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I commenti di ant
Recensioni 1 - 20 di 642 recensioni presenti.  Media Voto: 2.85 / 5

(10-10-2014)
Libro - Il sale rosa dell'Himalaya - Baresani Camilla
Una discesa agli inferi, partendo da situazioni banali e molto comuni. Il romanzo inizia in una fredda sera di metà febbraio, a Milano, una ragazza in carriera, Giada, ha come ospite a cena a casa sua un rampante uomo d'affari e per dare un tocco esotico ai suoi piatti esce x comprare sale rosa himalayano. Mentre Giada attraversa i giardinetti pubblici, le si avvicina un mendicante x chiedere soldi, l'alito cattivo di quest'ultimo, la faccia deturpata, l'insistenza, scatenano in Giada un senso di repulsione che la portano a scacciare via il seccatore con insofferenza e brutalità. Yon, il nome del diseredato, a questo punto toccato nel vivo blocca Giada e la trascina dietro un albero e da lì in poi la discesa agli inferi di Giada ha inizio. La ragazza viene portata in una baracca, alla periferia di Milano, in balia di Yon e del suo compare Dimitru. L'autrice è abilissima a tracciare il quadro psicologico, comportamentale e sociale della protagonista, descrivendone le ambizioni sfrenate di carriera e il contesto in cui abitualmente lavora , allo stesso tempo vengono dettagliatamente sviscerati usi, costumi e abitudini molto provinciali e da parrucconi dei familiari, vicini di casa, amiche e amici etc. In una situazione drammatica come un sequestro maldestro di persona, tipo quello descritto sopra, invece di far emergere immediatamente angoscia e preoccupazione nelle persona vicine a Giada, paradossalmente è fonte di critiche sfrenate e maldicenze sulla malcapitata e prima che le indagini partano con decisione , passano parecchi giorni e la povera Giada sopravvive di stenti e privazioni a due passi da una delle città più moderne d'Europa. Un presa di coscienza, da parte di Giada, che la sua vita, fino al rapimento, sia stata vissuta circondata da gente a dir poco inutile, d'altro canto sia i colleghi che i familiari di Giada, se apparentemente si mostrano ai mass media preoccupati e in ansia x le sorti della rapita, in cuor loro sono più che infastiditi.Particolare
Voto: 4 / 5
(10-10-2014)
Libro - Morte di un uomo felice - Fontana Giorgio
Testo molto interessante, in cui a far da protagonisti sono la Milano dei primi anni '80 e soprattutto le indagini di un magistrato, che non solo vuol rendere giustizia alle vittime dei terroristi, ma allo stesso tempo è curioso e vuole capire il perchè tanti giovani abbian intrapreso una strada così cruenta e violenta da arrivare ad agire così. Si intervallano nella narrazione non solo le vicissitudini riguardanti il protagonista, cioè il magistrato Giacomo Colnaghi, ma anche il vissuto del padre di quest'ultimo, Ernesto, attivo esponente della Resistenza negli anni '40, e spaccati piacevoli su Milano. Riporto dei pensieri di Colnaghi, elucubrazioni che evidenziano la voglia di capire il perchè di certe azioni e metodologie dei terroristi ..."" il problema del terrorismo è che rivela uno stato di adolescenza all'interno del vecchio corpo italiano. La Repubblica non ha gli anticorpi e dunque perde di credibilità.(Obiez. semplice e radicale : come fidarsi di chi ha messo in campo la strategia della tensione? Non si può. Quindi lotta a oltranza; quindi, rivoluzione)"""... Questa invece è un'estrapolata di un dialogo in un interrogatorio tra Colnaghi e un terrorista ...."""il terrorista: "E quindi il problema come si risolve? Colnaghi alzò le braccia: "Parlando. Trovandoci a metà strada nei bar, nelle chiese, nelle piazze. Così finalmente ci si conosce, tutti insieme, e si capisce che siam in tanti a volere un'altra Italia. ..il terrorista: "Io penso che se il sistema è spietato, ho il diritto sacrosanto di esserlo anch'io; e colpendone i simboli posso indebolirlo fino a spezzarlo:Fine del discorso. ..Colnaghi: "So che la ns democrazia è piena di ombre, di errori spaventosi. Ma con tutte le sue ombre , se non altro può migliorare: può fermare l'onda dell'odio, può farla finita con i violenti, può combattere il male che porta dentro. Invece l'omicidio -di un uomo inerme, di un uomo colpito alle spalle - non si corregge; e non serve a nulla . Lascia solo sofferenza"
Voto: 4 / 5
(02-10-2014)
Libro - Manna e miele, ferro e fuoco - Torregrossa Giuseppina
