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I commenti di Marco78
Recensioni 1 - 20 di 39 recensioni presenti.  Media Voto: 3.53 / 5

(28-04-2013)
Libro - Compagno Darwin. L'evoluzione è di destra o di sinistra? - Nosengo Nicola; Cipolloni Daniela
Raramente una teoria scientifica ha ottenuto tanta attenzione ed ha contribuito ad innescare un dibattito che si porta avanti ormai da oltre un secolo. La ragione è molto semplice: la teoria di Darwin, pur analizzando la storia della vita a tutto tondo, non può esimersi dal coinvolgere l'uomo e il suo ruolo nella natura. E qui nasce il problema. Non solo per questioni religiose, ma, in generale, per una innata tendenza all'egocentrismo, fatichiamo molto ad accettare che la nostra specie sia solo il prodotto delle stesse "leggi" che hanno portato all'esistenza della gallina o di un batterio. La questione si complica se tale tendenza è poi inasprita da motivazioni di ordine religioso che strumentalizzano la teoria dell'evoluzione per farne un mezzo di lotta politica contro l'avanzare della "scienza cattiva" e disumanante quale prodotto del capitalismo senza valori. Di tutto ciò Darwin non si era occupato e le successive reazioni e controreazioni suscitate dal dibattito socio-politico hanno portato ad interpretazioni del tutto estranee alla finalità della sua ricerca. Basti pensare che un'esasperazione interpretativa ha portato alcuni a vedere nel naturalista inglese addirittura l'ispiratore delle atrocità nazifasciste contro gli ebrei, in quanto (si sostiene) dettate dalla legge della sopravvivenza del più forte. Non sono mancate purtroppo reazioni di difesa sbagliate da parte delle comunità scientifiche che, talvolta, anziché dibattere, hanno preferito difendersi con chiusure totali, interpretabili esse stesse come atti di fede quanto quelli dei movimenti creazionisti. Questo libro ripercorre con chiarezza e precisione le implicazioni socio-politiche della Teoria dell'Evoluzione, cercando di riportare in primo piano quelle che erano le finalità dell'opera darwiniana al fine di distinguerle dalle forzature dei decenni successivi. Un plauso agli autori che hanno realizzato un prodotto ricco di informazioni esposte con linguaggio giovane e avvincente.
Voto: 4 / 5
(10-03-2013)
Libro - Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali - Frugoni Chiara
Il periodo buio, della decadenza dopo la grandezza di Roma, dell'arretratezza, ecc.... quanto volte queste parole sono state associate al Medioevo, epoca storica per lungo tempo trascurata e sintetizzata in pochi luoghi comuni: il feudo, il castello, i cavallieri, la dura e povera vita nei campi. Che questa rappresentazione fosse troppo semplicistica è noto da tempo, del resto il c.d. Medioevo è in realtà un'epoca storica che abbraccia un millennio e, se non altro per l'aspetto temporale, un periodo di significativi cambiamenti. Se l'immagine "classica" dell'era di povertà, paura, arretratezza può trovare riscontro nei primi secoli dopo la caduta dell'Impero Romano, almeno dall'anno 1000 la realtà muta drasticamente. Ma forse non come se lo può immaginare un non addetto ai lavori: sorprende quindi apprendere da questo libro come la vita di un nostro antenato vissuto nei secoli che hanno accolto Dante e Cristoforo Colombo fosse molto simile alla nostra: si indossava la camicia con bottoni, si mangiava con la forchetta, si andava in banca, si giocava a scacchi e a carte, si ascoltavano i rintocchi degli orologi meccanici, si iscrivevano i figli all'università, si faceva di conto con la partita doppia, si festeggiava il Carnevale e si contavano i giorni i mesi e gli anni esattamente come facciamo noi nel 2013!!!!.......insomma se potessimo parlare con un nostro avo medievale forse riusciremmo a farci capire, almeno su molti aspetti della nostra vita quotidiana, mentre un dialogo del genere sarebbe impossibile con un antico romano che ben poco comprenderebbe di tutto ciò. Una lettura illuminante e ricca di belle illustrazioni.
