....Talìa(guarda) il muddìo(il frassino) a primavera s'innamora e i suoi rami prendon le sembianze dell'oggetto del suo amore
Voto: 3 / 5
(01-10-2014)
Libro - Le affinità alchemiche - Coltorti Gaia
Esordio da sottolineare, a mio avviso, per la giovane scrittrice ventenne Coltorti. Magari il tema centrale, che a breve vi dico, è stato scelto x scatenare polemiche e curiosità, non si può negare, ma il risultato, sempre per quanto mi riguarda, è un romanzo scorrevole, mai con toni accusatori o faziosi e soprattutto molto delicato e sentimentale. I protagonisti del testo sono due fratelli gemelli(Giovanni e Selvaggia), che per motivi accidentali e soprattutto a causa della separazione dei genitori han vissuto in posti diversi fino a 17 anni, per poi ritrovarsi sotto lo stesso tetto a...Verona(città scelta non a caso...). Tra i due scocca molto di più che rispetto, stima e feeling,..i due si piacciono da tutti i punti di vista e si amano. Come avrete ben potuto capire il tema del libro è l'incesto, un argomento scottante e drammatico ed è molto brava l'autrice a descrivere e narrare tutti i turbamenti, i sensi di colpa, le passioni sfrenate e i sentimenti umani più variegati che due innamorati possano provare, con la spada di Damocle sulla testa però che tutte e due ben sanno di avere. Voglio concludere proprio con uno scambio di battute emblematico tra i due ragazzi ...""Che c'è di male ad amare?" ti aveva domandato lei "Niente" avevi risposto "Allora perché sembra tanto sbagliato amare te?" .."Perché lo è"...Solo perché sei mio fratello? L'amore non dovrebbe essere incondizionato, posto fuori da ogni controllo della società ? Dov'è scritto, e chi l'ha detto, che due fratelli come noi non possono amarsi? In fondo non facciamo male a nessuno"..."Lo hanno scritto duemila anni di storia e l'ostracismo di praticamente tutti i viventi. Bè, quasi a nessuno" avevi concluso...Lei aveva sospirato "Hai ragione , ma a me non importerebbe niente se tutto il mondo fosse contro di noi, o se il pregiudizio della gente ci emarginasse. Mi basteresti tu, per essere felice"" ... Particolare
Voto: 3 / 5
(01-10-2014)
Libro - Non volare via - Rattaro Sara
Un libro molto toccante, al centro della narrazione...l'amore!!L'amore coniugale, gli amori di gioventù, l'amore x la famiglia, l'amore dei genitori nei confronti di un figlio con difficoltà e, la parte che mi ha toccato di più e che trovo la più delicata e emozionante del libro: l'amore di una sorella maggiore verso un fratello con un handicap.L'io narrante è Alberto, manager affermato con carriera avviata, marito di Sandra donna decisa, che x accudire il figlio Matteo, con problemi di udito, ha lasciato il lavoro di traduttrice e poi c'è Alice altra figlia della coppia di cui sopra.Alberto x caso incontra x strada una vecchia fiamma di gioventù, Camilla, il cuore ha un sussulto,i due si rivedono e si rivedono ancora, inizia una relazione clandestina. Alberto riesce ad ottemperare tutti i suoi compiti di professionista e padre perfetto, porta regolarmente Alice a tennis, Matteo dalla logopedista, con Sandra è galante e gentile, idem sul lavoro. Un giorno però, uscendo dal posto in cui si era rifugiato con Camilla e in atteggiamenti intimi con quest'ultima, incontra Alice.La bomba è scoppiata , da questo momento in poi l'autrice è bravissima a tracciare un quadro psicologico e comportamentale perfetto di tutti i componenti della famiglia. Il libro risulta scorrevole e appassionante perché non c'è nessun giudizio morale sulle parti, sarà il lettore a scegliere da che parte schierarsi. Quello che mi ha più colpito, e l'ho scritto all'inizio della recensione, è il legame tra il ragazzino sordo e sua sorella e grazie a questa unione d'intenti e a questa fiducia che poi Matteo raggiungerà soddisfazioni notevoli da un punto di vista personale, diverrà un campione di scacchi.Concludo estrapolando un passaggio in cui Alberto parla dei suoi figli:"è stata Alice a spingerci a imparare la lingua dei segni. C'iscrivemmo al corso tutti e 4. Ora in casa usiamo entrambi i sistemi, scandiamo le parole e le ripetiamo con i gesti. Aveva ragione. Matteo ora ha una possibilità in più"
