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I commenti di claudio arzani (arzy)
Recensioni 1 - 20 di 89 recensioni presenti.  Media Voto: 3.40 / 5

(05-01-2008)
Libro - Il paradiso degli orchi - Pennac Daniel
Non so dove avessi letto o sentito che questo Pennac, professore di francese in un liceo parigino, andava assolutamente conosciuto. Mi sono lasciato andare dunque all’onda del sentito dire e, quando sullo scaffale del supermercato ho visto farmi occhiolino dal primo romanzo della serie, in elegante edizione economica, non ho opposto resistenza. Ben me ne colse! A livello di struttura narrativa, niente altro che un buon giallo, costruito intorno alla vicenda degli attentati dinamitardi portati a termine all’interno di un supermercato in periodo natalizio: scoppia un giocattolo e, oltre a tanto panico, ci scappa il morto. Qui finisce la parte “normale” del romanzo giallo e, dalla seconda pagina, inizia la saga condita da umorismo ed ironia allo stato puro con abbondanti infiltrazioni di etica e di messaggio morale. La gente si sa, è strana e un Grande Magazzino soggetto ad attentato diventa oggetto di grande curiosità. La gente arriva a frotte, gli affari vanno a gonfie vele ma attenzione, si orienta la garritta del carrarmato, punta la bocca di fuoco e … bum! Maledetto Babbo Natale, travolto da istinto assassino: è in agguato in attesa della prossima vittima. Per fortuna un eroe s’aggira tra gli scaffali: Benjamin Malaussène, da poco dipendente del supermercato, con l’incarico altolocato di … “capro espiatorio”. Ne avete mai visto uno? Beh, se ancora non vi è capitato, potrebbe essere che Pennac riesca ad illuminarvi: quel lavoro sembra un abito confezionato a misura per la vostra taglia!
Voto: 4 / 5
(05-01-2008)
Libro - La masseria delle allodole - Arslan Antonia
Una vita come tante, vissuta serenamente tra lavoro e affetti familiari, compreso il fratello emigrato in Italia ma che, minacce di guerra permettendo, dovrebbe finalmente arrivare a conoscere i nipoti. Invece, improvvisamente, cala la notte su un popolo intero: il partito turco al potere inventa l’accusa di collusione col nemico, raggruppa truppe speciali che si preoccupano di “convocare” gli uomini per non meglio precisate comunicazioni. Sarà un massacro immane e totale che si consuma alle prime luci dell’alba. Restano le donne, i bambini, i vecchi. Non hanno il coraggio, i governanti, di ordinare l’eccidio, il massacro totale. Ufficialmente si avvia l’esodo: le superstiti di un popolo fiero vengono incolonnate, direzione il confine. Ben pochi sopravviveranno alla fame, agli stenti, alla stanchezza di un viaggio infinito verso il miraggio delle mura di Aleppo. Nessuno può portare loro aiuto: il governo ha decretato la pena di morte per chiunque osasse, mosso da pietà, avvicinare la colonna della disperazione offrendo un tozzo di pane. Maggio 1915. Antonia Arslan ci racconta la storia della sua famiglia, del suo popolo e di come, miracolosamente, mentre i bambini cercano invano di sopravvivere rovistando nello sterco dei cavalli, pochissimi riusciranno a sfuggire alla condanna decretata. Oltre un milione. I morti del primo genocidio del secolo scorso sul quale sembra calato un velo di silenzio incomprensibile. Confesso. Non ne avevo notizia alcuna e, leggendo il romanzo resoconto di Antonia, sono rimasto incredulo di fronte alla sistematicità dell’eliminazione fisica da parte di un governo che, ancora oggi, nega quelle cronache di disumanità inconcepibile. Per questo la lettura del libro diventa anche motivo di solidarietà, di condanna nei confronti dei mandanti politici e degli esecutori del massacro, dell’Europa e della Società delle Nazioni che, all’epoca, evitò di intervenire e che ancora oggi preferisce, come fa lo struzzo, negare una seria ed approfondita analisi storica degli eventi.