Voto: 3 / 5
(10-03-2013)
Libro - Italia, cresci o esci! Meritocrazia e regole per dare un futuro ai giovani - Abravanel Roger; D'Agnese Luca
Meritocrazia, rispetto delle regole, propensione al rischio e accettazione costruttiva dei fallimenti: sembrano concetti banali ma non trovano alcun riscontro nel nostro Paese, essendo probabilmente questa la causa principale di una crisi che non è recente, essendo strisciante da almeno un ventennio. Le campagne e i dibatti elettorali si perdono spesso in temi da molti ritenuti, forse a torto, più importanti, quali le grandi riforme (sistemi elettorali, giustizia, fisco), perdendo di vista quelle semplici ma fondamentali vere esigenze del Paese. Un esempio è quello della Corte d'Appello di Torino: senza alcuna maxi riforma della giustizia, ma semplicemente con l'opera di una dirigenza efficiente, è stato praticamente azzerato l'immenso arretrato che letteralmente intasava il corso della giustizia. Questo è l'esempio forse più calzante per riassumere la tesi di questo libro: sono le persone che fanno un Paese, con la loro intraprendenza, le idee, il rispetto delle regole e anche l'assunzione di qualche rischio. Se non si inculcano questi fondamentali concetti nella cultura popolare, nessun sistema elettorale, nessun governo, nessun "premier" potrà mai risollevare le sorti di una nazione in cui tutti abusano protetti dalla scusa per cui intanto c'è sempre qualcun'altro che abusa di più. Il libro è scorrevole, forse un po' intriso di luoghi comuni e affermazioni generiche che avrebbero potuto essere meglio approfondite. Comunque una lettura che merita.
Voto: 3 / 5
(15-02-2013)
Libro - Io credo. Dialogo tra un'atea e un prete - Hack Margherita; Di Piazza Pierluigi
Una scienziata notoriamente atea e un prete anticonformista ma prima di tutto amici sinceri: questa è l'essenza del dialogo tra due persone solo in apparenza lontane. Si scoprono in realtà visioni della vita, valori, sentimenti che sono prima di tutto "umani", a dimostrazione che anche chi non si conforma al dogma della religione può ben essere portatore di sani principi (checché ne dicano le alte cariche della Chiesa Cattolica secondo cui solo chi ha fede in Dio potrebbe aspirare alla vera essenza dell'uomo). C'è da dire che Di Piazza non è un prete qualunque e questo lo aiuta ad incontrare il pensiero della Hack: un prete contrario al celibato dei sacerdoti, che assume posizioni in controtendenza rispetto al Vaticano su temi quali l'aborto o il fine vita e che indossa da sempre abiti civili agevola il Dialogo, che forse sarebbe stato ben più complesso se l'interlocutore fosse stato un ecclesiastico conformato al sistema. La lettura è veramente piacevole, sebbene forse troppo breve: alcuni temi avrebbero ben potuto essere più approfonditi. Abbastanza sintetica, ma sempre incisiva, la Hack; più prolisso Di Piazza.
Voto: 3 / 5
(02-01-2013)
Libro - Storia sentimentale dell'astronomia - Bianucci Piero
La storia dell'astronomia rivista attraverso la vita delle persone che hanno posto le basi della scienza del cielo: quindi l"'uomo" più che la scoperta in se' è il vero protagonista di questo pregevole volume; si spazia dall'antichità dei nostri antenati preistorici che sicuramente avranno qualche volta puntato gli occhi al cielo, ai ricercatori del presente dotati di tecnologie sempre più sofisticate. Ma l'"uomo" è sempre spinto dalle stesse curiosità, emozioni, sentimenti (e, talvolta, malignità, egoismi, ruberie che non risparmiano nemmeno le grandi menti della scienza). Gli scienziati che si incontrano in questo libro sono veramente tanti e, volendo dedicare qualche meritata riga ad ognuno, a tratti la lettura si fa pesante e troppo nozionistica: date, nomi ed informazioni si ammassano in poco spazio. Per ovviare a ciò, Bianucci, abile divulgatore, usa perfettamente l'arma dell'ironia, talvolta anche tagliente ma sempre efficace. Molto più affascinanti e coinvolgenti le pagine dedicate ai grandi personaggi come Galileo, Newton, ecc. a cui è riservato il meritato spazio. Per un neofita questo libro merita di essere annoverato come un'imprescindibile fonte di informazioni; un appassionato della materia può invece ben godersi un testo divulgativo di alto livello.