Voto: 4 / 5
(01-10-2014)
Libro - Non dirmi che hai paura - Catozzella Giuseppe
Un libro che arriva dritto al cuore, una storia struggente e intensissima. La protagonista del romanzo è Samia, ragazzina somala con la corsa nel sangue, e l'autore è molto bravo a descrivere tutti i passaggi della crescita sia fisica che soprattutto atletica e morale della piccola atleta. S'intrecciano alla perfezione e sono molto interessanti le digressioni a riguardo sia del vissuto e della quotidianità di Samia, che delle vicissitudini e delle problematiche di guerra concernenti la Somalia di questi ultimi anni, con tutti i riferimenti e gli spunti relativi al prendere piede dei fondamentalisti in quella terra. Si resta di stucco nel leggere della determinazione di questa piccola ragazza, in un luogo dove l'odore di polvere da sparo impregna l'aria o dove avvengon uccisioni al mercato o per strada come se niente fosse, e nonostante questo Samia, in principio col suo amico del cuore Alì e dopo da sola, è ostinata nel perseguire il suo sogno: la partecipazione alle Olimpiadi. In una terra così martoriata però chi più chi meno coltiva una speranza, che è quella di andare in Europa, e Samia sin da bambina trascorre i suoi fine serata nel cortile della sua umile casa ascoltando i genitori o i vicini di casa che parlano di una cosa mitologica, da discuterne con rispetto e devozione, un qualcosa che fa venire i brividi solo a pensarla e che molti che l'han fatto e che son riusciti a portarlo a termine, non dimenticheranno x tutta la vita : Il Viaggio!!!(cioè l'attraversamento dell'Etiopia, del Sahara, la Libia e l'Italia) L'ultima parte del libro, emozionantissima parla proprio di questo, con Samia che dopo mille tentennamenti decide di intraprendere. L'impossibilità x Samia di poter andare al mare in Somalia perché luogo troppo esposto ai cecchini:""a volte facevamo di tutto per non guardare in quella direzione. C'erano giorni però in cui era troppo doloroso, erano i giorni di sole forte e di cielo blu in cui sosoffiava forte il vento fresco che arrivava dal largo"
Voto: 5 / 5
(31-05-2014)
Libro - Hannah e le altre - Fusini Nadia
Libro molto singolare che mette al centro della narrazione il modo di fare, i comportamenti e soprattutto il pensiero di tre grandi donne del Novecento: Hannah Arendt, Simone Weil e Rachel Bespaloff. Il filo comune che lega queste grandi personalità, nonché menti illuminate del secolo scorso, è stato il combattere i totalitarismi ed elaborare riflessioni molto profonde a riguardo delle donne, sulla guerra, e della gestione del potere. L'autrice è abile a tracciare un quadro psicologico e comportamentale ben preciso e delineato di tutt e tre le protagoniste. Rachel è la più misteriosa delle tre, si nutre di libri, scrive continuamente e si sente chiamata a rispondere di tutto ciò che accade intorno a lei e di tutto quel che legge. Hannah è la più sfrontata e anche la più conosciuta, scrive e riflette sempre a testa alta. Poi c'è Simone, quella che mi ha colpito di più, per profondità di pensiero e x spirito di sacrificio, è intransigente e radicale vive fino in fondo tutto il malessere degli anni della guerra. Proprio degli scritti di Simone Weil volevo lasciare qualche traccia per concludere questa recensione. Simone Weil s'immedesima nel matto shakesperiano ed evoca la maschera del fool ed è convinta, e lo spiega in una lettera ai genitori, che ...""in questo mondo soltanto gli esseri caduti nel grado estremo dell'umiliazione, ben al di sotto della mendicità, privi di considerazione sociale e addirittura sprovvisti della primaria dignità umana , la ragione, soltanto loto possano dire la verità, tutti gli altri mentono. Se lodano la sua intelligenza, Simone lo sa bene, è per spingerla in quel ruolo...La mia reputazione di intelligenza è l'equivalente pratico dell'etichetta del matto, del fool"". Bel testo molto articolato
