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I commenti di Standbyme
Recensioni 1 - 20 di 261 recensioni presenti.  Media Voto: 3.94 / 5

(18-05-2013)
Libro - L' ipotesi del male - Carrisi Donato
Fin dalle prime pagine ho percepito un velato senso di fastidio e non riuscivo a capire a cosa fosse dovuto. Poi, a circa metà romanzo, d'improvviso ho compreso: non c'è nessuna localizzazione. Non si sa in quale città si svolgono gli avvenimenti, non c'è cenno ad un nome di una strada, di un quartiere, di un palazzo. Anche i personaggi non aiutano: visto l'eterogeneità dei loro nomi, -spagnoli, greci, italiani, est europei- presumibilmente siamo negli Stati Uniti, ma dove esattamente? Questo non è certo un elemento fondamentale per un romanzo. Può essere un pregio: sono lasciate all'immaginazione del lettore le caratteristiche e le peculiarità di una città "a misura del romanzo", come può essere un "difetto" perché lascia, a coloro che leggono, un senso di precarietà e di ansia che non si placa anche in considerazione delle tematiche trattate. Voluta dall'autore questa caratteristica? Sî, ne sono certo. Scorrevole senza dubbio, anche se l'uso di certi vocaboli non mi hanno convinto, una trama che si sviluppa come le bambole Matrioska: l'indagine su un l'autore di un delitto permette di scoprire il successivo e così via. Cupo come una cappa si smog che opprime, abbastanza coinvolgente senza eccessiva suspense e quasi privo di colpi di scena. Alcuni personaggi troppo stereotipati, poco incisivi: mal si comprende questo atteggiamento da gerarchia militare da parte dei superiori di Mila e Berish. Un dirigente che abbia un minimo di intelligenza dovrebbe apprezzare e mettere a frutto le indubbie qualità dei suoi sottoposti perché un successo in una difficile indagine andrebbe a suo beneficio. Incerto sul giudizio finale: tra il discreto e il buono.
Voto: 3 / 5
(04-05-2013)
Libro - Una piccola stella - Lindqvist John A.
Pochi ma tutti ben caratterizzati i personaggi ai quali l'autore ha affidato il ruolo di perdenti senza alcuna possibilità di riscatto o di rivalsa. Laila e Lennart che non sono riusciti mai a sfondare, cantanti in auge negli anni '70, sopravvivono grazie a sporadiche partecipazioni a concerti di vecchie glorie o collaborando saltuariamente con case discografiche. Max, il manager di successo la cui popolarità è in calo, che approfitta della sua posizione per irretire ragazzine poco più che adolescenti. Odore di rassegnazione e di resa c'è nei genitori di Teresa: Maria, quasi indifferente nei confronti dello stato psichico e fisico delle figlia, Goran, più sensibile e sofferente, vorrebbe vedere la figlia felice, spensierata ma deve arrendersi alla sua incapacità nel non riuscire ad aprire un dialogo con Teresa. Teresa, la ragazzina insignificante, non bella, goffa, chiusa in se stessa, derisa dai compagni che pensa di aver trovato la sua ancora di salvezza, la sua possibilità di riscatto, di riuscire ad emergere, di essere finalmente considerata in Theres. Theres, perno dell'intero romanzo, che lo domina dall'inizio alla fine, con la sua presenza discreta ma nel contempo soffocante. Theres la ragazzina eterea venuta dalla nuda terra, che si nutre di soli omogeneizzati perché crede di essere sempre una bambina, che teme gli adulti così come le ha insegnato il padre adottivo, che si esprime a fatica, asociale ma dotata di una voce fantastica, perfetta, che ammalia tutti come le note uscite dal piffero che suonò ad Hamelin. Sembra distaccarsi da questo schema comune Johannes, l'amico d'infanzia di Teresa, ma anche lui finirà per soccombere proprio per il bene sincero che prova nei confronti di lei. Solo Jerry, il fratellastro di Theres, troverà il modo di uscire da questa spirale grazie all'amore? (segue)