Voto: 4 / 5
(02-01-2013)
Libro - Dietro le quinte della storia. La vita quotidiana attraverso il tempo - Angela Piero; Barbero Alessandro
Da alcuni anni il Prof. Barbero delizia il pubblico di "SuperQuark" con pillole di storia sempre pregevoli, di cui questo libro è una trasposizione riorganizzata per argomenti. Due sono gli elementi essenziali di questo lavoro: la visione "dal basso" della storia e l'importanza di tecnologia ed energia nello sviluppo economico e culturale dell'umanità. Non si incontrano, quindi, grandi personaggi o eventi storici di rilievo, ma si incontra la quotidianità del lavoro, della famiglia, della religione, della guerra, ecc.. Barbero è abile a tenere viva l'attenzione sfatando alcuni luoghi comuni sempre di forte presa, come l'uso delle cinture di castità in epoche antiche, lo "Ius primae noctis" o il panico collettivo da "Anno 1000" (il famoso monito del "Mille e non più mille"): tutte falsità storiche inventate da romanzieri e cantastorie per affascinare, raccontare e ... vendere libri (e film in tempi più recenti). Ma è quando si racconta la vita quotidiana che il libro ha veramente qualcosa da dire: stupefacente riflettere sul fatto che nella giornata di un antenato del Medioevo ci fossero elementi che accompagnano anche le nostre giornate e che proprio in quell'epoca vedevano la luce: le banche e le banconote, la pasta, le carte da gioco, gli occhiali tanto per fare alcuni esempi. Naturalmente le condizioni di vita erano, tuttavia, ben diverse, come giustamente evidenziato da Angela che, nelle vesti di interlocutore, non manca di sottolineare come il progresso dell'umanità sia dipeso dalla capacità di far interagire cultura, energia e tecnologia per affrontare sfide nuove o risolvere in modo nuovo vecchi problemi. Sicuramente entrambi gli autori hanno realizzato pubblicazioni migliori, ma questo libro merita una lettura e qualche riflessione: la storia, se non distorta per finalità poco nobili (vedasi il recente tormentone sulla fine del mondo) e se non incentrata solo sui grandi eventi, può veramente insegnare ad affrontare anche il presente.
Voto: 4 / 5
(17-11-2012)
Libro - Il DNA incontra Facebook. Viaggio nel supermarket della genetica - Pistoi Sergio
Solo dieci anni fa la mappatura del dna sembrava un risultato affascinante ma comunque lontano dalla quotidianità di ciascuno di noi. Oggi chiunque, investendo poche centinaia di euro, può permettersi un'apprezzabile lettura del proprio dna. Pistoi affronta la vicenda da protagonista: aderendo via internet all'offerta commerciale di una nota società che offre tale servizio, ha sperimentato questa realtà che apre nuovi scenari a livello legislativo, sociale, economico, politico ed etico. Se da un lato, infatti, ogni persona può oggi permettersi di conoscere meglio se stesso e la medicina può offrire terapie più personalizzate, le prospettive circa la diffusione di tale fenomeno possono non essere solo positive: banche dati contenenti informazioni genetiche di milioni di persone potrebbero essere violate, fatto ancor più grave se tali informazioni riguardano personaggi in vista potenzialmente ricattabili (politici, grandi manager, autorità religiose, ecc..). Ma anche nella vita dell'anonimo cittadino, che per curiosità acquista comodamente da casa questo servizio, possono subentrare inaspettate sorprese: datori di lavoro, compagnie di assicurazione ma anche semplici conoscenti possono avere interesse ad accedere alle nostre informazioni genetiche e non sempre per finalità eticamente accettabili. Ma soprattutto: vogliamo veramente sapere, magari già in giovane età, a quali malattie siano più predisposti? Uno scenario nuovo cui le istituzioni, ma anche tutti noi, ancora non sanno far fronte. Come soleva dire il fisico Giuliano Toraldo di Francia, occorre creare uomini a misura di tecnologia: il progresso corre veloce, la nostra educazione, forse, non abbastanza. Un testo a tratti avvincente come un romanzo, a tratti un saggio che fa molto riflettere.