Voto: 5 / 5
(05-01-2008)
Libro - L' uomo che guardava passare i treni - Simenon Georges
Una vita ordinata e rispettabile, un buon livello sociale raggiunto, una moglie ordinata capace di crescere i due figli e di governare la casa naturalmente adeguata alle aspettative di immagine e comodità all’altezza della posizione conquistata. Deviazioni dalla linearità della regola di corretta condotta? Al massimo qualche fantasia nell’immaginario interiore, qualche pensiero audace rivolto a procaci donnine e una punta d’invidia per chi aveva il coraggio di prendere il treno e di andarsene ignorando ogni eventuale giudizio di sconvenienza. Ma, dietro l’angolo del prossimo incrocio, si annida in agguato il fallimento della ditta dove Kees Popinga svolge ordinatamente le mansioni di direttore: glielo rivela lo stimato proprietario stesso che, con buona dose di ironia, confessa di aver impegnato il capitale aziendale in avventate operazioni finanziarie manipolando, in barba al buon Popinga, i libri contabili. Bancarotta fraudolenta. Nessun problema. Julius de Coster jr., colto in un’osteria non certo degna del rango, senza remora di bere oltre i limiti della decenza, confessa allo stupefatto “signor Popinga” che simulerà il suicidio abbandonando gli abiti in riva al fiume per salire, prima della fine della notte, su una vettura di terza classe diretta oltre confine. Per il buon Kees è la fine: impossibile far fronte alle rate del mutuo per pagare la casa, difficilissimo, data l’età, trovare un lavoro all’altezza del tenore di vita. Passa la notte a riflettere sul futuro a fosche tinte e scopre che, in fondo, non è impossibile dormire sereno dopo aver maturato una decisione: meglio seguire l’esempio del principale, meglio cambiar vita! Eccolo dunque salire a sua volta sul treno con una meta ben precisa: andare dalla bella Pamela che, l’anno prima, non aveva nemmeno osato guardare. Ma avventurieri non ci si inventa, l’errore attende in agguato e, allora, può essere si scateni la più grande caccia all’uomo che Europa ricordi. Una lettura (e un incontro con un grande scrittore) da non perdere.
Voto: 5 / 5
(05-01-2008)
Libro - La casa dei desideri - Rees Celia
Storie di donne. Questo potrebbe essere il filo conduttore che unisce la produzione letteraria di Celia Rees, inglese, laureata in storia. Donne particolari, donne speciali, donne per nulla disponibili alla sudditanza nei confronti dell’uomo padrone. La gioia di essere donna, affrontando come tale il mondo non certo “amico”. Eccoci ora in tarda epoca 1900 tra i figli dei fiori. Richard, con il camper dei genitori, arriva a poca distanza dalla casa sul promontorio, la casa dei desideri, dove vive una piccola comunità di artisti. Non aveva mai visto una donna nuda, prima. Non nella vita reale. Al massimo le copertine di Playboy che il padre teneva chiuse a chiave in un cassetto dello scrittoio. Non aveva mai fumato cannabis, non aveva mai pensato che un rapporto di coppia, come quello tra i suoi genitori, potesse essere basato sull’amore libero. Eccolo invece entrare in contatto con questo mondo “diverso”, dove tutte le regole dell’ordinario e del consueto sono sovvertite. Bisogna allora imparare a non vedere il mondo attraverso lenti deformate dalla prevenzione culturale e sociale, dal sentito dire: se non ci riesci ed entri in un mondo tra persone diverse, libere, un grande amore può essere messo in discussione e svanire nel nulla per fatti che in realtà non sono altro che nulla se non prevenzione culturale. L'ultima fatica letteraria di Celia, dunque? In pratica un manuale sul come muoversi per ottenere l'amore di una donna vera, libera, consapevole del proprio essere. Oppure, miseramente, fallire, mantenendo il rammarico per tutta la vita di non aver saputo essere all'altezza.