Voto: 5 / 5
(10-04-2013)
Libro - Il cacciatore di teste - Nesbø Jo
Quando uno scrittore, dopo una lunga serie di ottimi romanzi, abbandona momentaneamente il suo personaggio e dà alla luce un nuova opera diversa, ma altrettanto coinvolgente, significa che questo autore dimostra di avere consolidato e meritato il suo posto tra i migliori dieci della letteratura di genere al mondo. Un misto di vari generi "Il cacciatore di teste" che ricorda vagamente, per certi aspetti, "American Psyco": eleganti biglietti da visita con le essenziali informazioni, abiti di alta sartoria, scarpe di marca, esclusive gallerie d'arte. Genere diversi dicevamo: traffico internazionale di opere d'arte, e uno; società che si occupano di prodotti di alta tecnologia quasi fantascientifica, e due; intrighi amorosi, e tre; spionaggio industriale, e quattro; thriller con una serie di omicidi con più colpevoli, e cinque. Il tutto magistralmente miscelato con ritmo, suspense, comicità. Una sfida tra due uomini, uno più bastardo dell'altro, è il perno della trama: il piccoletto Roger Brown abilissimo "cacciatore di teste" ovvero selezionatore di manager capaci di dirigere importanti aziende nel mondo del terziario e Clas Greve che, pur avendo esperienza e capacità, non si dimostra interessato all'ambito posto di amministratore delegato di una piccola ma eccellente azienda. In questo romanzo, che si conclude con un sorprendente colpo di scena che decreterà il vincitore, vi si può leggere anche un'abile presa in giro di certi esclusivi ambienti.
Voto: 5 / 5
(24-02-2013)
Libro - Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi - De Giovanni Maurizio
Sono un po' arrabbiato con Maurizio: non può parlarci di pastiera, di minestra strizzata, di pizza alle cipolle, di ragù alla cilentina, descriverne, punto per punto, tutti gli ingredienti e non spiegarci le ricette, le modalità per preparare tutte queste prelibatezze! Lo so, lo so De Giovanni non è un famoso cuoco ma capite che descrive così bene gli ingredienti che ne senti i profumi, gli odori, ne vedi i colori, riesci ad ascoltare il borbottio delle pentole tanto che al termine del capitolo di viene una fame? Maurizio alla fine del libro, dopo i ringraziamenti, una ricettina completa ce la meritiamo noi fedeli lettori non ti pare? Ancora una volta De Giovanni riesce a sorprenderci. I suoi personaggi, anche se sono sempre gli stessi e ormai li conosciamo come se fossero i nostri migliori amici, riescono a parlare al nostro cuore come i morti parlano a Ricciardi. La loro umanità, la fragilità, la solidarietà che li porta ad aiutarsi l'un con l'altro, il senso di giustizia, il rispetto verso i deboli, dovrebbero essere presi ad esempio e se la società adottasse questi comportamenti vivremmo sicuramente in un mondo migliore. Non con i termini "politicamente corretti" che si dimostra rispetto verso il prossimo ma con il comportamento che adotti nei suoi confronti e questo insegnamento, nei romanzi di De Giovanni, è sempre presente e dovremmo sempre tenerlo a mente. Anche se il giallo, preso a se stante, non è certo all'altezza dei migliori thriller che girano su "Corpi freddi" e il nome dell'assassino è abbastanza prevedibile la trama è ugualmente coinvolgente. Non è tanto la tecnica o il "modus operandi" che più ci interessa ma è il movente che ci appassiona. Come non attribuire ancora una volta il massimo dei voti?