Voto: 4 / 5
(06-09-2012)
Libro - Scienza, quindi democrazia - Corbellini Gilberto
Il titolo pare un po' fuorviante: sembrerebbe che il metodo scientifico sia condizione necessaria e sufficiente per portare alla democrazia. In realtà la tesi del libro non è proprio questa: l'autore intende (e vi riesce bene) dimostrare come il pensiero (e il metodo) scientifico moderno e la moderna concezione della democrazia siano due realtà che hanno subito un processo di "coevoluzione", influenzandosi reciprocamente, ancorché di questo aspetto poco si dibatta. E nonostante queste due costruzioni della società umana non sempre abbiano elementi in comune: la scienza per esempio non è necessariamente democratica, nel senso che nel mondo scientifico non vince la maggioranza bensì chi dimostra la validità delle proprie asserzioni. Ma è proprio riflettendo su questi e altri aspetti che si possono scoprire in questo libro riflessioni veramente interessanti.
Voto: 3 / 5
(28-08-2012)
Libro - Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell'impero romano - Barbero Alessandro
Alessandro Barbero, oltre che eccellente e stimato storico è anche un abilissimo divulgatore e chi lo segue, anche solo in tv nelle frequenti apparizioni in programmi come "Superquark", ne avrà sicuramente colto la grande passione divulgativa unita alla precisa e concisa esposizione dei fatti. In questo libro affronta e sfata molto luoghi comuni relativi ai rapporti tra il mondo romano ed i barbari; infatti si ha sempre l'idea, complice anche una certa rigidità nei programmi scolastici, non sempre al passo con gli studi accademici più recenti, che esistesse un Impero Romano con confini ben precisi e ben protetti, circondati da popolazioni barbariche violente ed arretrate che premevano per entrare nella romanità al solo fine di devastare e saccheggiare. Leggendo questo bel saggio si scopre che la realtà era ben diversa, in quanto non sempre vi erano dei confini precisi (fiumi, mura, ecc..) e, anche quando presenti, comunque esistevano sempre relazioni con il mondo barbarico sia di tipo commerciale che relative a vere e proprie "politiche di immigrazione" attentamente programmate. Si scopre così che, per secoli, gli Imperatori hanno "trattato" con il mondo dei barbari, gestendo flussi migratori, effettuando accordi di natura fiscale, militare e commerciale. Non mancavano ovviamente le note invasioni, ma erano solo un tassello di un puzzle molto complesso. Un saggio un po' impegnativo ma meritevole di lettura per la nuova ed interessante visione che offre, suffragata da documenti storici abbondantemente citati. Gli appassionati più accaniti troveranno anche più di cento pagine di note ed approfondimenti.