Voto: 4 / 5
(05-01-2008)
Libro - Il piccolo libraio di Archangelsk - Simenon Georges
Esule dalla grande madre Russia travolta dalla tempesta bolscevica, Jonas Milk vive nella piccola place du Vieux-Marché nella piccola libreria alla portata di tutte le tasche, per acquisto o anche solo per il prestito di romanzi e di libri illustrati capaci di far sognare luoghi incantati spersi in irraggiungibili angoli del mondo. Gina Palestri, la più bella ragazza del mercato, gli è stata offerta in sposa e, nonostante i ventanni in meno, nonostante il profumo di ascelle che la dice lunga sull’irrequietudine della ragazza, Jonas ha accettato. Un matrimonio di grande rispetto, per lui che pure sa benissimo di come Gina non si neghi scappatelle con qualche marocchino o qualche viandante di passaggio nel mercato. Le perdona anche il disordine e non esita a dividere con lei ogni suo segreto. Compresa quella raccolta di francobolli preziosissima, con pezzi di grande rarità raccolti con grande cura in anni e anni di paziente dedizione. Quella raccolta che lei non esiterà a sottrarre dalla cassetta nell’armadio la sera nella quale decide di uscire e non tornare. Un romanzo di grande dolcezza, la storia di un amore fatto di dedizione, un regalo di Simenon che accarezza il cuore del lettore. Compreso il finale che certo lascia l’amaro in bocca ma è pur sempre la testimonianza di come possa essere grande e senza limiti l’amore.
Voto: 5 / 5
(05-01-2008)
Libro - Il paese delle amanti giocose - Pederiali Giuseppe
Dopo l’osteria della Fola Pederiali ci ripropone una raccolta di racconti dedicata alla gente della sua terra, quell’Emilia libertaria e giocosa che va dalla grassa Bologna alla bassa mirandolese. Modelli un po’ stereotipati che, alla lunga, magari annoiano pure, lungo le troppe pagine del libro ma questa è l’impressione di chi in quelle zone ha vissuto e sa che, in fondo in fondo, l’idea di costituire una cooperativa per la gestione in comune della più bella ragazza del paese a qualcuno potrebbe anche venire davvero: non manca certo la fantasia alla gente della bassa, quando si tratta di godere dei piaceri della tavola e del bel vivere, amore in prima fila sia esso vissuto, inventato, parlato o semplicemente narrato. Storie che, per chi vivesse nella lontana Sicilia, potrebbero tingersi di incredulità ma da queste parti, si sa, non è certo la fedeltà il valore più ricercato e quel che conta appunto è il piacere del bello: se talvolta questo determina qualche “scappatella” non val comunque la pena farne conseguire la rovina di rapporti d’amore profondo che magari proprio l’innocente scappatella rafforza. Per la gente della verde Emilia, par poter concludere, una lasagna ogni tanto fa meglio apprezzare la mortadella di ogni giorno.
Voto: 3 / 5
(05-01-2008)
Libro - Los italianos - Sprega Franco; Tagliaferri Ivano
“Los italionos, antifascisti nella guerra civile spagnola” è il saggio che ci regalano Franco Sprega e Ivano Tagliaferri, studiosi del movimento operaio e dell’antifascismo, proponendo un viaggio affascinante dallo scoppio della guerra civile in Spagna al suo tragico epilogo alla scoperta di figure di combattenti italiani per la libertà che hanno immolato le loro vite nel tentativo di opporsi al golpe del generale Francisco Franco contro la giovane Repubblica spagnola. Obiettivo concentrato sulle vicende di personaggi minori sui quali si alza il velo dell’oblio calato dalla storia: potremmo definirlo in particolare il contributo degli emiliani e via via definendo sempre più l’obiettivo della ricerca, le storie di personaggi partiti da Piacenza, la terra dei due autori, per contribuire con il proprio apporto diretto alla difesa della libertà. 50mila i volontari, 4mila dei quali italiani e, tra questi, gli autori ci propongono le storie degli “eroi minori”. Per citarne alcuni: Artemio Agosti, operaio militante del Partito Socialista emigrato in Francia nel 1922 per motivi politici, Massimo Ardemagni, figlio di ferroviere, emigrato in Francia nel 1930, anarchico, Luigi Bernini, bracciante, comunista, fuggito in Francia nel 1922 per sottrarsi alle bastonate dei fascisti, Mario Bertè, muratore, segnalato nel 1930 come soggetto pericoloso per il regime fascista, Giuseppe Bianchi, carbonaio, comunista, emigrato in Francia nel 1923 per sottrarsi alle violenze fasciste, Emilio Canzi, anarchico, decorato con la Croce di guerra durante la campagna coloniale in Libia, sarà comandante partigiano durante la Resistenza italiana. Un documento, una testimonianza che vale la pena inserire in libreria se non altro perché fuor di schema.