Voto: 5 / 5
(24-02-2013)
Libro - Gorilla blues - Dazieri Sandrone
Non è affatto male questo Dazieri con il suo Sandrone detto "Il gorilla". Un investigatore privato che opera ai limiti della legge, limiti che vengono spesso superati, che indaga con l'aiuto di inseparabili amici e spesso in crisi con la sua compagna Vale. Ex buttafuori, ex frequentatore dei Centri sociali, scanzonato e ironico, Sandrone risulta subito simpatico al lettore e non è necessario iniziare dal primo romanzo della serie per apprezzarne le qualità. Fin qui nulla di nuovo, direte voi, ce ne sono tanti di personaggi letterari così, sicuramente molto più bravi e affermati del nostro investigatore nostrano. Ma c'è una caratteristica che gli altri non hanno: Sandrone ha un "Socio" alla pari che fa spesso il lavoro sporco. Quando c'è da menar le mani, quando non è sufficiente l'amico poliziotto che ti da una dritta, quando bisogna far parlare qualche delinquente per strappargli informazioni di vitale importanza con metodi non proprio ortodossi, ecco che interviene il Socio. Il compenso pattuito con il cliente non viene diviso a metà: se lo incamera tutto Sandrone. E già perché siamo di fronte ad uno sdoppiamento della personalità in cui ognuno conosce l'esistenza dell'altro. Sandrone va a dormire ed ecco che entra in azione il suo alter ego e viceversa. Non possono parlarsi ed incontrarsi e per scambiarsi le informazioni inerenti il prosieguo delle indagini e sui risultati fino a quel momento raggiunti lasciano dei biglietti. In questo, per me secondo romanzo l'indagine porta Sandrone e il Socio ad investigare negli ambienti politici di estrema sinistra e di estrema destra, fino ad arrivare a Genova dove si commemora il primo anniversario del tragico G8. Forse qui un po' troppo di parte ma il lettore dovrebbe giudicare la trama, la prosa e il contenuto del romanzo non l'idea politica dell'autore o del personaggio. L'assassino non è comunque spinto da ideologie bensì da uno dei più classici, vecchi e sempre attuale movente: la vendetta.
Voto: 4 / 5
(24-02-2013)
Libro - La porta del paradiso - Colitto Alfredo
Alfredo Colitto ci ha proprio viziati con i sui tre romanzi dove l'illustre dottor Mondino de' Liuzzi risolve dei gialli uno più bello dell'altro: storie emozionanti e intense che non ti fanno staccare gli occhi dalle pagine. Da un bravo scrittore ci si aspetta sempre di più e si rischia, per un nonnulla, di rimanere delusi. Con questa nuova storia ci allontaniamo da Bologna e con la più prestigiosa ineguagliabile macchina tempo/spazio che sia mai stata inventata, la lettura, ci spostiamo di seicento chilometri e di quattro secoli e approdiamo nella Napoli del 1600. Qui troviamo un focoso giovanotto, nobile e abituato agli agi, che di colpo, con tutta la sua famiglia, precipita nella povertà per i debiti accumulati dal padre. La nostra macchina del tempo ci porta, insieme a Leone, ad affrontare un lungo viaggio su un galeone spagnolo alla volta del Messico e poi in un'arida zona per tentare di estrarre argento da una miniera. Ma Leone non è Edmond Dantes: una lunga serie di difficoltà, tradimenti, spietati banditi, invidie , complotti, malattie gli impediranno di tornare a Napoli ricco pronto a pianificare la sua vendetta. Ci tornerà nella città partenopea, con più denaro rispetto a quando è partito, ma non sufficiente a riscattare la sua famiglia e il suo onore. Solo alcuni avvenimenti storici gli daranno una mano? Avvincente e con una prosa che scorre come l'acqua di sorgente questo romanzo non delude le aspettative ma i precedenti hanno qualche cosa in più e il raffronto mi porta ad assegnare quattro stelline ma se non avessi prima letto del dottor Mondino de' Liuzzi non avrei potuto non assegnarne cinque. Che faccio allora?