Voto: 3 / 5
(27-08-2012)
Libro - L' infinito cercare. Autobiografia di un curioso - Regge Tullio; Sandrelli Stefano
Di biografie ne sono piene le librerie; sovente contengono il nulla, specie quando a "raccontarsi" (si fa per dire) sono calciatori o cantanti poco più che trentenni. Ma quando la sostanza (o meglio, la persona) c'è, allora il risultato può essere molto piacevole. E questo è il caso della biografia in oggetto, veramente apprezzabile, sobria e, a tratti, affascinante. Si scopre un Tullio Regge come persona completa non solo professionalmente, ma anche umanamente e socialmente. Per nulla "topo da biblioteca", Regge racconta di incontri con le più importanti personalità del '900; scienziati di fama internazionale (e già questo basterebbe per dare senso ad una vita) ma anche artisti, letterati, politici, ecc. Sullo sfondo un mondo che cambia, dal dopoguerra ai giorni nostri. A tratti emerge un po' di amarezza, non solo quella tipica della persona anziana che ricorda la sua ricca esistenza, ma anche quella di chi, sulla base della propria esperienza, non può non constatare quanti treni abbia perso il nostro Paese e di quanti ostacoli, apparentemente insensati, si debba far carico chi voglia cimentarsi nel mondo della ricerca e dell'innovazione. Con il motto "La vita è dura ma va bene così" si chiude una lettura piacevolissima ed un giusto omaggio ad un grande personaggio della scienza che ha saputo raggiungere grandi vette nonostante un grave handicap, sempre affrontato con dignità e voglia di rivincita.
Voto: 3 / 5
(27-08-2012)
Libro - La scienza negata. Il caso italiano - Bellone Enrico
Da tempo voci autorevoli come quelle dello storico della scienza(prematuramente scomparso) Enrico Bellone o di Piero Angela, esortano a riflettere sul ruolo che scienza e tecnologia rivestono nelle nostre società in termini di qualità della vita, ricchezza e possibilità di sviluppo. Queste problematiche sono sovente affrontate in termini quantitativi, citando percentuali del PIL destinate alla ricerca, numero di ricercatori ogni mille abitanti, ecc., con il fine di dimostrare l'inadeguatezza di questi parametri nel nostro Paese, rispetto agli altri Paesi industrializzati o emergenti. Bellone in questo libro cerca di andare oltre tale impostazione, risalendo alle motivazioni profonde di queste problematiche. Motivazioni che vanno ricercate nella filosofia, tanto in quella del passato (i filosofi del '500 che tanto infastidivano Galileo con la loro ricerca della verità nei testi degli antichi a discapito dell'osservazione del reale) quanto nel dibattito accademico più recente che ha visto svilupparsi correnti di pensiero fortemente prevenute nei confronti della scienza e della tecnologia, spesso disprezzate a prescindere senza però una reale comprensione dei contenuti essenziali oggetto di critica da parte di pensatori indotti a ricercare nelle teorie scientifiche (soprattutto quelle più rivoluzionarie di Einstein o Newton) significati "profondi" del tutto fuori luogo. Fino a che punto un dibattito accademico possa, tuttavia, influenzare le scelte di politici ed imprenditori è un quesito che non trova risposta ma certo è che tali impostazioni della "cultura alta" hanno contribuito al proliferare di immagini negative della scienza e della razionalità, così generando timori infondati riguardanti i supposti pericoli derivanti dalla natura stessa della conoscenza scientifica e sovente trovando riscontro nelle simpatie popolari, complici uno scarso livello educativo nelle scuole e, per lungo tempo, una carente propensione alla divulgalzione da parte degli scienziati.
Voto: 3 / 5
(24-07-2012)
Libro - Cosa resta da scoprire - Bignami Giovanni F.
Il titolo è accattivante , soprattutto se associato alle ben note doti divulgative dell'autore. Il contenuto un po' meno. L'approccio è (forse troppo?) divulgativo e la pregevole ironia di Bignami emerge solo a tratti. Per carità, la lettura è comunque interessante e spazia su tanti temi (dal cosmo profondo ai problemi "terrestri" dell'energia) ma la sensazione è che il libro sia solo un collage di "pezzi" scritti autonomamente. E questo è probabilmente vero, visto che il vero scopo era quello di realizzare un programma tv, sicuramente meglio riuscito del libro. Da leggere in spiaggia.