Voto: 3 / 5
(05-01-2008)
Libro - Il bacio della Medusa - Mazzucco Melania G.
Il primo romanzo della Mazzucco riproposto nove anni dopo l’uscita. Storia ambientata ai primi del novecento, periodo che indubbiamente affascina Mazzucco. Intreccio di vite apparentemente troppo diverse per poter trovare punti comuni. Da un lato le ambizioni piccolo borghesi del conte Felice Argentero che saprà arrivare allo scranno parlamentare nella lontana Roma. La politica, lo sappiamo bene oggi, porta lontano dalla famiglia e la solitudine può diventare un peso troppo difficile da sostenere. Non è però, in questo caso, il conte a perdersi in qualche albergo di lusso in dolce compagnia tra droga e champagne. Sarà la moglie, la giovane e bellissima Norma, a trovare un amore carico di poesia. Con una ragazza a dir poco selvaggia, venduta in tenera età dai genitori al vagabondo Peru, trascinata in Francia, sedotta bambina e poi abbandonata. Finché, sola, disperata, affamata, non ha il coraggio di invocare pietà e lavoro proprio al conte Argentero. Così diventa cameriera al servizio di Norma e lì nascerà quell’amore, un amore impossibile. Vicenda toccante ed avvincente che pone la questione sociale dell’emancipazione femminile, che muove all’interno della filosofia dell’uomo in veste di marito e padrone, che diventa in quanto tale motivo di riflessione sull’evoluzione della società e sui ritardi che ancora oggi viviamo. Per questo, risulta impossibile l’abbandono della lettura. Nonostante, ancora una volta, Melania non sfugga dalla logica della logorrea verbale, delle parole e dei periodi che si avvolgono su sé stessi, si rincorrono, si espandono in un evidente stato d’estasi e d’innamoramento con la parola scritta. Qualche pagina, delle totali 494, diventa così mappazzone che rallenta l’andatura e talvolta par d’affondare nel manto bianco e nero delle parole scritte. Ma l'abbandono della lettura sarebbe impossibile, tanto riesce ad avvolgerti di poesia un amore così grande e d'amarezza una società che, in quanto "diverso", lo rifiuta.
Voto: 4 / 5
(05-01-2008)
Libro - Venere privata - Scerbanenco Giorgio
Un maestro del giallo che, col romanzo che lo proclamò al vertice del noir italiano, ci presenta Duca Lamberti. Medico radiato dall’Ordine per aver osato praticare eutanasia con conseguente reclusione per tre anni, capace di reinventarsi quale investigatore privato. Il primo lavoro? Strappare all’alcolismo Davide Auseri, figlio di un industriale milanese. Per farlo Duca indaga sul passato del giovane alla ricerca delle cause della situazione praticamente disperata (anche se non ancora tale da determinare danni fisici irreversibili). Colpa di un difficile rapporto col padre-padrone troppo preso dagli impegni di lavoro? Niente affatto. Un gravissimo senso di colpa strazia l’anima di Davide: l’unica donna che ha amato, sia pure nello spazio limitato di un pomeriggio, è stata ritrovata cadavere a Metanopoli e forse lui poteva evitarle quella fine tragica e misteriosa. Suicidio come frettolosamente hanno scritto nel rapporto i poliziotti giunti sul posto? Inizia un viaggio in una Milano sulla quale si allungano le mani della mafia e della camorra e lentamente Duca dipana la matassa del mistero rivelando quella verità che porterà Davide a superare i propri sensi di colpa. Ma, dove si sollevano i veli delle verità nascoste, quando si giunge a contatto con una realtà criminale che certo non va per il sottile con chi minaccia interessi economici di grande rilevanza, non è detto che giustizia trionfi o, comunque, sia indolore.