Voto: 5 / 5
(13-01-2013)
Libro - Alle radici del male - Costantini Roberto
La scrittura semplice, quasi senza subordinate, con periodi che non superano le tre righe, non è una carenza, anzi sta ad indicare la capacità dell'autore che, con questo tipo di prosa, ha saputo dare alla lunga, avvincente narrazione un ritmo incalzante, senza mai un momento di calo, senza mai annoiare il lettore. I personaggi, fin dalle prime pagine, irrompono prepotentemente nella scena. Con il loro carattere, forte e determinato, travalicano l'opera di fantasia per approdare nella realtà degli avvenimenti storici del recente passato. Emergono, come nel precedente romanzo, i difetti degli italiani messi alla luce, impietosamente, con poche essenziali frasi sparse, quasi a caso, nell'intero romanzo. Tutti, salvo Italia, Laura e Nadia, rivestono un doppio ruolo che non ci permette di porli con certezza dalla parte dei buoni o dei cattivi. La linea di confine che separa questi schieramenti è aleatoria e viene oltrepassata con molta facilità. Le azioni più cruente e irreparabili trovano una sorta di giustificazione se commesse dal giovane Balistreri mentre suscitano repulsione e condanna se compiute da chi trama un colpo di stato, da chi, scientemente, sacrifica gli interessi degli altri per il proprio tornaconto. È corretto questa valutazione ambivalente? No! Ma il lettore non è un giudice che deve valutare con imparzialità e emettere la giusta sentenza di condanna o di assoluzione. Il lettore si fa trasportare dai propri sentimenti, dalle emozioni, dalle passioni che il romanzo suscita in lui e quindi "giudica" sulla base di questi fattori che lo portano a provare simpatia, stima e solidarietà nei confronti del cinico, scansafatiche, sessista Commissario Michele Balistreri difetti che compensa con un innegabile pregio: nessuna accondiscendenza verso i potenti e gli intoccabili, nessun servilismo. Karim invece, per la sua coerenza, merita rispetto.
Voto: 5 / 5
(03-01-2013)
Libro - Cane mangia cane - Bunker Edward
L'autore di "Cane mangia cane" non ha dovuto chiedere consulenze a poliziotti, ad avvocati, ai garanti sulla libertà vigilata, a direttori di carceri per farsi spiegare la varie procedure sull'arresto, sull'iter processuale, sul rilascio su cauzione, sulla vita nelle carceri più dure. No! Edward Bunker non ha avuto bisogno di ringraziare nessuno "per i preziosi consigli dati" perché tutte queste esperienze le ha vissute in prima persona essendo stato il più giovane carcerato di San Quentin. Questa esperienza, iniziata all'età di undici anni in riformatorio, protrattasi poi, a periodi alterni, per diversi anni in vari penitenziari, unita ad un naturale talento, gli ha permesso di scrivere questo eccezionale, duro romanzo nel quale ai tre personaggi, autori di rapine, omicidi, tradimenti non viene offerta alcuna possibilità di riabilitarsi. Il reinserimento nella società civile, una volta scontata la giusta pena, è quasi impossibile: Troy Cameron, Diesel Carson e Mad Dog McCain, in un vortice senza fine, tornano a delinquere con la complicità, forse, di un sistema giudiziario che, a chi rapina una manciata di dollari, infligge una pena di parecchi anni mentre a chi dilapida un miliardo di denaro pubblico concede una buona uscita di parecchi milioni. Fin dalla prima pagina si viene catturati dall'ottimo e scorrevole stile, ci si immerge nel mondo del crimine e nei suoi meccanismi appassionandosi alla vicenda; la narrazione ci scava nell'anima e ci coinvolge profondamente nei sentimenti. Posso assicurare ai lettori abituati ad opere come "Io ti troverò", "Il potere del cane", "Dalia nera" che "Cane mangia cane" è all'altezza dei migliori "Crime story" basati su fatti realmente accaduti ed è di certo superiore a moltissimi romanzi dello stesso genere frutto della fantasia dell'autore.
Voto: 5 / 5
(03-01-2013)
Libro - L' inverno del mondo. The century trilogy. Vol. 2 - Follett Ken
Con uno stile essenziale, pragmatico, a volte crudo, Ken Follett ci conduce per mano durante i quindici anni più disastrosi, bui e terribili del XX secolo ponendo l'accento, anche se non ce ne sarebbe stato bisogno, su come sono simili i regimi totalitari pur ponendosi agli estremi opposti per le ideologie e la loro visione su come debba essere organizzata la società civile. Non tiene con il fiato sospeso per il semplice motivo che gli avvenimenti storici descritti li abbiamo letti, visti e ci sono stati raccontati in tutte le salse: l'avvento di Hitler al potere, l'assedio di Mosca, i bombardamenti di Londra, Pearl Harbor, la battaglia delle Midway, Los Alamos, la disfatta della Germania, il ponte aereo per Berlino. Nessuna suspense per questi fatti, ma tante emozioni contrastanti e partecipazione per i personaggi del romanzo, per le loro vicissitudini, per il loro coraggio o vigliaccheria, per le loro lotte finalizzate alla conquista della libertà, per i loro amori e tradimenti, che sono certo, continueranno anche con l'ultimo della trilogia regalandoci ancora tante sorprese.