Voto: 3 / 5
(29-04-2012)
Libro - Autoritratto dell'immondizia. Come la civiltà è stata condizionata dai rifiuti - Pinna Lorenzo
"Autoritratto dell'immondizia": il titolo non è certo accattivante, ma ciò che si trova dentro questo libro meriterebbe una seria lettura in tutte le scuole e, perché no, anche in qualche corso universitario tanto di ingegneria quanto di economia o sociologia. Che Pinna sia un eccellente divulgatore è cosa nota e questo libro ne è la meritata conferma. Non è facile fornire in poco più di duecento pagine una visione storica così chiara e al tempo stesso scorrevole. Troppe cose diamo per scontate nella nostra quotidianità e, sovente, anche la scuola e l'informazione non ci aiutano a riflettere sulle grandi conquiste scientifiche e tecnologiche che l'ingegno umano ha ottenuto. Costruire monumenti in onore dei grandi Imperatori e conquistatori che hanno stroncato migliaia di vite e poi dimenticarsi di chi, progettando acquedotti o inventando vaccini, ne ha salvate a milioni, non è un segno di civiltà e di progresso. Purtroppo la parte finale che interessa da vicino la nostra realtà italiana con i suoi scandali, furti, frodi, speculazioni a danno della collettività, lascia molta amarezza. Per certi versi, come sottolinea l'autore, il nostro Paese (pur con le dovute differenze tra Regioni) vive ancora nell'epoca feudale: non c'è un senso della collettività che porti i cittadini a lottare per l'efficienza, la buona gestione della cosa pubblica e, quindi, per il benessere di tutti ma ci si affida ai "potenti" che promettono e tranquillizzano la collettività, salvo poi perseguire solo ed esclusivamente interessi personali o "di casta". Singolare il paragone con le grandi opere di altri Paese: nell'800 la realizzazione della rete fognaria di Londra (tutt'oggi funzionante) costò quanto il disastro ambientale dei rifiuti campani (ad oggi irrisolto). L'Italia è un Paese con un grande futuro alle spalle: c'è da stupirsi che esista ancora!!!
Voto: 4 / 5
(19-02-2012)
Libro - Il disagio della libertà. Perché agli italiani piace avere un padrone - Augias Corrado
Nel volgere di pochi mesi, due "colonne" del giornalismo divulgativo italiano, ovvero Piero Angela ("A cosa serve la politica?" - Mondadori) e, con questo libro, Corrado Augias si sono occupati della difficile situazione economica, sociale e culturale in cui si è arenato in nostro Paese. Pur partendo da approcci diversi (filosofico quello di Augias e molto "razionale" quello di Angela), i due autori giungono alla stessa conclusione: l'"italiano medio" è rassegnato a vivere in un Paese che tale non è, dove meritocrazia, rispetto delle Istituzioni, lealtà, efficienza, ecc.. sono solo belle parole sbandierate da tanti con falsa convinzione. Il cittadino accetta tutto ciò, chiedendo in cambio un po' di quella "libertà distruttiva" tanto ambita dalla classe dirigente: poter evadere le tasse senza correre troppi rischi, poter sanare una casetta abusiva, insomma poter abusare della cosa pubblica anziché costruirla e valorizzarla insieme agli altri. Purtroppo non è solo storia recente: fa effetto leggere in questo libro di Augias citazioni di Calvino, Leopardi, Machiavelli o Dante Alighieri (!!) che suonano così attuali. Le digressioni storiche dell'autore sono sempre pregevoli e non mancano gli ormai consueti attacchi al Vaticano, le cui ingerenze nella vita civile, ieri come oggi, sono annoverate come una delle cause del malessere sociale italiano. Augias cade un po' nel banale quando, nel criticare a buon diritto la pessima concezione del potere nella visione berlusconiana, attacca l'ex Presidente del Consiglio accusandolo di aver causato, con i propri palinsesti televisivi, il decadimento culturale del nostro Paese; dimentica l'autore che, in realtà, le tv commerciali non hanno fatto altro che traslare in Italia "modelli" (le soap opera negli anni '80 o i realty show in tempi più recenti) che già imperversavano anche in Paesi non affetti dai nostri "decadimenti": viene da pensare, quindi, che le cause vadano cercate altrove. Una lettura nel complesso pregevole.