Voto: 4 / 5
(05-01-2008)
Libro - La fata carabina - Pennac Daniel
Seconda puntata della saga di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio all’ufficio reclami del Grande Magazzino, licenziato dopo aver rivelato alla stampa le caratteristiche del suo lavoro, ora assunto da una grande casa editrice, le Edizioni del Taglione, in grave ritardo con la stampa del volume di un professionista da trattare con i guanti. Naturalmente sarà lui, Benjamin, a doversi accollare la colpa del ritardo in modo che sulle sue spalle possano scaricarsi le ire funeste del facoltoso professionista. Il capro espiatorio, appunto. Ma il lavoro può attendere. Ben altri sono i problemi del nostro eroe. Che da tempo ospita in casa, oltre alla incontenibile e numerosa famigliola di sorelle e fratellini, vecchietti raccolti dalla strada per avviare una disintossicazione da stupefacenti. Perché proprio così. Da qualche tempo i vecchietti del quartiere parigino di Belleville sono diventati avidi consumatori di cocaina ed eroina, sono l’ambito nuovo obiettivo del mercato della droga. Salvo poi essere aggrediti, ammazzati come cani. Finché un giovane commissario di polizia, decisamente razzista, troppo spesso abituato a mezzi non proprio ortodossi con algerini e nord-africani in genere, prende a malo modo una vecchietta e questa estrae un cannone, una P38 d’epoca, spara, ammazza il poliziotto naturalmente simpatizzante dichiarato del Fronte Nazionale, la destra xenofoba. Chi diavolo sta armando i vecchi del quartiere? Tocca a Benjamin, naturalmente sospettato di tutto e del suo opposto, indagare con l’intento di scoprire chi sia quella finta assistente sociale che consegna sacchetti di bianche pasticche spacciandole per medicinali. Sul suo cammino troverà quattro morti ammazzati. Tutti vedovi, defunti in modo rocambolesco, tutti infine sepolti nello stesso piccolo cimitero al fianco delle consorti che li avevano preceduti nell’aldilà. Insomma in gendarmeria ci si convince dell’utilità di arrestare quello strano tizio dal mestiere così poco ortodosso. Soluzione troppo facile. Il caso è aperto.
Voto: 3 / 5
(05-01-2008)
Libro - Le spie non devono amare - Scerbanenco Giorgio
Ornella Dallas, ricca borghese romana, conferma: l’amore non conosce ragione e se quando incontri l’uomo della tua vita, nel suo caso Falk, questo si rivela una spia internazionale, non resta che la sofferenza dell’attesa tra una missione e l’altra. Sopportando le notizie dai rotocalchi che annunciano la presenza del marito a grandi ricevimenti avvinghiato in abbracci troppo stretti con la moglie di qualche ambasciatore. Amore, adulterio, storie di sesso e di corna? Naturalmente nientaffatto, è sempre lei, Ornella, l’indiscussa Regina nella vita di Falk, il resto è sempre e solo corollario del lavoro: spesso le mogli possono essere lo strumento per carpire i segreti di mariti troppo distratti nelle vicende di letto. Così, che fare quando Falk si trova costretto a letto da una banale ma implacabile influenza. Mancare la consegna all’organizzazione potrebbe rivelarsi estremamente pericoloso per cui, a partire verso il quartiere periferico di Stoccolma, sarà naturalmente lei. Una donna bella, attraente, con due gambe da far sballare chiunque. Le spie non hanno amici, i colleghi di una spia sono solo altre spie, nessun codice d’onore, nessun obbligo di rispetto: la moglie di un collega, se è una bella donna, è sempre e solo una bella donna. Fin quando sarà proprio lui, il marito, a dire basta, a voler vivere una vita libera al fianco della sua Ornella. Ingenuità: non si esce vivi, dal mondo delle spie, l’organizzazione non può permetterlo, troppi i segreti memorizzati. Non resta che la fuga, di paese in paese, da un continente all’altro, in un mondo che si rivela dannatamente piccolo ma la vita, senza amore, che vita sarebbe poi mai? Le spie non devono amare e le donne non devono amare una spia, ma l’amore non conosce ragione, non conosce limiti, non si può vivere rinunciando all’amore. Imperdibile