Un libro in cui si esaltà la libertà di poter seguire i propri istinti senza condizionamenti, e la cosa non è semplice assolutamente, in più quello che ho trovato veramente eccezionale all'interno di queste pagine è la descrizione dell'antica professione dei raccoglitori di manna dagli alberi di frassino, siccome il libro è ambientato in Sicilia, dei "mannaluori". La trama: il libro si sviluppa descrivendo parallelamente la vita dei due personaggi principali Romilda e Francesco, che sono proprio all'opposto sia per caratteristiche comportamentali che di pensiero; manna e miele la prima, capace di entrare in sintonia sia con persone che con animali e piante, ferro e fuoco l'altro, sospettoso, calcolatore e avido di potere. Gli avvenimenti del romanzo riguardano la Sicilia di fine Ottocento, ed essendo barone Francesco, diciamo che il matrimonio con Romilda non è proprio d'amore, ma imposto. I due all'inizio si studiano, si confrontano, cercano di mescolarsi, ma quello che ne vien fuori è un incredibile crescendo di pensieri su quello che potrà accadere o che poteva essere , un arrovellarsi continuo di congetture da entrambe le parti.La parte più bella del libro, a mio avviso, è quella in cui il papà di Romilda descrive tutte le peculiarità dei raccoglitori di manna e allo stesso tempo narra situazioni, esperienze, aneddoti etc relativi all'antica professione dei "mannaluori" Concludo la recensione proprio estrapolando un passaggio in cui Alfonso, papà di Romilda, parla a sua figlia degli alberi di frassino e della manna:"ci vuole equilibrio e armonia nel bosco, perciò devi fare attenzione a quello che cresce sotto le piante. La giusta proporzione tra fave, cardi,grano è molto importante, controlla e strappa quelllo che è in più. Privilegia l'origano il suo profumo diminuisce quando aumenta l'umidità, perciò è un prezioso indicatore di pioggia....Talìa(guarda) il muddìo(il frassino) a primavera s'innamora e i suoi rami prendon le sembianze dell'oggetto del suo amore
Voto: 3 / 5
(01-10-2014)
Libro - Le affinità alchemiche - Coltorti Gaia
Esordio da sottolineare, a mio avviso, per la giovane scrittrice ventenne Coltorti. Magari il tema centrale, che a breve vi dico, è stato scelto x scatenare polemiche e curiosità, non si può negare, ma il risultato, sempre per quanto mi riguarda, è un romanzo scorrevole, mai con toni accusatori o faziosi e soprattutto molto delicato e sentimentale. I protagonisti del testo sono due fratelli gemelli(Giovanni e Selvaggia), che per motivi accidentali e soprattutto a causa della separazione dei genitori han vissuto in posti diversi fino a 17 anni, per poi ritrovarsi sotto lo stesso tetto a...Verona(città scelta non a caso...). Tra i due scocca molto di più che rispetto, stima e feeling,..i due si piacciono da tutti i punti di vista e si amano. Come avrete ben potuto capire il tema del libro è l'incesto, un argomento scottante e drammatico ed è molto brava l'autrice a descrivere e narrare tutti i turbamenti, i sensi di colpa, le passioni sfrenate e i sentimenti umani più variegati che due innamorati possano provare, con la spada di Damocle sulla testa però che tutte e due ben sanno di avere. Voglio concludere proprio con uno scambio di battute emblematico tra i due ragazzi ...""Che c'è di male ad amare?" ti aveva domandato lei "Niente" avevi risposto "Allora perché sembra tanto sbagliato amare te?" .."Perché lo è"...Solo perché sei mio fratello? L'amore non dovrebbe essere incondizionato, posto fuori da ogni controllo della società ? Dov'è scritto, e chi l'ha detto, che due fratelli come noi non possono amarsi? In fondo non facciamo male a nessuno"..."Lo hanno scritto duemila anni di storia e l'ostracismo di praticamente tutti i viventi. Bè, quasi a nessuno" avevi concluso...Lei aveva sospirato "Hai ragione , ma a me non importerebbe niente se tutto il mondo fosse contro di noi, o se il pregiudizio della gente ci emarginasse. Mi basteresti tu, per essere felice"" ... Particolare
Voto: 3 / 5
(01-10-2014)
Libro - Non volare via - Rattaro Sara