Voto: 4 / 5
(30-12-2011)
Libro - I segreti del Vaticano. Storie, luoghi, personaggi di un potere millenario. Ediz. illustrata - Augias Corrado
Il titolo altisonante, la copertina molto barocca ed il soggetto inducono a pensare a segreti, complotti e misteri in puro stile Dan Brown; in realtà (e per fortuna!!!) non è così. Del resto l'autore, giornalista e divulgatore di lungo corso, non è certo mai stato vittima del sensazionalismo facile e a mero scopo commerciale, sebbene i suoi libri riportino sempre dei titoli un po' troppo altisonanti. "I segreti del Vaticano" non si discosta da questo modello, esponendo una serie di avvenimenti storici e di cronaca più o meno noti e descrivendoli in maniera avvincente e mai noiosa. Si passa dalla Roma imperiale alla storia dell'arte rinascimentale con tutti i suoi protagonisti, per arrivare ad eventi più recenti come le vicende dello Ior (la banca vaticana), il tutto tenuto insieme dal filo conduttore rappresentato dal potere temporale della Chiesa. Augias si dimostra abile scrittore, molto versatile, riuscendo ad assumere le vesti di un Piero Angela quando parla di storia o di arte ma anche di un Lucarelli quando si occupa dei legami tra la banca vaticana, la mafia e la politica. Una tale "missione" è ovviamente complessa e forse l'autore pretende un po' troppo dalle sue doti e dalla sua (pur vastissima) cultura; infatti, a tratti, il libro risulta essere un po' dispersivo e privo di una meta, soprattutto nelle digressioni di storia dell'arte: probabilmente una "cura dimagrante" non avrebbe fatto male alle oltre 400 pagine che compongono il volume. Nel complesso, comunque, una lettura pregevole.
Voto: 4 / 5
(10-12-2011)
Libro - A cosa serve la politica? - Angela Piero
Da alcuni anni, almeno in libreria, Piero Angela ha investito le sue note doti divulgative nell'analisi della situazione economico-sociale del nostro Paese. Così, dopo aver affrontato i problemi dell'energia e della demografia, non poteva mancare uno sguardo alla politica e al ruolo che questa deve rivestire per garantire un futuro alla comunità. Il risultato è un saggio lucido, preciso e, al tempo stesso, spietato non solo verso la classe dirigente ma, in generale, verso tutto il "sistema Italia". Il libro non tratta (fortunatamente!) della politica di cui alla cronaca quotidiana, quella politica chiusa in se stessa, incapace di vedere e capire (e figuriamoci di guidare!) il mondo; protagonista è, invece, quello che la politica dovrebbe fare: migliorare l'istruzione, la ricerca, l'Università, implementare la meritocrazia e, soprattutto, adottare progetti a lungo termine che sappiano creare ricchezza. Come suggerisce l'autore: basta con la spartizione del poco latte rimasto; è ora di far crescere la mucca. Pur non essendo tutto alla deriva, non si più non concordare con Angela quando afferma che "mediamente" siamo un Paese rassegnato all'inefficienza, dove sprechi, ruberie, privilegi sono passivamente accettati in quanto è opinione diffusa che "non ci sia limite al peggio". Quelle di Angela sono riflessioni semplici ma al tempo stesso essenziali e derivano soprattutto dall'osservazione di realtà estere (anche asiatiche) che di tali principi hanno saputo fare tesoro. Basterebbero pochi sforzi, pochi sistemi di "premi e punizioni" per migliorare le cose, ma tutto sembra sempre troppo difficile o forse troppo impopolare per chi guida un Governo. Il contenuto di questo breve e scorrevolissimo testo, vale più di 100 talk show per capire ciò che sta accadendo nel nostro Paese. Unica nota di demerito, il titolo: poco accattivante e per nulla "riassuntivo" di ciò che rappresenta.