Voto: 5 / 5
(05-01-2008)
Libro - Il presidente - Simenon Georges
Il lento svanir della vita. Passano gli anni ed inevitabilmente, ineluttabilmente, ciascun essere vivente ove abbia la fortuna d’invecchiare e di non precocemente abbandonar questa nostra valle di lacrime, inesorabilmente lentamente si trasforma in ectoplasma, essere etereo sempre più invisibile, sempre meno incidente sul palcoscenico della vita. Ricordate? Fummo importanti! Determinanti! Era impossibile venisse assunta una qualsivoglia decisione se non successivamente all’aver escusso il nostro fondamentale autorevole parere. Io ero il Presidente del circolo filatelico, io il tesoriere degli Amici della Lirica, non si moveva paglia senza il mio dotto placet! Poi il tempo passò, venne il tempo di una nuova elezione, dell’individuazione di un nuovo segretario, vi fu perfino una festa di saluto, un passaggio delle consegne, sulla parete della mia stanza, nella mia casa ove nessuno più viene a portarmi omaggio, sulla parete della mia stanza troneggia ancora impolverata la targa dorata con la quale i soci tutti salutavano il loro indimenticabile Presidente del Circolo ricreativo. Storia di un declino, di un lento uscir di scena che Simenon racconta di chi fu uno dei cinque Grandi del mondo ed ora, ultraottantenne, sente sempre più il senso della solitudine, dell’oblio, del nulla, laddove la vita, vissuta al centro del palco, inesorabilmente diventa fatto solo ed esclusivamente privato. Con qualche egoistica soddisfazione, come apprendere dalle pagine del giornale o dalla radio che qualche conoscente, talvolta con qualche anno in meno, se n’è andato lasciando la soddisfazione sottile del pensare d’essere ancora qui. Ultimi granelli di sabbia che il Signore del Tempo lascia scivolare dalla parte alta della clessidra: come può prepararsi chi è stato un Grande della Storia alle ultime ore, quali vendette, quali impegni, quali ulteriori protagonismi, quali revanchismi vale ancora la pena accarezzare? Un romanzo capace di far riflettere sull’essere in senso generale, sul finir della vita a valere per ogni individuo.
Voto: 5 / 5
(05-01-2008)
Libro - Gennarina - Ruggiero Corrado
Questa è la storia narrata della famiglia Menniello, scesi a Nocera dalle campagne del Vescovado con la pretesa di farsi largo tra i notabili della cittadina tra Napoli e “Salierno”. Padre, madre, figlio ancora studente in legge ma già preteso Avvocato con la mira di uno scranno politico di peso, fosse addirittura assessore! Infine Gennarina, la sorellina piccolina. Ma Gennarina “aveva capito che padre, madre e frate le volevano fare le scarpe. Lo teneva oramai chiaro chiaro davanti agli occhi che zittizitti mutimuti, don Gaitano e donna Nannina la volevano fare fessa. Insomma, la fine della Monaca di Monza pronta per lei. O si sposava, ma allora si doveva pigliare il figlio di un signorone del Corso, uno che faceva parte del bottone e che perciò, un domani, poteva essere utile per la carriera di Minetuccio o, se non riusciva a arpionare un maccarone fatto a dovere, non si doveva proprio sposare”. “Andava al liceo, sarebbe pure lei andata all’università ma, poi, doveva rimanere zitella, diventare professoressa alle scuole medie, portare a casa uno stipendio e, per il resto, dedicarsi anima e corpo al luminoso destino del granavvocato”. Tutto predestinato? Ennò, a Gennarina così proprio non va e se ne sta con la faccia storta dalla mattina alla sera. Semplicemente, in una parola, imperdibile.