Un libro molto toccante, al centro della narrazione...l'amore!!L'amore coniugale, gli amori di gioventù, l'amore x la famiglia, l'amore dei genitori nei confronti di un figlio con difficoltà e, la parte che mi ha toccato di più e che trovo la più delicata e emozionante del libro: l'amore di una sorella maggiore verso un fratello con un handicap.L'io narrante è Alberto, manager affermato con carriera avviata, marito di Sandra donna decisa, che x accudire il figlio Matteo, con problemi di udito, ha lasciato il lavoro di traduttrice e poi c'è Alice altra figlia della coppia di cui sopra.Alberto x caso incontra x strada una vecchia fiamma di gioventù, Camilla, il cuore ha un sussulto,i due si rivedono e si rivedono ancora, inizia una relazione clandestina. Alberto riesce ad ottemperare tutti i suoi compiti di professionista e padre perfetto, porta regolarmente Alice a tennis, Matteo dalla logopedista, con Sandra è galante e gentile, idem sul lavoro. Un giorno però, uscendo dal posto in cui si era rifugiato con Camilla e in atteggiamenti intimi con quest'ultima, incontra Alice.La bomba è scoppiata , da questo momento in poi l'autrice è bravissima a tracciare un quadro psicologico e comportamentale perfetto di tutti i componenti della famiglia. Il libro risulta scorrevole e appassionante perché non c'è nessun giudizio morale sulle parti, sarà il lettore a scegliere da che parte schierarsi. Quello che mi ha più colpito, e l'ho scritto all'inizio della recensione, è il legame tra il ragazzino sordo e sua sorella e grazie a questa unione d'intenti e a questa fiducia che poi Matteo raggiungerà soddisfazioni notevoli da un punto di vista personale, diverrà un campione di scacchi.Concludo estrapolando un passaggio in cui Alberto parla dei suoi figli:"è stata Alice a spingerci a imparare la lingua dei segni. C'iscrivemmo al corso tutti e 4. Ora in casa usiamo entrambi i sistemi, scandiamo le parole e le ripetiamo con i gesti. Aveva ragione. Matteo ora ha una possibilità in più"
Voto: 4 / 5
(01-10-2014)
Libro - Non dirmi che hai paura - Catozzella Giuseppe
Un libro che arriva dritto al cuore, una storia struggente e intensissima. La protagonista del romanzo è Samia, ragazzina somala con la corsa nel sangue, e l'autore è molto bravo a descrivere tutti i passaggi della crescita sia fisica che soprattutto atletica e morale della piccola atleta. S'intrecciano alla perfezione e sono molto interessanti le digressioni a riguardo sia del vissuto e della quotidianità di Samia, che delle vicissitudini e delle problematiche di guerra concernenti la Somalia di questi ultimi anni, con tutti i riferimenti e gli spunti relativi al prendere piede dei fondamentalisti in quella terra. Si resta di stucco nel leggere della determinazione di questa piccola ragazza, in un luogo dove l'odore di polvere da sparo impregna l'aria o dove avvengon uccisioni al mercato o per strada come se niente fosse, e nonostante questo Samia, in principio col suo amico del cuore Alì e dopo da sola, è ostinata nel perseguire il suo sogno: la partecipazione alle Olimpiadi. In una terra così martoriata però chi più chi meno coltiva una speranza, che è quella di andare in Europa, e Samia sin da bambina trascorre i suoi fine serata nel cortile della sua umile casa ascoltando i genitori o i vicini di casa che parlano di una cosa mitologica, da discuterne con rispetto e devozione, un qualcosa che fa venire i brividi solo a pensarla e che molti che l'han fatto e che son riusciti a portarlo a termine, non dimenticheranno x tutta la vita : Il Viaggio!!!(cioè l'attraversamento dell'Etiopia, del Sahara, la Libia e l'Italia) L'ultima parte del libro, emozionantissima parla proprio di questo, con Samia che dopo mille tentennamenti decide di intraprendere. L'impossibilità x Samia di poter andare al mare in Somalia perché luogo troppo esposto ai cecchini:""a volte facevamo di tutto per non guardare in quella direzione. C'erano giorni però in cui era troppo doloroso, erano i giorni di sole forte e di cielo blu in cui sosoffiava forte il vento fresco che arrivava dal largo"
Voto: 5 / 5
(31-05-2014)
Libro - Hannah e le altre - Fusini Nadia
Libro molto singolare che mette al centro della narrazione il modo di fare, i comportamenti e soprattutto il pensiero di tre grandi donne del Novecento: Hannah Arendt, Simone Weil e Rachel Bespaloff. Il filo comune che lega queste grandi personalità, nonché menti illuminate del secolo scorso, è stato il combattere i totalitarismi ed elaborare riflessioni molto profonde a riguardo delle donne, sulla guerra, e della gestione del potere. L'autrice è abile a tracciare un quadro psicologico e comportamentale ben preciso e delineato di tutt e tre le protagoniste. Rachel è la più misteriosa delle tre, si nutre di libri, scrive continuamente e si sente chiamata a rispondere di tutto ciò che accade intorno a lei e di tutto quel che legge. Hannah è la più sfrontata e anche la più conosciuta, scrive e riflette sempre a testa alta. Poi