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(25-03-2006) Libro - Il corpo del nemico ucciso. Violenza e morte nella guerra contemporanea - De Luna Giovanni E' tutt'altro che ovvio ribadire il nesso tra Guerra e Morte; è tutt'altro che superfluo riaffermare che il fine ultimo di ogni guerra è la morte del nemico. La storia ridonda di pretesti agitati come clave per dare giustificazione e, perchè no, lustro ad ogni sorta di atrocità. Il dominio dell'uomo sull'uomo ha assunto nel tempo denominazioni le più fantasiose possibili, abilitando se stesso (quasi percependosi in tutto il suo orrore), autoassolvendosi sempre, con legittimazioni impastate di nobili intenti, atti dovuti, necessità...
E i morti che ne seguono sempre, a centinaia, a migliaia? Un male necessario.
Per trovarne esempi non occorre andare molto lontano nel tempo, appartiene alla storia recente la guerra condotta per un fine ufficiale a dir poco bizzarro: l'esportazione della democrazia di matrice occidentale in Paesi "canaglia". Stando così le cose, non vi sarebbe nesso indissolubile tra la guerre condotte in Afghanistan e in Iraq e la Morte. Ma si diceva che tra Guerra e Morte il nesso è "ovviamente" indissolubile, lapalissianamente indissolubile. Qualcosa non torna.
Bene ha fatto De Luna a ribadire un concetto che a qualcuno appare scontato, ma che ora meno che mai lo è: la guerra non pratica sconti, nemmeno se la chiami pace. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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