Voto: 3 / 5
(01-05-2014)
Libro - Il nazista e lo psichiatra - El-Hai Jack
Il testo è incentrato sul vissuto, sia professionale che privato, dello psichiatra statunitense Douglas M. Kelley, a cui fu affidato l'incarico, dal governo degli USA, di esaminare i prigionieri nazisti che poi sarebbero stati sottoposti al famoso processo di Norimberga che si concluse nel gennaio 1946. Il compito principale dell'esperto professionista fu quello di certificare le capacità mentali degli imputati per i processi da tenersi da lì a poco, ma Kelley volle andare oltre e cercò di indagare, attraverso test specifici e colloqui particolareggiati, sulle peculiarità e le particolarità dei detenuti nazisti per stilare un quadro clinico sui possibili elementi comuni che potessero poi sfociare in comportamenti come quelli avuti dai nazisti. Tra tutti i leader nazisti che Kelley potè avvicinare, Hermann Göring, Joachim von Ribbentrop, Julius Streicher, Ernst Kaltenbrunner, Karl Dönitz ,Rudolf Hess etc., sicuramente la figura che lo colpì e lo affascinò di più fu quella di Göring. Tra i due si stabilì un rapporto di stima reciproca e addirittura il gerarca accettò tutti i consigli del medico, arrivando a dimagrire e soprattutto smettere di abusare di sostanze stupefacenti come la paracodeina. Il libro si sviluppa poi con le notevoli digressioni sulle singolarità di ogni detenuto,sulla fase di avvicinamento al processo e sui giorni delle udienze. Quello che spicca, a mio avviso, in questo romanzo sono due cose : 1) Kelley e Göring, pur avendo svolto nella vita mansioni differenti e soprattutto aver agito in modo diametralmente opposto ...ebbero lo stesso destino 2)La conclusione degli studi di Kelley. x cercare di capire i meccanismi mentali dei nazisti, fu che questi individui potevano trovarsi dovunque e non erano frutto assolutamente della mentalità autoritaria tedesca, ..e infatti aveva ragione, le stesse mostruosità poi son successe in Bosnia(Sebrenica), Ruanda etc. Bello
Voto: 3 / 5
(23-04-2014)
Libro - The help - Stockett Kathryn
La storia è ambientata negli anni '60 e la protagonista del romanzo è Eugenia Phelan, scrittrice detta Skeeter (zanzara), figlia di proprietari terrieri del Sud degli USA . Skeeter terminata l'Università torna a casa e non trova più la sua adorata balia di colore Constantine, quest' episodio la segna profondamente ed è anche la scintilla per iniziare a parlare di quello che è sia il fulcro del romanzo, che un problema sociale molto rilevante negli Usa di quegli anni, cioè affrontare e sviscerare per la prima volta le angherie e tutte le vessazioni possibili e immaginabili subite dalle cameriere di colore in certi ambienti. Per fare ciò Skeeter si avvale delle testimonianze soprattutto di due preziose collaboratrici che sono due donne di servizio: Abileen e Minny e poi di altre che si uniranno in seguito. Il coraggio di queste donne trapela e prorompe fortemente dalle pagine di questo libro, così come i rischi che corrono in una società come quella degli anni '60 nel Sud degli USA, tante situazioni ormai accettate passivamente e sottaciute vengono per la prima volta verbalizzate e affrontate con giudizio critico. Molto intenso, voglio concludere con un passaggio che mi ha colpito e che è un pensiero di Skeeter di solidarietà verso le balie di colore: ...""Allevano un bambino bianco, che vent'anni dopo diventa il loro datore di lavoro. É paradossale, perché noi vogliamo bene a loro e loro a noi?.. e noi non gli permettiamo neppure piú di usare il nostro bagno dentro casa""...