c'è Simone, quella che mi ha colpito di più, per profondità di pensiero e x spirito di sacrificio, è intransigente e radicale vive fino in fondo tutto il malessere degli anni della guerra. Proprio degli scritti di Simone Weil volevo lasciare qualche traccia per concludere questa recensione. Simone Weil s'immedesima nel matto shakesperiano ed evoca la maschera del fool ed è convinta, e lo spiega in una lettera ai genitori, che ...""in questo mondo soltanto gli esseri caduti nel grado estremo dell'umiliazione, ben al di sotto della mendicità, privi di considerazione sociale e addirittura sprovvisti della primaria dignità umana , la ragione, soltanto loto possano dire la verità, tutti gli altri mentono. Se lodano la sua intelligenza, Simone lo sa bene, è per spingerla in quel ruolo...La mia reputazione di intelligenza è l'equivalente pratico dell'etichetta del matto, del fool"". Bel testo molto articolato
Voto: 3 / 5
(01-05-2014)
Libro - Il nazista e lo psichiatra - El-Hai Jack
Il testo è incentrato sul vissuto, sia professionale che privato, dello psichiatra statunitense Douglas M. Kelley, a cui fu affidato l'incarico, dal governo degli USA, di esaminare i prigionieri nazisti che poi sarebbero stati sottoposti al famoso processo di Norimberga che si concluse nel gennaio 1946. Il compito principale dell'esperto professionista fu quello di certificare le capacità mentali degli imputati per i processi da tenersi da lì a poco, ma Kelley volle andare oltre e cercò di indagare, attraverso test specifici e colloqui particolareggiati, sulle peculiarità e le particolarità dei detenuti nazisti per stilare un quadro clinico sui possibili elementi comuni che potessero poi sfociare in comportamenti come quelli avuti dai nazisti. Tra tutti i leader nazisti che Kelley potè avvicinare, Hermann Göring, Joachim von Ribbentrop, Julius Streicher, Ernst Kaltenbrunner, Karl Dönitz ,Rudolf Hess etc., sicuramente la figura che lo colpì e lo affascinò di più fu quella di Göring. Tra i due si stabilì un rapporto di stima reciproca e addirittura il gerarca accettò tutti i consigli del medico, arrivando a dimagrire e soprattutto smettere di abusare di sostanze stupefacenti come la paracodeina. Il libro si sviluppa poi con le notevoli digressioni sulle singolarità di ogni detenuto,sulla fase di avvicinamento al processo e sui giorni delle udienze. Quello che spicca, a mio avviso, in questo romanzo sono due cose : 1) Kelley e Göring, pur avendo svolto nella vita mansioni differenti e soprattutto aver agito in modo diametralmente opposto ...ebbero lo stesso destino 2)La conclusione degli studi di Kelley. x cercare di capire i meccanismi mentali dei nazisti, fu che questi individui potevano trovarsi dovunque e non erano frutto assolutamente della mentalità autoritaria tedesca, ..e infatti aveva ragione, le stesse mostruosità poi son successe in Bosnia(Sebrenica), Ruanda etc. Bello
Voto: 3 / 5
(23-04-2014)
Libro - The help - Stockett Kathryn
La storia è ambientata negli anni '60 e la protagonista del romanzo è Eugenia Phelan, scrittrice detta Skeeter (zanzara), figlia di proprietari terrieri del Sud degli USA . Skeeter terminata l'Università torna a casa e non trova più la sua adorata balia di colore Constantine, quest' episodio la segna profondamente ed è anche la scintilla per iniziare a parlare di quello che è sia il fulcro del romanzo, che un problema sociale molto rilevante negli Usa di quegli anni, cioè affrontare e sviscerare per la prima volta le angherie e tutte le vessazioni possibili e immaginabili subite dalle cameriere di colore in certi ambienti. Per fare ciò Skeeter si avvale delle testimonianze soprattutto di due preziose collaboratrici che sono due donne di servizio: Abileen e Minny e poi di altre che si uniranno in seguito. Il coraggio di queste donne trapela e prorompe fortemente dalle pagine di questo libro, così come i rischi che corrono in una società come quella degli anni '60 nel Sud degli USA, tante situazioni ormai accettate passivamente e sottaciute vengono per la prima volta verbalizzate e affrontate con giudizio critico. Molto intenso, voglio concludere con un passaggio che mi ha colpito e che è un pensiero di Skeeter di solidarietà verso le balie di colore: ...""Allevano un bambino bianco, che vent'anni dopo diventa il loro datore di lavoro. É paradossale, perché noi vogliamo bene a loro e loro a noi?.. e noi non gli permettiamo neppure piú di usare il nostro bagno dentro casa""...