Voto: 4 / 5
(05-01-2008)
Libro - La nevicata dell'85 - Colaprico Piero; Valpreda Pietro
Pietro Binda, ormai ex maresciallo dei Carabinieri in pensione non riesce a star lontano da indagini e misteri. Tanto per ammazzare il tempo e non sentirsi inutile ed emarginato, mette a frutto la sua esperienza collaborando con uno studio legale. Nell’inverno dell’85, mentre una spessa coltre di neve imbianca la grande città, Milano, una giovane procuratrice gli chiede aiuto: suo nonno è morto per abuso di medicinali, ma lei è convinta che la verità sia tuttaltra. Fisime d’una nipote inconsolabile? Binda non lo esclude ma, quasi casualmente, scopre che al cimitero di Baggio sono davvero troppi gli anziani sepolti morti vedovi e soli, in circostanze solo apparentemente normali. Al cimitero incontra anche Alice, infermiera in pensione ancora attraente ma decisamente stravagante e chiacchierata. Alla fine, davanti ad un bianco in una trattoria della Milano ormai in via d’estinzione, Binda rivelerà della doppia personalità di quella donna che non andava al cimitero solo per posare fiori ma attratta dalla situazione, dalla possibilità di agganciare nuovi amanti. In questa atmosfera si muove e ci conducono Colaprico e Valpreda, ballerino quest'ultimo reso famoso per le ingiuste accuse relative alla strage di piazza Fontana e che in queste pagine scopriamo abile nel destreggiarsi e nel raccontare di una Milano dove ancora la vita si sviluppa a ritmo lento, passando da una trattoria a quattro chiacchiere al piccolo caffè d’angolo. “La nevicata dell’85” è il secondo libro della saga del maresciallo Binda. Quattro libri nati da un’idea di Pietro Valpreda e dalla tastiera di Pietro Colaprico e che rappresentano prima di tutto un’esperienza letteraria basata sulla serietà del metodo (Valpreda esponeva, Colaprico scriveva, Valpreda rileggeva, Colaprico rivedeva) e sulle “deviazioni” da amicizia (tutto il lavoro si svolgeva nella casa di Valpreda, immersa nella Milano degli anni ottanta, ai margini della Milano da bere, l'altra Milano, alternativa e lontana anni luce da quella dell'anarchico Valpreda).
Voto: 3 / 5
(05-01-2008)
Libro - Olive comprese - Vitali Andrea
Ma era poi davvero così allegra, guascona, spensierata, talvolta boccaccesca la vita nell’Italia del Benito che pensava all’impero e dei volontari che andavano a combattere in Spagna? Sicuramente no ma a leggere per come la dipinge Andrea Vitali, medico condotto in prestito ormai permanente alla narrativa romanzata, viene davvero voglia di immergersi nelle acque del Lago di Como, salire su un battello e lasciarsi trasportare fino al mitico paese di Bellano. Sperando di incontrare l’umanità varia descritta da Vitali: l’anziana Eufrasia Sofistrà che per poche lire legge il destino, il Crociati esperto cacciatore che per un malaugurato incidente non ne becca più uno ma spara, spara, spara, e ancora l’Uselànda, Luigina Piovati, sempre attenta alle gioie degli uomini del paese, per concludere con la piccola tenera Filzina, mite segretaria modello, dedita alla carità e devota fedele che non mancherà di stupirci lasciando senza parole lo stesso fratello. Umanità varia cui si aggiunga l’azione del maresciallo maggiore Ernesto Maccadò, il prevosto, il podestà con la sua strana moglie, la filanda con i suoi dirigenti e gli operai. Il tutto ruotando d’attorno alle gesta di quattro ragazzotti scapestrati della buona borghesia paesana che ne combinano una più di Bertoldo. Impossibile insomma commentare le vicende narrate da Vitali. Non resta che abbandonarsi alla lettura, un po’ come salire sulla giostra che inizia a girare accompagnata da una musica allegra proposta con una vecchia fisarmonica. Ultimo dettaglio: il titolo, "olive comprese", si riferisce ad un dettaglio del promesso sposo della Filzina, il Risto, uno dei quattro mariuoli ...
Voto: 5 / 5
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