Voto: 3 / 5
(16-04-2014)
Libro - Il desiderio di essere come tutti - Piccolo Francesco
Originale e suggestivo racconto dello scrittore Francesco Piccolo che, partendo da spunti e suggestioni di carattere personale , narra sia dello sviluppo del suo pensiero di cittadino e delle sue simpatie politiche, e soprattutto racconta ed elabora digressioni e concetti relativi agli ultimi anni di avvenimenti italiani.Si parte sempre da episodi molto significativii e conosciuti e da lì in poi Piccolo è abile a collegare i suoi pensieri e le sue idee. Tanti i passaggi da sottolineare in questo testo, su tutto, a mio avviso,la simpatica metabolizzazione del protagonista sul fatto di avere idee politiche vicine alla sinistra addirittura scaturite e interiorizzate a 10 anni durante la visione di una partita di calcio(Germania Ovest-Germania Est dei Mondiali del 1974)!!! Sempre molto vivi nel romanzo anche i collegamenti tra la città di origine dello scrittore(Caserta) e quello che poi succede nel mondo, emblematico il momento del testo in cui il protagonista si rivede bambino nella Reggia di Caserta nel punto più elevato del Parco a contemplare le statue e l'istante in cui addirittura tutti i potenti della terra, durante il G8 del 1994, sono nella stessa identica situazione. Voglio chiudere questa recensione estrapolando un passaggio che mi ha particolarmente colpito, relativo al fatto che, secondo Francesco Piccolo, essere di idee politiche di sinistra in Italia è sinonimo di propensione alla sconfitta. Dopo una partita persa a tennis con un amico... ..."""il piacere di combattere contro avversari imbattibili e migliorare e conquistare qualche punto in più, resistere ogni volta un po' di più prima di soccombere - era ciò in cui mi ero identificato da sempre, in tutti i campi della mia esistenza. Volevo ritrovare a tutti i costi quella condizione della Germania Est contro la Germania Ovest , l'unica posizione che mi interessava era quella: essere più debole, fare fatica, essere sul punto di perdere, e poi con uno scatto improvviso vincere a sorpresa"... Bello
Voto: 3 / 5
(08-04-2014)
Libro - Tempo di imparare - Parrella Valeria
Una mamma che affronta con lucidità, sensibilità e soprattutto con parole, espressioni e frasi molto delicate il problema della disabilità del proprio figlio, Arturo. Un excursus molto toccante quello della Parrella , mai capitoli banali in questo romanzo, tutto molto profondo e da metabolizzare. Niente viene tralasciato al lettore, dai momenti di cupa tristezza e malinconia(..."abito al sesto piano, il parapetto è già studiato da anni. Basta un salto"...) a momenti di commozione e tenerezza, dopo un inatteso invito a giocare da un altro bimbo ad Arturo(..."d'un tratto figlio, ho veduto un posto per te nel mondo, lo spazio di un pomeriggio, e se c'è uno spazio per te, allora ce n'è uno anche per me"...). Molto ben delineate anche le tematiche relative alla burocrazia, che un genitore di un figlio disabile deve affrontare in una società come la nostra, per non parlare della diffidenza, del distacco e dell'indifferenza non solo di estranei, ma purtroppo spesso anche di personale qualificato ad affrontare certe situazioni. Al contrario è molto commovente l'unione e la solidarietà che s'instaura fra genitori nel gruppo che l'autrice chiama simpaticamente "Boh", che non è un sinonimo di stupore, ma solo un anagramma. Voglio concludere questa recensione estrapolando un passaggio che mi ha particolarmente colpito(pag 115) ..""".la disabilità è una possibilità della vita, e quando ne acquisiamo consapevolezza dopo un poco impariamo a sentirla in maniera naturale, istintiva. Ma l'incapacità di mettersi davanti al problema, questa cosa qui genera l'handicap e rende gli uomini miseri, e io e te figlio, a questa abiezione non ci dovremo mai chinare"".. Bello, brava Valeria Parrella
Voto: 3 / 5
(18-03-2014)
Libro - Io nascerò. La forza della mia fragilità - Goggi Loretta
Ho sempre ammirato in questa donna la luce che emana dagli occhi e l'emotività a fior di pelle che trapela da ogni suo gesto, a parte le indubbie doti artistiche e non sta certo a me metterle in evidenza.E così com'è ipersensibile in scena e sul palcoscenico altrettanto avviene in questo testo,la Goggi mette nero su bianco con molta enfasi tutto quello che è stato sia il suo percorso artistico, che soprattutto il cammino personale di crescita interiore attraverso le mille esperienze che ha dovuto affrontare.Tanti gli argomenti trattati in questo libro, oltre al mondo dello spettacolo si parla di amicizia, di fede, di legami forti e del suo amore x il ballerino e coreografo G.Brezza,ci sono digressioni sull'assistenza ai malati terminali e anche spunti su argomenti che fanno viaggiare la mente con la fantasia