Voto: 3 / 5
(16-04-2014)
Libro - Il desiderio di essere come tutti - Piccolo Francesco
Originale e suggestivo racconto dello scrittore Francesco Piccolo che, partendo da spunti e suggestioni di carattere personale , narra sia dello sviluppo del suo pensiero di cittadino e delle sue simpatie politiche, e soprattutto racconta ed elabora digressioni e concetti relativi agli ultimi anni di avvenimenti italiani.Si parte sempre da episodi molto significativii e conosciuti e da lì in poi Piccolo è abile a collegare i suoi pensieri e le sue idee. Tanti i passaggi da sottolineare in questo testo, su tutto, a mio avviso,la simpatica metabolizzazione del protagonista sul fatto di avere idee politiche vicine alla sinistra addirittura scaturite e interiorizzate a 10 anni durante la visione di una partita di calcio(Germania Ovest-Germania Est dei Mondiali del 1974)!!! Sempre molto vivi nel romanzo anche i collegamenti tra la città di origine dello scrittore(Caserta) e quello che poi succede nel mondo, emblematico il momento del testo in cui il protagonista si rivede bambino nella Reggia di Caserta nel punto più elevato del Parco a contemplare le statue e l'istante in cui addirittura tutti i potenti della terra, durante il G8 del 1994, sono nella stessa identica situazione. Voglio chiudere questa recensione estrapolando un passaggio che mi ha particolarmente colpito, relativo al fatto che, secondo Francesco Piccolo, essere di idee politiche di sinistra in Italia è sinonimo di propensione alla sconfitta. Dopo una partita persa a tennis con un amico... ..."""il piacere di combattere contro avversari imbattibili e migliorare e conquistare qualche punto in più, resistere ogni volta un po' di più prima di soccombere - era ciò in cui mi ero identificato da sempre, in tutti i campi della mia esistenza. Volevo ritrovare a tutti i costi quella condizione della Germania Est contro la Germania Ovest , l'unica posizione che mi interessava era quella: essere più debole, fare fatica, essere sul punto di perdere, e poi con uno scatto improvviso vincere a sorpresa"... Bello
Voto: 3 / 5
(08-04-2014)
Libro - Tempo di imparare - Parrella Valeria
Una mamma che affronta con lucidità, sensibilità e soprattutto con parole, espressioni e frasi molto delicate il problema della disabilità del proprio figlio, Arturo. Un excursus molto toccante quello della Parrella , mai capitoli banali in questo romanzo, tutto molto profondo e da metabolizzare. Niente viene tralasciato al lettore, dai momenti di cupa tristezza e malinconia(..."abito al sesto piano, il parapetto è già studiato da anni. Basta un salto"...) a momenti di commozione e tenerezza, dopo un inatteso invito a giocare da un altro bimbo ad Arturo(..."d'un tratto figlio, ho veduto un posto per te nel mondo, lo spazio di un pomeriggio, e se c'è uno spazio per te, allora ce n'è uno anche per me"...). Molto ben delineate anche le tematiche relative alla burocrazia, che un genitore di un figlio disabile deve affrontare in una società come la nostra, per non parlare della diffidenza, del distacco e dell'indifferenza non solo di estranei, ma purtroppo spesso anche di personale qualificato ad affrontare certe situazioni. Al contrario è molto commovente l'unione e la solidarietà che s'instaura fra genitori nel gruppo che l'autrice chiama simpaticamente "Boh", che non è un sinonimo di stupore, ma solo un anagramma. Voglio concludere questa recensione estrapolando un passaggio che mi ha particolarmente colpito(pag 115) ..""".la disabilità è una possibilità della vita, e quando ne acquisiamo consapevolezza dopo un poco impariamo a sentirla in maniera naturale, istintiva. Ma l'incapacità di mettersi davanti al problema, questa cosa qui genera l'handicap e rende gli uomini miseri, e io e te figlio, a questa abiezione non ci dovremo mai chinare"".. Bello, brava Valeria Parrella
Voto: 3 / 5
(18-03-2014)
Libro - Io nascerò. La forza della mia fragilità - Goggi Loretta
Ho sempre ammirato in questa donna la luce che emana dagli occhi e l'emotività a fior di pelle che trapela da ogni suo gesto, a parte le indubbie doti artistiche e non sta certo a me metterle in evidenza.E così com'è ipersensibile in scena e sul palcoscenico altrettanto avviene in questo testo,la Goggi mette nero su bianco con molta enfasi tutto quello che è stato sia il suo percorso artistico, che soprattutto il cammino personale di crescita interiore attraverso le mille esperienze che ha dovuto affrontare.Tanti gli argomenti trattati in questo libro, oltre al mondo dello spettacolo si parla di amicizia, di fede, di legami forti e del suo amore x il ballerino e coreografo G.Brezza,ci sono digressioni sull'assistenza ai malati terminali e anche spunti su argomenti che fanno viaggiare la mente con la fantasia e con la spensieratezza, come il mondo della vela e del vivere il mare. Voglio concludere la mia recensione estrapolando un passaggio in cui l'artista, parlando del teatro, che lei ama