Voto: 4 / 5
(09-10-2012)
Libro - Una donna non dimentica mai - Eriksson Jerker; Sundquist Hakan A.
Inizia dal punto in cui ci aveva lasciato "La stanza del male" e, come nel primo romanzo, anche in questo il finale, pur lasciando intuire chi ha commesso gli atroci delitti, ci lascia con molte domande senza risposta. Qualsiasi ulteriore specificazione su questo punto rischia di essere uno spoiler pertanto mi asterrò. Un romanzo cupo, inquietante, molto forte, a volte intricato. Si sprofonda in un baratro allucinante con violenze su minori inimmaginabili. Nel leggerlo si pensa di vivere un incubo, si pensa che in fondo è solo un romanzo frutto della perversa fantasia degli autori, si pensa che sono le solite esagerazioni per vendere più copie e attirare lettori cui piacciono queste storie lugubri, forse anche loro un po' perversi. Tutto ciò non ha importanza tanto poi ci si sveglia, tanto poi, arrivati alla fine, si ripone il libro nella sua scansia e si ritorna a vivere nel mondo reale dove i bimbi possono vivere sereni la loro innocente fanciullezza poi? sì e poi? Poi la cronaca nera ci toglie tutte queste illusioni facendoci vedere il marcio che è insito in molti uomini e donne. Mi chiedo se questi romanzi possano essere visti come una denuncia contro tutti questi orrori: io sono convinto di sì.
Voto: 4 / 5
(30-09-2012)
Libro - Memento. I sopravvissuti - Baggott Julianna
Cocktail "Memento". Prendete tre parti di "Post-apocalittico", due di "Fantascienza", due di "Fiaba", una di "Avventura", una di "Fantasy", una spruzzata di "Suspense". Non mescolate ma agitate il tutto con delicatezza, versatelo su un calice con la prosa agile, vi sedete su un comodo divano e sorseggiatelo con calma assaporandone tutte le sue fragranze. Il suo gusto vi accompagnerà a lungo e non sarà facile dimenticarlo.
Voto: 4 / 5
(25-09-2012)
Libro - E liberaci dal padre. Ediz. a caratteri grandi - George Elizabeth
Il primo romanzo della George, scoperta da poco tempo, è stata una folgorazione per come ha saputo trattare un argomento molto scabroso senza cadere nella volgarità o insistere su particolari inutili che non avrebbero fatto altro che urtare la sensibilità e l'intelligenza del lettore. Un'ottima prosa, una trama che regge molto bene, personaggi molto ben tratteggiati e credibili che tengono la scena dalla prima all'ultima pagina. Un romanzo che supera le frontiere del "giallo" per sondare con fine psicologia i comportamenti delle persone che purtroppo non sono solo frutto della fantasia dell'autrice.
Voto: 5 / 5
(25-09-2012)
Libro - E liberaci dal padre - George Elizabeth
Il primo romanzo della George, scoperta da poco tempo, è stata una folgorazione per come ha saputo trattare un argomento molto scabroso senza cadere nella volgarità o insistere su particolari inutili che non avrebbero fatto altro che urtare la sensibilità e l'intelligenza del lettore. Un'ottima prosa, una trama che regge molto bene, personaggi molto ben tratteggiati e credibili che tengono la scena dalla prima all'ultima pagina. Un romanzo che supera le frontiere del "giallo" per sondare con fine psicologia i comportamenti delle persone che purtroppo non sono solo frutto della fantasia dell'autrice.