e con la spensieratezza, come il mondo della vela e del vivere il mare. Voglio concludere la mia recensione estrapolando un passaggio in cui l'artista, parlando del teatro, che lei ama più di qualsiasi altra forma di spettacolo, descrive i ballerini e il loro mondo(d'altronde ha sposato e ha vissuto x tanti anni con un ballerino, non poteva che esprimersi così)""posso affermare, senza alcun timore di essere smentita,che i ballerini sono veramente una categoria speciale: cantano, ballano, recitano e si buttano in prima linea in qualunque condizione.... L'attore quasi sempre entra in scena con il copione per sostituirne un altro, ma se non ha mai cantato ballato non si presterà alla sostituzione.Il ballerino invece sì. Non si tira mai indietro e si mette sempre in gioco,mio marito mi ha insegnato molto sul loro mestiere che prima non conoscevo fino in fondo. O almeno non ne conoscevo la durezza la forza della disciplina. I ballerini non godono di un mese di vacanza come la gente comune ,anche quando sono in pausa dal lavoro fanno ginnastica tutti i giorni, perché altrimenti sono perduti,la danza è una malattia che hanno da piccoli,i ballerini sono meravigliosi"
Voto: 3 / 5
(28-02-2014)
Libro - Niente è più intatto di un cuore spezzato - De Angelis Vanna
Un romanzo che narra del popolo forse più discriminato in assoluto, cioè i Rom. La storia è ambientata nel 1944, i personaggi principali sono due ragazzi Du?an e Radmila che vivono in un gruppo(la kumpania) che si sposta verso il Sud della Serbia per scampare ai rastrellamenti dei nazisti. La loro storia d'amore è vissuta in un momento storico a dir poco cruento, suggellato dal famoso Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau dove, alla fine di aprile del 1944, quattromila zingari (fra cui il giovanissimo Du?an) lottarono contro i tedeschi per non finire nelle camere a gas. Quello che mi ha più colpito del romanzo è stata la descrizione del quotidiano e degli usi e costumi dei protagonisti, bello anche l'alternarsi dell'io narrante tra le storie del 1944 e quelle attuali in cui a fare da portavoce è Jorvanenka che vive in un campo Rom alla periferia di Torino. Per concludere voglio estrapolare uno stralcio di un dialogo tra un gagè(civilizzato) e uno zingaro che mi ha fatto molto riflettere. Rivolto ai Rom: ""Siete un popolo pacifico, non avete mai fatto guerra a nessuno, non avete eserciti,non avete creato le galere, non torturate non vi è mai venuto in mente di impiccare qualcuno come facciamo noi. Per voi la violenza è male , al massimo vi scazzottate, ma non vi riunite in bande di assassini come facciamo noi. E' strano , sai? Certe volte penso che siate qualcosa di misterioso e intatto rimasto a galleggiare sul fiume della nostra storia di gagè, fatta di stragi, di potere, prevaricazione, soprusi, popoli che si ammazzano gli uni con gli altri. Guarda solo le guerre di religione. Eppure noi, che abbiamo lastricato di sangue la nostra storia, vi guardiamo come se foste poco più che merda"...Dusan(il rom): ..però rubiamo" ...Freud: .."Certo brutti ladroni che non siete altro, ne sanno qualcosa i contadini e i loro polli. Al contrario di noi comunque non avete inventato armi da guerra, lance, spade, cannoni, carri armati e bombardieri""
Voto: 3 / 5
(28-02-2014)
Libro - Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza - Maraini Dacia
Al centro del romanzo una figura di donna molto determinata e coraggiosa, cioè la mistica duecentesca Chiara d'Assisi a cui s'ispirano le altre donne protagoniste del romanzo: una misteriosa ragazza siciliana e l'io narrante che è la Maraini stessa. Il libro si sviluppa, all'inizio, attraverso pagine in cui una tormentata ragazza siciliana scrive alla Maraini chiedendo lumi sulla vita di Chiara d'Assisi, la scrittrice invita con garbo l'interlocutrice a rivolgersi altrove perché presa da altri lavori. Tanto insiste la giovane ragazza, fino al punto che la scrittrice resta folgorata e affascinata dalla vita di Chiara d'Assisi e inizia a divorare libri su libri che riguardano la santa. Il cuore del libro è imperniato proprio sulle digressioni e sulle vicissitudini inerenti Chiara d'Assisi, brava la Maraini da agnostica a mettere in evidenza le peculiarità della Santa: innanzitutto la ricerca della semplicità e dell'essenzialità delle cose, l'ostinazione nel portare avanti i suoi progetti, il coraggio nell'affrontare situazione e persone molto più affermate di lei. Oltretutto c'è da sottolineare la capacità della Maraini di saper abbinare le digressioni relative all'emancipazione del 200, con situazioni attuali. Notevole l'approfondimento storico sulla situazione femminile del Medioevo Libro da leggere sicuramente
Voto: 3 / 5
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