più di qualsiasi altra forma di spettacolo, descrive i ballerini e il loro mondo(d'altronde ha sposato e ha vissuto x tanti anni con un ballerino, non poteva che esprimersi così)""posso affermare, senza alcun timore di essere smentita,che i ballerini sono veramente una categoria speciale: cantano, ballano, recitano e si buttano in prima linea in qualunque condizione.... L'attore quasi sempre entra in scena con il copione per sostituirne un altro, ma se non ha mai cantato ballato non si presterà alla sostituzione.Il ballerino invece sì. Non si tira mai indietro e si mette sempre in gioco,mio marito mi ha insegnato molto sul loro mestiere che prima non conoscevo fino in fondo. O almeno non ne conoscevo la durezza la forza della disciplina. I ballerini non godono di un mese di vacanza come la gente comune ,anche quando sono in pausa dal lavoro fanno ginnastica tutti i giorni, perché altrimenti sono perduti,la danza è una malattia che hanno da piccoli,i ballerini sono meravigliosi"
Voto: 3 / 5
(28-02-2014)
Libro - Niente è più intatto di un cuore spezzato - De Angelis Vanna
Un romanzo che narra del popolo forse più discriminato in assoluto, cioè i Rom. La storia è ambientata nel 1944, i personaggi principali sono due ragazzi Du?an e Radmila che vivono in un gruppo(la kumpania) che si sposta verso il Sud della Serbia per scampare ai rastrellamenti dei nazisti. La loro storia d'amore è vissuta in un momento storico a dir poco cruento, suggellato dal famoso Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau dove, alla fine di aprile del 1944, quattromila zingari (fra cui il giovanissimo Du?an) lottarono contro i tedeschi per non finire nelle camere a gas. Quello che mi ha più colpito del romanzo è stata la descrizione del quotidiano e degli usi e costumi dei protagonisti, bello anche l'alternarsi dell'io narrante tra le storie del 1944 e quelle attuali in cui a fare da portavoce è Jorvanenka che vive in un campo Rom alla periferia di Torino. Per concludere voglio estrapolare uno stralcio di un dialogo tra un gagè(civilizzato) e uno zingaro che mi ha fatto molto riflettere. Rivolto ai Rom: ""Siete un popolo pacifico, non avete mai fatto guerra a nessuno, non avete eserciti,non avete creato le galere, non torturate non vi è mai venuto in mente di impiccare qualcuno come facciamo noi. Per voi la violenza è male , al massimo vi scazzottate, ma non vi riunite in bande di assassini come facciamo noi. E' strano , sai? Certe volte penso che siate qualcosa di misterioso e intatto rimasto a galleggiare sul fiume della nostra storia di gagè, fatta di stragi, di potere, prevaricazione, soprusi, popoli che si ammazzano gli uni con gli altri. Guarda solo le guerre di religione. Eppure noi, che abbiamo lastricato di sangue la nostra storia, vi guardiamo come se foste poco più che merda"...Dusan(il rom): ..però rubiamo" ...Freud: .."Certo brutti ladroni che non siete altro, ne sanno qualcosa i contadini e i loro polli. Al contrario di noi comunque non avete inventato armi da guerra, lance, spade, cannoni, carri armati e bombardieri""
Voto: 3 / 5
(28-02-2014)
Libro - Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza - Maraini Dacia
Al centro del romanzo una figura di donna molto determinata e coraggiosa, cioè la mistica duecentesca Chiara d'Assisi a cui s'ispirano le altre donne protagoniste del romanzo: una misteriosa ragazza siciliana e l'io narrante che è la Maraini stessa. Il libro si sviluppa, all'inizio, attraverso pagine in cui una tormentata ragazza siciliana scrive alla Maraini chiedendo lumi sulla vita di Chiara d'Assisi, la scrittrice invita con garbo l'interlocutrice a rivolgersi altrove perché presa da altri lavori. Tanto insiste la giovane ragazza, fino al punto che la scrittrice resta folgorata e affascinata dalla vita di Chiara d'Assisi e inizia a divorare libri su libri che riguardano la santa. Il cuore del libro è imperniato proprio sulle digressioni e sulle vicissitudini inerenti Chiara d'Assisi, brava la Maraini da agnostica a mettere in evidenza le peculiarità della Santa: innanzitutto la ricerca della semplicità e dell'essenzialità delle cose, l'ostinazione nel portare avanti i suoi progetti, il coraggio nell'affrontare situazione e persone molto più affermate di lei. Oltretutto c'è da sottolineare la capacità della Maraini di saper abbinare le digressioni relative all'emancipazione del 200, con situazioni attuali. Notevole l'approfondimento storico sulla situazione femminile del Medioevo Libro da leggere sicuramente
Voto: 3 / 5
(31-01-2014)
Libro - Marina Bellezza - Avallone Silvia