Voto: 5 / 5
(19-09-2012)
Libro - Deserto di paura - Corbin Hubert
Un tentativo malriuscito di cercare ispirazione dal film "Un tranquillo week-end di paura". In ambedue le opere abbiamo dei balordi che danno la caccia a cittadini che voglio trascorrere un po'di giorni lontano dalla civiltà. In ambedue c'è violenza, in ambedue è l'arco che risolve la situazione. Le differenze: il libro è ambientato nel deserto mentre il film nei boschi dei monti Appalachi, il romanzo è privo di suspense il film invece, che ricordo è tratto dal romanzo "Dove porta il fiume" di James Dickey, è un capolavoro di tensione e pathos.
Voto: 2 / 5
(19-09-2012)
Libro - 1Q84. Libro 1 e 2. Aprile-settembre - Murakami Haruki
Mi hanno fatto un incantesimo! Per cinque giorni sono stato proiettato in un'altra dimensione dove ero sospeso tra il sogno e la realtà. Catturato fin dalla prima parola sono riuscito a uscirne, con immenso dispiacere, solo dopo aver raggiunto la settecentodiciottesima pagina e avrei voluto averne altrettante per continuare a mantenere quello stato di stupore come se fossi stato ipnotizzato dallo scorrere delle parole così magistralmente messe su carta da Murakami e altrettanto magistralmente tradotte da Amitrano. Mai, come in questo romanzo, la sottile linea bianca, posta sul confine che separa l'inquietante realtà dal rassicurante mondo irreale, risulta essere così evanescente che non ci si rende conto se è normale vedere sospesa nel cielo una sola luna o è più corretto essercene due che illuminano le nostre notti. Ed è proprio questo sottile filo di separazione tra i due mondi che lega Aomame e Tengo, ambedue inconsapevolmente impegnati a trovare la strada che li conduca ad un ritrovato amore accompagnati dalle note della Sinfonietta di Janacek.
Voto: 5 / 5
(07-08-2012)
Libro - Cielo di sabbia - Lansdale Joe R.
Classico romanzo di formazione adatto anche ai lettori più giovani. Ambientato in pieno periodo di Depressione tre adolescenti abbandonano le loro fatiscenti fattorie lasciandosi alle spalle i corpi dei genitori, desolazione, deserto, tempeste di sabbia e tanta, tanta fame. Ha così inizio un luogo avventuroso viaggio nel corso del quale incontreranno gangster, signore di buon cuore, schiavisti, barboni, circensi, orde di cavallette, alligatori. Abbastanza prevedibile non offre il pathos cui Lansdale ci ha abituato. Anche nel caratterizzare i personaggi non ha creato nulla di originale: la ragazzina impertinente con la battuta pronta, l'amico con la testa sulle spalle e il fratellino che forse non si rende conto della drammaticità della situazione. Romanzo comunque positivo dove alla fine la solidarietà tra gli emarginati prevale sull'egoismo.
Voto: 3 / 5
(30-06-2012)
Libro - La notte dei ragazzi re - Lenteric Bernard
Un inizio molto promettente che lasciava presupporre, per questo romanzo noir con un tocco di fantascienza, una valutazione di quattro stelle. Fozzy è il supercomputer avveniristico, il più potente al mondo, che ha il compito di scovare, tra tutti gli alunni degli Stati Uniti, quelli superdotati. Jimbo Farrar è il geniale programmatore informatico che ha istruito Fozzy a parlare con le voci delle stelle di Hollywood e sette sono i supergeni trovati da Fozzy che saranno seguiti e "adottati" in incognito da Jimbo per dieci anni, finché, ormai quindicenni, verranno fatti incontrare. Subito scatta tra loro una sorta di simbiosi e un forte senso di solidarietà tanto da sentirsi quasi come un unico essere. I sette durante una passeggiata al Central Park vengono aggrediti da una gang, picchiati selvaggiamente e due di loro violentati. Da quel momento scatta in loro il desiderio di vendetta verso la società che non ha saputo proteggerli. Ed è da questo punto, incredibilmente, che il romanzo, almeno per quanto mi riguarda, ha un brusco calo verso il basso. Forse sono così geniali e complesse le truffe informatiche che elaborano e gli omicidi che preparano e mettono in atto che sfuggono al mio comprendonio. Resta il fatto che se prima si era solidali con i sette ragazzi, dopo indispongono e non si possono più condividere le loro azioni. Termino con una considerazione: per la scena dello stupro e delle violenza di gruppo non credo che sia un romanzo adatto a partire dai tredici anni.