Voto: 5 / 5
(11-11-2011)
Libro - Contare e raccontare. Dialogo sulle due culture - Bernardini Carlo; De Mauro Tullio
Annosa questione: è la cultura umanistica, intrinsecamente snob e filosofica, ad aver causato l'arretratezza scientifica del nostro Paese? Secondo Bernardini, si. Quella stesa cultura, più orientata alla religione ed alla filosofia, che portava un genio come Leonardo a soffrire di un complesso di inferiorità in quanto "uomo senza lettere" e che faceva ben irritare Galileo (critico nei confronti dei sapienti del suo tempo che, di fronte ad un fenomeno naturale, invece di studiarne le cause con l'osservazione ne ricercavano una spiegazione nei testi degli antichi) ha portato il nostro Paese a perdere molti "treni", non senza conseguenze a livello economico e di competitività internazionale. Anche se con ironia, Bernardini non risparmia comunque critiche interne al mondo della scienza, in quanto se è vero quanto detto sopra, è anche vero che per molti decenni gli scienziati ben si sono guardati dal buttarsi nel campo della divulgazione. Di parere un po' diverso appare l'altro interlocutore; De Mauro infatti, pur ammettendo che la classe "umanistica" ha per decenni del tutto trascurato la cultura scientifica, evidenzia come ad oggi non vi sia un predominio dell'una o dell'altra, ma semplicemente la mancanza di entrambe sui media ma anche nelle scuole (dove sovente i metodi ed i testi risultano controproducenti). Lineare, logico e ironico lo stile di Bernardini (a tratti un po' altezzoso). Più filosofico e dispersivo De Mauro. Lettura veloce ma ricca di spunti interessanti.
Voto: 4 / 5
(05-11-2011)
Libro - Come nascono le idee - Boncinelli Edoardo
Un punto interrogativo in coda al titolo non avrebbe sfigurato, visto che, come del resto precisa l'autore sin dalle prime pagine, di risposte sull'argomento ad oggi non ve ne sono. Per il resto, il testo è molto buono, a tratti veramente interessante. Si spazia dalla psicologia alla biologia, con qualche accenno all'evoluzionismo e all'informatica, mettendo in evidenza la grande complessità della nostra mente, ancora largamente inesplorata. La scrittura è ottima, divulgativa e mai noiosa. E "accende" molte curiosità.
Voto: 3 / 5
(16-10-2011)
Libro - Acqua e cibo: la rivoluzione necessaria. I piani della scienza per nutrire il pianeta - Tonelli Chiara; Veronesi Umberto
Ci sono cose che, noi abitanti dei Paesi ricchi, diamo per scontate nella nostra vita quotidiana: come premere un bottone e "vedere la luce" o aprire un rubinetto e vedere un getto di acqua fresca uscire limpida e abbondante. Purtroppo non è cosi per una consistente parte degli abitanti del pianeta, così come non è altrettanto uniforme la distribuzione del cibo. Acqua e cibo sono i temi portanti di questo breve ma significativo libro che prende in esame alcune possibili soluzioni ai problemi di diseguaglianza nella distrubizione delle risorse, risorse che sarebbero teoricamente sufficienti per tutti ma che sono, per contro, oggetto di una ingiustificata "concentrazione". Sul versante cibo, molta attenzione è dedicata agli "ogm" spesso rifiutati nei Paesi ricchi ma che potrebbero svolgere un ruolo essenziale nei Paesi più poveri grazie alla possibilità di "veicolare" con essi vaccini o nutrimenti utili per salvare migliaia di persone mal nutrite e colpite dalle più svariate forme virali. Sul versante acqua, accuse sono mosse all'agricoltura e agli allevamenti intensivi di stampo occidentale, colpevoli di enormi sprechi di acqua. In effetti per produrre una bistecca sono necessari ancora oggi troppi litri di acqua, ma forse su questo tema Veronesi, noto vegetariano, perde un po' il senso della misura: molte altre "abitudini occidentali" causano sprechi ingiustificati di acqua ed accusare solo (o quasi) l'allevamento è forse eccessivo. Non serve diventare tutti vegetariani per salvare il mondo, serve che tutti ci si abitui a comportamenti responsabili nel quotidiano: quindi meno carne, ma anche meno rubinetti aperti quando non servono, meno consumi energetici inutili (condizionatori, case non coimbentate a dovere, ecc.....) e meno infrastrutture "colabrodo".
Voto: 3 / 5
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