Una storia d'amore d'altri tempi, ambientata nel 2013!!Marina(Bellezza è il cognome)sicuramente è il faro della storia e della trama, ma Andrea , il suo compagno poi marito, a mio avviso la surclassa per spessore morale, comportamento, capacità di affrontare problemi di qualsiasi natura e soprattutto per profondità d'animo e forza di volontà. La location del romanzo è molto suggestiva, cioè i paesi della Valle del Cervo nel biellese, l'autrice è abile a miscelare storie personali con tematiche sociali attuali, come la crisi economica che ha costretto tante fabbriche a chiudere, nel caso specifico del libro i lanifici. I personaggi principali Marina e Andrea vengono ben descritti sotto tutti i punti di vista, sono ottimamente illustrati e delineati i familiari di entrambi, l'estrazione sociale(figlia di un playboy di provincia e di una mamma succube una e del sindaco del paese l'altro) le amicizie, ed in particolar modo spiccano le peculiarità dei due ragazzi. Marina rappresenta la vendetta, una furia, incarna la voglia di arrivare al successo a tutti i costi e riscattare anni di patimenti e sofferenze, tutto questo con la musica e il canto. Andrea in eterna combutta col fratello Ermanno, sempre misurato e pacato, realizzato nella vita, e collaboratore addirittura della Nasa negli USA, dopo aver cambiato diverse facoltà decide di realizzare il suo sogno: cioè emulare il nonno che era un allevatore di mucche . L'idea di fare il vaccaro fa sì che Andrea entri in rotta in collisione prima con gli amici, poi con la famiglia e per molto tempo anche con Marina. Io personalmente ho trovato molto toccanti e commoventi le pagine in cui vengono narrate le vicissitudini che Andrea, da solo e in mezzo a una bufera di neve, deve affrontare per aiutare una mucca a partorire quello che sarà il primo vitellino del nuovo allevamento. Libro interessante perché spazia in tanti ambiti, particolare
Voto: 3 / 5
(18-01-2014)
Libro - Perdutamente - Pagano Flavio
Un libro molto particolare, l'autore con delicatezza d'animo soprattutto, coadiuvata da sensibilità, amore assoluto verso la madre, un pizzico di teatralità(il libro è ambientato a Napoli) e tanta passione, ci narra le vicissitudini di una donna(sua mamma) che scopre di essere affetta dal morbo di Alzheimer e tutte le vicissitudini varie che affrontano sia lei che i suoi familiari. La trama: come dicevo in apertura la storia si sviluppa a Napoli, l'io narrante riceve una telefonata da un suo amico che le dice di aver visto sua mamma alla stazione in stato confusionale. Inizia così il calvario di questa donna e dei suoi familiari, ottimamente descritti i componenti della famiglia della malata, non solo da un punto di vista fisico e comportamentale, ma soprattutto vengono ben delineate le peculiarità e le caratteristiche del linguaggio e del target sociale che rappresentano(c'è il ragazzo 18enne, figlio dell'io narrante che è un giornalista, iper tecnologico e campione sportivo, fidanzato con un'adolescente spagnola ipersensibile; c'è la donna del Nord Italia, moglie del protagonista, molto pratica e determinata; c'è Rinaldo, fratello del protagonista, apparentemente un sognatore, freddo e distaccato e altri personaggi ancora) . Si spazia in diverse stati d'animo in queste pagine, passando dal tragico al grottesco e quello che mi ha colpito di più in questo romanzo è l'analisi meditata e pensata della malattia, vissuta con l'animo di chi si sente straziato e impotente nei confronti di persone care che vorrebbe aiutare e che invece deve vedere peggiorare gradualmente.
Voto: 3 / 5
(18-01-2014)
Libro - Una notte ho sognato che parlavi. Così ho imparato a fare il padre di mio figlio autistico - Nicoletti Gianluca
Una scrittura chiara, precisa, senza pietismi e senza esaltazioni, così Nicoletti mette nero su bianco a riguardo della sua notevole esperienza di vita di padre di un ragazzo "speciale"(Tommy il protagonista che soffre di autismo). Le paure, le ansie di un genitore che guarda lontano e che pensa a un domani quando lui non ci sarà più, di questo essere dolce, sensibile, puro cosa sarà? Domanda più che normale quella di sopra e che ha fatto sì che scaturisse e si sviluppasse l'idea ,prima di scrivere questo interessante libro, e poi successivamente l'ipotesi e il sogno che grazie a questo contributo potesse nascere una città accogliente x persone che vivono in questo mondo "speciale". Molto toccante e commovente, a mio avviso, anche perché l'autore non tralascia niente, anche gli argomenti più personali e intimi vengono sviscerati e analizzati in un modo semplice e lineare. Bravo Nicoletti e mi auguro che il sogno si avveri, il cartone animato preferito di Tommy, di cui si parla nel libro, è "Z la Formica" ed è da lì che l'autore si è ispirato a riguardo della città ideale
Voto: 4 / 5
(20-11-2013)
Libro - Le colpe dei padri - Perissinotto Alessandro