Voto: 2 / 5
(29-06-2012)
Libro - La statua che urla - Brown Fredric
Non vi dirò che è a questo romanzo che Dario Argento si è ispirato per "L'uccello dalle piume di cristallo": su una recensione sì e su una no, c'è questa informazione. Un giallo d'altri tempi scritto alla fine degli anni '40 che, se si perdonano alcuni luoghi comuni tipici di questo genere, risulta essere un romanzo di piacevole lettura, avvincente e non privo del classico colpo di scena. Bella la figura del protagonista William Sweeney, cronista al Blade, ubriaco, di origini irlandesi che nasconde, sotto un aspetto banale, un cervello diabolicamente acuto. Ricorda un po' per la costanza, la perseveranza e la voglia di andare fino in fondo Jack McEvoy il giornalista protagonista del romanzo "L'uomo di paglia" anche se dovrebbe essere il contrario: Connelly è venuto dopo Brown. Ma torniamo al nostro romanzo: pagina dopo pagina ci vengono presentati nuovi personaggi che hanno un ruolo ben definito nello svolgimento del racconto. Gli indizi, per portare alla luce lo "Squartatore", che ha già ucciso tre giovani donne tutte e tre bionde, vengono rivelati poco per volta, man mano che ci si inoltra nel romanzo fino a giungere ad un finale a sorpresa degno dei migliori thriller moderni. Non delude Fredric Brown che ricordiamo per i suoi racconti di fantascienza tra cui "Assurdo universo" e "Sentinella".
Voto: 4 / 5
(29-06-2012)
Libro - La statua che urla - Brown Fredric
Non vi dirò che è a questo romanzo che Dario Argento si è ispirato per "L'uccello dalle piume di cristallo": su una recensione sì e su una no, c'è questa informazione. Un giallo d'altri tempi scritto alla fine degli anni '40 che, se si perdonano alcuni luoghi comuni tipici di questo genere, risulta essere un romanzo di piacevole lettura, avvincente e non privo del classico colpo di scena. Bella la figura del protagonista William Sweeney, cronista al Blade, ubriaco, di origini irlandesi che nasconde, sotto un aspetto banale, un cervello diabolicamente acuto. Ricorda un po' per la costanza, la perseveranza e la voglia di andare fino in fondo Jack McEvoy il giornalista protagonista del romanzo "L'uomo di paglia" anche se dovrebbe essere il contrario: Connelly è venuto dopo Brown. Ma torniamo al nostro romanzo: pagina dopo pagina ci vengono presentati nuovi personaggi che hanno un ruolo ben definito nello svolgimento del racconto. Gli indizi, per portare alla luce lo "Squartatore", che ha già ucciso tre giovani donne tutte e tre bionde, vengono rivelati poco per volta, man mano che ci si inoltra nel romanzo fino a giungere ad un finale a sorpresa degno dei migliori thriller moderni. Non delude Fredric Brown che ricordiamo per i suoi racconti di fantascienza tra cui "Assurdo universo" e "Sentinella".
Voto: 4 / 5
(29-06-2012)
Libro - Vuoto di luna - Connelly Michael
Devo confessare che, a parte i primi due romanzi e il recente "L'uomo di paglia", non ho più seguito Connelly. Una scelta, anche se dolorosa, si impone. Per poter leggere gli autori bravi, sia di thriller sia di altri generi, le giornate dovrebbero durare 48 ore. Avvincente la storia narrata in "Vuoto di luna", il ritmo è incalzante, la suspense non manca specialmente alla fine, durante la resa dei conti. Forse un po' troppo stereotipata la figura del mafioso di origini italiane a capo del Casinò. La scrittura non si perde in inutili e banali descrizioni: memorabile è la scena della tenda che inizia a lacerarsi sotto il peso della persona che vi si aggrappa sospesa nel vuoto al ventesimo piano? è come vedere un film.
Voto: 4 / 5
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