In questo romanzo spiccano due argomentazioni forti:un'analisi particolareggiata di Torino anni '70 e allo stesso tempo la dualità dell'esistenza del protagonista Guido/Ernesto. Perissinotto è molto bravo ad incuriosire i lettori a riguardo delle vicissitudini di Guido, responsabile di una multinazionale tedesca a Torino, che dopo una serie di incontri e traversie varie scopre che su di lui grava un'ombra pesante sulla sua vera identità, in realtà lui si chiama Ernesto. E su Guido/Ernesto vi è un ulteriore scissione che l'autore riesce a far emergere con abilità, Guido arriva dalla buona borghesia torinese , Ernesto è figlio di attivisti politici con derive terroristiche, i contrasti tra questi due mondi interiori son notevoli e sicuramente tengono sulla corda i lettori. Il racconto come dicevo in apertura è doppio, viene descritta la Torino degli anni '70 in cui a farla padrone furono ideologie legate al mondo dell'eversione non solo politica, ma anche armata e violenta. Allo stesso tempo viene narrata l'infanzia e l'adolescenza di Ernesto/Guido nel quartiere operaio della Falchera, con le abitazioni occupate, la solidarietà tra gli abitanti, e il forte senso d'appartenenza a determinati rioni e zone della città. Mi hanno molto colpito poi in questo romanzo le digressioni sulla torinesità, non solo del protagonista , ma anche dei personaggi di contorno(... i giorni in cui la nebbia sale dal fiume...non bisogna mai parlare con toni vocali alti, inammissibile chiamarsi da una stanza all'altra a voce alta... i discorsi riguardanti i legami affettivi sempre da evitare e sostituire con argomentazioni relative a traguardi raggiunti in ambito lavorativo e sociale...etc) Ottima analisi di Torino e gradevoli storie personali collegate ad essa. Particolare
Voto: 3 / 5
(11-11-2013)
Libro - L' isola e le rose - Veltroni Walter
E' una storia molto bella,che prende spunto da episodi realmente accaduti nel 1968, Veltroni sa reinterpretare gli avvenimenti rendendo tutto molto favolistico e sognante. La trama: nell'estate del 1968 tre ragazzi riminesi felicemente realizzati negli studi, tutti laureati col massimo dei voti, decidono di dare sfogo alle loro fantasie e pensano di creare un luogo dove poter permettere a tutti di esprimere il proprio estro artistico di qualsiasi genere. Queste idee si condensano e poi si materializzano nella creazione di una piattaforma al largo di Rimini, per poter attuare il tutto c'è bisogno innanzitutto di fondi e a dare una mano decisiva alla realizzazione dell'opera sarà il padre di Giulio, uno dei protagonisti del romanzo, insieme a Laura, Giacomo,Elisa, Alfonso etc. Il progetto fu compiuto, dopo mille peripezie e insinuazioni di ogni tipo, appena oltre il limite delle acque territoriali e la piattaforma venne battezzata "L'isola delle rose" ,"Insulo de la rozoj " x l'esattezza sì perché come lingua ufficiale di questo posto fu scelto l'esperanto. Bravo Veltroni a combinare bene i sogni, le fantasie, le aspettative e tutte le faccende personali, soprattutto sentimentali, dei ragazzi con quello che succedeva in quegli anni non solo in Italia , ma nel mondo. Un bel mix di digressioni di tutti i tipi si trovano in questo libro, con la voglia e l'ansia di vedere realizzato un sogno così avveniristico e suggestivo. Particolare (Ps: in realtà nel 68 l'isola delle rose venne realizzata da un imprenditore molto scaltro che magari voleva sfruttare l'extraterritorialità per motivi fiscali etc
Voto: 3 / 5
(02-11-2013)
Libro - Morimondo - Rumiz Paolo
Un libro dedicato al fiume Po, attraverso un viaggio da Torino all'Adriatico, fatto a bordo prima di un barcè(piccola imbarcazione tipica del Ticino e dei corsi d'acqua del Nord Italia) e poi di una barca a vela, Rumiz ripercorre tutto il tragitto del più grande fiume italiano. Si susseguono in queste pagine spunti di carattere naturalistico, notevoli le descrizioni dei luoghi attraversati e della fauna e flora locale, suggerimenti di natura geografica ed ecologica, digressioni storiche, il tutto ammantato da un alone di poesia e leggenda che l'ottimo narratore riesce a trasmettere ai lettori. Volevo segnalare solo un paio di cose che mi hanno particolarmente colpito, in un libro che ripeto è zeppo di aneddoti e curiosità di ogni tipo. Quello che spicca, e che presumo Rumiz voglia far trapelare più di ogni cosa dalle pagine del suo libro, è l'indifferenza e la pessima amministrazione delle autorità competenti nella gestione e valorizzazione del Po; questa critica dura e diretta è importantissima a mio avviso, anche perché per esperienza personale del narratore, in altri nazioni, con le stesse peculiarità geografiche e paesaggistiche son riusciti a sviluppare il turismo, snellire il traffico su strada e soprattutto con maggiore cura dei luoghi, evitare terribili disastri idrogeologici. Altra cosa da sottolineare, a mio avviso, la bravura del romanziere nel porre al centro della narrazione termini prettamente fluviali ormai dimenticati e spiegarne il significato, tipo: meandro, ansa, diluvium, area golenale etc. Bravo Rumiz, libro da gustarsi pagina x pagina x i numerosi temi trattati (Ps: Morimondo, oltre ad essere il nome di un comune della Prov di Milano, è anche il nome del "barcè" che accompagna Rumiz nel primo tratto del viaggio sul fiume , fino a Piacenza)
Voto: 4 / 5
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